Breve analisi sulla Sampdoria.

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

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Questo mercoledì andrà in scena la 10 giornata, turno infrasettimanale, che permetterà alla Juventus di rifarsi prontamente della caduta rimediata a S.Siro contro il Milan sabato scorso.

L’avversario di turno che farà visita ai Campioni d’Italia sarà la Sampdoria di Giampaolo, reduce dalla vittoria ottenuta nel derby contro il Genoa.

Nelle prime 9 giornate i blucerchiati hanno ottenuto 11 punti, risultato di 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, ottenute consecutivamente dalla 2a alla 5a giornata. Sono in serie positiva da 3 giornate (2 nulle e 1 vittoria)

La Sampdoria è una squadra che non segna molto (solo 10 goal , media di 1.1 a match e percentuale di precisione al tiro del 47%) e che non concede molto ( 12 goal subiti, 1.3 per partita) pur mantenendo la porta inviolata solo alla prima giornata (vittoria a Empoli per 1-0).

Dei 10 goal messi a segno 3 sono stati segnati da Luis Muriel (57% di precisione al tiro), il cannoniere della squadra e miglior uomo assist con 8 key pass e 1 assist vincente.

 

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Pur non segnando molto la squadra di Giampaolo ha creato, in questo inizio di stagione, 103 occasioni da rete, media di 11.4 a gara, un dato che fa capire come in fase offensiva la squadra produca gioco.

La Sampdoria è anche una squadra dotata di buon palleggio (80% di precisione nei passaggi in media, 81% nelle ultime tre gare) e gioca con aggressività, come dimostra il dato dei contrasti vinti (48%, aumentato al 51% nelle ultime 3 gare).

Lo schema tattico usato da Giampaolo è sempre stato il 4–3-1-2 (rombo) che ha visto la Sampdoria schierarsi con questo 11 nell’ultima gara di campionato:

 

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La fase difensiva della Samp, come detto, non è delle peggiori, ma concede comunque in media un goal a gara, segno che durante i 90 minuti va incontro a momenti di confusione e deconcentrazione, come si può vedere dal frame seguente preso dal derby.

 

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In fase offensiva l’azione viene sviluppata sulle fasce, con una leggere preferenza verso l’out di destra dove agisce spesso Muriel ( Nelle ultime 3 gare media del 24% di gioco sulla destra rispetto al 22% sulla sinistra)

 

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Oltre a Muriel, di gran lunga la stella della squadra, la Juventus dovrà stare molto attenta agli inserimenti sia di Edgar Barreto che di Fernandes, entrambi dotati di buoni tempi di inserimento e di un pericoloso tiro da fuori, oltre alle spinte di Sala e Regini, che si propongono con continuità, portando cross pericolosi al centro dell’area.

 

 

Di seguito le headmaps di Regini e Sala contro Palermo, Pescara e Genoa.

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Nonostante la Sampdoria abbia tenuto una media di possesso palla del 51%, è molto probabile che affronterà la gara chiudendosi in difesa, cercando di togliere spazi alla Juventus, situazione che i bianconeri soffrono, ancor di più ora che mancherà Dybala, l’uomo che scendeva a giocare tra le linee.

Per la Juve sarà necessaria molta pazienza, ordine tattico e precisione tecnica, oltre ad una velocità di manovra superiore a quella vista di recente, elemento fondamentale perchè si possa riuscire a perforare difese così compatte.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=q8nsCDLgc2Q

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=YKfgf9Y-GKU

 

 

MILAN – JUVENTUS : Breve analisi sui rossoneri.

 

http://www.calcioweb.eu/2016/05/milan-juventus-0-1-dts-le-pagelle-di-calcioweb/330261/

http://www.calcioweb.eu/2016/05/milan-juventus-0-1-dts-le-pagelle-di-calcioweb/330261/

 

La prossima avversaria che la Juventus dovrà affrontare in serie A per la 9 giornata sarà il sorprendente Milan di Vincenzo Montella, secondo in classifica, al pari della Roma, con 16 punti, a 5 lunghezze dai bianconeri primi con 21.

I 16 punti conquistati dai rossoneri sono frutto di 5 vittorie, 1 pareggio e due sconfitte, con 15 gol fatti (1.8 a gara) e 11 subiti (1.3 a gara).

Dei 15 goal fatti 5 provengono da calci piazzati (33%), suddivisi in 3 rigori e 2 calci d’angolo.

Il Milan viene da 5 risultati utili consecutivi (4 vittorie e un pareggio, in trasferta, contro la Fiorentina) dove, nelle prime tre gare della serie utile (fino a quella vinta con il Sassuolo a S.Siro per 4-3) aveva mantenuto la porta inviolata (0-1 contro la Sampdoria, 2-0 contro la Lazio e, appunto, 0-0 contro i viola).

Il gioco del Milan è basato sull’attesa dell’avversario per poi colpirlo con transizioni positive rapide, un’attesa però non statica ma attiva, volta alla chiusura degli spazi e al pressing appena il portatore palla supera la metà campo. Probabile che contro la Juve attuerà lo stesso sistema di gioco, sperando di portare i bianconeri a commettere errori tecnici in fase di impostazione per poi colpirli in contropiede con il trio d’attacco.

La qualità tecnica del Milan è buona, come ci fa capire il dato sulla precisione nei passaggi che, in media, si aggira sull’82% (83% la media delle ultime 3 gare giocate a S.Siro)

Di seguito alcuni frame tratti da Fiorentina-Milan e da Chievo Vr-Milan dove sono evidenziati i movimenti dei tre attaccanti.

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Come evidente nel secondo frame, Kucka avrà probabilmente il compito di andare al disturbo sul regista della Juve (In questo caso Hernanes potrebbe avere difficoltà a gestire la pressione del centrocampista slovacco) per recuperare palla e puntare la porta cercando di sfruttare il movimento ad allargare degli esterni d’attacco, nel caso specifico Niang e Suso.

L’azione d’attacco il Milan la sviluppa con leggera prevalenza sull’out sinistro, dove giocano Niang e De Sciglio ( 21% vs Udinese; 23% vs Lazio; 26% vs Sassuolo).

Restando sulla fase offensiva il Milan ha creato in stagione 77 palle goal (8 assist e 69 key pass), una media di 9.6 a match, dato leggermente migliorato se si considerano gli ultimi 3 match casalinghi (10.3 occasioni di media).

Per  quanto concerne l’aspetto difensivo la squadra di Montella non sempre risulta compatta, permettendo agli avversari di usufruire di spazi tra le linee, com’è capitato contro la Fiorentina.

Il rientro non sempre è tempestivo e questo fa si che la squadra risulti lunga in certi frangenti della gara. Se la Juventus giocherà al livello tecnico che le compete e con una velocità di manovra adeguata, potrà approfittare di queste lacune nella fase difensiva del Milan per poter colpire.

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Tra gli uomini di spicco del Milan sicuramente bisogna citare Donnarumma, senza discussioni la stella della squadra, Niang, Bacca, Suso e Bonaventura.

Su Gianluigi Donnarumma c’è poco da dire: 8 gare e 3 clean sheets, media di 1.38 goal concessi a gara e di 2,75 salvataggi, sempre per gara. Inoltre, oltre ad essere un’assoluta certezza tra i pali è anche abile con i piedi con un 67% di precisione nella distribuzione della palla.

M’Baye Niang è, per questa squadra, un giocatore importante, decisivo nella fase d’attacco nonostante i soli 3 goal in 8 gare (0.37 a gara). E’ secondo solo a Suso e Bonaventura per numero di occasioni create (10), ha una precisione al tiro del 42% e una precisione nei passaggi del 77%. Al di la dei numeri è il suo movimento sull’esterno unito alla sua velocità e capacità nel dribbling a farne un fattore importante per la squadra di Montella.

Carlos Bacca è il capocannoniere della squadra con i 6 goal segnati in 8 gare , un 69% di efficacia al tiro e un 72% di precisione nei passaggi. Un attaccante d’area di rigore ma che fa anche del movimento che porta alla creazione di spazi che, come prima accennato, possono essere sfruttati dai centrocampisti o ali.

Suso è la sorpresa della stagione visto che sta confermando quanto di buono fatto vedere a Genova, sponda rossoblu, sotto la saggia guida di Mister Gasperini.

Fino ad ora l’ex Liverpool ha giocato tutte e 8 le gare segnando solo 1 goal ma primeggiando nella classifica delle occasioni create (12 – 10 key pass e 2 assist). Precisione nei passaggi dell’82% e nel tiro del 50% ne fanno intuire le qualità tecniche, fondamentali nell’economia offensiva del Milan attuale. La sua capacità di giocare nell’half space tra terzino e centrale, unita alla rapidità di esecuzione, ne fanno un pericolo costante per le difese avversari, Juventus compresa.

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La posizione di Suso, half space tra terzino e centrale di sinistra.

Infine Giacomo Bonaventura, che da partente nel mercato estivo si sta ritagliando un ruolo da protagonista nel centrocampo del Milan.

Leader nelle occasioni create (13), con una media di precisione nei passaggi dell’87% (93% nelle ultime 3 gare), il #5 rossonero è il centrocampista di qualità che ha il ruolo di connettere la mediana con la linea d’attacco, abile sia nel contenere ma, soprattutto, nel proporre.

Gioca prevalentemente come interno di centrocampo sul centro destra, agendo in collaborazione con Abate e Suso che agiscono nella zona, proponendosi però anche centralmente, come si può osservare nell’immagine soprastante.

La Juventus avrà una gara difficile da affrontare che, ancor più rispetto al solito, dovrà interpretare al meglio giocando al massimo delle potenzialità e limitando al minimo gli errori in fase di costruzione per evitare che il Milan le possa fare uno sgambetto, avendone le possibilità in questo specifico momento della stagione.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE: www.squawka.com

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=wjAiNJaDuGo; https://www.youtube.com/watch?v=v8PHpUKIxHE

 

 

Bella vittoria della Juve: Analisi di Empoli – Juventus

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

 

Bella e convincente vittoria ( terza gara consecutiva senza subire goal) quella ottenuta dalla Juventus in trasferta contro un Empoli che, per 50 minuti, era riuscito a resistere, pur concedendo due grandissime occasioni da goal sprecate da Khedira e Cuadrado, e a rendersi pericoloso nella fase finale del primo tempo.
Le statistiche dicono che la Juventus ha avuto un possesso palla del  54%, con una precisione nel passaggio dell’86%, 17 occasioni create, il 70% di duelli aerei vinti e 21 palloni intercettati.

Ancora troppi gli errori tecnici, soprattutto negli ultimi metri, aspetto che non ha permesso alla Juve di sbloccare prima la gara, rischiando di renderla ancor più complicata.

 

Schema degli errori di passaggio della Juve.

Schema degli errori di passaggio della Juve.

 

Sempre restando sull’argomento tecnica e passaggi ottima la prova di Miralem Pjanic, schierato da mezzala sinistra (Hernanes faceva il pivote) e libero di esprimere la sua qualità più vicino alla porta avversaria.

Precisione nei passaggi dell’88% con soli 6 errori e 5 occasioni create (il 29% del totale di squadra) i dati che dimostra l’alto livello della prestazione del fantasista bosniaco che sembra aver trovato definitivamente la sua collocazione sul campo.

 

 

Schema dei passaggi di Pjanic.

Schema dei passaggi di Pjanic.

 

 

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

 

Quando la Juve costruiva la manovra, il centrocampista che si abbassava ad aiutare Hernanes non era infatti il #5 ma Khedira. Questo permetteva a Pjanic di essere libero di giocare in posizione più avanzata con guadagno da parte della manovra bianconera.

 

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

 

Questa scelta tattica da parte di Allegri è nata anche dalla capacità ormai acquisita da parte di Hernanes nel giocare da pivote.

Precisione nei passaggi del 91%, 2 palloni intercettati, 100% di duelli aerei vinti e 4 falli commessi le stats del brasiliano ex Inter.

L’alzata di Pjanic si notava anche quando era l’Empoli che costruiva e la Juve cercava di distruggere sul nascere la manovra. Higuain e Dybala erano uno al fianco dell’altro per disturbare i due centrali, con Alex Sandro a sinistra e Cuadrado a destra pronti ad accorciare quando la sfera finiva tra i piedi dei terzini toscani. Pjanic si alzava sulla tre quarti a marcare il loro regista.

 

I movimenti della Juve quando era l'Empoli a costruire l'azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

I movimenti della Juve quando era l’Empoli a costruire l’azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

 

Al 50′ la svolta della gara con Alex Sandro che sulla sinistra, con un’azione caparbia, riesce ad avanzare e a crossare basso a centro dell’area dove Dybala, abile ad approfittare dello spazio e ad attaccarlo con i giusti tempi, controlla e tira di sinitro con un tempo di esecuzione rapidissimo che gli consente di segnare e portare in vantaggio, meritatamente, la Juve.

Subito il goal l’Empoli subisce il contraccolpo psicologico e, in 5 minuti, subisce altri due goal che portano, entrambi, la firma del Pipita Gonzalo Higuain.

Il #9 bianconero prima porta avanti un’azione personale per vie centrali, favorito dall’atteggiamento “molle” della difesa empolese che gli consente di arrivare al limite dell’area e di tirare di sinistro. Lo 0-3 invece è il più facile dei goal, con “assist” di Zambelli che, pressato dalla punta, effettua un retropassaggio troppo corto permettendo a Higuain di trovarsi a tu per tu con Skorupski, saltarlo e segnare a porta vuota per il definitivo 0-3.

La partita quindi arriva al 90′ con la Juventus che, senza patemi, gestisce il comodo vantagio, sfiorando in altre occasioni lo 0-4, in particolare con il subentrato Marko Pjaca.

Il #20 , nei minuti giocati, ha dimostrato le sue qualità soprattutto la sua capacità nel saltare l’uomo (3 dribbling in 15 minuti e 2 tiri in porta) quando parte da lontano, oltre alla predisposizione al sacrifico con alcuni interventi in ripiegamento a raddoppiare l’avversario (100% dei tackles effettuati).

L’Empoli, come previsto, ha avuto nella fascia sinistra la valvola di sfogo della sua manovra che, sul finale del primo tempo, aveva creato qualche grattacapo alla fase difensiva bianconera.

 

Mappa che evidenzia come l'Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

Mappa che evidenzia come l’Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

 

Pu concedendo sempre ampi spazi alle ripartenze i toscani avevano tenuto discretamente il campo ma, subito il primo goal, la squadra ha perso definitivamente le distanze in campo perdendo la gara.

Nei primi 65 minuti (fino al goal di Dybala) l’Empoli aveva un 78% di precisione nei passaggi, aveva tirato 5 volte creando 4 occasioni da rete con 8 palloni intercettati. Dal 65′ a fine gara ha effettuato 1 tiro, creando 0 occasioni da goal, con 3 palloni intercettati, statistiche che rendono chiaro come la squadra di Martusciello sia uscita dal match.

La Juve continua la sua marcia in testa alla classifica con 18 punti frutto di 6 vittorie in 7 partite, mentre l’Empoli resta sul fondo con i problemi di attacco e di equilibrio difensivo che, se non verranno risolti in fretta, potrebbero condannarlo ad una stagione di grande sofferenza.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com ; mia creazione.

 

PALERMO-JUVE: Analisi dei rosanero

 

http://www.palermomania.it/news.php?il-palermo-pensa-alla-juve-sabato-il-big-match-&id=86254

http://www.palermomania.it/news.php?il-palermo-pensa-alla-juve-sabato-il-big-match-&id=86254

 

6a giornata di Serie A che vedrà la Juventus opposta al Palermo di Roberto De Zerbi nel clima caldo del Barbera.

Che squadra incontreranno i Campioni d’Italia? Di seguito una breve analisi dei rosanero di questo inizio di stagione.

Il Palermo, che ha iniziato il campionato sotto la guida di Ballardini (prime 2 giornate) ha 5 punti in classifica frutto di 2 pareggi (tra cui quello di Milano contro l’Inter) e una vittoria,  ottenuta nell’ultima giornata sul campo dell’Atalanta.

A livello realizzativo la squadra siciliana ha il secondo peggior attacco della Serie A con 3 goal (Il peggiore in assoluto è quello dell’Empoli con 2 ) a pari merito con Crotone e Pescara, due neopromosse, mentre a livello difensivo i goals concessi in 5 giornate sono stati 6, dei quali 3 dal Napoli.

L’atteggiamento in campo del Palermo è solitamente passivo, con la squadra che gioca la maggior parte della gara nella propria metà campo cercando di non concedere spazi all’avversario per poi, recuperata la sfera, dare vita a transizioni positive.

C’è da dire che, con l’arrivo di De Zerbi sulla panchina la percentuale di gioco nella propria metà campo è scesa partita dopo partita, partendo da un 72% registrato contro il Napoli, in casa, per arrivare ad un 58% contro l’Atalanta, in trasferta.
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Questo significa che l’impronta che il tecnico ex Foggia sta cercando di dare all’11 del Presidente Zamparini è quella di una squadra che, sempre mantenendo un importante equilibrio tattico, vada in campo a proporre il proprio gioco e non a subirlo.

Detto questo, e vista la caratura dell’avversario, è molto probabile che contro la Juventus il Palermo decida di lasciare il controllo del gioco ai bianconeri.

A livello di aggressività in campo le statistiche riferite alla percentuale di tackles e di duelli aerei sono rimaste invariate sia contro il Napoli che contro Crotone e Atalanta facendo registrare percentuali del 44%  per i tackles e del 53% per i duelli aerei.

Analizzando le mappe relative ai tackles è evidente come il Palermo attenda l’avversario, puntando a chiudere le vie entrali così da costringerlo a giocare sugli esterni e li, con l’aiuto della linea laterale, portare con aggressività il pressing per cercare di recuperare la palla.

 

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Nelle 3 gare dirette da De Zerbi, l’azione tende a svilupparsi sulla fascia, con una tendenza maggiore verso quella sinistra (26% val.med.) rispetto alla fascia destra (23%val.med.).

Buona la precisione nei passaggi, con un 85% rilevato contro Napoli e Crotone, mentre contro l’Atalanta la percentuale è scesa fino al 76%.

Passando allo schieramento in campo, Roberto De Zerbi ha disposto la sua squadra con due moduli differenti in queste sue 3 prime uscite, optando per un 4-3-2-1 sia contro la squadra di Sarri che contro il Crotone e  per un 3-4-2-1 contro l’Atalanta, segno che è ancora alla ricerca dell’assetto migliore, naturale visto che il suo insediamento è recente.

Nella gara vinta in extremis contro gli orobici guidati da Gasperini, sorprendentemente penultimi con 1 vittoria e 4 sconfitte in 5 partite, il Palermo ha comunque dimostrato, seppur con lievi miglioramenti come prima specificato, le difficoltà in fase di non possesso, con distanze tra i reparti e tra gli stessi giocatori non ancora ottimali. L’Atalanta aveva sempre uomini tra le linee di centrocampo e difesa e, soprattutto, riusciva a servirli dato che le linee di passaggio non erano opportunamente chiuse.

 

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Terminiamo l’analisi parlando della fase offensiva.

Nelle ultime tre gare il Palermo ha tirato in porta 24 volte, una media di 8 tiri a partita, con una percentuale di precisione del 44%, creando 20 occasioni da goal, media di 6 a match.

I pericoli dell’attacco rosa-nero sono Nestorovski, autore dei due goal segnati dalla squadra con De Zerbi in panchina , e Diamanti, il giocatore di maggior classe della squadra.

Il #23 ha giocato finora 3 gare (Napoli, Crotone e Atalanta) contribuendo a creare 5 occasioni da goals (¼ del totale), con una precisione al tiro del 50% e nei passaggi del 77%.

La pericolosità maggiore di Diamanti è, ovviamente, la sua capacità nel calciare le punizione, sia quelle dirette che indirette, situazioni nel quale la Juventus, in questo inizio di stagione, sta soffrendo più del previsto.

Un ambiente caldo, una squadra che sarà rivitalizzata dalla vittoria di Bergamo e che sta, partita dopo partita, trovando una sua identità, saranno queste le difficoltà maggiori che incontrerà la Juventus.

Essendo i bianconeri nettamente superiori saranno l’approccio mentale alla gara unito alla pazienza nella gestione della palla e alla qualità tecnica nei tocchi a fare la differenza in quella che, sulla carta, appare come una partita scontata ma che racchiude le sue insidie.

Nizzotti Roberto.

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=e2jzzeHq0GE

JUVENTUS-CAGLIARI: Pronto riscatto bianconero.

 

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http://www.calciomercato.com/news/juventus-cagliari-4-0-il-tabellino-519974

 

Immediato riscatto deilla Juventus che sconfigge con un rotondo 4-0 un Cagliari che, nonostante l’atteggiamento propositivo dei primi minuti, ha poi cduto le redini della partita nella mani della squadra di Massimiliano Allegri, con il passare die minuti sempre più padrona del campo e più sicura nelle giocate.

Durante  la gara si è potuto notare alcuni aspetti che andremo ora ad analizzare

Come detto il Cagliari ha cominciato il match con un atteggiamento propositivo di una squadra che era venuta allo Stadium per giocare la partita.

Quando la Juve partiva dalla difesa nella costruzione del gioco si vedeva, come prevedibile, Joao Pedro, che giocava sulla ¾ del Cagliari, andare in pressione su Hernanes, il regista della Juve, con le punte Borriello e Sau a pressare i difensori in possesso palla. Questo atteggiamento, figlio del momento no proprio positivo dei bianconeri in fase difensiva, serviva per disturbare la costruzione del gioco e costringere all’errore la Juve , perdendo palloni potenzialmente pericolosi nella propria metà campo.

 

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Pur senza correre seri rischi (2 i tiri dei cagliaritani in tutto il match vs i 28 della Juve) queste situazioni hanno denotato una mancanza di tranquillità nell’uscita palla al piede della difesa bianconera, tranquillità recuperata con il passare dei minuti e con il miglioramento del movimento.

Sempre restando sulla fase difensiva juventina sa sottolineare la prova di Lemina, a mio avviso con Dani Alves il migliore in campo, sempre più maturo e capace di interpretare su ottimi livelli entrambe le fasi.

Quando il Cagliari attaccava, o provava a farlo, Lemina scendeva e andava a far coppiacon Hernanes, aiutandolo a portare pressione all’avversario con il risultato di un pronto recupero della sfera e una transizione positiva immediata.

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Così come il #18 bianconero si abbassava a dar man forte a Hernanes, Pjanic, che giocava da mezzala sinistra e autore di una buona gara, saliva a coprire la trequarti offensiva. Questo permetteva alla Juve di schermare e bloccare ottimamente la costruzione della manovra cagliaritana.

Higuain e Dybala andavano a pressare i due centrali che si allargavano, mantenendo una posizione tale da coprire anche la linea di passaggio per Di Gennaro, che scendeva per ricevere la sfera e dirigere il gioco.

Il #8 cagliaritano però era, appunto, marcato da Pjanic e questo costringeva o Storari o uno dei due centrali a forzare il passaggio o a lanciare lungo la palla, che nella maggior parte dei casi veniva persa.

 

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Erorri in impostazione della difesa del Cagliari (Storari, Ceppitelli e Bruno Alves)

 

Da questa pressione è nata poi l’azione che ha portato al raddoppio bianconero a firma di Gonzalo Higuain (4 goal in 3 gare allo Stadium, nella gara 5 tiri, tutti nello specchio della porta, tra cui un palo esterno)

Un appunto sul reparto difensivo va fatto su Daniele Rugani.

Il #24 ha disputato una gara di assoluta personalità, sempre pulito negli interventi, aggressivo sul portatore palla che seguiva anche al di fuori della sua zona, portandolo all’errore senza però commettere fallo.

Una gara a dimostrazione della maturità raggiunta dal ragazzo, elemento che durante la stagione potrebbe ritagliarsi un ruolo molto importante nella difesa campione d’Italia.

Precisione nei passaggi del 90%, 3 palloni intercettati, 3 “spazzate”, 3 falli e 2 tiri, tra i quali il suo primo goal nella Juve, sono i dati della sua partita.

Per quanto riguarda la fase di costruzione del gioco la Juventus, grazie ad una velocità nel palleggio riusciva a muovere la difesa del Cagliari e a trovare, con i cambi di gioco, l’uomo libero sul lato debole sardo.

Questo era conseguenza anche della qualità tecnica (88% prec. nei passaggi) con la quale i Campioni d’Italia hanno interpretato la gara, qualità che si è potutta aprezzare soprattutto sulla fascia destra dove Dani ALves-Lemina e Dybala, spesso e volentieri, dialogavano con rapidi tocchi di prima nello stretto, riuscendo nell’intento di aprire le maglie difensive sarde.

 

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Schema che evidenzia come sia stata la fascia destra quella scelta dalla Juve per lo sviluppo della manovra.

 

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In questa mappa sono evidenti i cambi di gioco, che permettevano alla squadra di Allegri di trovare l’uomo libero sul lato debole, sfruttando un lento scivolamento del Cagliari a copertura.

 

Come detto prima , Lemina è stato il migliore in campo insieme a Dani Alves. Il brasiliano ex Barça ha disputato una partita di spessore, effettuando con la tranquillità dei campioni tutte le giocate corrette e fornendo, oltre a un gran supporto in fase offensiva, anche un’ottima copertura, contribuendo a dare più solidità alla fase difensiva della squadra.

Una precisione al tiro del 100%, tra cui, anche per lui come per Rugani, il suo primo goal in maglia bianconera, e una precisione nei passaggi dell’82% sono dati che vanno a confermare la bontà della partita del terzino brasiliano

 

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Heatmaps della partita di Dani Alves.

 

La ripresa è stata giocata a ritmi decisamente più compassati, con i bianconeri in totale controllo che, a fine gara, hanno trovato anche il 4° goal (aut. Ceppitelli provocato dalla pressione di Lemina).

I due Mister hanno sfruttato i secondi 45′ e il fatto che la gara fosse già archiviata per gestire le forze in campo, sostitendo alcuni elementi chiave così da permettere loro un recupero della freschezza.

Mr Rastelli ha sostituito Borriello (in Giannetti), Joao Pedro (in Tachsidis) e Sau (in Munari) mentre Allegri ha sostituito Buffon (in Neto), Higuain (in Mandzukic) e Dybala (in Pjaca).

Una gara dominata dalla Juve, con 28 tiri contro i soli 2 del Cagliari, 15 occasioni create a 2, 18 cross effettuati  a 4 e 52% di duelli aerei vinti, dati che testimoniano la superiorità bianconera anche se, come già ribadito, soprattutto nella prima parte del primo tempo, il Cagliari ha messo in evidenza delle difficoltà difensive, aspetto sul quale  Mr Allegri dovrà lavorare per ridare alla sua squadra quella solidità che le ha permesso di dominare in Italia e cominciare ad imporsi in Europa.

Il Cagliari, dal canto suo, ha confermato l’inizio altalenante che lo vede ottenere risultati positivi tra le mura amiche e solo sconfitte in trasferta, aspetto sul quale Rastelli dovrà intervenire per permettere ai sardi di raggiungere una tranquilla e anticipata salvezza.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com / creazione personale

 

 

 

Juventus-Cagliari : Preview

http://newsitaliane.it/2015/rojadirecta-juventus-cagliari-streaming-live-4168

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Domani la Juventus affronterà allo Stadium, nel turno infrasettimanale, il neopromosso Cagliari di Massimo Rastelli e degli ex Simone Padoin, Marco Borriello, Mauricio Isla e Marco Storari.

Una gara che viene vista, in casa bianconera, come l’occasione immediata per riprendersi dalla scottante sconfitta di Milano contro l’Inter e per dare un segnale forte alla concorrenza.

Ma che Cagliari troverà la Juve domani sera?

I sardi hanno iniziato il campionato in modo altalenante, ottenendo i 3 punti nelle due gare casalinghe e, al contrario, portando a casa 0 punti nelle due trasferte giocate a Genoa contro il Grifone e a Bologna.

Su queste due ultime gare si basa la breve analisi sul Cagliari, visto che sarà in trasferta anche contro la Juve.

Nella partita giocata contro il Genoa Borriello e company hanno fatto registrare una precisione al tiro del 75%, creando solo 3 occasioni da rete, registrato un possesso palla del 37%  con una precisione nei passaggi del 65% e una percentuale di duelli vinti del 45%.

Statistiche quasi tutte migliorate nella gara giocata, e persa 2-1, contro il Bologna al Dall’Ara.

Il dato che ha subito un calo netto è stato quello della precisione al tiro 45%, decisamente in calo rispetto al precedente 75 % (-30%), mentre il resto delle statistiche hanno subito un miglioramento.

Le occasioni create sono state 8 (+5), il possesso palla è stato del 51% (+13%), la precisione nei passaggi dell’81% (+16%) mentre la percentuale di contrasti vinti è stata sostanzialmente la stessa (48% vs 45%).

Dati in netto miglioramento che ci fanno capire un miglioramento generale della squadra e della personalità con la quale affronta le gare, sempre tenendo conto della variante data dall’avversario che ha sempre un’incidenza importante sull’interpretazione delle gare (Il Genoa sviluppa un’idea di gioco decisamente più offensiva e propositiva rispetto al Bologna che preferisce aspettare e ripartire).

 

zone gioco vs Bologna

 

zone gioco  vs Bologna

 

Partendo da questo ultimo aspetto è quindi pronosticabile che il Cagliari possa giocare una gara più simile a quella giocata a Genoa nella prima giornata, cercando di rimanere compatto nella propria metà campo per cercare, con le ripartenze, di far male alla difesa della Juventus che, in questo inizio di stagione, non ha dato le solite certezze,  magari replicando la percentuale di precisione al tiro messa in mostra contro i rosso blu di Juric.

Le due gare giocate hanno mostrato una leggera predilezione del Cagliarri a giocare sulla fascia sinistra (38%) rispetto alla destra (36%)  come ci conferma anche il dato dei cross, 24 totali (17 vs Bologna e 7 vs Genoa) dei quali 18 partiti dall’out di destra e solo 6 da quello di sinistra.

L’uomo più pericoloso è ovviamente Marco Borriello che ha iniziato ottimamente la stagione segnando 4 goals nelle prime quattro giornate (7 quelli totali del Cagliari), 3 segnati di sinistro e uno di testa. La difesa bianconera dovrà fare molta attenzione alla punta cagliaritana, visto anche il suo non ottimale stato di forma.

La Juventus troverà una squadra sicuramente motivata dalla bella vittoria ottenuta nell’ultimo turno contro l’Atalanta, una squadra che cercherà di non concedere molti spazi, come fanno un po’ tutte quelle che vengono a giocare allo Juventus Stadium.

Questo significa che, per avere la meglio e portare a casa i tre punti, la squadra di Allegri dovrà scendere in campo con la giusta concentrazione e determinazione, sicuramente giocando una partita a livello tecnico all’opposto di quanto fatto contro l’Inter, giocare con pazienza e muovendo la palla rapidamente per cercare di far aprire il Cagliari e attaccarlo negli spazi.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

 

Inter vs Juventus 2-1 : La vittoria della determinazione


 

 

http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/inter-juventus-2-1-icardi-perisic-e-de-boer-sogna_1118749-201602a.shtml

http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/inter-juventus-2-1-icardi-perisic-e-de-boer-sogna_1118749-201602a.shtml

 

 

La quarta giornata di serie A regala una sorprendente quanto meritata vittoria dell’Inter contro i Campioni d’Italia della Juventus.

La squadra di Allegri ha disputato una gara molle, deconcentrata come evidenziano gli innumerevoli errori in fase di costruzione del gioco che consentivano all’Inter di rendersi pericolosa. I nero azzurri al contrario hanno giocato 90 minuti fatti di grande intensità, pressando alto la Juventus e giocando una partita di grande impatto fisico.

Il dato riferito ai tackles vinti (48% contro il solo 26% della Juve) da un’idea dell’intensità e cattiveria agonistica messa in campo dalla squadra neroazzurra.

Icardi, Candreva, Eder (sostituito poi da Perisic) e Banega prestavano subito la difesa della Juve distruggendo sul nascere la costruzione del gioco e costringendola a forzare la giocata, andando incontro all’errore.

 

 

3

 

 

Il migliore della Juventus è stato, senza dubbi, Alex Sandro, perfetto nell’interpretare ottimamente le due fasi, quella offensiva e difensiva, pericoloso con le sue discese e determinante con le sue coperture e letture dell’azione che gli permettevano di essere posizionato sempre in modo ottimale. Lo stesso non si può dire per i suoi compagni di fascia, Chiellini e Asamoah, così come per il resto della squadra, al di sotto dello standard a cui ha abituato (bene) i suoi tifosi.

Precisione nei passaggi dell’84%, 4 occasioni create (3 key pass e l’assist), 9 cross, 3 dribbling, 100% di duelli aerei vinti, 2 palloni intercettati sono alcune statistiche che fanno capire il valore assoluto della prestazione di Alex Sandro.

 

2

 

 

1

 

Da una discesa del n.12 è nato il vantaggio bianconero , con un suo cross teso al centro area appoggiato in rete da Lichsteiner, fino a quel momento apatico come il resto della squadra.

Il vantaggio della Juve è durato solo un paio di minuti fino a quando il solito Icardi ha colpito segnando, di testa, il pareggio sugli sviluppi da calcio d’angolo (3 goal in 4 gare subiti da calcio d’angolo=problema).

La Juve ha cercato subito di reagire ma tutto è stato vanificato dall’ennesimo errore in uscita, con la palla persa da Asamoah al limite dell’area di rigore. l’ennesimo errore tecnico della Juventus nella partita, la peggiore, da questo punto di vista, della gestione Allegri. La palla recuperata è arrivata a Icardi che, prima, ha tentato il dribbling su Buffon e poi, bloccato, ha crossato con l’esterno destro sul secondo palo trovando Perisic che, di testa, e sfruttando il mancato intercetto di Barzagli, ha piazzato la palla sul palo lungo per il definitivo 2-1.

Gli ultimi minuti sono stati un assalto disperato dei Campioni d’Italia alla ricerca del pari, con Allegri che ha tentato il tutto per tutto inserendo Higuain per Mandzukic e Pjaca per Chiellini , senza però ottenere nulla se non alcuni palloni crossati in area, senza esito.

Una gara vinta meritatamente dall’Inter che ha dimostrato di avere più voglia di vincere, di essere più concentrata e determinata rispetto ad una Juventus spenta, forse superficiale nell’approccio alla gara, disattenta e tecnicamente nella sua peggior giornata e che, nonostante tutti questi aspetti negativi, era comunque riuscita a passare in vantaggio.

Già mercoledì la Juve avrà la possibilità di rialzare la testa ospitando, allo Stadium, il Cagliari mentre l’Inter, in trasferta al Castellani contro l’Empoli, dovrà dimostrare che la gara giocata contro i rivali di sempre non è stata il frutto delle motivazioni particolari che quel match portava con se, ma che era frutto del lavoro e mostrare una costanza di prestazione prima che di risultato.

Nizzotti Roberto.

IMMAGINI: creazione personale; www.squawka.com; www.whoscored.com

DATI: Opta

FONTE: www.squawka.com ; www.whoscored.com

NAPOLI-BOLOGNA: Analisi

 

http://www.ilnapolista.it/2016/09/napoli-bologna-3-1/

http://www.ilnapolista.it/2016/09/napoli-bologna-3-1/

 

Anticipo della 4a giornata che ha visto il Napoli sconfiggere il Bologna al San Paolo con un netto 3-1, risultato che può trarre in inganno visto le difficoltà incontrate dai partenopei.

Entrambe le squadre con il 4-3-3 con il Napoli che lasciava fuori Milik , Allan e Goulhan e schierava al loro posto Gabbiadini, Zielinski e Strinic.

La squadra di Sarri, in fase di costruzione, si schierava con una difesa a 3 (Koulibaly, Albiol e Hysaj) con Strinic che si alzava molto a  formare la mediana a 5 con Callejon che giocava a tutta fascia, mentre Gabbiadini e Insigne giocavano da punte, scambiando spesso la posizione tra di loro.

Il Bologna pressava molto alto andando a disturbare il portatore palla e marcando stretto Jorginho così da bloccare sul nascere lo sviluppo del gioco del Napoli che, come sempre, avveniva sulla parte sinistra dove giocano solitamente Hamsik e Insigne.

 

3

 

Primi 10 minuti del match con il Napoli che favceva la gara, con in mano il pallino del gioco mentre il Bologna rimaneva ben compatto nella sua metà campo per poi ripartire velocemente quando riusciva a recuperare la sfera.

In fase di costruzione della manovra il Bologna allargava i due centrali che però erano marcati da Insigne e Gabbiadini. I due attaccanti napoletani, quando la palla era del portiere felsineo, restavano centrali a bloccare la linea di passaggio per il pivote mentre, quando la sfera veniva ceduta a uno dei due centrali larghi, andavano in pressing su questi costringendoli a velocizzare e forzare la giocata.

Napoli che , andato in vantaggio con il goal di Callejon (colpo di testa dal secondo palo su assist di Insigne), ha mantenuto un ritmo alto e un forte pressing schiacciando un Bologna troppo passivo nella sua metà campo.
2

 

Il n.7 del Napoli il migliore in campo , sempre pericoloso in fase offensiva e utile in fase di non possesso, pronto al raddoppio.

 

7

 

La squadra di Donadoni faticava a creare pericoli, riuscendo ad affacciarsi in zona area di rigore del Napoli con difficoltà a causa della pressione avversaria e ad errori in fase di costruzione.

L’11 di Sarri quando doveva difendere si compattava molto bene, riuscendo a coprire bene il campo in ampiezza, togliendo così spazi di manovra al Bologna che non riusciva a sfondare , complice anche una manovra molto lenta e prevedibile.

Buon Bologna ad inizio ripresa, aggressivo e propositivo, a dispetto di un Napoli che è entrato in campo troppo rilassato. Troppo le palle perse dagli azzurri, in particolare in zone pericolose come a centrocampo o al limite dell’area di rigore.

L’atteggiamento propositivo del Bologna veniva premiato al minuto 57 con Verdi che pareggiava con un grande tiro dalla distanza a sorprendere un colpevole Pepe Reina. Bellissimo il gesto tecnico ma la fase difensiva del Napoli è stata negativa , senza portare disturbo al giocatore rosso blu.

4

 

Il Bologna ha dimostrato personalità nonostante i tanti giovani schierati da Donadoni, con un giro palla veloce e tecnicamente di buon livello che gli permetteva di gestire la gara. Il Napoli, forse a causa anche della Champions, ha abbassato di molto il ritmo, arretrando troppo il baricentro e perdendo quella solidità dimostrata nella prima frazione.

Poca la reattività nel Napoli nel secondo tempo, con le seconde palle che quasi sempre vengono conquistate dai giocatori del Bologna.

Il Napoli ripassa in vantaggio grazie ad una giocata, sempre dalla sinistra, sull’asse Hamsik-Milik con il capitano che verticalizza lanciando nello spazio la punta polacca, abile a eludere l’uscita del portiere con un delicato pallonetto.

5

 

Incassato il goal il Bologna ha subito reagito ricominciando a giocare e ad affacciarsi nei pressi dell’area di rigore con una certa frequenza, sfruttando soprattutto la difficoltà di Hysaj sulla fascia destra partenopea.

Le velletià felsinee sono state spente definitivamente con il terzo goal del Napoli, ancora con Milik, lasciato libero di puntare l’area e di calciare, rientrando dalla destra, con il sinistro segnando con un tiro secco sul primo palo.

6

 

Il nuovo numero 9 azzurro ha avuto un impatto devastante sulla campionato, segnando il 4° goal in 4 gare (due doppiette) e calciando con una percentuale di precisione dell’88%.

Con la terza marcatura la partita viene archiviata, tenuto conto anche dell’inferiorità numerica del Bologna, con il Napoli in completa gestione della gioco.

Una vittoria meritata dal Napoli che però ha dimostrato ancora una volta i suoi limiti nel gestire il vantaggio, un qualcosa sul quale Sarri dovrà lavorare.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTI: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=phnr132VoXI

In attesa di Inter-Juve: Breve analisi sulla squadra di De Boer

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http://sport.sky.it/calcio_italiano/2012/03/25/serie_a_29_a_giornata_posticipo_juventus_inter_commento.html

 

La prossima giornata vedrà andare in scena il derby d’Italia, Inter-Juventus, con i bianconeri che arrivano alla sfida a punteggio pieno, in crescita e con un Higuain (e non solo lui) sempre più inserito e decisivo.

L’Inter invece ,a parte i 5 punti di distacco, affronterà la gara con una fiducia ritrovata grazie alla vittoria ottenuta contro il Pescara all’Adriatico nell’ultima giornata, una vittoria che fa morale ma che non ha cancellato i problemi di inizio stagione ai queli De Boer dovrà porre rimedio, e il prima possibile.

Per capire che squadra potrà trovarsi di fronte la Juventus analizzo di seguito la gara giocata dai nero azzurri contro il Pescara per capirne pregi e difetti.

Iniziando con la fase di non possesso, l’atteggiamento dell’Inter era quello di andare a marcare i due centrali difensivi, che si erano allargati, con le due ali, mentre Icardi e Banega andavano a marcare a uomo Memushai, il regista abruzzese, costringendo i centrali a giocare largo oppure a lanciare, forzando la giocata, situazioni entrambi leggibili e che aumentano la possibilità di recuperare la palla.

2

 

Questo tipo di atteggiamento dev’essere supportato da una solidità difensiva ottimale, con un immediato rientro a compattare le linee dei reparti e fornire una fase di non possesso di livello, ma tutto questo non succede.

La spinta offensiva non è bilanciata dalla fase di rientro e questo spezza in due la squadra, concedendo spazi enormi agli avversari, prestando il fianco a ripartenze potenzialmente letali.

Nei tre esempi seguenti, sempre presi da Pescara-Inter, si può capire la fragilità difensiva dell’Inter che ho appena descritto.

 

3

 

F

 

9

 

Inoltre, nel gol subito da Bahebeck c’è stata una disattenzione di reparto, con tutti i difensori attratti dalla palla. Questo tipo di errori sono ancora troppo frequenti e, come detto, vanificano lo sforzo che l’Inter fa in fase di offensiva.

 

8

 

 

Riguardo la costruzione del gioco l’Inter gioca iniziando la costruzione dalla difesa con i due centrali che si allargano ma senza l’abbassamento del mediano che rimane invece come vertice basso del centrocampo, mentre i due terzini si alzano molto, spostandosi sulla linea mediana.

 

1

 

In fase offensiva Banega gioca da trequartista, con Candreva, sulla destra, e Perisic, sulla sinistra, ad agire da ali, mentre Icardi occupa il ruolo di punta centrale. Solitamente le posizioni sono queste, anche se non è raro vedere un cambio delle stesse, con l’argentino ex Sevilla che a volte si trova a giocare sull’esterno, in particolare quello destro, con Candreva che va a occupare la zona centrale.

Un dettaglio sul ruolo del n.19: Durante la gara lo si vede spesso avanzare la sua posizione in campo, posizionandosi praticamente in linea con le ali e la punta dando vita ad una sorta di 4-2-4.

Importante è anche la spinta data dai terzini che giocano molto alti accompagnando le azioni offensive permettendo, con le sovrapposizioni, l’accentramento delle ali.

Nelle immagini che seguono sono evidenti i principi di attacco che ho sopra spiegato.

 

A

 

B

5

 

G

 

 

La Juventus dovrà essere molto attenta a non concedere spazi tra le linee, schermando soprattutto le linee di passaggio per Banega, il vero fulcro del gioco interista. Inoltre, attendendo pazientemente potrebbe trarre vantaggio dal disequilibrio della squadra di De Boer colpendola con transizioni positive veloci,  che è in grado di attuare ottimamente come si è visto nell’ultima gara vinta contro il Sassuolo, in occasione del goal dell’1-0 di Gonzalo Higuain.

Nizzotti Roberto

IMMAGINI: www.sport.sky.it ; creazione propria.

 

JUVENTUS-SASSUOLO: Analisi

 

http://peru.com/futbol/internacional/juventus-vs-sassuolo-gonzalo-higuain-aun-kilos-mas-le-da-victoria-vieja-senora-noticia-473936

http://peru.com/futbol/internacional/juventus-vs-sassuolo-gonzalo-higuain-aun-kilos-mas-le-da-victoria-vieja-senora-noticia-473936

 

Grande prova di forza della Juventus che, in questa terza giornata,  ha avuto la meglio sul Sassuolo grazie ad un primo tempo devastante che le ha permesso di archiviare la pratica con un perentorio 3-1.

Nel Sassuolo erano fuori Berardi per squalifica e , per scelta tecnica, Defrel e Cannavaro, preservati per l’Europa League ma, a parte le assenze, gli emiliani , a parte gli inizi delle due frazioni di gioco, non sono mai stati veramente in partita, distratti e agonisticamente passivi, atteggiamento che, contro questa Juve, è una condanna alla sconfitta.

Massimiliano Allegri ha schierato la sua squadra con il  3-5-2 dove, a sorpresa rispetto alle previsioni, Lemina ha giocato da regista con Pjanic ad occupare il ruolo di mezzala.

 

2

 

Come detto il Sassuolo, nei primi minuti del match ha tenuto un atteggiamento aggressivo portando un pressing molto cercando di bloccare sul nascere l’azione bianconera. La risposta bianconera era l’abbassamento di Pjanic a supporto di Lemina così da dare ai difensori una soluzione in più per lo scarico e superamento del primo pressing emiliano.

Lo sviluppo dell’azione offensiva della Juve ha avuto, inizialmente, come valvola di sfogo la fascia sinistra sfruttando la vena di Alex Sandro e la sua capacità nel crossare e nell’attaccare lo spazio.

 

 

Percentuale di sfruttamento del campo nelle tre zone orizzontali che conferma l'iniziale predilezione a giocare sull'out di sinistra da parte della Juve.

Percentuale di sfruttamento del campo nelle tre zone orizzontali che conferma l’iniziale predilezione a giocare sull’out di sinistra da parte della Juve.

 

Il Sassuolo ha creato la più grande occasione del primo tempo sviluppando la classica azione con il movimento a rientrare dell’ala, in questo caso Politano, che dalla destra è rientrato per poi andare al tiro, impegnando Buffon sul primo palo.

 

1g

 

La Juventus ha risposto con un’azione di contropiede letale, una transizione positiva velocissima nata da un calcio d’angolo per il Sassuolo. Tre verticalizzazioni (Pjanic, Khedira, Dybala) per far arrivare la palla a Higuain sulla destra che, entrato in area, ha controllato perfettamente prima di incrociare il tiro battendo Consigli per l’1-0 bianconero.

 

3

 

Nonostante il vantaggio e un dominio sostanziale del gioco, Juve che non riesce a mantenere delle distanze ottimali tra i reparti e questo permette al Sassuolo di giocare tra le linee riuscendo ad essere pericoloso.

Pur concedendo qualche occasione di troppo al Sassuolo la Juve non subisce grandi pericoli e raddoppia ancora grazie a Gonzalo Higuain che segna il secondo gol in mezza rovesciata, al centro dell’area, su assist di testa Khedira. con la complicità della difesa emiliana, immobile in questa circostanza.

8

 

La Juventus, conscia delle capacità di palleggio della squadra di Di Francesco, voleva evitargli la costruzione dell’azione dal basso. In questo senso  Dybala e Higuain scendevano a marcare i due centrali, Acerbi e Antei, che si allargavano mentre Pjanic andava in marcatura su Magnanelli, che scendeva tra i due centrali, così da bloccare sul nascere la costruzione del gioco.

 

1

Dopo iniziali errori di posizione a livello di fase difensiva la Juventus riusciva a chiudere le linee di passaggio, rendendo così del tutto nullo il Sassuolo che non era più in grado di far arrivare palle pulite ai propri giocatori che stazionavano tra le linee bianconere.

Dopo aver ridotto al minimo il Sassuolo la Juve ha dato il colpo di grazia grazie ad un bello scambio sulla fascia sinistra. Movimento della palla avanti-dietro-avanti tra Higuain e Khedira, con quest’ultimo che lancia Dybala in campo aperto. Sullo sviluppo dell’azione la sfera arriva a Pjanic che prima colpisce la traversa con un colpo di testa e poi, sul rimbalzo, segna il 3-0.

 

9

 

Nella parte finale della prima frazione una distrazione difensiva di Buffon su calcio d’angolo permette ad Antei di segnare il 3-1, grazie anche ad un rinvio maldestro di Alex Sandro che ha fatto carambolare la palla sul corpo del difensore emiliano.

Nella ripresa il Sassuolo che inizia la ripresa come il primo tempo, pressando alto, ma commette lo stesso errore, lasciando scoperta la fascia dx, sinistra per la Juve, quella più pericolosa.

La Juve ha il controllo sulla gara, anche se in fase offensiva è troppo imprecisa negli ultime metri quando potrebbe essere più concreta e porre il sigillo definitivo sul match.

Da segnalare nel secondo tempo un coinvolgimento maggiore di Dybala,, più coinvolto nella costruzione del gioco, che ha portato la Juve a giocare con più frequenza anche sulla fascia destra.

 

Maggior coinvolgimento della fascia destra nel secondo tempo.

Maggior coinvolgimento della fascia destra nel secondo tempo.

 

A centrocampo da segnalare l’ennesima, ottima gara giocata da Mario Lemina, sia in fase di costruzione, sempre preciso negli appoggi (97%) e nei lanci, che in fase di copertura, sempre pronto al raddoppio e alle diagonali, contribuendo in più di un’occasione a spegnere le azioni offensive del Sassuolo.

 

Schema dei passaggi di Lemina (97% di precisione).

Schema dei passaggi di Lemina (97% di precisione).

 

Heatmap di Lemina. Evidente il suo coinvolgimento anche in fase difensiva.

Heatmap di Lemina. Evidente il suo coinvolgimento anche in fase difensiva.

 

In un secondo tempo di gestione da parte della Juventus, giocato con ritmi decisamente più bassi, da segnalare l’ingresso di Hernanes al posto di Khedira, con il brasiliano andato ad occupare la posizione di regista e Lemina spostato sul centro destra occupando quella che era la zona di Khedira.

Finale di gara che ha visto il Sassuolo vicino al gol del 3-2, con Lichsteiner bravissimo nella diagonale a spazzare sulla linea un tiro di Politano, che aveva aggirato Buffon.

2g

 

Una vittoria che ha dato, una volta di più, dimostrazione della grande forza che ha la Juventus capace, nonostante alcune lacune nella fase difensiva, di chiudere un match in mezz’ora, decidendo a piacere quando accelerare e quando rallentare. Ora manca la consacrazione in campo europeo per un gruppo che in Italia non ha rivali.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

IMMAGINI: ww.squawka.com; creazione propria.

GIF: https://www.youtube.com/watch?v=-vVj-3nCxLI