LA JUVE REAGISCE : 2-0 E LAZIO DOMINATA

http://www.goal.com/it/match/juventus-vs-lazio/2305956/report

http://www.goal.com/it/match/juventus-vs-lazio/2305956/report

 

La Juventus riparte, come sempre le accade dopo una sconfitta, vincendo e convincendo, in questo caso infliggendo un netto 2-0 alla Lazio , mai veramente in partita.

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Merito questo dell’approccio alla gara della Juventus, perfetto sia sotto l’aspetto tattico che mentale, con la squadra che, nonostante la novità dello schieramento (un inedito 4-2-3-1), era ben messa in campo, agonisticamente cattiva e concentrata e con una buona qualità tecnica ( non ottima perché, in alcuni momenti, ancora troppe le palle perse sulla 3/4 difensiva).

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Parlando di qualità di palleggio è doveroso citare Miralem Pjanic, autore di una grande gara, capace di gestire sempre ottimamente il pallone, effettuando sempre la scelta migliore per rendere fluido lo sviluppo dell’azione.

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Inoltre importante è stato il suo movimento a scendere, insieme a Sami Khedira, che permetteva a Bonucci (o Chiellini) di avere un’opzione in  più di scarico in fase di costruzione, così da saltare il pressing della Lazio, molto più efficace ad inizio di secondo tempo.

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Le frecce nere segnano il movimento di Khedira e Pjanic, quelle gialle le marcature dei laziali sui giocatori della Juventus.

 

L’atteggiamento della squadra lo si è visto in particolare in Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain, veri e propri difensori aggiunti che, in più di un’occasione, si trovavano a ridosso della linea difensiva a pressare e recuperare la palla.

 

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Soprattutto il #17 croato a dato, ancora una volta, dimostrazione di essere un elemento fondamentale, sia sotto l’aspetto del gioco che sotto l’aspetto mentale, vero e proprio trascinatore della squadra.

Il risultato poteva essere più largo se nella ripresa Paulo Dybala e Marko Pjaca (entrato a 10 minuti dalla fine) avessero concretizzato le occasioni capitategli, con il croato #20 vicino al goal in due occasioni, prima non trovando il pallone nel tentativo di incrociare con il destro e poi, all’ultimo secondo, mandando alto sulla traversa il pallone con un colpo di testa.

Una Juve che ha dimostrato forza caratteriale, spirito di sacrificio e capacità di adattarsi a vari sistemi di gioco.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: app Stats Zone; www.squawka.com ; www.whoscored.com/it

 

 

 

 

 

PRE MATCH JUVENTUS – LAZIO: Info sui biancocelesti.

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http://www.tsmplug.com/wp-content/uploads/2015/05/Juventus-Vs-Lazio.png

 

Quarta in classifica con 40 punti, frutto di 12 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, la Lazio guidata da Simone Inzaghi si appresta ad affrontare, allo Juventus Stadium, una Juventus ferita dalla sconfitta subita a Firenze domenica scorsa e vogliosa, quindi, di riprendere la marcia verso il sesto, leggendario, scudetto con una vittoria convincente sia sotto l’aspetto del risultato che del gioco.

 

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Nelle 20 partite giocate i biancocelesti hanno segnato 35 (1,75 p.p.) dei quali 14 da calci da fermo (il 40%) suddivisi tra rigori (5) e calci piazzati (9), mentre 20 arrivano da azione manovrata (il 57%).

I goal subiti sono invece 22 (1,1 p.p), 7 nelle ultime 5 gare giocate in trasferta (1.4 p.p.)

Soffermandoci sul rendimento in trasferta la Lazio, delle 9 gare giocate lontano dall’Olimpico, ne ha vinte 4, pareggiate 3 e perse 2  segnando e subendo 14 goal (1.5 p.p.)

Nelle ultime 6 gare giocate invece in generale, sia in casa che in trasferta, il rendimento è stato di 5 vittorie e 1 sconfitta, con 12 goal fatti (2 p.p.) e 8 goal subiti (1.3 p.p.)

La maggior parte dei goal la Lazio li ha segnati tra il 15′ e il 75′ minuto (24 goal, 6 in ogni quarto d’ora), mentre sono 8 le marcature tra il 75′ e il 90′ e solo 3 nei primi 15 minuti di gara.

La precisione al tiro media è del 48%, 44% nelle ultime 6 gare e 53% nelle ultime 5 trasferte

Il dato sui goal subiti dice che sono stati 18 nei secondi tempi (6 tra il 45′ e il 60′, 7 tra il 60′ e il 75′ e 5 tra il 75′ e il 90′) mentre solo 3 nei primi 45′ (2 tra il 25′ e il 30′ e 1 tra il 30′ e il 45′).

La tattica più usata da Simone Inzaghi è il 4-3-3, messo in campo in campo 12 volte, mentre il 3-5-2 è stato utilizzato in 6 occasioni.

Lo sviluppo del gioco è prevalentemente sugli esterni, con una media del 40% sulla sx e il 37% sulla dx, mentre le zone d’azione sono il 31% in difesa, il 46% a centrocampo e il 24% in attacco (valori riferiti al rendimento in trasferta).

Il gioco della Lazio la porta a creare, per partita, una media di 11,9 occasioni da goal, con un possesso palla medio del 48% (52% nelle ultime 6 gare; 47% nelle ultime 5 trasferte) e una precisione nei passaggi medio dell’80% (78% nelle ultime 6 gare; 79% nelle ultime 5 trasferte).

Gli elementi più pericolosi del laziali sono certamente Ciro Immobile, autore finora di 11 goal in serie A , con 65 tiri totali (3,25 tiri di media p.p.) e Felipe Anderson, autore di 2 goal, 7 assist e 28 key pass. Importante l’assenza di Keita Bladè, impegnato con il Senegal nella Coppa d’Africa che si sta svolgendo in Gabon, autore in campionato di 5 goal, 2 assist e 25 key pass.

Nizzotti Roberto

DATI: www.squawka.com ; www.whoscored.com ; www.legaseriea.it

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JUVENTUS – BOLOGNA: Analisi pre-match dei rossoblu

 

http://www.sportlive.it/calcio/juventus-bologna-video-highlights-foto-serie-a-4-ottobre-2015.html

http://www.sportlive.it/calcio/juventus-bologna-video-highlights-foto-serie-a-4-ottobre-2015.html

 

Al ritorno dalla sosta l’avversario della Juventus per la 20 giornata (19 per i bianconeri visto il rinvio della partita contro il Crotone per l’impegno in Supercoppa a Doha) è il Bologna di Roberto Donadoni, anch’esso con una gara in meno visto che era l’avversario del Milan, l’altra squadra impegnata in Qatar.

Dopo aver vinto 4 delle prime 6 partite il Bologna ha trovato un momento di crisi che lo ha portato ad inanellare una serie di 7 partite senza vittoria, mentre i tre punti è tornato a conquistarli nelle 6 partite, vincendone la metà.

La posizione in classifica dei felsinei dice 15° posto con 20 punti frutto di 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte, con 17 goal fatti e 22 subiti.

 

http://www.legaseriea.it/it/serie-a-tim/classifica

http://www.legaseriea.it/it/serie-a-tim/classifica

 

Nelle ultime 5 gare disputate i rossoblu hanno fatto 7 punti (2 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte) segnando 6 goal (1.2 p.p.) e subendone 4 (0.8 p.p.).

In trasferta il rendimento, sempre riferendoci alle ultime 5 gare, dice 3 goal segnati (0.6 p.p.) e 1 subito (0.2 p.p.), mentre le statistiche in stagione delle gare giocate fuori dal Dall’Ara (8 gare) vedono il Bologna segnare 8 goal (1 p.p.) e subirne 15 (1.8 p.p.), il 68% delle reti subite in stagione.

Dei 22 goal messi a segno fino ad ora il 65% è frutto di azioni manovrate mentre il 29% (5 goal) derivano da calcio piazzato, fondamentale dove eccelle Simone Verdi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=3MadhiJgfQE

https://www.youtube.com/watch?v=3MadhiJgfQE

 

Sempre soffermandoci sulle statistiche delle reti segnate e subite è da segnalare il dato riferito in quale momento della gara il Bologna segna e subisce più goal.

Secondo le statistiche che riporta la pagina ufficiale della Lega Calcio , la squadra di Donadoni segna più goal nei primi 15 minuti di gara (24%) mentre subisce più goal dal 75′ al 90′ (35% che diventa 58% se consideriamo l’ultima mezz’ora).

 

http://www.legaseriea.it/it/serie-a-tim/squadre/bologna/statistiche-squadra

http://www.legaseriea.it/it/serie-a-tim/squadre/bologna/statistiche-squadra

 

Il modulo adottato da Donadoni è il 4-3-3 e la formazione che solitamente schiera in campo è la seguente (ultime 2 gare).

 

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In trasferta il Bologna gioca per il 79% tra centrocampo (49%) e difesa (30%),  sviluppando della manovra sulle fasce, in particolare su quella di sinistra (42%)

 

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Per quanto riguarda lo sviluppo del gioco, sempre analizzando le gare fuori casa (valori medi per partita) il possesso palla è del 47%, con una precisione nei passaggi dell’81%, 18,5 tiri concessi e 10,1 effettuati, dei quali 3.8 (il 37%) in porta.

I falli effettuati (sempre valori medi per partita) sono 12.3, mentre quali subiti sono 13, con 12 contrasti e 13 intercetti effettuati.

I migliori marcatori della squadra sono Mattia Destro e Simone Verdi, entrambi a quota 4 goal.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: https://it.whoscored.com/Teams/71/Statistics/Italia-Bologna ; http://www.legaseriea.it/it/serie-a-tim/squadre/bologna/statistiche-squadra

 

Mandzukic trascina la Juve: 3-1 all’Atalanta dei miracoli.

 

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

Dopo la sorprendente sconfitta subita per mano del Genoa, la Juventus era chiamata a dare una pronta risposta, più a se stessa che al campionato, e così è stato.

I campioni d’Italia hanno sconfitto, allo Juventus Stadium, con un netto 3-1 l’Atalanta dei miracoli che arrivava a Torino con un bottino di 24 punti, frutto di 8 vittorie nelle ultime 9 gare.

L’approccio alla gara da parte dei Campioni d’Italia è stato ottimale, aggressivi e concentrati dal primo al 94° minuto, ottimi in fase difensiva concedendo molto poco ad un rivale che, è giusto sottolineare, è venuto a Torino cercando di proporre la propria idea di gioco, senza chiudersi in difesa come la maggior parte delle squadre fanno quando affrontano la Juventus in trasferta.

L’emblema dell’attitudine bianconera è stato, senza ombra di dubbio, Mario Mandzukic, vero valore aggiunto della serata e il migliore in campo in una serata dove tutta la squadra si è espressa su ottimi livelli.

L’attaccante croato a giocato a tutto campo e lo si vedeva spesso nella ¾ difensiva a recuperare palla (100% di efficacia nei tackle – 7 su 7, 3 palloni recuperati e 2 blocchi ) contribuendo in maniera determinante alla riconquista della sfera e dando un messaggio molto chiaro a tutti i compagni come un vero e proprio trascinatore e leader in campo deve fare.

 

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Schema che riporta i tackle effettuati da Mandzukic

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Schema che riporta i duelli aerei vinti dal #17 juventino (100%)

 

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I due blocchi che Mandzukic ha effettuato nel finale del primo tempo e che hanno permesso alla Juve di andare al riposo con la rete inviolata.

A coronare una prestazione eccellente è anche arrivato il goal del 3-0, su calcio d’angolo calciato perfettamente da Pjanic. Solo in mezzo all’area il #17 juventino è stato abile a deviare sul secondo palo il cross del #5 bosniaco.

Anche l’ex Roma ha giocato una grande gara, dando credito a chi crede che nella posizione di trequartista possa dare massima espressione alle sue qualità tecniche e di visione di gioco.

Pjanic (2 assist e 3 occasioni create, 3 palloni recuperati, 2 anticipi) ha giocato con grande naturalezza, muovendosi molto e bene su tutta la ¾ offensiva, giocando molto bene tra le linee e dispensando tocchi di prima di grande classe che, oltre ad essere esteticamente apprezzabili, permettevano alla palla di viaggiare velocemente e, di conseguenza, all’azione di svilupparsi in tempi brevi così da sorprendere più di frequente la difesa atalantina, non ottimale in serata come dimostrano i 2 goal subiti su 3 da calcio d’angolo (il 2-0 porta la firma di Daniele Rugani, anche lui libero di saltare in solitaria in mezzo all’area così da colpire con tranquillità il pallone calciato da Pjanic)

Il trequartista bosniaco, oltre a giocare nella metà campo offensiva scendeva anche a dare sostegno a Claudio Marchisio in fase di costruzione di gioco. L’Atalanta infatti cercava di bloccare lo sviluppo della manovra bianconera mettendo Gomez e Petagna in marcatura su Rugani e Chiellini, con Kurtic che lo stesso faceva con Marchisio, costringendo di fatto Buffon a rinviare il pallone o portando la Juventus a forzare l giocata con l’obiettivo di recuperarla il più in alto possibile.

 

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Schema dei passaggi ricevuti da Pjanic che ci mostra la mobilità del #5 bosniaco.

 

Altro movimento che si ripeteva spesso era lo scambio di posizioni tra gli esterni, Alex Sandro a sinistra e Lichsteiner a destra, e i rispettivi interni di centrocampo, Sturaro e Khedira.

Da uno di questi movimenti è nato il vantaggio bianconero, con il #12 brasiliano che, appunto, sfruttando lo spostamento sulla fascia di Sturaro, ha attaccato lo spazio centralmente concludendo poi, dal limite dell’area, e dopo aver resistito ad un contrasto avversario, con un preciso tiro a giro di sinistro che ha battuto Sportiello sul primo palo.

 

La Juventus ha concesso poco all’Atalanta, pressante nel finale del primo tempo (determinante Mandzukic a fare da scudo su due conclusioni pericolose e consecutive) e dopo il 3-0 dove, con una bell’azione sulla destra trovava il classico goal della bandiera con Freuler su assist di D’Alessandro.

 

 

Nota importante anche per Goanzalo Higuain che, seppur senza entrare nel tabellino dei marcatori, ha disputato un’ottima gara, mettendosi a servizio della squadra, sacrificandosi in fase di non possesso e muovendosi molto sul fronte d’attacco aiutando nello sviluppo della manovra e considerando che era costantemente seguito a uomo dai centrali atalantini Caldara o Toloi, creando importanti spazi centrali. Nonostante il forte pressing che non gli consentivano di ricevere palla e giocarla con la tranquillità necessaria Higuain è riuscito ad avere una precisione nei passaggi del 91%, 36 palloni ricevuti , 100% dei passaggi riuscita a centrocampo (con la pressione dei centrali bergamaschi).

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Lo schema dei passaggi ricevuti dal Pipita ci permette di vedere i suoi movimenti, come abbia giocato molto a centrocampo, dettando il passaggio, creando spazi attaccabili e smistando il pallone.

 

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE>: app Stats Zone

Juventus-Pescara: Breve analisi della gara.

Riparte il campionato dopo la sosta per le nazionali e la Juventus ricomincia da dove aveva interrotto, vincendo in casa per 3-0 contro un Pescara che, a differenza di molte altre squadre, ha cercato di giocare la partita con le armi a disposizione.

Allegri ha effettuato un ampio ricambio, soprattutto pensando alla prossima sfida di Champions contro il Sevilla di Sampaoli (3° nella Liga), decisiva per il passaggio del turno e per decidere chi tra le due squadre si qualificherà come vincente del girone H.

L’11 iniziale è stato il seguente:

Hernanes, ovviamente, non ha agito da trequartista come nella grafica, ma da pivote davanti alla difesa.

La partita ha visto una Juventus dominatrice del gioco (62% di possesso palla, tiri 14 (5 in porta) a 9 (3 in porta) con il Pescara che aspettava i bianconeri nella sua metà campo, mentre li andava a pressare sulla prima fase di costruzione del gioco quando l’azione iniziava da calcio da fermo.

 

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L’azione dei bianconeri ha visto molto coinvolto Alex Sandro, a mio avviso con Rugani il migliore in campo. Il terzino brasiliano è stato autore di una grande prova, apportando il solito contributo in fase offensiva abbinato ad una solidità difensiva sempre importante. I 68 palloni ricevuti, il 96% di precisione nei passaggi, le 3 occasioni create, i 4 dribbling(3 riusciti), il 100% di tackles riusciti (4/4) e i 10 palloni recuperati sottolineano il determinante che è stato il #12 bianconero.

 

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Come dicevamo anche Daniele Rugani, che sostituiva nella difesa a 3 Andrea Barzagli, ha giocato una grande gara, dimostrando di essere assolutamente un elemento da Juve, il futuro di questa società e il futuro della nazionale italiana, nonostante molti vedano solo in Romagnoli il talento difensivo del futuro.

Anche per #24 alcuni dati che ne certificano la grande prova: 90% di precisione nei passaggi, 77 ricevuti, 6 palloni recuperati, 3 anticipi, 100% di tackles riusciti (2/2) 100% di duelli aerei vinti (2/2) e mai un intervento fuori posto, scegliendo sempre la giusta intensità nei contrasti e il giusto tempo per poter rubare palla all’avversario senza commettere fallo, una pulizia del gioco da grande difensore.

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rugani

Il primo goal della Juve è nato dopo una lungo e paziente possesso palla, conseguenza della buona fase difensiva abruzzese che chiudeva bene gli spazi e metteva in difficoltà la Juve nel trovare i varchi giusti per sfondare. L’azione è iniziata dalla destra per poi proseguire sul lato sinistro e, infine, tornare sull’out iniziale dove Cuadrado, entrato al minuto 25 per Lichsteiner (gastroenterite )ha dialogato con Khedira consentendo al tedesco di entrare in area e ,dopo una scambio con Mandzukic, concludere a rete con un pregevole, per tempismo e tecnica, esterno destro.

Prima del vantaggio bianconero il Pescara si era reso pericoloso con un tiro di Caprari, prontamente e efficacemente contrastato da Rugani, involatosi verso la porta di Neto a sfruttare un lancio lungo a scavalcare la difesa bianconera, non attentissima nell’occasione.

Il vantaggio juventino non ha cambiato poi l’atteggiamento della squadra abruzzese che ha continuato a difendere nella propria metà campo cercando di essere veloce nelle transizioni positive, pressando la difesa bianconera quando costruiva da palla inattiva.

Nella ripresa la gara ha seguito gli stessi binari dei primi 45 minuti, con la Juventus a fare la gara e il Pescara ad aspettare. I bianconeri, quando la squadra di Massimo Oddo costruiva dalle retrovie da palla ferma, attuavano lo stesso pressing che subivano dagli avversari, andando a pressare con le due punte i centrali, mentre Cristante, il pivote pescarse, veniva preso da Khedira che saliva a disturbarne la ricezione della sfera. Da questo pressing è nata l’occasione per Higuain, abile ad approfittare di un retropassaggio errato e a tirare velocemente, colpendo il palo vicino all’incrocio alla sinistra di Bizzarri, battuto nell’occasione.

 

http://sport.sky.it/calcio/serie-a/highlights/ultima-giornata.html

http://sport.sky.it/calcio/serie-a/highlights/ultima-giornata.html

 

Piccolo focus sul #9 argentino. Partita dove non è riuscito a segnare ma dove il suo contributo alla manovra della squadra è stato importante, con un movimento costante sul fronte d’attacco e in ripiegamento difensivo a raddoppiare sugli esterni.

 

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El Pipita è stato autore di 7 tiri (4 fuori, 2 parati e 1 in porta), dei quali 6 all’interno dell’area di rigore, recuperando 2 palloni e effettuando 2 tackle (50% di successo), ricevendo 47 palloni e distribuendoli con una precisione dell’83%.

Il Pescara, come detto nell’articolo di preview, è una squadra che concede a livello difensivo, e questo suo difetto è stato evidenziato in occasione del secondo goal juventino che porta la firma di Mario Mandzukic dove la linea difensiva non è salita in sincrono, permettendo all’ariete croato di restare in gioco solo davanti a Bizzarri e di poter deviare in rete un colpo di testa di Khedira, anche lui lasciato colpevolmente solo in mezzo all’area di rigore.

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http://sport.sky.it/calcio/serie-a/highlights/ultima-giornata.html

Anche nel terzo goal, segnato da un ottimo Hernanes ( 3 tiri tra cui il goal, 87% di precisione nei passaggi, 51 palloni ricevuti, 100% di passaggi riusciti nella 3/4 difensiva, 4 palloni recuperati, 100% di tackle riusciti e 2 anticipi) è frutto di una disattenzione difensiva, con troppo spazio lasciato al centrocampista brasiliano, libero di controllare la sfera, effettuare un dribbling e tirare dai 25 metri senza nessuna pressione.

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https://www.youtube.com/watch?v=V_akNdoFYRg

 

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Dopo il 3-0 la partita di fatto si è chiusa e ha dato agli annali l’esordio assoluto in serie A del primo ragazzo Under 2000, la punta bianconera Kean, che nei pochi minuti giocati ha comunque dimostrato personalità quando, sul finale, ha tentato un dribbling e puntato il difensore avversario per poi difendere la sfera all’altezza dell’angolo per far passare i minuti.

Una vittoria che permette alla Juventus di proseguire il suo cammino in testa alla Serie A (33 punti in 13 giornate) riuscendo anche a risparmiare parecchi “titolari” in vista dell’importante scontro di Champions che la vedrà impegnata martedì 22 al Sanchez Pizjuan contro il Sevilla.

Il Pescara invece incassa la sconfitta n. 8 su 13 gare, continuando ad occupare la 18a posizione, davanti di un punto al Palermo e di due punti al Crotone, entrambi con una gara in meno. E’ lodevole la proposta di gioco che Oddo vuole fare con la sua squadra, ma forse una rielaborazione della stessa, vista la situazione in classifica, potrebbe essere opportuna.

Nizzotti Roberto

 

 

 

 

 

 

 

 

JUVENTUS-PESCARA: Breve analisi sulla squadra guidata da Massimo Oddo.

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Dopo la sosta delle nazionali torna il campionato con la 13a giornata di Serie A che vedrà la Juventus affrontare , in casa, il Pescara di Massimo Oddo, terzultimo in classifica con soli 7 punti, frutto di 1 vittoria, 4 pareggi e 7 sconfitte .

I goal segnati dagli abruzzesi sono stati 7 (0,6 a partita) mentre 22 sono quelli subiti (1,8 a partita), dati che denotano una certa vulnerabilità a livello difensivo. Nelle ultime 3 gare giocate il Pescara ha sempre perso, segnando 0 goal e subendone 5, con 9 occasione create di media a partita (11 la media stagionale) e con una precisione al tiro del 41% (14 tiri di media), attuando un’idea di gioco offensiva (il Pescara, nelle ultime 3 gare, ha giocato il 48% del tempo nella metà campo avversaria), con la squadra predisposta al controllo della palla (50% di possesso palla medio stagionale, 51% nelle ultime 3 gare) e dotata di buona tecnica (82% di media nella precisione nei passaggi, 80% nelle ultime 3 gare)

Questa proposta di gioco non sempre è supportata da un adeguato equilibrio tattico, il che la espone a transizioni positive avversarie che, con gli spazi a disposizione, si convertono molto spesso in goal.

Le distanze in campo non sono sempre ottimali e questo permette all’avversario di attaccare lo spazio e, se lo fa velocemente, di crearsi concrete occasioni da goal.

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Restando all’idea calcistica del Pescara è da evidenziare come una squadra che pressa e chiude bene le linee di passaggio possa mettere in difficoltà gli abruzzesi nella prima fase della costruzione della manovra. Nell’ultima gara l’Empoli lo ha fatto molto bene intercettando, con questo atteggiamento, un pallone sulla ¾ e riuscendo a concretizzare in goal la riconquista della sfera.

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Finora il Pescara non ha cambiato atteggiamento nelle 12 sfide giocate, anche se quella dello Stadium potrebbe portare Massimo Oddo ad impostare i 90 minuti sull’attesa dell’avversario e sulle ripartenze.

La Juventus dovrà stare molto attenta a non lasciare troppi spazi ai giocatori del Pescara, abili tecnicamente e negli scambi stretti, riducendo al minimo gli errori tecnici soprattutto a centrocampo per evitare di permettere facili transizioni positive .

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La velocità di manovra della squadra di Allegri dovrà essere sostenuta per riuscire ad approfittare al massimo delle occasioni che la difesa pescarese concede per riuscire a portare a casa la vittoria in una gara che, nonostante tutto, visto anche il ritorno dalla sosta per le nazionali, è tutt’altro che facile.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE DATI: www.squawka.com (Dati Opta)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=esDD5TfO0Wo

 

Chievo Verona: Breve analisi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=cIfsfxW8tMc

https://www.youtube.com/watch?v=cIfsfxW8tMc

 

Il Chievo Verona, ultima avversaria della Juve prima della sosta, arriva allo scontro con i Campioni d’Italia con una serie di 4 partite senza vittorie (2 sconfitte e 2 pareggi), dopo aver inanellato 14 punti nelle prime 7 gare (4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte).

Nell’ultima gara giocata al Bentegodi, pareggiata 1-1 con il Bologna, la squadra diretta da Rolando Maran ha tirato 11 volte, 8 dall’interno dei 16 metri, con una percentuale di precisione al tiro del 43 % (41% nelle ultime 4, media del 44% in stagione) e creando 7 occasioni da rete (7 key pass / media nelle ultime 4 gare 8 per gara).

Restando sul reparto offensivo, in stagione i goal segnati dal Chievo sono stati 11, 4 da calci piazzati (36%) dei quali 3 da corner e 1 su punizione diretta (Birsa, è lo specialista nel fondamentale), mentre i goal subiti sono stati 12 (1,09 a gara). Dei marcatori clivensi il leader è proprio Birsa, autore di 3 reti, seguito da Castro con 2.

In casa il Chievo ha sempre segnato (7 goal) subendone 6 (1,2 a gara),

La precisione nei passaggi è stata dell’ 80% (media ultime 4 gare 79% /media stagionale 80%) con un possesso palla del 53% (51% nelle ultime 4 gare, 49% stagionale) con uno sviluppo del gioco che è stato maggiore sulla fascia destra (24% contro il Bologna, media nelle ultime 4 gare del 23,5% contro il 20% sulla sinistra).

Il Chievo ha poi giocato maggiormente nella propria metà campo, facendo registrare una media del 55% nelle ultime 4 gare, contro il 45% di gioco nella metà campo offensiva. Contro la Juve è molto probabile che questo dato subisca un incremento riguardo l’utilizzo della propria metà campo.

La formazione spesso utilizzata da Mr.Maran è il 4-3-1-2, con Birsa e De Guzman che si alternano alle spalle della coppia di attaccanti formata da solitamente da Inglese e Meggiorini, con Floro Flores pronto a subentrare.

Viste le difficoltà che la Juve continua a mostrare quando affronta squadre che si chiudono e che attuano un’ottima e ordinata fase difensiva, la soluzione per avere la meglio dei veronesi sarà avere pazienza nella gestione del pallone , evitando di perdere il pallone per evitare le conseguenti transizioni positive del Chievo. Inoltre sarà fondamentale che la sfera viaggi a una velocità sostenuta così da poter muovere la fase difensiva clivense e sfruttare gli spazi che il movimento andrà a creare.

Di seguito due frame della gara giocata contro il Bologna, l’ultima, cronologicamente parlando, al Bentegodi , dove si evidenziano la fase difensiva e l’abilità nelle ripartenze.

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NIZZOTTI ROBERTO

FONTE DATI: www.squawka.com

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=cIfsfxW8tMc

 

 

 

JUVE vs NAPOLI 2-1: DECIDE HIGUAIN

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

 

Dopo aver perso contro Milan e Inter la Juve riesce a vincere il primo (vero) scontro diretto battendo il Napoli per 2-1, in una gara equilibrata sostanzialmente equilibrata (10 tiri totali a 12 dei quali in porta 3 per la Juve e 2 per il Napoli, possesso palla del 51% per i bianconeri, 4 angoli a 3 per il Napoli) tranne che per i tackle, 23 a 15 per il Napoli (Percentuale di riuscita: 1°T: 23% Juve e 53% Napoli / 2° T 33% Juve, 43% Napoli).

La partita è iniziata con grande ritmo, soprattutto a centrocampo, con la Juventus che , causa la pressione del Napoli, non riusciva a costruire trame di gioco, commettendo errori tecnici.

 

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Errori della Juve nel primo tempo.

La soluzione individuata per ovviare a questa densità e aggressività a centrocampo sono stati i lanci lunghi dei bianconeri alla ricerca di Higuain e Mandzukic, volti a superare il centrocampo partenopeo.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Il Napoli si disponeva in attesa della Juve, concentrando gli uomini nella zona centrale per evitare che la sfera passasse per i piedi di Pjanic e Khedira, con Diawara a seguire il bosniaco disturbandolo nel momento della ricezione  della sfera.

In fase propositiva singolare come la squadra di Sarri sviluppasse il gioco maggiormente sulla destra, quando in tutte le gare giocate è sempre stata la corsia opposta ad essere sfruttata per la costruzione del gioco.

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Quando la Juve riusciva a superare il primo pressing napoletano e, di conseguenza, a trovare gli uomini tra le linee, la manovra offensiva si sviluppava palla a terra portando preoccupazione per la difesa napoletana, sempre sulla sinistra dove Alex Sandro era presente sia in fase offensiva che in fase offensiva.

La partita dell’esterno brasiliano è stata di assoluto livello, come sempre, e queste sono state le statistiche che ne evidenziano l’assoluta importanza nello scacchiere bianconero: Precisione nei passaggi del 72% (13 su 14 in fase difensiva), 57 palloni ricevuti, 1 occasione creata, 6 cross, 2 dribbling riusciti su 3 tentati e 5 palloni recuperati

Immagine che ci dice dell'influenza di Alex Sandro nel match.

Immagine che ci dice dell’influenza di Alex Sandro nel match.

L’atteggiamento della Juve, con il passare dei minuti, si è fatto più propositivo, con i bianconeri che andavano a pressare alto il Napoli non permettendogli di costruire da dietro, cercando di recuperare la sfera il più avanti possibile.

Le due punte Mandzukic e Higuain andavano a pressare i due centrali che si allargavano, Hernanes seguiva Hamsik e Pjanic seguiva Diawara .

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La controindicazione del pressare alto era data dal fatto che, se il Napoli riusciva a superare il primo pressing, poteva poi dar vita a ripartenze pericolose con la difesa bianconera scoperta.

Al 38′ del primo tempo Chiellini è stato costretto ad uscire per infortunio , con Allegri che invece di inserire Benatia passa alla difesa a 4 e inserisce in campo Cuadrado, spostando Pjanic in posizione di trequartista.

L’impatto del colombiano è stato importante, con l’89% di precisione nei passaggi, 36 passaggi ricevuti,3 occasioni create, 3 dribbling riusciti su 5 tentativi e 2 palloni recuperati nei 55’giocati.

Dopo un primo tempo equilibrato la Ripresa che ha visto la Juve cominciare schiacciando il Napoli nella sua metà campo, pressing che ha avuto l’epilogo nel goal di Bonucci, bravo a farsi trovare al centro dell’area sul liscio di Ghoulam e bravissimo nel calciare al volo di sinistro sotto la traversa (i trascorsi da centrocampista si vedono anche in queste occasioni, non solo quando imposta).

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Subito il goal il Napoli ha reagito subito , in particolare con una ripartenza che si è sviluppata sulla sinistra, con Insigne a portare palla fino al limite dell’area per poi crossare al centro dove solo un tempestivo intervento di Barzagli ha evitato il goal di Mertens.

Dalla stessa dinamica (cross di insigne sul secondo palo) è arrivato il pareggio di Callejon che, come di consueto, ha attaccato il secondo palo, approfittando dell’incomprensione tra Lichsteiner, che lo teneva in gioco, e Alex Sandro che doveva marcarlo.

 

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Le squadre lunghe hanno permesso il crescere del numero di occasioni con le punte lanciate a rete a causa delle difese alte e non adeguatamente coperte e linee di passaggio non più schermate che hanno permesso molte verticalizzazioni, sia della Juve che del Napoli.

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Proprio da una di queste è nato il goal di Higuain, con Hernanes che, dagli sviluppi di una rimessa laterale, è stato abile a trovare El Pipita tra le linee. Il #9 bianconero, grande ex del match, ha cercato prima Khedira in area premiando l’inserimento del tedesco con un cross dolce e poi, sul susseguente rimpallo, ha attaccato la seconda palla calciando di contro balzo con il sinistro, trafiggendo un immobile e impotente Reina.

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Due minuti prima del 2-1 di Higuain Massimiliano Allegri aveva tolto Pjanic, ancora alla ricerca di continuità , per inserire Claudio Marchisio.

Il n.8 ( 87% di precisione nei passaggi, 13 su 15) ha dato, nei 20 minuti in cui ha giocato, equilibrio al centrocampo e alla squadra di conseguenza, evitando che si sfilasse e consentendo a Khedira di inserirsi con più libertà, come avvenuto nell’azione del goal.

Il goal dell’ex ha spento la verve del Napoli che non è più riuscito a rendersi pericoloso se non tramite un calcio di punizione con un colpo di testa deviato e finito di poco sopra la traversa.

La Juve ha vinto una gara che, come ha detto Allegri, non era decisiva, visto che siamo solo alla 10 giornata su 38 totali, ma che era comunque importante vincere per tenere a distanza (7 punti) una diretta concorrente come il Napoli.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stas Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=E90WXMM9ohc

JUVENTUS-NAPOLI: Breve analisi sugli azzurri di Sarri.

 

http://www.calciomercato.com/news/higuain-fantastica-la-tappa-a-napoli-de-laurentiis-penso-alla-ju-646938

http://www.calciomercato.com/news/higuain-fantastica-la-tappa-a-napoli-de-laurentiis-penso-alla-ju-646938

Domani sera il big match dell’11 giornata, la penultima prima della sosta nazionali, vedrà il Napoli far visita alla Juventus che, dopo quella contro la Sampdoria di mercoledì scorso, giocherà la seconda gara consecutiva tra le mura amiche dello Juventus Stadium.

Vediamo in breve che Napoli troverà la Juventus.

Sicuramente la prima cosa che balza all’occhio è l’assenza sia di Arkadius Milik che di Manolo Gabbiadini. Il primo ha avuto un impatto fortissimo sul Napoli, sul calcio italiano in generale e in Champions League, riuscendo in 9 presenze a segnare 7 reti (4 in serie A e 3 in Champions, con una doppietta che è valsa i tre punti in terra ucraina contro la Dinamo Kiev).

Il suo infortunio, subito con la Polonia durante le qualificazioni a Russia 2018, ha semi aperto le porte della titolarità a Manolo Gabbiadini che, non con poche difficoltà, si stava ritagliando il suo spazio giocando 56′ contro la Roma; 26′ contro il Besiktas entrando per Insigne e segnando il rigore e giocando solo 30′ contro il Crotone per un rosso diretto, conseguenza di un fallo di reazione, che ne ha pregiudicato l’utilizzo contro l’Empoli e per la partita di domani sera.

Contro la sua Ex squadra, Sarri ha schierato un tridente particolare per come gioca lui, composto da gente minuta di statura che si muoveva molto dando pochi punti di riferimento alla difesa, non irreprensibile, dell’Empoli, tirando 35 volte(18.7 di media a gara) contro le 7 dei toscani, ma con una percentuale di precisione al tiro del 28% e una conversione in goal del 20% (2 goal su 10 tiri in porta), statistiche non proprio esaltanti.

Dei 35 tiri in porta i tre attaccanti ne hanno scagliati, insieme , 24 ( 11 Mertens, il 31%; 6 Callejon e 7 Insigne), il 69% del totale, con i restanti 11 tiri distribuiti abbastanza equamente tra centrocampisti e terzini (Ghoulam con 3 quello con più tentativi dopo il tridente).

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Il Napoli è una squadra abituata a giocare la gara e a gestire il pallone, atteggiamento che difficilmente abbandonerà contro la Juventus, trovandosi totalmente incomoda nel chiudersi e gestire una gara di contenimento.

Nelle prime 11 giornate la media del possesso palla è stata del 57,3%, con una media di precisione nei passaggi dell’87% e 1.9 goal per match, numeri che ben spiegano la propensione e pericolosità offensiva del Napoli.

Il gioco del Napoli, come quasi sempre accade, si svolge sulla fascia sinistra, dove le combinazioni tra Insigne, Hamsik e Ghoulam , unite ai movimenti ad uscire della punta, permettono al Napoli di trovare spazio centralmente, per una maggior efficacia al tiro.

Mappa del gioco sulle fasce contro la Roma, nettamente superiore sulla fascia sinistra.

Mappa del gioco sulle fasce contro la Roma, nettamente superiore sulla fascia sinistra.

 

In Atalanta-Napoli, sempre predilezione del Napoli nel giocare sulla sinistra.

In Atalanta-Napoli, sempre predilezione del Napoli nel giocare sulla sinistra.

Importante in questo senso il movimento di Callejon sul lato debole, abile a staccarsi dalla marcatura e ad attaccare, libero, il primo palo (nelle immagini seguenti un esempio di quanto detto messo in pratica contro l’Empoli).

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A livello difensivo i partenopei hanno dimostrato una certa vulnerabilità nelle ultime gare (7 goal subiti in 4 partite tra campionato e Champions), La squadra, propositiva in fase offensiva, non sempre contrappone a quest’ultima una fase difensiva di altrettanto livello, facendosi trovare lunga con conseguenti spazi tra le linee e sugli esterni, che spingono molto e non sempre sono coperti in maniera opportuna. Una squadra solida difensivamente e dalle veloci transizioni positive può creare seri problemi al Napoli. Oltre a questo aspetto c’è anche il livello di attenzione che è altalenante durante le gare, come dimostra il goal preso contro la Roma, con Koulibaly che, invece di cedere la sfera a Reina, è andato verso il fondo pressato da Salah e facendosi poi rubare il pallone dal fantasista egiziano, preludio al goal di Dzeko.

Nei seguenti frame tratti da Atalanta-Napoli (1-0) e Napoli-Roma (1-3) si possono notare le difficoltà dei partenopei in fase difensiva.

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Una gara che la Juventus, capace di interpretare le varie partite che una singola gara propone, può far sua a condizione che l’approccio alla gara sia ottimale, con attenzione al massimo e che vengano interpretati i 90 minuti ad un livello tecnico praticamente perfetto.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com ; app Stats Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=i6oyyMNtQKU ; https://www.youtube.com/watch?v=0N6CrlU_tD4&t=148s

 

 

La Juve si rialza: 4-1 alla Sampdoria.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

Come sempre accade, dopo la caduta c’è l’immediata risalita, e anche in questa occasione la Juventus non si smentisce, risollevandosi dalla sconfitta contro il Milan con una vittoria per 4-1, allo Juventus Stadium, contro la Sampdoria.

3-5-2 lo schieramento iniziale della Juventus, con Dani Alves come centrale di destra, Cuadrado come esterno dx di centrocampo al quale è contrapposto un più conservativo Evra sulla sx.

Marchisio in cabina di regia, con Pjanic sul centro sinistra e Khedira sul centro destra, Mandzukic e Higuain a formare la coppia d’attacco, con il #17 ad agire su tutto il fronte d’attacco, mentre el Pipa a presidiare l’area di rigore.

Subito vantaggio Juve con Dani Alves che serve Cuadrado sull’esterno. Il colombiano saltà il diretto avversario verso il fondo e crossa sul primo palo dove Mandzukic è bravo ad attaccare il primo palo (fase difensiva della Samp a dir poco passiva) e a deviare in rete con un forte colpo di testa.

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L’asse  Dani Alves Cuadrado ( 26 passaggi da Alves a Cuadrado e 13 da Cuadrado a Alves per un totale di 39) è sempre pericolosa, la stessa che ha propiziato il goal vittoria a Lione nell’ultima gara di Champions.

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schema che evidenzia l’impatto sulla gara degli interpreti. Più grande è il nome maggiore è stata la sua incidenza sul match.

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Il terzino brasiliano ha giocato un buonissimo primo tempo, con l’87% di precisione nei passaggi, ricevendone 81 cercando spesso il cambio campo ( 3 tentativi e 100% di precisione) e recuperando 9 palloni.
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Nei primi minuti della gara si è potuto notare come i movimenti di Higuain e Mandzukic fossero nettamente migliorati, segno che l’intesa tra i due bomber sta crescendo, e che insieme possono giocare, essendo entrambi di movimento, elemento tattico che gli consente di giocare in zone differenti senza pestarsi i piedi.

 

Heatmap di Higuain.

Heatmap di Higuain.

Heatmap di M,andzukic

Heatmap di M,andzukic

Il raddoppio della Juve è arrivato da una situazione da calcio da fermo (corner) dove Chiellini arriva di prepotenza (e libero) a colpire di testa al centro dell’area, sovrastando nettamente Sala.

I primi 10 minuti della gara hanno visto una Juventus dominante a livello tattico e fisico, che schiacciava la Sampdoria nella sua metà campo, aggredendo l’avversario quando entrava in possesso palla senza consentire la costruzione dell’azione da parte della squadra di Giampaolo.

Precisione nei passaggi dell’83% contro il 64% doriano, 3 tiri a 0, 2 occasioni create a 0, 8 cross 0, 100% di tackles contro il 25%, 100% di duelli aerei a 0, sono questi i numeri che certificano la superiorità bianconera sulla squadra di Giampaolo (dati squawka)

La Sampdoria, dopo il rapido doppio vantaggio iniziale, ha cercato di reagire alzando il ritmo e il pressing quando la Juve impostava, disturbando la costruzione del gioco e cercando di costringere i difensori bianconeri a giocare con i lanci lunghi.

Per ovviare a questo pressing Pjanic, che quando era la Samp ad impostare si allargava sulla sx, con Marchisio a pressare Cigarini, si abbassava per dare sostegno a Marchisio, marcato da Alvarez. A seguirlo, in questo movimento, c’era Barreto che però non lo marca stretto, concedendogli lo spazio necessario per controllare e gestire la palla.

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Nota di lode per Mandzukic che ha giocato una partita sontuosa al di la del goal che ha aperto le marcature, con il suo movimento continuo sul fronte d’attacco ad aprire gli spazi per l’inserimento dei compagni e il suo apporto in fase difensiva a raddoppiare, importante per il recupero della sfera.

Le statistiche poi parlano chiaro. Il #17 bianconero ha avuto una precisione nei passaggi del 75% (21 su 28), una precisione al tiro del 100% (1 tiro, 1 in porta, 1 goal), ha ricevuto 30 palloni, dato che certifica come il suo movimento lo rendesse un’opzione di scarico per i compagni che lo cercavano, e trovavano, spesso e ha recuperato 3 palloni, tutti nella metà campo difensiva.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

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Immagine dove sono evidenziati i tre palloni recuperati e le zone del campo dove la giocata è avvenuta.

Verso il finale del primo tempo la Sampdoria ha alzato il baricentro e il ritmo che, complice un calo di tensione e d’intensità nel gioco bianconero, le ha permesso di farsi vedere con più frequenza nei pressi dell’area di rigore, sfiorando anche il goal del 2-1.

Nella ripresa Juve in controllo della gara con ritmi decisamente più compassati, atteggiamento pagato caro quando Chiellini cerca, sbagliando, un cambio gioco intercettato da Praet che poi ha servito Schick, bravo a tirare di prima dall’altezza del dischetto del rigore, segnando il goal del 2-1.

 

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Giampaolo, vedendo una Juve in difficoltà , ha deciso al 65′ di far entrare Quagliarella e Muriel  per Budimir e Schick per cercare di essere più pericoloso in fase d’attacco e cercare un pareggio che, visto com’era iniziata la gara, sembrava utopico.

Ma la Juventus, subito il goal, ha ricominciato a giocare, aumentando il ritmo, tornando a manovrare con più fluidità, sempre con la fascia destra decisiva nello sviluppo dell’azione offensiva. Di fatto, 10 minuti dopo il goal doriano è arrivato il 3-1 di Pjanic, nato proprio da una giocata sull’asse Cuadrado-Khedira, con il colombiano abile a servire il #6 tedesco che si era inserito nello spazio . Il seguente cross basso, dopo un paio di rimpalli, è arrivato al bosniaco, bravo a trafiggere Puggioni sul primo palo.

8g

Al 25′ Allegri toglie Marchisio per inserire Lemina. Il #8 bianconero, al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per 6 mesi, ha disputato una buona gara, dando equilibrio al centrocampo, aiutato sicuramente dalla gara che era tutt’altro che proibitiva, adatta proprio perché potesse cominciare a recuperare il ritmo partita.

Precisione nei passaggi dell’89% (40 su 45), passaggi ricevuti 41 e 9 palloni recuperati sono statistiche che esprimono bene l’impatto del rientro di Marchisio nel centrocampo juventino.

 

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Dopo il goal di Pjanic la gara si è poi avviata al termine registrando solo il goal del 4-1 bianconero, siglato ancora da Giorgio Chiellini (prima doppietta in bianconero dal 2008, quando la vittima fu la Lazio) arrivato sugli sviluppi di una punizione calciata molto bene da Cuadrado.

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La Juve è tornata a vincere dando, come sempre le capita dopo un incidente di percorso, dimostrazione di forza, ribadendo ai più dubbiosi perchè è e rimane la favorita del campionato, che solo lei può decidere di perdere.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stats Zone

DATI: Opta

VIDEO : https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4