Chelsea fermato dagli speroni del Tottenham: La squadra di Pochettino si aggiudica l’ultimo derby a White Hart Lane.

 

http://www.mirror.co.uk/sport/row-zed/7-ridiculously-impressive-dele-alli-9565244

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Il Tottenham di Mauricio Pochettino gioca una partita perfetta e interrompe la serie di vittorie (13) del Chelsea, nell’ultimo derby giocato nella storia di White Hart Lane (Il Tottenham avrà un nuovo stadio di proprietà), grazie ad una doppietta di Dele (Alli).

Gara giocata  ottimamente dal Tottenham (48% di possesso palla, 54% dei duelli vinti, 55% di dribbilig riusciti, 59% di duelli aerei vinti) che, esclusi i primi minuti delle due frazioni di gioco, non ha mai sofferto il Chelsea, gestendo il ritmo della gara con un giro palla di qualità, anche se non sempre rapido, aspetto che permetteva alla squadra di Antonio Conte, sempre molto corta e compatta, di chiudere gli spazi centrali costringendo gli Spurs a giocare sugli esterni.

Nelle poche volte che la squadra di Pochettino riusciva, grazie ad una transizione positiva, ad attaccare centralmente i Blues si rendeva pericolosa come nell’occasione di Eriksen avvenuta nel primo tempo, nata da una palla persa da N’Kolo Kanté sulla 3/4 difensiva a seguito del pressing del Tottenham (marcature raddoppiate e triplicate con costanza).

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Quando il Tottenham impostava l’azione partendo da Hugo Lloris il Chelsea alzava Diego Costa, Hazard e Pedro che andavano in pressing sui tre difensori di Pochettino. In questo caso era Whanyama che scendeva per farsi dare palla, con Eriksen che scendeva spesso ad aiutare il #12 in fase di costruzione.

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L’alternativa che il Tottenham aveva per superare il pressing dei Blues era quella di abbassare Walker, accentrare Dier e alzare Alderwireld che si affiancava al solito Whanyama.

Il centrale belga è stato ottimo nell’annullare Diego Costa, seguendolo fino a ridosso del centrocampo, non consentendogli mai di giocare la palla in modo tranquillo e recuperando spesso il pallone (3 tackle su 4 riusciti) aspetto che consentiva alla sua squadra di dar vita a transizioni positive.

L’azione del Tottenham si sviluppava più che altro sull’out di sinistra dove combinavano spesso Dele, Dembele e Rose, mentre Walker e Eriksen erano poco serviti.

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Il goal del vantaggio è però scaturito da un’azione giocata proprio sulla fascia destra, con il terzino e il fantasista danese (per l’ex Ajax gara da 79% di precisione nei passaggi, 2 assist, 2 occasioni create e 5 palle recuperate) a combinare, con quest’ultimo che, non pressato, ha potuto pennellare un cross per la testa di Dele, ottimo come sempre negli inserimenti senza palla, che sfruttava al meglio l’errore di Moeses che non aveva seguito l’alzarsi della linea di difesa, tenendo così in gioco il #20 degli Spurs.

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Nella ripresa il Chelsea ha iniziato con il piede sull’acceleratore, alzando di molto il suo ritmo gara , rimasto identico per tutti i primi 45 minuti, creando 2 occasioni nei primi 5 minuti della ripresa.

Poi però il Tottenham ha ripreso in mano le redini del match trovando, al minuto 54 il raddoppio, fotocopia dell’azione del primo goal. Combinazione Eriksen – Walker – Eriksen con palla proveniente dalla sinistra, con il danese a crossare , questa volta, sul secondo palo dove  Dele si inserisce alla perfezione sorprendendo difesa e Courtois (uscita non perfetta) e insaccando sul palo lungo.

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Dopo il secondo goal di Dele (terza doppietta consecutiva in Premier, 7 goal nelle ultime 4 gare. Nella partita 2 tiri in porta e 2 goal, 3 tentativi totali tutti da dentro l’area di rigore; 70% di precisione nei passaggi e 6 palloni recuperati) la gara è stata gestita alla perfezione dal Tottenham che non ha più corso veri rischi portando a casa tre punti meritatissimi che “riaprono” la Premier, dando un’opportunità in più di vittoria finale a se stesso oltre che al Liverpool e al Manchester City .

Il Chelsea non esce di certo ridimensionato, questa sconfitta non scalfisce le certezze che 13 vittorie consecutive hanno ben cementificato negli uomini di Antonio Conte, ma comunque fa intendere che i Blues non sono imbattibili, messaggio sicuramente ben recepito da Jurgen Klopp e Pep Guardiola.

Nizzotti Roberto.

FONTE DATI: www.squawka.com ; app Stats Zone (Dati Opta)

IMMAGINI: http://video.sky.it/sport/calcio-estero/premier-league/tottenham-chelsea-2-0/v319132.vid?pagt=0

 

 

 

 

 

Iturbe al Torino alla ricerca di se stesso.

http://www.gazzetta.it/calcio/fantanews/14-10-2014/torna-serie-a-probabili-formazioni-7a-giornata-90741625390.shtml

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Classe 93′, argentino di Buenos Aires ma nazionale paraguayo, Manuel Iturbe sbarca a Torino, sponda Granata.

Dopo aver giocato nel Cerro Porteño , nel River Plate e nel Porto, dove ha disatteso le aspettative, sbarca in Italia, precisamente a Verona, sponda Hellas, risultando determinante ,insieme a Luca Toni, per l’ottimo campionato dei giallo blu con 33 presenze condite da 8 goal e 4 assist.

 

Stagione 2012/2013

Stagione 2012/2013

 

Nell’estate seguente è oggetto di contesa nel mercato tra Juventus e Roma, con i giallo rossi ad avere la meglio e aggiudicarsi le sue prestazioni sborsando all’Hellas 24,50 milioni di €.

Nella capitale Iturbe però non conferma quanto fatto vedere nella città di Romeo e Giulietta e, in 3 stagioni, raccoglie solo 44 presenze (24 da subentrante) segnando solo 3 goal, uno dei quali ricordato dai tifosi giallo rossi perchè decisivo per la vittoria in un derby.

 

 

Nel frattempo la Roma, per cercare di recuperare il ragazzo, lo ha mandato in prestito in Premier League, al Bournemouth, ma l’esperienza è stata a dir poco disastrosa con 2 presenze, entrambe da subentrante, per miseri 56′ di gioco. Dopo 6 mesi ha lasciato il sud dell’Inghilterra ed è tornato a Trigoria.

 

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Rendimento nel Verona e nella Roma (dal 2013/2014 al gennaio 2016/2017)

 

Ora l’opportunità della rinascita gliela offre il Torino di Sinisa Mihajlovic, acquistandolo in questa sessione di mercato.

I Granata esprimono un gioco che esalta gli esterni come Iturbe (Alessio Cerci, Iago Falque, Adem Ljajic) e puntano a recuperare il talento argentino/paraguayo  che, se tornasse ai livelli di Verora e River, apporterebbe quel contributo necessario per permettere al Torino di lottare concretamente per qualificarsi alla prossima Europa League.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: www.whoscored.com ; www.transfermarkt.it

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=_V3G9dlu47E

 

Perché il City di Guardiola fa fatica ?

 

 

http://www.skysports.com/football/news/11679/10714041/pep-guardiolas-start-at-man-city-has-been-disappointing-say-the-sunday-supplemenet-panel

http://www.skysports.com/football/news/11679/10714041/pep-guardiolas-start-at-man-city-has-been-disappointing-say-the-sunday-supplemenet-panel

 

Quando è sbarcato in estate a Manchester, i tifosi del City si aspettavano di primeggiare, di guardare dall’alto in basso le altre squadre, cosa che gli 11 allenati da Pep Guardiola sono abituati a fare.

Arrivati alla giornata 20, la prima del girone di ritorno, la situazione è però ben diversa e vede i Citizens al terzo posto con 42 punti, 2 in meno del Liverpool e 7 in meno del leader, il Chelsea di Antonio Conte e delle 13 vittorie consecutive, che ha una gara in meno rispetto alle due inseguitrici.

In queste 20 giornate il City ha messo a segno 41 goal (2,05 a gara) dei quali 15 da piazzati (il 24%) e ne ha subiti ben 22 (1,1 a gara).

La precisione al tiro è del 47%, le occasioni create 257 (13 a gara), il possesso palla medio del 58% e la precisione nei passaggi dell’85%.

Per avere un’idea migliore del rendimento ho voluto confrontare queste statistiche con quelle del primo Bayern Monaco del tecnico catalano.

All’arrivo in Baviera, dopo 20 partite, Guardiola era primo in classifica (18 vittorie e 2 pareggi) e la sua squadra aveva segnato 53 goal (2,65 a gara) subendone solo 9 (0,45), con il 52% di precisione al tiro, 301 occasioni create (15 per.p.), con il 61% di possesso palla e l’88% di precisione nei passaggi.

Confrontando i dati delle due squadre si nota che praticamente i valori espressi sono gli stessi, eccezionale fatta per il numero dei goal subiti, il vero punto debole di questo primo City di Guardiola.

Il tecnico di Santpedor non è ancora riuscito a trovare un equilibrio difensivo, e questo aspetto rischia di compromettere la corsa alla Premier, considerando il ritmo tenuto dal Chelsea e la pericolosità del Liverpool di Klopp che, nonostante alcuni rallentamenti, tiene il passo dei londinesi.

Probabilmente nell’attuale mercato di riparazione i Citizens agiranno sul mercato per regalare a Guardiola quei giocatori necessari per completare al meglio la squadra (a sorpresa si parla di un interessamento per Badstuber del Bayern), sperando che non sia troppo tardi.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: www.squawka.com

 

Kelechi Iheanacho, un predestinato agli ordini di Guardiola

http://www.rompipallone.it/2016/09/15/un-giorno-kelechi-iheanacho

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Entrato al minuto 57 al posto di Nolito, Iheanacho ha messo il suo sigillo sul match segnando il goal dello 0-2, quello della tranquillità, il 5° in stagione (3 in Premier e 2 in Champions).

La sua partita lo ha visto mettere a referto i seguenti numeri: percentuale di realizzazione  del 50% , 1 goal su 2 tiri in porta, entrambi da dentro l’area di rigore, 2 palloni recuperati, 11 palloni ricevuti e una precisione nei passaggi del 71%.

Tralasciando però le mere statistiche è interessante analizzare i movimenti che hanno portato il #72 nigeriano a segnare il goal.

Prima viene incontro alla palla, verso il centrocampo, consentendo così ad Clichy di servire De Bruyne che si inseriva nello spazio centrale. Successivamente attacca la profondità effettuando un taglio da destra verso il centro che porta via il difensore consentendo al fantasista belga di poter avanzare indisturbato e servire, sempre sulla destra, l’accorrente Silva.

Ricevuto il pallone lo spagnolo ha poi servito sul secondo palo Iheanacho che, nel frattempo, aveva attaccato quella zona, abile a non farsi trovare in fuorigioco, sfruttando anche la poca concentrazione dei difensori dell’Hull City.

 

 

Movimenti da attaccante esperto nonostante la giovanissima età (20, classe 96′).

Un predestinato agli ordini di Guardiola.

Nizzotti Roberto

DATI: app Stats Zone (Opta)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=uEwsd_vqx3c

La vera prova del nove per il Chelsea

 

http://www.sportal.co.nz/football/english-football/antonio-conte-mulls-options-without-diego-costa-and-ngolo-kante-chelsea-premier-league/1nb1nf9zo41nj11dh1rbyr1ot4

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Oggi è il 26 dicembre e, come tutti gli anni, la Premier League scende in campo per il classico Boxing Day.

Tra le sfide della giornata (la ) c’è Chelsea-Bournmouth, gara che servirà per capire molto su come i blues abbiano tutti introiettato i dettami di Antonio Conte visto le assenze di due uomini chiave di questa squadra, fondamentali nella cavalcata che ha permesso al Chelsea di stabilirsi alla testa della classifica. N’Kolo Kanté e Diego Costa.

Il primo, dopo aver vinto da protagonista lo storico titolo con il Leicester City, ha continuato sugli stessi standard di rendimento anche a Stanford Bridge.

Il mediano francese è primo nei contrasti a partita (3.1) così come nel dato degli intercetti (2.8 p.p.), nel numero dei falli fatti per partita (primo con Marcos Alonso a 1.4 p.p.) e nel numero dei passaggi (64) che fanno capire come sia centrale, al di la del ruolo che ricopre in campo, nel gioco dei Blues.

Diego Costa quest’anno è tornato sui livelli di Madrid, sponda Atletico, e del primo anno in Premier segnando, fin’ora, 13 goal in 17 presenze (il 37% del totale dei goal del Chelsea, 35).

Di questi ben 7 hanno fruttato 16 punti sui 43 totali fatti dalla squadra di Conte (il 37%).

Oltre al contributo in fase realizzativa Diego Costa è importante anche in fase di non possesso con il pressing che porta agli avversari, atteggiamento che nella classifica dei falli commessi lo posiziona quarto con 0.9 p.p.

L’assenza di questi due elementi, come detto uomini chiave della squadra, sarà un importante banco di prova per il Chelsea che dovrà affrontare il pericoloso (più tra le mura amiche che in trasferta) Bournmouth del giovane tecnico Eddie Howe, probabile futuro tecnico della nazionale dei tre leoni.

Nizzotti Roberto

DATI: iwww.whoscored.com

Analisi sul Southampton

https://www.youtube.com/user/theofficialsaints

https://www.youtube.com/user/theofficialsaints

 

Il Southampton occupa, dopo la convincente vittoria ottenuta in trasferta sul campo del West Ham, la 9a posizione in Premier League, sicuramente un piazzamento più adatto alla qualità della rosa.

L’inizio di stagione dei Saints non è stato dei più semplici, complici anche le partenze eccellenti di Mané, accasatosi al Liverpool di Klopp, di Graziano Pellè che ha deciso di provare l’avventura cinese e, soprattutto, quella del tecnico Ronald Koeman che aveva portato la squadra alla qualificazione in Europa League.

Al posto del manager orange è stato chiamato l’esperto allenatore francese Cloude Pauel che, a Nizza, ha lasciato grandi ricordi disputando annate che in Costa Azzurra difficilmente dimenticheranno (due 4ti posti in 4 stagione sulla panchina dei nizzardi).

A livello di giocatori importanti sono stati gli innesti di Hojbjerg, dal Bayern, talento apprezzatissimo da Guardiola, Nathan Redmond dal Norwich Austin dal QPR, autore di 5 reti nelle ultime 4 gare giocate e Sofiane Boufal (trequartista) dal Lille per la cifra record di 18 milioni di €.

L’amalgama del tutto necessitava tempo e, seppur le prestazioni fossero buone, nelle prime 4 giornate i punti in classifica per il Southampton erano solo 2 frutto di due pareggi interni e di due sconfitte esterne sui campi del Manchester United e dell’Arsenal.

A conferma delle buone prestazioni ci sono i dati del possesso palla (media del 52%), della precisione nei passaggi (83%) e delle occasioni create (46 totali in 4 partite, media di 11 a gara).

In negativo i dati sui goal segnati (3 , 0.75 a gara) e, soprattutto, su quelli subiti (6 – 1.5 a gara)

Con la vittoria ottenuta ai danni del disastrato West Ham la squadra di Pauel ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva dopo quella in casa contro lo Swansea di Guidolin (a richio panchina) cominciando a dare continuità di risultati, abbinandoli alle prestazioni che continuano ad essere convincenti.

Il miglioramento sostanziale lo si è visto nel numero di goal subiti (0) e in quello dei goal segnati (4 – 2 a gara), oltre alla precisione al tiro che ha subito un aumento del 12% ( da 40% a 52%) e al numero di occasioni create a gara (da 11 a 15).

Vediamo ora, prendendo ad esempio proprio l’ultima gara giocata contro gli Hammers, come si muove il Southampton in campo.

Partiamo dalla disposizione in campo, un 4-3-2-1 che vedeva Romeu come vertice basso dei tre di centrocampo e Hojbjerg come interno destro, anche se in definitiva era il giovane danese a giostrare la palla e dettare i tempi. Gli esterni erano Tadic e Redmond, partiti all’inizio il primo sulla dx e il secondo sulla sx per poi scambiarsi la posizione a gara in corso.

 

 

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La fase di possesso palla vedeva i due centrali allargarsi con Romeu che scendeva tra loro ma, nonostante il movimento , il vero regista era Hojbjerg che dettava i tempi del gioco e catalizzava ogni pallone e passaggio.

La giovane stella danese sta dando continuità alle prestazioni, dimostrando gara dopo gara le qualità che ne avevano fatto un vero e proprio prediletto di Pep Guardiola ( e se sei il preferito di Guardiola una motivazione c’è).

In questa gara Hojbjerg ha avuto una percentuale dell’ 85% per quanto riguarda la precisione nei passaggi (media stagionale del 90%), ha effettuato 3 tiri (6 nelle prime 5 gare) e dato vita a 2 occasioni da goal.

Dei 3 tiri effettuato nessuno ha centrato lo specchio della porta (2 fuori e 1 respinto), confermando la percentuale di precisione al tiro che, in questo inizio di stagione, si attesta sul 25%. Sicuramente un aspetto che deve e può essere migliorato per completare la crescita di un ragazzo che sta già dimostrando di valere assolutamente il grande calcio.

 

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Il giro palla dei Saints era buono ma mancava la verticalizzazione tanto che sia le ali Redmond e Tadic che la punta Austin, per trovare palloni giocabili, dovevano arretrare la loro posizione. Questo toglieva profondità al Southampton agevolando il West Ham nella fase difensiva.

Molto coinvolti nello sviluppo del gioco sia Cedric he Bertrand, con il secondo sicuramente più propositivo rispetto al portoghese che, al contrario, era più presente nella fase di copertura.

Il goal del vantaggio del Southampton è nato proprio da un’azione sviluppatasi sulla sinistra e nata da una verticalizzazione di Davis a trovare Tadic tra le linee. Il #11 è poi stato bravo nel servire Bertrand sulla corsa che, a sua volta, ha servito Austin, solo in mezzo all’area, con un preciso passaggio arretrato. Il risultato è stato un tiro ad incrociare, lento ma preciso, che è valso il momentaneo 0-1.

 

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Bertrand è stato sicuramente tra i migliori in campo insieme a Hojbjerg, disputando una gara attenta in fase di non possesso e propositiva in fase di possesso. Una precisione nei passaggi del 95%, 4 cross e 3 occasioni create, tra le quali l’assist per il primo goal, sono statistiche che dimostrano la bontà della prestazione dell’ex Chelsea.

Passando alla fase difensiva da rilevare come Austin, la punta centrale, si spostava sull’esterno (quello sinistro) con Tadic e Redmond che si alternavano in posizione centrale.

In quella zona del campo avevano il compito di seguire il regista del West Ham, Noble, impedendo così ai londinesi una costruzione semplice della manovra.

Soffermandoci sulle linee di difesa e di centrocampo da evidenziare come Hojbjerg scendesse ad affiancarsi a Romeu così da formare un doppio filtro davanti alla difesa, rendendo più difficile trovare spazi per vie centrali e obbligando il West Ham a giocare sull’esterno.

 

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La pagina twitter @11tegen11, come sempre, ci fornisce la mappa della gara che evidenzia perfettamente lo stile di gioco del Southampton, con una trama di gioco ben definita che coinvolge tutta la squadra.

 

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Il Southampton è una squadra costruita per giocarsi un posto in Europa e, per quanto visto in questo inizio di Premier, nonostante i numerosi cambi, sembra proprio che questo obiettivo possa essere assolutamente alla loro portata.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: creazione propria ; @11tegen11 (twitter)

Il Manchester United di Mourinho

 

http://www.90min.com/posts/3643691-manchester-united-manager-jose-mourinho-praises-paul-pogba-after-2-0-southampton-win

http://www.90min.com/posts/3643691-manchester-united-manager-jose-mourinho-praises-paul-pogba-after-2-0-southampton-win

Prima gara all’Old Trafford per lo United di Mourinho e prima vittoria casalinga per il tecnico portoghese che liquida un buon Southampton per 2-0 con doppietta di Zlatan Ibrahimovic, già decisivo (c’erano dubbi?).

Il Manchester United è sceso in campo disponendosi con un 4-2-3-1 che vedeva la linea difensiva composta, da sinistra a destra, da Show, Blind, Bailly e Valencia, i due mediani erano Fellaini, il pivote, e Pogba, all’esordio con la sua nuova vecchia squadra e autore di una buona gara, Rooney fungeva da raccordo tra l’attacco e la mediana con Mata a destra e Martial a sinistra che agivano sulla fascia con movimenti a rientrare. La punta era, ovviamente, Zlatan Ibrahimovic, già leader indiscusso della squadra.

Disposizione iniziale del Manchester United.

Disposizione iniziale del Manchester United.

Lo United , quando doveva impostare l’azione faceva scendere Fellaini tra i due centrali che si allargavano permettendo ai terzini di alzarsi sulla linea del centrocampo (famosa salida lavolpiana), contrariamente a quanto si potesse pensare con Pogba in campo, sicuramente con maggior tecnica rispetto al compagno di reparto belga. Invece l’ex centrocampista della Juventus ha avuto più libertà di offendere e proporsi in fase d’attacco, ovviamente contribuendo anche alla fase di non possesso, compito che ha svolto molto bene. Di fatti sulla fascia sinistra dello United il Southampton trovava difficoltà a proporre gioco trovando un ottima copertura difensiva data dalla presenza di Pogba, Show e Blind, con Martial che tornava ad aiutare, che formavano un muro difensivo difficilmente superabile. I Saits infatti cercavano di proporre gioco cercando di sfondare dalla parta destra del Manchester dove Valencia e Bailly, seppur autori (soprattutto il centrale ivoriano) di una buonissima prestazione, concedevano più occasioni.

Blocco fascia sinistra Manchester

Fase difensiva fascia sinistra Manchester.

Zone d'azione del Southampton.

Zone d’azione del Southampton.

Soffermandoci un attimo ad analizzare i dati sulla prestazione del centrale ex Villareal è evidente come quello che sembrava l’acquisto con meno appeal del mercato dei Red Devils si stia rivelando, dopo questo inizio di stagione, un’ottimo affare.

Nella gara contro i Saits ha registrato il 93% di precisione dei passaggi (ottima tecnica e personalità), ha vinto il 100% dei duelli aerei (concentrazione, forza fisica), ha intercettato 4 palloni e effettuato 9 rinvii (tempismo e senso della posizione) . Una prestazione di alto spessore che merita di essere sottolineata.

Zone gioco Bailly

Zone gioco Bailly

La fascia sinistra dello United è stata determinante anche sotto l’aspetto della fase offensiva visto che la maggior parte delle azioni d’attacco si sono sviluppate in quella zona del campo come l’azione che ha portato al rigore del raddoppio procurato da un inserimento in area di Luke Show.

Il Manchester poi ha interpretato la gara fin dall’inizio con un atteggiamento conservativo, attento a non lasciare spazi giocabili al Southampton, soprattutto creando densità in zona centrale, evitando di pressare fin da subito, con Ibrahimovic, Rooney, Martial e Mata a ridosso del centrocampo così da mantenere molto corta la squadra, e puntando a transizioni offensive rapide alla riconquista della sfera.

Il Southampton, nonostante la sconfitta, non ha demeritato e ha giocato una gara alla pari con lo United, come dimostrano alcuni dati della gara: Possesso palla dell’86% contro l’84% dello United, 11 occasioni create (9 Man.Utd), 24 cross (18 Man. Utd), 13 tiri dei quali 9 da azione (12 Man. Utd), 16 intercetti (17 Man. Utd) , 42% di contrasti vinti come lo United.

Il dato sui duelli aerei vinti, 32% contro il 68 dei Red Devils, e il numero di dribbling effettuati, 26 a 8 per il Manchester, sono statistiche che aiutano a capire come, in un sostanziale equilibrio del match, i Saits siano usciti ugualmente sconfitti.

Soprattutto i dribbling evidenziano come lo United sia riuscito, con questo fondamentale, a crearsi occasioni da rete (vedi dribbling che ha portato al rigore), cosa che il Southampton non è riuscito a fare sbattendo letteralmente contro il muro rosso, tatticamente parlando, eretto da Mourinho.

Un Manchester United che è partito molto bene e che dimostra, gara dopo gara, dei miglioramenti che lo stanno trasformando nella squadra che Mourinho ha immaginato, devastante e cinica in attacco quanto solida e impenetrabile in difesa.

I Red Devils saranno sicuramente tra i candidati per il titolo.

Nizzotti Roberto

FONTE : www.squawka.com ; www.whoscored.com

IMMAGINI: da www.whoscored.com, da www.squawka.com e creazione personale.

 

 

 

 

 

 

La prima di Conte al Chelsea

 

http://www.skysports.com/football/news/11668/10538488/antonio-contes-chelsea-play-with-real-intensity-against-west-ham

http://www.skysports.com/football/news/11668/10538488/antonio-contes-chelsea-play-with-real-intensity-against-west-ham

 

Lunedì, nel primo Monday Night della stagione, Il Chelsea di Antonio Conte ha affrontato il West Ham di Bilic in un sempre caldo derby londinese, riuscendo a vincere ottenendo i tre punti nel finale di una gara complicata.

Un’esordio difficile per l’ex CT dell’Italia, con gli occhi di tutta la critica addosso curiosi di vedere se i Blues hanno già fatto loro i principi del nuovo manager e come questi farà giocare una squadra che, a parte Kanté, è identica a quella che la scorsa stagione ha terminato il campionato al 10° posto.

Di seguito una breve analisi di come ha giocato il Chelsea contro gli Hammers.

Il Chelsea, in fase di costruzione, ha visto i due centrali, Terry e Cahill, allargarsi per permettere a Kanté di inserirsi tra loro, con Ivanovic e Azpilicueta, rispettivamente il terzino destro e sinistro, molto alti sulla linea del centrocampo.

Matic e Oscar interpretavano in modo differente il ruolo della mezz’ala con il brasiliano nettamente più offensivo rispetto al n.8, accompagnando nel primo pressing Diego Costa e proponendosi in avanti  con inserimenti scambiando la posizione con William o Ivanocic, l’ala e il terzino che agivano dalla sua parte del campo.

Matic restava più legato, dando appoggio a Kanté formando, con l’ex centrocampista del Leicester City, quasi una coppia di mediani di rottura, dando più solidità ed efficacia alla fase di copertura.

Il Chelsea è scenso in campo con un 4-3-3 che, in fase di non possesso si trasformava in un 4-1-4-1, con Hazard e William che si abbassavano a fare gli esterni di centrocampo con Matic e Oscar a fare i centrali, mentre Kanté si posizionava come pivote davanti alla difesa. Diego Costa restava l’unica punta con il compito di portare il primo pressing, in fase di non possesso, e di ricevere palla per difenderla e permettere la transizione positiva con progressioni personali o scaricando per i compagni che lo seguivano in fase di possesso.

11 iniziale del Chelsea

11 iniziale del Chelsea

 

Il West Ham portava molta densità per le vie centrali del campo congestionandole e costringendo il Chelsea a giocare molto sulle fasce, in particolare sulla sinistra con un Azpilicueta molto cercato e coinvolto nel gioco dei blues.

@11tegen11

@11tegen11

 

Dopo una prima parte del primo tempo giocata a ritmi troppo bassi il Chelsea ha incrementato la frequenza dei passaggi, l’intensità del pressing, riuscendo a chiudere il West Ham nella sua metà campo.

La fine della prima frazione ha avuto seguito alla ripresa del gioco dopo l’intervallo con il risultato del rigore guadagnato (poi segnato da Hazard) grazie ad un inserimento di Azpilicueta, abile nello sfruttare una giocata negativa di Antonio, il terzino destro degli Hummers.

Molto buone le distanze tra i reparti, la squadra dava l’impressione di essere compatta, anche se in alcune occasioni, in particolare ad inizio gara, abbassava troppo il suo baricentro.

Quando riusciva a recuperare palla in zona difensiva una soluzione per uscire dal pressing avversario era il lancio su Diego Costa che, come detto, fungeva da boa, solo che questo lancio per l’attaccante ispanico-brasiliano non sempre era accompagnato dalla salita dei centrocampisti e delle ali che restavano nella loro metà campo e accompagnavano con ritardo la punta, lasciando ambio spazio vuoto in mezzo al campo.

Il gol del 2-1 è nato da un lancio per Batshuayi che fa la sponda centrale per l’accorrente Diego Costa, bravo nel controllo e nel prepararsi il tiro che varrà i tre punti per la squadra di Conte.

Dinamica del goal di Diego Costa.

Dinamica del goal di Diego Costa.

L’attaccante belga era entrato al posto di un esausto Hazard, così come Pedro per William permettendo al Chelsea di giocare con un più contiano 4-2-4.

Un esordio quello del Chelsea che può ritenersi positivo per il risultato e per l’aspetto caratteriale messo in campo, mentre per quanto riguarda le trame di gioco, logicamente, il tecnico ex Juve e Italia avrà bisogno di più tempo, e probabilmente di alcuni interventi sul mercato.

Nizzotti Roberto

IMMAGINI: https://twitter.com/11tegen11?lang=it

 

Ciclone Klopp sull’Emirates

 

http://www.skysports.com/football/news/11669/10536925/jurgen-klopp-regrets-exuberant-celebrations-after-liverpools-fourth-goal-at-arsenal

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Arsenal – Liverpool era la partita di cartello della prima giornata della Premier League 2016/2017 e non ha disatteso le aspettative con un pirotecnico 4-3 che ha permesso alla squadra di Jurgen Klopp di uscire dall’Emirates con i 3 punti e cominciare nel migliore dei modi la stagione.

Una gara che è esplosa definitivamente nella ripresa dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, con le due squadre che coprivano bene il campo e non concedevano all’avversario chiare occasioni da goal.

Soprattutto il Liverpool riusciva a chiudere bene le linee di passaggio costringendo i difensori centrali dell’Arsenal a giocare sulle fasce o a lanciare lungo, con conseguente palla persa.

 

Costruzione Arsenal bloccata dal Liverpool

 

Una chiave tattica del primo tempo sono state la fascia sinistra di entrambe i club, con Monreal dell’Arsenal e Alberto Moreno del Liverpool in difficoltà.

Il primo, poco aiutato dal giovane Iwobi, non riusciva a contenere le folate di Clyne e di Manè, che agivano in quella zona del campo, abili a sfruttare lo spazio che l’Arsenal, causa anche un lento scivolamento, lasciava su quella fascia.

Alberto Moreno invece è stato l’anello debole del Liverpool, sempre distratto e con l’uomo che puntualmente gli sfuggiva.

Sono evidenti da subito gli errori commessi da Moreno (linee rosse)

Sono evidenti da subito gli errori commessi da Moreno (linee rosse)

Theo Walcott, che giocava nella zona del terzino spagnolo, ha prima trovato il rigore sfruttando l’intervento inutile e scomposto di Moreno e poi, un minuto dopo essersi fatto respingere il penalty da Mignolet, ha portato in vantaggio l’Arsenal sfruttando l’amnesia difensiva dell’ex terzino del Sevilla, troppo a centro area e in netto ritardo quando si rende conto che la sfera è giunta tra i piedi del n. 14 dei Gunners.

 

GOAL WALCOTT

 

Prima del fischio finale della prima frazione Coutinho agguanta il pareggio con una punizione spettacolare che si infila nel sette alla destra di Cech, assolutamente incolpevole. La punizione è nata da un fallo commesso dal giovane centrale dell’Arsenal, Holding, proprio ai danni del n.10 brasiliano dei Reds, fornendo un’opportunità al Liverpoll che si è rivelata letale.

 

PUNIZIONE COUTINHO

 

I secondi 45 minuti hanno visto un incremento del ritmo e della qualità del gioco del Liverpool, padrone del gioco che è riuscito a schiacciare l’Arsenal nella sua metà campo riuscendo a portare il punteggio sul 3-1.

Il raddoppio del Liverpool è una chiara azione alla Klopp, con tocchi di prima e continui inserimenti.

Coutinho, ricevuta palla dalla sinistra, ha premiato l’inserimento di Wijnaldum con un preciso tocco di prima di esterno, il n.5 olandese ha stoppato bene la sfera e ha crossato sul secondo palo per l’inserimento di Adam Lallana, bravissimo nell’addomesticare la sfera di petto prima di anticipare, con un tocco di destro, l’uscita tempestiva di Cech.

 

GOAL LALLANA

 

Il gol del 3 a 1 è per distacco il più bello, arrivato alla fine di una prolungata azione che ha visto i Reds effettuare 18 passaggi consecutivi prima di arrivare alla rete, cambiando lato del campo, passando per le verticalizzazioni fino ad arrivare allo scarico per Clyne, bravissimo a puntare e a saltare in velocità Monreal per poi mettere un pallone basso e teso in mezzo all’area dove, un abilissimo Coutinho, ha attaccato alla perfezione palla e spazio per anticipare Cech e segnare il 3-1.

 

GOAL MANE'

 

Nel finale di gara un calo psico-fisico del Liverpool ha permesso all’Arsenal, che nel frattempo aveva visto entrare in campo nelle proprie file Cazorla per Ramsey (infortunato), Xhaka per Elneny e Oxlade Chamberlain per Iwobi, di rientrare in partita riuscendo a portarsi dal 4-1 (azione personale di Mané con tiro a giro sotto l’incrocio) al 4-3 con i goals di Oxlade, anch’egli con azione personale dalla sinistra con movimento ad accentrarsi e tiro sul primo palo a sorprendere Mignolet, e Chambers bravo a sfiorare di testa un calcio di punizione riuscendo a mettere la sfera alle spalle del portiere belga dei Reds.

 

gol Chamberlain

gol Chamberlain

gol Chambers

gol Chambers

 

Jurgen Klopp, che aveva iniziato la gara con un 4-3-3, visto il momento di difficoltà ha cambiato l’assetto tattico passando ad un 4-1-4-1, con Origi, entrato per Lallana, come unica punta con il compito di riceve palla (aumentati i lanci lunghi) e difenderla, facendo salire la squadra, Firmino spostato sulla fascia sinistra, Mané a fare l’esterno a destra e la coppia di centrali di centrocampo formata da Henderson e Emre Can, subentrato ad uno sfinito Coutinho uscito per crampi.

 

TATTICA LIVERPOOL

 

La partita è finita senza troppi sussulti permettendo al Liverpool di cominciare la Premier come meglio non poteva, mentre lascia l’Arsenal a porsi le solite domande.

Forse una lettura tardiva dei cambi da parte di Wanger, una fase difensiva sempre soggetta a disattenzioni che, alla fine, compromettono la stagione a discapito di una fase offensiva che, invece, si dimostra sempre una delle migliori del campionato. Inoltre la decisione di concedere ulteriori vacanze ad alcuni giocatori chiave come Giroud, Ozil, Koscielny ha sorpreso e, con il senno di poi, si è rivelata un grande autogoal.

Fortunatamente per il tecnico alsaziano siamo solo alla prima gara e la finestra di mercato non è ancora chiusa, permettendogli di mettere mano alle casse del club per completare, finalmente, una rosa che poi avrebbe tutte le carte in regola per poter giocarsi le proprie possibilità di titolo.

Dal canto suo Klopp, a parte alcune disattenzioni difensive e cali che potevano costare caro, può ritenersi soddisfatto visto che il suo Liverpool ha dimostrato di aver assimilato i suoi dettami tattici, assomigliando a tratti al suo Borussia Dortmund.

I Reds non saranno tra i favoriti per la conquista del titolo, con la qualificazione alla prossima Champions League come massimo risultato raggiungibile nella stagione, ma quando visto oggi potrebbe, se confermato nel proseguo del campionato, far cambiare idea a molti.

Nizzotti Roberto

IMMAGINI: www.squawka.com

GIF : https://www.youtube.com/watch?v=RRMTDwpkIr8

 

Chelsea-Tottenham: Analisi

Un derby di Londra infuocato quello giocato a Stanford Bridge tra Chelsea e Tottenham, e che è costato le residue speranze di titolo agli Spurs. Una partita che ha visto l’11 di Pochettino dominare il primo tempo, mentre la ripresa, grazie ai cambi di Hiddink, ha visto una reazione d’orgoglio dei Blues, con Hazard vero mattatore. L’ingresso del genietto belga ha spostato gli equilibri del match, rimescolatisi dopo il goal dell’1-2 siglato da Cahil sugli sviluppi di un corner. Da quel momento il Tottenham, pur avendo avuto l’occasione di siglare il 3-1, ha dato l’impressione di accusare il colpo e ha smesso di giocare come aveva fatto fino a quel momento, diminuendo l’intensità del gioco, fattosi più nervoso e confusionario, forse a causa della paura, poi diventata realtà, di perdere le speranze di vincere la Premier.

Vediamo di seguito, tramite alcune statistiche e l’analisi di alcune immagini, come si è svolta la gara e come il Chelsea è riuscito a recuperare dal doppio svantaggio.

 

heatmaps

heatmaps

  • Le due heatmaps sono molto esplicative sull’andamento della gara, una gara come dicevamo equilibrata, con un tempo per parte, giocata per lo più sugli esterni, in particolare dal Chelsea che nella ripresa ha sfruttato molto la fascia sinistra, grazie all’inserimento di Hazard che agiva in quella zona del campo. Anche il Tottenham ha utilizzato più gli esterni che la zona centrale, sfruttando la serata di Rose, più propositivo sulla fascia rispetto a Walker.

 

passaggi

passaggi

  • L’immagine relativa ai passaggi conferma quanto detto sulle heatmaps, con le due squadre che hanno preferito sviluppare l’azione sugli esterni piuttosto che per le vie centrali. Per il Tottenham, l’assenza di Dele Alli è stata molto importante in questo aspetto. Il centrocampista classe 96, eletto miglior giocane dell’anno in Premier League, squalificato per tre giornate, con il suo giocare tra le linee e il verticalizzare, avrebbe permesso al Tottenham di avere più possibilità di creare pericolo per le vie centrali, cosa che con Son è avvenuta ma, ovviamente, con meno frequenza e, soprattutto, meno qualità.

 

heatmaps stoke city-tottenham

utilizzo del centrocampo con Alli (Stoke-Tottenham)

heatmaps

utilizzo del centrocampo senza Alli (Chelsea-Tottenham)

Analizziamo ora alcune immagini della gara per capire meglio alcuni aspetti del gioco

 

FOTO 1a

1b

foto 1a

 

FOTO 2a:

2a

foto 2a

 

FOTO 3a e 3b:

3a

foto 3a

3b

foto 3b

 

FOTO 4a:

4a

foto 4a

 

FOTO 5a e 5b:

5a

foto 5a

5b

foto 5b

 

FOTO 6a:

6a

foto 6a

 

FOTO 7a e 7b:

8a

foto 7a

8b

foto 7b

 

FOTO 8a, 8b e 8c:

9a

foto 8a

9b

foto 8b

9c

foto 8c

 

FOTO 9a, 9b e 9c:

11a

foto 9a

11b

foto 9b

11c

foto 9c

 

La squadra di Pochettino ha disputato una prima parte ottima, concentrata, concedendo poco o nulla al Chelsea e portandosi meritatamente sul 2-0. Nella ripresa la partita ha preso un verso inaspettato dopo il goal dell’1-2 di Cahill che ha prodotto crepe nelle sicurezze del Tottenham, portando il match sui binari dei Blues. Il colpo di grazia lo ha poi dato Hazard capace, con il suo ingresso, di dare imprevedibilità e qualità alla manovra del Chelsea che fino a quel momento era stata ben poca cosa, e dando un senso alla sua stagione che definire deludente è poco. Il Tottenham ha perso contro la paura di non poter continuare a lottare, si è fatto sopraffare dalle emozioni, dall’ansia, conseguenza, sicuramente, della giovane età della rosa. Sicuramente gli Spurs saranno protagonisti per i prossimi anni, lotteranno per il titolo, ma per questo anno hanno dovuto lasciare lo scettro alle Foxies.

 

Nizzotti Roberto

 

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: http://www.foxsports.it/2016/05/02/chelsea-tottenham-risultato-finale-video-gol-decisivo-premier-league/