LA JUVE REAGISCE : 2-0 E LAZIO DOMINATA

http://www.goal.com/it/match/juventus-vs-lazio/2305956/report

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La Juventus riparte, come sempre le accade dopo una sconfitta, vincendo e convincendo, in questo caso infliggendo un netto 2-0 alla Lazio , mai veramente in partita.

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Merito questo dell’approccio alla gara della Juventus, perfetto sia sotto l’aspetto tattico che mentale, con la squadra che, nonostante la novità dello schieramento (un inedito 4-2-3-1), era ben messa in campo, agonisticamente cattiva e concentrata e con una buona qualità tecnica ( non ottima perché, in alcuni momenti, ancora troppe le palle perse sulla 3/4 difensiva).

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Parlando di qualità di palleggio è doveroso citare Miralem Pjanic, autore di una grande gara, capace di gestire sempre ottimamente il pallone, effettuando sempre la scelta migliore per rendere fluido lo sviluppo dell’azione.

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Inoltre importante è stato il suo movimento a scendere, insieme a Sami Khedira, che permetteva a Bonucci (o Chiellini) di avere un’opzione in  più di scarico in fase di costruzione, così da saltare il pressing della Lazio, molto più efficace ad inizio di secondo tempo.

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Le frecce nere segnano il movimento di Khedira e Pjanic, quelle gialle le marcature dei laziali sui giocatori della Juventus.

 

L’atteggiamento della squadra lo si è visto in particolare in Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain, veri e propri difensori aggiunti che, in più di un’occasione, si trovavano a ridosso della linea difensiva a pressare e recuperare la palla.

 

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Soprattutto il #17 croato a dato, ancora una volta, dimostrazione di essere un elemento fondamentale, sia sotto l’aspetto del gioco che sotto l’aspetto mentale, vero e proprio trascinatore della squadra.

Il risultato poteva essere più largo se nella ripresa Paulo Dybala e Marko Pjaca (entrato a 10 minuti dalla fine) avessero concretizzato le occasioni capitategli, con il croato #20 vicino al goal in due occasioni, prima non trovando il pallone nel tentativo di incrociare con il destro e poi, all’ultimo secondo, mandando alto sulla traversa il pallone con un colpo di testa.

Una Juve che ha dimostrato forza caratteriale, spirito di sacrificio e capacità di adattarsi a vari sistemi di gioco.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: app Stats Zone; www.squawka.com ; www.whoscored.com/it

 

 

 

 

 

Brutta Juve, la Fiorentina vince con merito.

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

 

Una Fiorentina determinata, concentrata, ha avuto la meglio su una Juve distratta, scesa male in campo, con un approccio totalmente sbagliato (l’ennesimo della stagione…)vincendo per 2-1 e, di fatto, dando ancor più vita al campionato.

I viola hanno importo fin dalle prime battute un ritmo altissimo alla gara pressando alto la Juventus, disturbando i difensori nell’impostazione della manovra, atteggiamento che ha messo in seria difficoltà i bianconeri che non sono mai riusciti a trovare la soluzione per saltare il primo pressing.

 

Pressing di Bernardeschi che va in anticipo su Alex Sandro e da il via alla transizione positiva che porterà al goal di Kalinic.

Pressing di Bernardeschi che va in anticipo su Alex Sandro e da il via alla transizione positiva che porterà al goal di Kalinic.

 

Situazione di pressing della Fiorentina, ad inizio ripresa. In questa circostanza Kalinic non riuscirà a segnare. Evidente la difficoltà della Juve nel superare la pressione avversaria e l'organizzazione della Fiorentina nel chiudere gli scarichi al portatore palla avversario.

Situazione di pressing della Fiorentina, ad inizio ripresa. In questa circostanza Kalinic non riuscirà a segnare. Evidente la difficoltà della Juve nel superare la pressione avversaria e l’organizzazione della Fiorentina nel chiudere gli scarichi al portatore palla avversario.

 

In netta difficoltà per tutta la gara sono stati Claudio Marchisio e Paulo Dybala.

Il #8 non è mai riuscito a dettare i ritmo del gioco, rallentandolo invece di velocizzarlo, aspetto che non faceva altro che aiutare la Fiorentina nel suo intento di chiudere le linee di passaggio, pressare e ripartire con transizioni offensive.

Per Marchisio solo il 73% di passaggi completati, 4 su 9 nella 3/4 avversaria, 7 su 13 in avanti e 2 palle recuperate.

 

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  • L’immagine evidenzia bene come Marchisio non abbia mai cercato la verticalizzazione, giocando quasi sempre in orizzontale.

 

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Paulo Dybala invece è stato completamente estraneo alla gara, sia per le difficoltà della Juve nel creare occasioni, nel manovrare, sia per la sua non capacità di farsi trovare e incidere come ha dimostrato di saper fare.

Solo 2 tentativi per la “Joya”, di cui uno clamorosamente sopra la traversa (poteva valere il pareggio), il 70% di passaggi completati dei quali solo 8 su 15 nella 3/4 offensiva, 22 su 32 corti e 4 su 11 in avanti. Inoltre in una delle sue doti maggiori, il dribbling, è mancato portandone a termine solo 2 su 6 tentati.

 

Evidenti i molti errori di Dybala nei passaggi,
  • Evidenti i molti errori di Dybala nei passaggi.

 

Della Juve da salvare solo Gonzalo Higuain per il goal segnato e Marko Pjaca per l’azione sulla destra con annessi due dribbling a Sanchez e  Badelj e tiro ribattuto, di braccio, da Gonzalo Rodriguez.

 

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

  • Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

 

Carlos Sanchez è stato , a mio avviso, il migliore in campo, utilizzato in una posizione che non è la sua, si è disimpegnato ottimamente , sempre puntuale nelle chiusure, negli anticipi e aggressivo al punto giusto.

Il #6 colombiano ha completato l’89% dei passaggi, ricevendone 49, con soli 3 retropassaggi, 8 palle recuperate , 5 anticipi e 8 tackle su 11 a buon fine, il tutto commettendo solo 1 fallo.

 

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La Fiorentina ha vinto la gara meritando, gestendola per tutti i 90’minuti, anche nei momenti dove , fisicamente, doveva recuperare energie profuse nell’asfissiante pressing, dimostrando qualità tecniche e di movimenti nel gioco.

Al contrario la Juventus non è mai scesa in campo, o se lo ha fatto è stato con l’approccio sbagliato. Ha subito l’aggressività e organizzazione della Fiorentina nel pressing, non riuscendo mai a trovare la soluzione al problema. Inoltre è mancata nei suoi uomini chiave che non hanno fornito una prestazione sufficiente e, a risentirne, è stata la manovra, lenta, prevedibile .

Questa è la quarta sconfitta e, come nelle altre occasioni, si parla di approccio sbagliato al match, con un avversario con più grinta. Un aspetto che dev’essere risolto se non si vuole regalare il campionato alla Roma che, in questo momento, sta acquisendo sempre più forza, trovando continuità nei risultati.

Nizzotti Roberto.

FONTE DATI: app StatsZone (DATI OPTA)

IMMAGINI: http://sport.sky.it/.

 

 

 

La Juve vince ancora (26 consecutive in casa): Sconfitto un ottimo Bologna 3-0.

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

 

Inizia nel migliore dei modi il 2017 in casa Juventus con una netta vittoria per 3-0 ottenuta allo Stadium contro il Bologna ( la n.26 consecutiva tra le mura amiche, mai nessuno nella storia del campionato italiano aveva raggiunto un simile traguardo).

Una vittoria in salsa argentina con i goal messi a segno da Gonzalo Higuain (doppietta) e Paulo Dybala (su rigore) che consentono alla squadra di Massimiliano Allegri di mantenere a 4 i punti di vantaggio sulla Roma, vittoriosa 1-0 a Genova, e con una gara in meno.

La gara ha visto una Juve con un approccio fin da subito corretto, pressando molto alto il Bologna, con intensità, schiacciando i felsinei nella loro metà campo.

Il tenere la linea di difesa molto alta portava, quando l’11 emiliano riconquistava palla, a subire il contropiede, prontamente annullato dalla rapida transizione negativa dei bianconeri che riuscivano per tempo a ricompattarsi annullando il pericolo.

Anche il Bologna pressava alto la Juventus (ottimo l’atteggiamento della squadra di Roberto Donadoni, propositiva e con l’intenzione di giocarsi la gara) alternando marcature mirate (Viviani su Marchisio) o chiusure ottimali delle linee di passaggio entrambi soluzioni che avevano l’intento di costringere la Juventus a giocare lungo o sulle fasce per rubare il più alto possibile il pallone (53 a fine gare quelli recuperati).  I bianconeri , per superare questo primo pressing, affiancavano, a turno, Khedira e Pjanic a Marchisio così da dare un’opportunità in più in fase di scarico ai centrali di difesa e così poter costruire l’azione.

Quando Pjanic si abbassava ad aiutare il #8 bianconero era Stefano Sturaro che si alzava a coprire lo spazio lasciato vuoto dal #5 bosniaco.

Nel momento in cui Marchisio riusciva ad impostare e a trovare l’uomo tra le linee, che poteva essere Miralem Pjanic o Pualo Dybala, la Juve di conseguenza diventava pericolosa potendo attaccare per vie centrali, sfruttando i movimento sempre più sincronizzati tra il #5, il #21 e Gonzalo Higuain.

Il vantaggio è nato proprio da una situazione di questo tipo, con il bosniaco bravo a farsi trovare tra le linee e, sfruttando il movimento della Yoja che da destra tagliava a sinistra, ha servito con un tocco sotto El Pipita (4 tiri totali, 2 in porta , entrambi trasformati in goal), che aveva fatto il movimento opposto rispetto al #21, mettendolo nelle condizioni di tirare di prima intenzione e battere Mirante.

 

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http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

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https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Nonostante lo svantaggio l’atteggiamento del Bologna non è cambiato (80% di precisione nei passaggi, 4 occasioni create, 9 palloni intercettati) continuando nel suo pressing a disturbare la costruzione della manovra juventina, con successo. Analizzando la presenza nelle due metà campo, dopo il goal subito il Bologna ha aumentato la percentuale di gioco nella metà campo offensiva, passando da un 34% ad un 48%, segno di forte personalità per i ragazzi di Donadoni.

 

http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

 

Infatti molti sono stati gli errori in fase di costruzione della squadra di Allegri, che ha consegnato in più di un’occasione il pallone nei piedi dei giocatori bolognesi consentendo loro di portare molte transizioni positive.

 

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http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

 

Il raddoppio juventino è nato da un’incursione di Sturaro che, attaccando il lato sinistro dell’area di rigore, veniva toccato da Oikonomou con conseguente rigore, trasformato da Dybala.

 

https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Nella ripresa il Bologna ha continuato a proporre la sua idea di gioco nonostante il doppio svantaggio, pressando molto alto, atteggiamento che però lo portava, con il passare dei minuti, ad allungarsi troppo, concedendo sempre più campo alle ripartenze della Juve.

Da una di queste è nato il terzo goal, condotta ottimamente da Lichsteiner che, dopo un 1:2 con Khedira si è involato solo verso la linea di fondo mettendo poi un cross morbido a scavalcare Mirante sul quale si è avventato Higuain per un facile tap-in .

 

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https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Da quel momento la gara si è di fatto conclusa con il Bologna a subire il contraccolpo del terzo goal subito e la Juventus a gestire con tranquillità il tranquillo vantaggio.

I bianconeri portano a casa 3 punti meritati che rigettano la Roma a 4 punti, confermando l’ottimo momento (10 goal fatti e 2 subiti nelle ultime 4 partite, tutte vinte) e cominciando nel migliore dei modi il 2017.

Il Bologna ha subito una sconfitta che era pronosticabile, ma ha dimostrato forte personalità e qualità, elementi che se messi in campo anche nelle prossime gare sicuramente porteranno i rossoblu ad occupare una posizione di classifica più tranquilla .

Nizzotti Roberto.

FONTE IMMAGINI: http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

 

 

 

Doha non è fortunata per la Juve: Al Milan la Supercoppa 2016.

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La Juventus perde l’ultima gara del 2016 lasciando la SuperCoppa Italiana al Milan nella finale giocata a Doha.

Dopo i primi 30 minuti dove i Bianconeri hanno dominato il gioco, costringendo il Milan nella sua metà campo, e dove hanno trovato il vantaggio con Chiellini sullo sviluppo di un calcio d’angolo calciato da Pjanic, hanno poi abbassato troppo il baricentro aiutando il Milan a prendere campo e, di conseguenza, fiducia.

La conquista del campo ha poi portato al goal di Bonaventura (primo tiro in porta del Milan) che, su cross di Suso, nettamente il migliore on campo, è stato abile nell’anticipare Lichsteiner che ne aveva seguito il taglio dalla fascia destra.

Nella ripresa le squadre hanno perso le distanze permettendo all’avversario di poter dar vita a transizioni positive molto pericolose, con la Juve che non è più riuscita a ritrovare la compattezza dei primi minuti, perdendo le spaziature e, di conseguenza, consentendo al Milan di trovare con più facilità gli uomini tra le linee e di effettuare cambi di gioco con più frequenza e pericolosità.

Il Milan ha creato situazioni più che veri e propri pericoli, soprattutto con i cross di Suso (sempre libero sui cambi di gioco), giocatore che Evra (entrato per l’infortunato Alex Sandro) e Lemina (entrato per l’infortunato Sturaro) non riuscivano a limitare. Per ovviare a questo Allegri ha poi deciso di invertire le posizioni degli interni di centrocampo, mettendo Khedira a sinistra e Lemina sulla destra .

Costretto a fare due cambi forzati Allegri ha potuto effettuare una sola sostituzione tattica optando per l’inserimento di Dybala al posto di Pjanic, con il #21 che si è posizionato nella stessa zona del bosniaco, alle spalle di Higuain e Mandzukic.

La Joya, pur non incidendo come ci si aspettava , ha comunque avuto l’occasione per chiudere la gara ma ha calciato alto da posizione favorevole, praticamente un rigore in movimento.

La gara poi si e protratta ai rigori dove proprio un errore del #21 Bianconero (parata di Donnarumma) e il successivo rigore segnato da Pasalic hanno condannato i Campioni d’Italia alla sconfitta consegnando al Milan la settima Supercoppa italiana della sua storia, nonché primo trofeo messo in bacheca negli ultimi 5 anni.

A livello tattico la partita ha visto la Juventus disporsi con un 4-3-1-2 con Pjanic nella posizione di trequartista, libero di muoversi tra le linee di difesa e centrocampo rossonere, oltre che di secondo regista a supporto di Marchisio. In fase di non possesso la disposizione passava ad un 4-4-2 con il #5 che si posizionava al fianco di Marchisio a centrocampo, mentre Khedira e Sturaro si allargavano rispettivamente a destra e sinistra.

Per bloccare la costruzione del gioco bianconero, che passava per forza di cose da Marchisio vista l’importante assenza di Bonucci, vero regista (il regista non è un ruolo, è un compito”, come dice Lele Adani in uno dei suoi video tattici sul canale youtube di mondofutbol.com ), il Milan metteva, a turno, Bertolacci o Kucka, con Locatelli che, insieme ad Abate (dx) o Bonaventura (sx) davano copertura alla zona lasciata libera dal compagno che si alzava in pressing.

La squadra di Montella cercava così di bloccare la Juventus che aveva, nel lancio lungo alla ricerca di Mandzukic o Higuain, la soluzione per saltare il primo pressing e cercare di colpire i rossoneri sfruttando la loro non perfetta chiusura degli spazi con gli inserimenti delle mezzali (Sturaro e Khedira) che sfruttavano al meglio le sponde delle due punte e gli spazi che queste, scendendo (Higuain) o allargandosi (Mandzukic) creavano.

In fase di non possesso Montella disponeva la sua squadra con un 4-1-4-1, con Locatelli che manteneva la posizione di regista (La Juve lo limitava mettendogli in marcatura Pjanic con Mandzukic che, oltre a pressare il centrale difensivo, chiudeva la linea di passaggio per il giovane regista) mentre la linea di centrocampo era formata da Bertolacci e Kucka con Suso (dx) e Bonaventura (sx) che si abbassavano lasciando il solo Bacca come riferimento offensivo.

Il Milan alla fine ha vinto meritatamente la gara, aiutato sicuramente dalla Juventus che, inspiegabilmente, dopo aver dominato la prima mezz’ora, ha abbassato troppo i ritmi del gioco e il suo baricentro, dando vita ad un avversario che non aveva, fino a quel momento, mai superato la metà campo.

Un’ altra gara che denota come la squadra di Allegri quest’anno abbia difficoltà nel gestire le gare, suo punto di forza nelle prime due stagioni con alla guida il tecnico toscano, aspetto che dovrà sicuramente migliorare per evitare in futuro di buttare gare incanalate su ottimi binari.

Nizzotti Roberto

TORINO E’ BIANCONERA : Derby della Mole alla Juve.

 

Juventus' forward Gonzalo Higuain from Argentina  (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Juventus’ forward Gonzalo Higuain from Argentina (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

143° Derby della Mole a tinte bianconere grazie alla vittoria, in rimonta, per 1-3 degli uomini di Allegri.

La gara è stata equilibrata e decisa dalla maggior maturità e qualità della Juve che le ha permesso di gestire al meglio i momenti di difficoltà e di gestire al meglio il possesso palla sfruttando al meglio i punti deboli dei granata.

Analizzando la gara tramite le statistiche che ci ha fornito si può notare l’equilibrio del match sia dal possesso palla (52% per il Torino vs il 48% Juve) sia dal numero di passaggi completati (369 il Toro, 333 la Juve) che dal numero di tackle (20 a 19 per i granata), mentre per quanto riguarda i tiri il vantaggio della Juventus è netto con 17 tentativi a 9, con 8 tiri in porta ( il 42%) contro i soli 2 del Torino (22%).

Una gara giocata, fin dal principio su grandi ritmi, con la Juve che rispondeva al Torino sul piano dell’aggressività andando vicino al vantaggio in due occasioni, entrambe con Mandzukic protagonista, con Hart decisivo sulla seconda con una deviazione d’istinto a bloccare la palla sulla riga.

 

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I bianconeri riuscivano a far girare la sfera con una certa fluidità, cercando spesso i cambi di gioco che permettevano di trovare il Torino scoperto sul lato debole (La squadra di Mihajlovic non era rapida nello scivolamento). Il giocatore che ha più cercato il cambio di gioco è stato Marchisio , riuscendoci in 6 occasioni su 8 tentativi.

 

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Il #8 bianconero è stato autore di una gara solida, con l’86% nei passaggi, 41 passaggi ricevuti, 3 occasioni create e 6 palloni recuperati.

Dopo che la Juve era andata vicino al vantaggio è stato il Torino che, alla prima occasione, e al primo sfondamento sulla fascia, è riuscito a trovare il goal (25° su azione sui 32 totali) di Belotti (11 goal),bravissimo ad anticipare Lichsteiner e a mettere sul secondo palo un preciso cross di Benassi.

 

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Nonostante la doccia fredda dell’improvviso svantaggio la Juve ha ripreso a giocare, mantenendo la calma e trovando il pareggio dopo 15 minuti con Higuain su una ripartenza da palla riconquistata sulla ¾ granata con Cuadrado bravo ad intercettare una palla vagante e a servire in profondità Mandzukic che, con un controllo fortunoso, ha servito poi a sua volta il Pipita lanciandolo a rete.

 

 

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El nueve argentino ha giocato una grande gara tirando 6 volte, delle quali 4 in porta (il 50% dei tiri bianconeri che hanno centrato la porta granata) segnando due goal (il secondo goal è fantastico per controllo e tempi di esecuzione). L’86% di precisione nei passaggi, il movimento in campo con annessa difesa della porta e i cambi di gioco e i 3 falli subiti completano il quadro della gara giocata dal Pipita.

 

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Il raddoppio bianconero è arrivato al minuto 82, ma nei 35 minuti precedenti la gara era rimasta in sostanziale equilibrio (33% di tackles per entrambe, 4 intercetti a 3 per il Torino, 4 tiri per entrambe, 76% vs 79% di precisione nei passaggi) con la Juve che si era avvicinata al vantaggio e con il Torino che, soprattutto con le ripartenze, al nuovo vantaggio. In una di queste  Iago Falque si è accentrato dalla destra verso il centro servendo poi Ljajic sul lato opposto. Il #10 serbo, ricevuta la sfera, ha puntato la difesa bianconera effettuando un tiro a giro dal vertice sinistro dell’area (guardando la porta) e sfiorando il palo lungo con Buffon immobile.

 

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Dopo il vantaggio della Juve Mihajlovic ha inserito Boyé e Martinez per Benassi e Falqué, sbilanciandosi apertamente alla ricerca del goal che valesse almeno un punto, ottenendo invece il contrario. Massimiliano Allegri, che aveva inserito Lemina per Sturaro e, soprattutto, Dybala per Mario Mandzukic, ha potuto approfittare degli spazi che naturalmente si creavano visto l’evidente sbilanciamento offensivo dei granata.

In una di queste ripartenze la Joya ha dato sfoggio, ancora una volta, del suo immenso talento dribblando 4 giocatori del Torino sulla linea laterale e servendo, con una precisione e visione di gioco pazzesca, Higuain in profondità mettendolo solo davanti a Hart. L’ex #1 del Manchester City era riuscito a respingere sial il tentativo del #9 juventino sia il primo di Pjanic (entrato per Cuadrado) ma non il secondo del #5 ex Roma che ha sancito il definitivo 3-1 e la fine del match.

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Juve che aumenta a 39 i punti in classifica e a 7 il vantaggio su Milan e Roma che, questa sera, si sfideranno all’Olimpico di Roma mentre il Torino resta 7° a 25 punti.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta (app Stats Zone)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=bRtQc0VESBo&t=2s ; https://www.youtube.com/watch?v=-KMVHFm_0Tk&t=2s

Breve analisi sulla Sampdoria.

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

Questo mercoledì andrà in scena la 10 giornata, turno infrasettimanale, che permetterà alla Juventus di rifarsi prontamente della caduta rimediata a S.Siro contro il Milan sabato scorso.

L’avversario di turno che farà visita ai Campioni d’Italia sarà la Sampdoria di Giampaolo, reduce dalla vittoria ottenuta nel derby contro il Genoa.

Nelle prime 9 giornate i blucerchiati hanno ottenuto 11 punti, risultato di 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, ottenute consecutivamente dalla 2a alla 5a giornata. Sono in serie positiva da 3 giornate (2 nulle e 1 vittoria)

La Sampdoria è una squadra che non segna molto (solo 10 goal , media di 1.1 a match e percentuale di precisione al tiro del 47%) e che non concede molto ( 12 goal subiti, 1.3 per partita) pur mantenendo la porta inviolata solo alla prima giornata (vittoria a Empoli per 1-0).

Dei 10 goal messi a segno 3 sono stati segnati da Luis Muriel (57% di precisione al tiro), il cannoniere della squadra e miglior uomo assist con 8 key pass e 1 assist vincente.

 

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Pur non segnando molto la squadra di Giampaolo ha creato, in questo inizio di stagione, 103 occasioni da rete, media di 11.4 a gara, un dato che fa capire come in fase offensiva la squadra produca gioco.

La Sampdoria è anche una squadra dotata di buon palleggio (80% di precisione nei passaggi in media, 81% nelle ultime tre gare) e gioca con aggressività, come dimostra il dato dei contrasti vinti (48%, aumentato al 51% nelle ultime 3 gare).

Lo schema tattico usato da Giampaolo è sempre stato il 4–3-1-2 (rombo) che ha visto la Sampdoria schierarsi con questo 11 nell’ultima gara di campionato:

 

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La fase difensiva della Samp, come detto, non è delle peggiori, ma concede comunque in media un goal a gara, segno che durante i 90 minuti va incontro a momenti di confusione e deconcentrazione, come si può vedere dal frame seguente preso dal derby.

 

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In fase offensiva l’azione viene sviluppata sulle fasce, con una leggere preferenza verso l’out di destra dove agisce spesso Muriel ( Nelle ultime 3 gare media del 24% di gioco sulla destra rispetto al 22% sulla sinistra)

 

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Oltre a Muriel, di gran lunga la stella della squadra, la Juventus dovrà stare molto attenta agli inserimenti sia di Edgar Barreto che di Fernandes, entrambi dotati di buoni tempi di inserimento e di un pericoloso tiro da fuori, oltre alle spinte di Sala e Regini, che si propongono con continuità, portando cross pericolosi al centro dell’area.

 

 

Di seguito le headmaps di Regini e Sala contro Palermo, Pescara e Genoa.

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Nonostante la Sampdoria abbia tenuto una media di possesso palla del 51%, è molto probabile che affronterà la gara chiudendosi in difesa, cercando di togliere spazi alla Juventus, situazione che i bianconeri soffrono, ancor di più ora che mancherà Dybala, l’uomo che scendeva a giocare tra le linee.

Per la Juve sarà necessaria molta pazienza, ordine tattico e precisione tecnica, oltre ad una velocità di manovra superiore a quella vista di recente, elemento fondamentale perchè si possa riuscire a perforare difese così compatte.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=q8nsCDLgc2Q

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=YKfgf9Y-GKU

 

 

Locatelli fa le cose perbene: Juve sconfitta dal Milan 1-0

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

Milano non è città gradita alla Juventus quest’anno, e fortunatamente per i bianconeri non dovranno più giocarci, quantomeno in campionato.

Seconda sconfitta stagionale quella subita ieri sera per mano del Milan di Montella, che si aggiunge a quella contro l’Inter di De Boer, ma che si differenzia nettamente da quella subita contro i nero azzurri per quanto visto in campo.

La gara di ieri è stata dominata dalla Juventus che ha avuto il controllo della gara (57% di possesso palla, 84%, 22 tiri vs 8, 18 occasioni create vs 4, 30 cross vs 17, 21 palloni intercettati vs 11) sin dalle prime battute ma che ha trovato non poche difficoltà in fase conclusiva, o faticando a perforare la fase difensiva del Milan che lo vedeva compatto e chiuso nella sua metà campo in attesa dei bianconeri, o sprecando le occasioni da goal ( solo il 17% di precisione al tiro ).

In fase di costruzione la Juve vedeva Pjanic (#5) scendere a dare aiuto a Hernanes, seguito da Bonaventura, così da poter dare l’opzione in più di scarico e permettere alla manovra di saltare il primo pressing che, oltre al 5# rossonero su Hernanes, vedeva Niang e Suso esterni a comprire su Barzagli e Benatia e Bacca centrale su Bonucci.

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L’azione poi si sviluppava quasi esclusivamente sulla destra, con Dani Alves più coinvolto in fase di costruzione rispetto ad Alex Sandro, ma che ha differenza del compagno di squadra non dava quell’equilibrio difensivo necessario a contenere le ripartenze rossonere nella sua zona.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Infatti Barzagli, in più di un’occasione, si è trovato ad affrontare Niang che, ad inizio gara, è stato sicuramente il migliore del Milan, creando spesso preoccupazione alla difesa bianconera con le sue discese e le sue finte.

Zone d'azione di Niang.

Zone d’azione di Niang.

La partita vedeva il dominio della Juve, che controllava il gioco con buona tecnica(84% di precisione nei passaggi vs 71 del Milan ), ma, a mio avviso,con una velocità di manovra e nelle scelte che era troppo lenta, a parte alcuni frangenti dove, appunto, accelerando il giro palla, era riuscita a perforare la fase difensiva rosso nera (le linee di passaggio non erano sempre chiuse in modo adeguato) creando i presupposti per il goal, poi vanificati da errori in fase conclusiva.

Per cercare di condurre il Milan all’errore in fase di impostazione la Juventus alternava il pressing al portatore palla, intensificato quando questa arrivava a Locatelli, che veniva preso in consegna da Pjanic o Khedira, oppure restava compatta con Dybala (poi sostituito da Cuadrado) e Higuain vicini in posizione centrale a bloccare le linee di passaggio, appunto, centrali, costringendo i rosso neri a giocare sugli esterni o a lanciare lungo, cercando di superare il centrocampo bianconero innescando sulla corsa Niang o Bacca.

Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-0 per semplice volere del pessimo arbitro Rizzoli (gestione ridicola della gara culminata con il momento di protagonismo che lo ha portato ad annullare il goal, assolutamente regolare, siglato da Pjanic per fuorigioco inesistente di Bonucci) la ripresa ha visto il copione ripetersi, con la Juve a fare la gara e il Milan ad attendere, con gli spazi che, con il passare del tempo, aumentavano in maniera inversamente proporzionale alle forze in campo.

La ricerca del goal da parte della Juve (22 tiri totale a 8, 14 a 4 nella ripresa) la portava a sbilanciarsi e, proprio di questo aspetto si è approfittato il Milan che, con una delle sue ripartenze, e a causa del lento rientro del centrocampo bianconero, ha trovato Locatelli solo all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, libero di controllare e calciare un missile all’incrocio dei pali , imparabile per Buffon, che è poi valso i 3 punti finali.

La Juve nel finale schiaccia il Milan nella sua metà campo ( 6 dei 9 calci d’angolo sono stati calciati dopo lo svantaggio) senza però riuscire a creare veri pericoli a Donnarumma fino al 95′ dove il giovane portiere milanista, con un intervento miracoloso, è riuscito a togliere dall’incrocio un missile di Khedira.

Alla fine arriva quindi la seconda sconfitta in campionato per la squadra di Massimiliano Allegri, che resta al comando ora con 2 punti sul Milan di Vincenzo Montella, vera e propria sorpresa di questo inizio di stagione, e in attesa di vedere cosa faranno Roma e Napoli.

La Juventus ha messo in evidenza le difficoltà che, come già si sapeva, ha nell’affrontare le squadre che si chiudono, la quasi totalità di quelle che l’affrontano.

Per riuscire a scardinare questi sistemi difensivi Higuain e compagni dovranno giocare partite tecnicamente perfette, muoversi di più in campo e , di conseguenza, dare più velocità alla palla così da poter muovere le difese avversarie e sorprenderle negli spazi tra le linee o attaccandone il lato debole. Infatti, in Europa, a parte la gara con il Sevilla dove gli spagnoli hanno giocato per non giocare, la Juve ha dato dimostrazione di buon gioco, anche grazie all’atteggiamento degli avversari, tutt’altro che rinunciatario.

Se non ci saranno miglioramenti in questo senso e non ci sarà più concretezza in zona goal, sarà sempre più difficile per la Juve riuscire a vincere questo tipo di partite con tranquillità e dare conferma della netta superiorità che ha nei confronti degli avversari.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com/app squawka

DATI: Opta

IMMAGINI: /www.squawka.com / proprie.

 

 

 

La Juve vince soffrendo contro una buona Udinese

 

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-udinese-2-1_sto5913762/story.shtml

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-udinese-2-1_sto5913762/story.shtml

 

Vittoria sofferta e meritata quella ottenuta dalla Juventus contro l’Udinese, una vittoria importante visto che era la prima gara dopo la sosta delle nazionali, aspetto che aumenta le difficoltà che si vanno ad incontrare.

Una Juventus che ha iniziato la gara bene, riuscendo, dopo 1 minuto, a creare la prima occasione da goal con Dybala (5 tiri totali, 3 in porta tra i quali i 2 goal).

 

Statszone

L’argentino è stato il migliore in campo, sempre presente nel gioco, con il suo classico movimento a scendere per ricevere palla e, con i suoi dribbling (100%) e le qualità nei passaggi (88% di precisione, 28/32) oltre al suo contributo in fase di non possesso con i 6 palloni recuperati.

Il #21 è stato quindi determinante per avere la meglio di un Udinese che, al contrario delle aspettative, non ha solo cercato di difendersi con ordine (riuscendoci molto bene) ma ha anche cercato di mettere in difficoltà la Juventus , andandola a disturbare in fase di costruzione del gioco, atteggiamento che a portato al goal del vantaggio di Jankto, nato da una palla persa da Hernanes e da una pressione portata dall’Udinese in maniera ottimale.

 

 

Cattura

 

Questo atteggiamento dei friulani è stato sicuramente avvantaggiato da quello della Juve che, esclusi i primi 10 minuti, ha poi tenuto un ritmo partita troppo basso, concedendo la gestione della sfera all’Udinese e riuscendo poche volte ad affacciarsi nei pressi dell’area di rigore avversaria, complice anche un giro palla troppo lento che consentiva ai friulani di organizzarsi per tempo e non concedere spazi occuoando ottimaente il campo in ampiezzae chiudendo molto bene le linee di passaggio.

Quando i Campioni d’Italia, subito lo svantaggio, hanno cercato di cambiare faccia al match aumentando la velocità delle giocate (prima del vantaggio Udinese 5 tiri e solo 1 in porta. Dopo lo svantaggio, fino al 45′, 5 tiri, 1 goal e 3 in porta.) si sono guadagnati, con Mario Lemina, la punizione dal limite dell’area poi trasformata magistralmente in goal da Paulo Dybala.

Nella ripresa l’approccio al match della Juventus è stato totalmente diverso, più aggressiva (dal 45′ al 60′ 4tiri, 2 occasioni create, 71% di tackles vinti e 67% di duelli aerei vinti) con una velocità di manovra maggiore e una soluzione tattica che ha visto Cuadrado spostato sulla sinistra a giocare nell’ half space tra terzino e centrale, mentre Dybala giostrava sulla sinistra.

 

Cattura 4

 

Da una combinazione tra il terzino brasiliano e il colombiano è nato il rigore che poi, trasformato da Dybala, ha sancito la vittoria finale.

Nonostante lo svantaggio e le occasioni che la Juventus ha avuto, e sprecato, per andare sul 3-1(3 occasioni create e 4 tiri)  l’Udinese non si è disunita e ha continuato a sviluppare la sua idea di gioco, andando vicino, soprattutto nel finale di partita, al pareggio con Thereau e con Zapata.

Una vittoria sofferta che permette alla Juve di Allegri di restare in vetta alla classifica a +5 sulla Roma, vittoriosa ieri pomeriggio contro il Napoli, permettendole di preparare con più serenità la gara, importantissima, che giocherà mercoledì a Lione in Champions.

L’Udinese esce sconfitta dallo Juventus Stadium ma solo dal punto di vista del risultato perchè, l’atteggiamento mostrato oltre all’ordine tattico, possono fan ben sperare Delneri, società e tifosi.

La rosa è di qualità e, continuando sulla strada tracciata ieri sera, potrà sicuramente risollevarsi in campionato e occupare posizioni in classifica più consone alla sua realtà.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com / app StatsZone

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=Xp4Pu8YaX_s

Breve analisi sull’Udinese

 

http://www.superscommesse.it/notizie/probabili_formazioni/juventus_udinese_in_diretta_tv__streaming_e_probabili_formazioni-8982.html

http://www.superscommesse.it/notizie/probabili_formazioni/juventus_udinese_in_diretta_tv__streaming_e_probabili_formazioni-8982.html

 

L’Udinese, avversaria della Juve nella prossima giornata (domenica, Juvetus Stadium, ore 20.45) è partita male a livello di risultati, ottenendo solo 7 punti dei 21 disponibili frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte ( 2 in casa e 2 in trasferta ).

Ha segnato solo 6 goal (0,85 pp,), 2 da calcio piazzato (28% del totale,) 0 nelle ultime due gare, entrambe perse, subendone ben 12 (1,7 pp), segno di una difficoltà nel fare goal e di una fase difensiva non eccelsa.

La percentuale di precisione dei tiri effettuati e solo del 38% a fronte delle 53 occasioni create (in media 7 occasioni pp) il che spiega i soli 6 goal segnati fino ad ora.

Soffermandoci sullo sviluppo del gioco notiamo che la percentuale di possesso palla (media) è del 43%, dato che ci spiega quale sia stato con Iachini (esonerato nella pausa nazionali per far posto a Luigi Del Neri) l’approccio alle gare, più volto all’attesa con chiusura degli spazi per poi sfruttare le ripartenze veloci.

Nell’immagine seguente un esempio che ha fornito l’ultima gara giocata contro la Lazio in Friuli, persa 0-3.

4

 

6

Nella gara giocata contro i bianco celesti altre statistiche ci permettono di intuire come sia l’attesa e la ricerca di transizioni positive veloci la scelta di gioco dell’Udinese, così come la ricerca di sviluppo dell’azione sulle fasce.(26 cross contro la Lazio, 26 di media nelle ultime 3 gare).

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schema dei cross contro la Lazio.

Dei 10 palloni intercettati ben 8 sono nella propria metà campo (7 a ridosso dell’area di rigore o al suo interno) con un 56% di gioco svolto nella metà campo difensiva.

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Palloni intercettati

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%di gioco nelle due metà campo.

La % di precisione nei passaggi è stata in media del 79%, dato aumentato contro la Lazio dove ha toccato l’84%, questo perchè la Lazio concede la gestione della palla all’avversario, situazione non delle più congeniali per l’ex squadra di Iachini.

Le difficoltà che l’Udinese ha denotato si sono viste in fase difensiva dopo lo svantaggio subito da Immobile nel primo tempo. La squadra si è disunita e ha lasciato il campo alla Lazio, concentrandosi sulla chiusura degli spazi centrali ma concedendo gli esterni, prontamente sfruttati dai ragazzi guidati da Simone Inzaghi .

7

9

La Juventus, se sbloccherà la gara fin dalle prime battute, potrebbe usufruire degli spazi sopracitati, soprattutto se giocheranno esterni come Alex Sandro e Cuadrado, pronti ad accentrarsi a sfruttare lo spazio creato dai movimenti delle punte e a sfruttare gli half spaces che i friulani concederanno.

La massima attenzione dovrà essere data sui calci piazzati e sui cross viste le doti aeree di Zapata e Perica, abili a sfruttare i cross che arrivano dalla tre quarti e dal fondo.

Le due punte hanno segnato rispettivamente 2 goal a testa per un totale di 4 sui 6 totali (66%), numeri che ne esaltano le qualità e la pericolosità. La Juve, che in questo inizio di stagione aveva subito goal da palla inattiva, dovrà stare molto attenta al #9 e #18 friulani.

2

 

3

Altro giocatore che potrebbe dar fastidio è il trequartista Rodrigo De Paul, Ex Racing e Valencia, che ha sempre giocato titolare in queste prime 7 gare con i friulani, mettendo a referto 2 assist, tirando in media 1,9 volte a gara (10% di precisione al tiro) e mantenendo una media di precisione nei passaggi vicina al 76% . Il classe ’94, alla sua prima stagione in Italia e alla ricerca di quella conferma europea non avvenuta a Valencia, ha il talento per potersi imporre e, anche se l’inizio di campionato dell’Udinese è stato difficoltoso e le sue prestazioni sono state altalenanti, sta comunque facendo vedere buoni numeri e buona personalità,

Tenuto conto poi che con il nuovo tecnico Del Neri l’Udinese si schiererà molto probabilmente con il 4-4-1-1-tanto caro al tecnico di Aquileia, se la Juventus non “azzannerà” la gara fin dalle prime battute tutto si potrebbe complicare rendendo una partita, sulla carta, semplice in una dannatamente difficile da sbloccare.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI : www.squawka.com ; www.whoscored.com (dati Opta)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=GdDPxypa_LE

Bella vittoria della Juve: Analisi di Empoli – Juventus

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

 

Bella e convincente vittoria ( terza gara consecutiva senza subire goal) quella ottenuta dalla Juventus in trasferta contro un Empoli che, per 50 minuti, era riuscito a resistere, pur concedendo due grandissime occasioni da goal sprecate da Khedira e Cuadrado, e a rendersi pericoloso nella fase finale del primo tempo.
Le statistiche dicono che la Juventus ha avuto un possesso palla del  54%, con una precisione nel passaggio dell’86%, 17 occasioni create, il 70% di duelli aerei vinti e 21 palloni intercettati.

Ancora troppi gli errori tecnici, soprattutto negli ultimi metri, aspetto che non ha permesso alla Juve di sbloccare prima la gara, rischiando di renderla ancor più complicata.

 

Schema degli errori di passaggio della Juve.

Schema degli errori di passaggio della Juve.

 

Sempre restando sull’argomento tecnica e passaggi ottima la prova di Miralem Pjanic, schierato da mezzala sinistra (Hernanes faceva il pivote) e libero di esprimere la sua qualità più vicino alla porta avversaria.

Precisione nei passaggi dell’88% con soli 6 errori e 5 occasioni create (il 29% del totale di squadra) i dati che dimostra l’alto livello della prestazione del fantasista bosniaco che sembra aver trovato definitivamente la sua collocazione sul campo.

 

 

Schema dei passaggi di Pjanic.

Schema dei passaggi di Pjanic.

 

 

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

 

Quando la Juve costruiva la manovra, il centrocampista che si abbassava ad aiutare Hernanes non era infatti il #5 ma Khedira. Questo permetteva a Pjanic di essere libero di giocare in posizione più avanzata con guadagno da parte della manovra bianconera.

 

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

 

Questa scelta tattica da parte di Allegri è nata anche dalla capacità ormai acquisita da parte di Hernanes nel giocare da pivote.

Precisione nei passaggi del 91%, 2 palloni intercettati, 100% di duelli aerei vinti e 4 falli commessi le stats del brasiliano ex Inter.

L’alzata di Pjanic si notava anche quando era l’Empoli che costruiva e la Juve cercava di distruggere sul nascere la manovra. Higuain e Dybala erano uno al fianco dell’altro per disturbare i due centrali, con Alex Sandro a sinistra e Cuadrado a destra pronti ad accorciare quando la sfera finiva tra i piedi dei terzini toscani. Pjanic si alzava sulla tre quarti a marcare il loro regista.

 

I movimenti della Juve quando era l'Empoli a costruire l'azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

I movimenti della Juve quando era l’Empoli a costruire l’azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

 

Al 50′ la svolta della gara con Alex Sandro che sulla sinistra, con un’azione caparbia, riesce ad avanzare e a crossare basso a centro dell’area dove Dybala, abile ad approfittare dello spazio e ad attaccarlo con i giusti tempi, controlla e tira di sinitro con un tempo di esecuzione rapidissimo che gli consente di segnare e portare in vantaggio, meritatamente, la Juve.

Subito il goal l’Empoli subisce il contraccolpo psicologico e, in 5 minuti, subisce altri due goal che portano, entrambi, la firma del Pipita Gonzalo Higuain.

Il #9 bianconero prima porta avanti un’azione personale per vie centrali, favorito dall’atteggiamento “molle” della difesa empolese che gli consente di arrivare al limite dell’area e di tirare di sinistro. Lo 0-3 invece è il più facile dei goal, con “assist” di Zambelli che, pressato dalla punta, effettua un retropassaggio troppo corto permettendo a Higuain di trovarsi a tu per tu con Skorupski, saltarlo e segnare a porta vuota per il definitivo 0-3.

La partita quindi arriva al 90′ con la Juventus che, senza patemi, gestisce il comodo vantagio, sfiorando in altre occasioni lo 0-4, in particolare con il subentrato Marko Pjaca.

Il #20 , nei minuti giocati, ha dimostrato le sue qualità soprattutto la sua capacità nel saltare l’uomo (3 dribbling in 15 minuti e 2 tiri in porta) quando parte da lontano, oltre alla predisposizione al sacrifico con alcuni interventi in ripiegamento a raddoppiare l’avversario (100% dei tackles effettuati).

L’Empoli, come previsto, ha avuto nella fascia sinistra la valvola di sfogo della sua manovra che, sul finale del primo tempo, aveva creato qualche grattacapo alla fase difensiva bianconera.

 

Mappa che evidenzia come l'Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

Mappa che evidenzia come l’Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

 

Pu concedendo sempre ampi spazi alle ripartenze i toscani avevano tenuto discretamente il campo ma, subito il primo goal, la squadra ha perso definitivamente le distanze in campo perdendo la gara.

Nei primi 65 minuti (fino al goal di Dybala) l’Empoli aveva un 78% di precisione nei passaggi, aveva tirato 5 volte creando 4 occasioni da rete con 8 palloni intercettati. Dal 65′ a fine gara ha effettuato 1 tiro, creando 0 occasioni da goal, con 3 palloni intercettati, statistiche che rendono chiaro come la squadra di Martusciello sia uscita dal match.

La Juve continua la sua marcia in testa alla classifica con 18 punti frutto di 6 vittorie in 7 partite, mentre l’Empoli resta sul fondo con i problemi di attacco e di equilibrio difensivo che, se non verranno risolti in fretta, potrebbero condannarlo ad una stagione di grande sofferenza.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com ; mia creazione.