La Juve vince ancora (26 consecutive in casa): Sconfitto un ottimo Bologna 3-0.

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

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Inizia nel migliore dei modi il 2017 in casa Juventus con una netta vittoria per 3-0 ottenuta allo Stadium contro il Bologna ( la n.26 consecutiva tra le mura amiche, mai nessuno nella storia del campionato italiano aveva raggiunto un simile traguardo).

Una vittoria in salsa argentina con i goal messi a segno da Gonzalo Higuain (doppietta) e Paulo Dybala (su rigore) che consentono alla squadra di Massimiliano Allegri di mantenere a 4 i punti di vantaggio sulla Roma, vittoriosa 1-0 a Genova, e con una gara in meno.

La gara ha visto una Juve con un approccio fin da subito corretto, pressando molto alto il Bologna, con intensità, schiacciando i felsinei nella loro metà campo.

Il tenere la linea di difesa molto alta portava, quando l’11 emiliano riconquistava palla, a subire il contropiede, prontamente annullato dalla rapida transizione negativa dei bianconeri che riuscivano per tempo a ricompattarsi annullando il pericolo.

Anche il Bologna pressava alto la Juventus (ottimo l’atteggiamento della squadra di Roberto Donadoni, propositiva e con l’intenzione di giocarsi la gara) alternando marcature mirate (Viviani su Marchisio) o chiusure ottimali delle linee di passaggio entrambi soluzioni che avevano l’intento di costringere la Juventus a giocare lungo o sulle fasce per rubare il più alto possibile il pallone (53 a fine gare quelli recuperati).  I bianconeri , per superare questo primo pressing, affiancavano, a turno, Khedira e Pjanic a Marchisio così da dare un’opportunità in più in fase di scarico ai centrali di difesa e così poter costruire l’azione.

Quando Pjanic si abbassava ad aiutare il #8 bianconero era Stefano Sturaro che si alzava a coprire lo spazio lasciato vuoto dal #5 bosniaco.

Nel momento in cui Marchisio riusciva ad impostare e a trovare l’uomo tra le linee, che poteva essere Miralem Pjanic o Pualo Dybala, la Juve di conseguenza diventava pericolosa potendo attaccare per vie centrali, sfruttando i movimento sempre più sincronizzati tra il #5, il #21 e Gonzalo Higuain.

Il vantaggio è nato proprio da una situazione di questo tipo, con il bosniaco bravo a farsi trovare tra le linee e, sfruttando il movimento della Yoja che da destra tagliava a sinistra, ha servito con un tocco sotto El Pipita (4 tiri totali, 2 in porta , entrambi trasformati in goal), che aveva fatto il movimento opposto rispetto al #21, mettendolo nelle condizioni di tirare di prima intenzione e battere Mirante.

 

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http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

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Nonostante lo svantaggio l’atteggiamento del Bologna non è cambiato (80% di precisione nei passaggi, 4 occasioni create, 9 palloni intercettati) continuando nel suo pressing a disturbare la costruzione della manovra juventina, con successo. Analizzando la presenza nelle due metà campo, dopo il goal subito il Bologna ha aumentato la percentuale di gioco nella metà campo offensiva, passando da un 34% ad un 48%, segno di forte personalità per i ragazzi di Donadoni.

 

http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

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Infatti molti sono stati gli errori in fase di costruzione della squadra di Allegri, che ha consegnato in più di un’occasione il pallone nei piedi dei giocatori bolognesi consentendo loro di portare molte transizioni positive.

 

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Il raddoppio juventino è nato da un’incursione di Sturaro che, attaccando il lato sinistro dell’area di rigore, veniva toccato da Oikonomou con conseguente rigore, trasformato da Dybala.

 

https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

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Nella ripresa il Bologna ha continuato a proporre la sua idea di gioco nonostante il doppio svantaggio, pressando molto alto, atteggiamento che però lo portava, con il passare dei minuti, ad allungarsi troppo, concedendo sempre più campo alle ripartenze della Juve.

Da una di queste è nato il terzo goal, condotta ottimamente da Lichsteiner che, dopo un 1:2 con Khedira si è involato solo verso la linea di fondo mettendo poi un cross morbido a scavalcare Mirante sul quale si è avventato Higuain per un facile tap-in .

 

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Da quel momento la gara si è di fatto conclusa con il Bologna a subire il contraccolpo del terzo goal subito e la Juventus a gestire con tranquillità il tranquillo vantaggio.

I bianconeri portano a casa 3 punti meritati che rigettano la Roma a 4 punti, confermando l’ottimo momento (10 goal fatti e 2 subiti nelle ultime 4 partite, tutte vinte) e cominciando nel migliore dei modi il 2017.

Il Bologna ha subito una sconfitta che era pronosticabile, ma ha dimostrato forte personalità e qualità, elementi che se messi in campo anche nelle prossime gare sicuramente porteranno i rossoblu ad occupare una posizione di classifica più tranquilla .

Nizzotti Roberto.

FONTE IMMAGINI: http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

 

 

 

Doha non è fortunata per la Juve: Al Milan la Supercoppa 2016.

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La Juventus perde l’ultima gara del 2016 lasciando la SuperCoppa Italiana al Milan nella finale giocata a Doha.

Dopo i primi 30 minuti dove i Bianconeri hanno dominato il gioco, costringendo il Milan nella sua metà campo, e dove hanno trovato il vantaggio con Chiellini sullo sviluppo di un calcio d’angolo calciato da Pjanic, hanno poi abbassato troppo il baricentro aiutando il Milan a prendere campo e, di conseguenza, fiducia.

La conquista del campo ha poi portato al goal di Bonaventura (primo tiro in porta del Milan) che, su cross di Suso, nettamente il migliore on campo, è stato abile nell’anticipare Lichsteiner che ne aveva seguito il taglio dalla fascia destra.

Nella ripresa le squadre hanno perso le distanze permettendo all’avversario di poter dar vita a transizioni positive molto pericolose, con la Juve che non è più riuscita a ritrovare la compattezza dei primi minuti, perdendo le spaziature e, di conseguenza, consentendo al Milan di trovare con più facilità gli uomini tra le linee e di effettuare cambi di gioco con più frequenza e pericolosità.

Il Milan ha creato situazioni più che veri e propri pericoli, soprattutto con i cross di Suso (sempre libero sui cambi di gioco), giocatore che Evra (entrato per l’infortunato Alex Sandro) e Lemina (entrato per l’infortunato Sturaro) non riuscivano a limitare. Per ovviare a questo Allegri ha poi deciso di invertire le posizioni degli interni di centrocampo, mettendo Khedira a sinistra e Lemina sulla destra .

Costretto a fare due cambi forzati Allegri ha potuto effettuare una sola sostituzione tattica optando per l’inserimento di Dybala al posto di Pjanic, con il #21 che si è posizionato nella stessa zona del bosniaco, alle spalle di Higuain e Mandzukic.

La Joya, pur non incidendo come ci si aspettava , ha comunque avuto l’occasione per chiudere la gara ma ha calciato alto da posizione favorevole, praticamente un rigore in movimento.

La gara poi si e protratta ai rigori dove proprio un errore del #21 Bianconero (parata di Donnarumma) e il successivo rigore segnato da Pasalic hanno condannato i Campioni d’Italia alla sconfitta consegnando al Milan la settima Supercoppa italiana della sua storia, nonché primo trofeo messo in bacheca negli ultimi 5 anni.

A livello tattico la partita ha visto la Juventus disporsi con un 4-3-1-2 con Pjanic nella posizione di trequartista, libero di muoversi tra le linee di difesa e centrocampo rossonere, oltre che di secondo regista a supporto di Marchisio. In fase di non possesso la disposizione passava ad un 4-4-2 con il #5 che si posizionava al fianco di Marchisio a centrocampo, mentre Khedira e Sturaro si allargavano rispettivamente a destra e sinistra.

Per bloccare la costruzione del gioco bianconero, che passava per forza di cose da Marchisio vista l’importante assenza di Bonucci, vero regista (il regista non è un ruolo, è un compito”, come dice Lele Adani in uno dei suoi video tattici sul canale youtube di mondofutbol.com ), il Milan metteva, a turno, Bertolacci o Kucka, con Locatelli che, insieme ad Abate (dx) o Bonaventura (sx) davano copertura alla zona lasciata libera dal compagno che si alzava in pressing.

La squadra di Montella cercava così di bloccare la Juventus che aveva, nel lancio lungo alla ricerca di Mandzukic o Higuain, la soluzione per saltare il primo pressing e cercare di colpire i rossoneri sfruttando la loro non perfetta chiusura degli spazi con gli inserimenti delle mezzali (Sturaro e Khedira) che sfruttavano al meglio le sponde delle due punte e gli spazi che queste, scendendo (Higuain) o allargandosi (Mandzukic) creavano.

In fase di non possesso Montella disponeva la sua squadra con un 4-1-4-1, con Locatelli che manteneva la posizione di regista (La Juve lo limitava mettendogli in marcatura Pjanic con Mandzukic che, oltre a pressare il centrale difensivo, chiudeva la linea di passaggio per il giovane regista) mentre la linea di centrocampo era formata da Bertolacci e Kucka con Suso (dx) e Bonaventura (sx) che si abbassavano lasciando il solo Bacca come riferimento offensivo.

Il Milan alla fine ha vinto meritatamente la gara, aiutato sicuramente dalla Juventus che, inspiegabilmente, dopo aver dominato la prima mezz’ora, ha abbassato troppo i ritmi del gioco e il suo baricentro, dando vita ad un avversario che non aveva, fino a quel momento, mai superato la metà campo.

Un’ altra gara che denota come la squadra di Allegri quest’anno abbia difficoltà nel gestire le gare, suo punto di forza nelle prime due stagioni con alla guida il tecnico toscano, aspetto che dovrà sicuramente migliorare per evitare in futuro di buttare gare incanalate su ottimi binari.

Nizzotti Roberto

Mandzukic trascina la Juve: 3-1 all’Atalanta dei miracoli.

 

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

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Dopo la sorprendente sconfitta subita per mano del Genoa, la Juventus era chiamata a dare una pronta risposta, più a se stessa che al campionato, e così è stato.

I campioni d’Italia hanno sconfitto, allo Juventus Stadium, con un netto 3-1 l’Atalanta dei miracoli che arrivava a Torino con un bottino di 24 punti, frutto di 8 vittorie nelle ultime 9 gare.

L’approccio alla gara da parte dei Campioni d’Italia è stato ottimale, aggressivi e concentrati dal primo al 94° minuto, ottimi in fase difensiva concedendo molto poco ad un rivale che, è giusto sottolineare, è venuto a Torino cercando di proporre la propria idea di gioco, senza chiudersi in difesa come la maggior parte delle squadre fanno quando affrontano la Juventus in trasferta.

L’emblema dell’attitudine bianconera è stato, senza ombra di dubbio, Mario Mandzukic, vero valore aggiunto della serata e il migliore in campo in una serata dove tutta la squadra si è espressa su ottimi livelli.

L’attaccante croato a giocato a tutto campo e lo si vedeva spesso nella ¾ difensiva a recuperare palla (100% di efficacia nei tackle – 7 su 7, 3 palloni recuperati e 2 blocchi ) contribuendo in maniera determinante alla riconquista della sfera e dando un messaggio molto chiaro a tutti i compagni come un vero e proprio trascinatore e leader in campo deve fare.

 

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Schema che riporta i tackle effettuati da Mandzukic

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Schema che riporta i duelli aerei vinti dal #17 juventino (100%)

 

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I due blocchi che Mandzukic ha effettuato nel finale del primo tempo e che hanno permesso alla Juve di andare al riposo con la rete inviolata.

A coronare una prestazione eccellente è anche arrivato il goal del 3-0, su calcio d’angolo calciato perfettamente da Pjanic. Solo in mezzo all’area il #17 juventino è stato abile a deviare sul secondo palo il cross del #5 bosniaco.

Anche l’ex Roma ha giocato una grande gara, dando credito a chi crede che nella posizione di trequartista possa dare massima espressione alle sue qualità tecniche e di visione di gioco.

Pjanic (2 assist e 3 occasioni create, 3 palloni recuperati, 2 anticipi) ha giocato con grande naturalezza, muovendosi molto e bene su tutta la ¾ offensiva, giocando molto bene tra le linee e dispensando tocchi di prima di grande classe che, oltre ad essere esteticamente apprezzabili, permettevano alla palla di viaggiare velocemente e, di conseguenza, all’azione di svilupparsi in tempi brevi così da sorprendere più di frequente la difesa atalantina, non ottimale in serata come dimostrano i 2 goal subiti su 3 da calcio d’angolo (il 2-0 porta la firma di Daniele Rugani, anche lui libero di saltare in solitaria in mezzo all’area così da colpire con tranquillità il pallone calciato da Pjanic)

Il trequartista bosniaco, oltre a giocare nella metà campo offensiva scendeva anche a dare sostegno a Claudio Marchisio in fase di costruzione di gioco. L’Atalanta infatti cercava di bloccare lo sviluppo della manovra bianconera mettendo Gomez e Petagna in marcatura su Rugani e Chiellini, con Kurtic che lo stesso faceva con Marchisio, costringendo di fatto Buffon a rinviare il pallone o portando la Juventus a forzare l giocata con l’obiettivo di recuperarla il più in alto possibile.

 

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Schema dei passaggi ricevuti da Pjanic che ci mostra la mobilità del #5 bosniaco.

 

Altro movimento che si ripeteva spesso era lo scambio di posizioni tra gli esterni, Alex Sandro a sinistra e Lichsteiner a destra, e i rispettivi interni di centrocampo, Sturaro e Khedira.

Da uno di questi movimenti è nato il vantaggio bianconero, con il #12 brasiliano che, appunto, sfruttando lo spostamento sulla fascia di Sturaro, ha attaccato lo spazio centralmente concludendo poi, dal limite dell’area, e dopo aver resistito ad un contrasto avversario, con un preciso tiro a giro di sinistro che ha battuto Sportiello sul primo palo.

 

La Juventus ha concesso poco all’Atalanta, pressante nel finale del primo tempo (determinante Mandzukic a fare da scudo su due conclusioni pericolose e consecutive) e dopo il 3-0 dove, con una bell’azione sulla destra trovava il classico goal della bandiera con Freuler su assist di D’Alessandro.

 

 

Nota importante anche per Goanzalo Higuain che, seppur senza entrare nel tabellino dei marcatori, ha disputato un’ottima gara, mettendosi a servizio della squadra, sacrificandosi in fase di non possesso e muovendosi molto sul fronte d’attacco aiutando nello sviluppo della manovra e considerando che era costantemente seguito a uomo dai centrali atalantini Caldara o Toloi, creando importanti spazi centrali. Nonostante il forte pressing che non gli consentivano di ricevere palla e giocarla con la tranquillità necessaria Higuain è riuscito ad avere una precisione nei passaggi del 91%, 36 palloni ricevuti , 100% dei passaggi riuscita a centrocampo (con la pressione dei centrali bergamaschi).

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Lo schema dei passaggi ricevuti dal Pipita ci permette di vedere i suoi movimenti, come abbia giocato molto a centrocampo, dettando il passaggio, creando spazi attaccabili e smistando il pallone.

 

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE>: app Stats Zone

Locatelli fa le cose perbene: Juve sconfitta dal Milan 1-0

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

Milano non è città gradita alla Juventus quest’anno, e fortunatamente per i bianconeri non dovranno più giocarci, quantomeno in campionato.

Seconda sconfitta stagionale quella subita ieri sera per mano del Milan di Montella, che si aggiunge a quella contro l’Inter di De Boer, ma che si differenzia nettamente da quella subita contro i nero azzurri per quanto visto in campo.

La gara di ieri è stata dominata dalla Juventus che ha avuto il controllo della gara (57% di possesso palla, 84%, 22 tiri vs 8, 18 occasioni create vs 4, 30 cross vs 17, 21 palloni intercettati vs 11) sin dalle prime battute ma che ha trovato non poche difficoltà in fase conclusiva, o faticando a perforare la fase difensiva del Milan che lo vedeva compatto e chiuso nella sua metà campo in attesa dei bianconeri, o sprecando le occasioni da goal ( solo il 17% di precisione al tiro ).

In fase di costruzione la Juve vedeva Pjanic (#5) scendere a dare aiuto a Hernanes, seguito da Bonaventura, così da poter dare l’opzione in più di scarico e permettere alla manovra di saltare il primo pressing che, oltre al 5# rossonero su Hernanes, vedeva Niang e Suso esterni a comprire su Barzagli e Benatia e Bacca centrale su Bonucci.

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L’azione poi si sviluppava quasi esclusivamente sulla destra, con Dani Alves più coinvolto in fase di costruzione rispetto ad Alex Sandro, ma che ha differenza del compagno di squadra non dava quell’equilibrio difensivo necessario a contenere le ripartenze rossonere nella sua zona.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Infatti Barzagli, in più di un’occasione, si è trovato ad affrontare Niang che, ad inizio gara, è stato sicuramente il migliore del Milan, creando spesso preoccupazione alla difesa bianconera con le sue discese e le sue finte.

Zone d'azione di Niang.

Zone d’azione di Niang.

La partita vedeva il dominio della Juve, che controllava il gioco con buona tecnica(84% di precisione nei passaggi vs 71 del Milan ), ma, a mio avviso,con una velocità di manovra e nelle scelte che era troppo lenta, a parte alcuni frangenti dove, appunto, accelerando il giro palla, era riuscita a perforare la fase difensiva rosso nera (le linee di passaggio non erano sempre chiuse in modo adeguato) creando i presupposti per il goal, poi vanificati da errori in fase conclusiva.

Per cercare di condurre il Milan all’errore in fase di impostazione la Juventus alternava il pressing al portatore palla, intensificato quando questa arrivava a Locatelli, che veniva preso in consegna da Pjanic o Khedira, oppure restava compatta con Dybala (poi sostituito da Cuadrado) e Higuain vicini in posizione centrale a bloccare le linee di passaggio, appunto, centrali, costringendo i rosso neri a giocare sugli esterni o a lanciare lungo, cercando di superare il centrocampo bianconero innescando sulla corsa Niang o Bacca.

Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-0 per semplice volere del pessimo arbitro Rizzoli (gestione ridicola della gara culminata con il momento di protagonismo che lo ha portato ad annullare il goal, assolutamente regolare, siglato da Pjanic per fuorigioco inesistente di Bonucci) la ripresa ha visto il copione ripetersi, con la Juve a fare la gara e il Milan ad attendere, con gli spazi che, con il passare del tempo, aumentavano in maniera inversamente proporzionale alle forze in campo.

La ricerca del goal da parte della Juve (22 tiri totale a 8, 14 a 4 nella ripresa) la portava a sbilanciarsi e, proprio di questo aspetto si è approfittato il Milan che, con una delle sue ripartenze, e a causa del lento rientro del centrocampo bianconero, ha trovato Locatelli solo all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, libero di controllare e calciare un missile all’incrocio dei pali , imparabile per Buffon, che è poi valso i 3 punti finali.

La Juve nel finale schiaccia il Milan nella sua metà campo ( 6 dei 9 calci d’angolo sono stati calciati dopo lo svantaggio) senza però riuscire a creare veri pericoli a Donnarumma fino al 95′ dove il giovane portiere milanista, con un intervento miracoloso, è riuscito a togliere dall’incrocio un missile di Khedira.

Alla fine arriva quindi la seconda sconfitta in campionato per la squadra di Massimiliano Allegri, che resta al comando ora con 2 punti sul Milan di Vincenzo Montella, vera e propria sorpresa di questo inizio di stagione, e in attesa di vedere cosa faranno Roma e Napoli.

La Juventus ha messo in evidenza le difficoltà che, come già si sapeva, ha nell’affrontare le squadre che si chiudono, la quasi totalità di quelle che l’affrontano.

Per riuscire a scardinare questi sistemi difensivi Higuain e compagni dovranno giocare partite tecnicamente perfette, muoversi di più in campo e , di conseguenza, dare più velocità alla palla così da poter muovere le difese avversarie e sorprenderle negli spazi tra le linee o attaccandone il lato debole. Infatti, in Europa, a parte la gara con il Sevilla dove gli spagnoli hanno giocato per non giocare, la Juve ha dato dimostrazione di buon gioco, anche grazie all’atteggiamento degli avversari, tutt’altro che rinunciatario.

Se non ci saranno miglioramenti in questo senso e non ci sarà più concretezza in zona goal, sarà sempre più difficile per la Juve riuscire a vincere questo tipo di partite con tranquillità e dare conferma della netta superiorità che ha nei confronti degli avversari.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com/app squawka

DATI: Opta

IMMAGINI: /www.squawka.com / proprie.

 

 

 

Bella vittoria della Juve: Analisi di Empoli – Juventus

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

 

Bella e convincente vittoria ( terza gara consecutiva senza subire goal) quella ottenuta dalla Juventus in trasferta contro un Empoli che, per 50 minuti, era riuscito a resistere, pur concedendo due grandissime occasioni da goal sprecate da Khedira e Cuadrado, e a rendersi pericoloso nella fase finale del primo tempo.
Le statistiche dicono che la Juventus ha avuto un possesso palla del  54%, con una precisione nel passaggio dell’86%, 17 occasioni create, il 70% di duelli aerei vinti e 21 palloni intercettati.

Ancora troppi gli errori tecnici, soprattutto negli ultimi metri, aspetto che non ha permesso alla Juve di sbloccare prima la gara, rischiando di renderla ancor più complicata.

 

Schema degli errori di passaggio della Juve.

Schema degli errori di passaggio della Juve.

 

Sempre restando sull’argomento tecnica e passaggi ottima la prova di Miralem Pjanic, schierato da mezzala sinistra (Hernanes faceva il pivote) e libero di esprimere la sua qualità più vicino alla porta avversaria.

Precisione nei passaggi dell’88% con soli 6 errori e 5 occasioni create (il 29% del totale di squadra) i dati che dimostra l’alto livello della prestazione del fantasista bosniaco che sembra aver trovato definitivamente la sua collocazione sul campo.

 

 

Schema dei passaggi di Pjanic.

Schema dei passaggi di Pjanic.

 

 

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

 

Quando la Juve costruiva la manovra, il centrocampista che si abbassava ad aiutare Hernanes non era infatti il #5 ma Khedira. Questo permetteva a Pjanic di essere libero di giocare in posizione più avanzata con guadagno da parte della manovra bianconera.

 

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

 

Questa scelta tattica da parte di Allegri è nata anche dalla capacità ormai acquisita da parte di Hernanes nel giocare da pivote.

Precisione nei passaggi del 91%, 2 palloni intercettati, 100% di duelli aerei vinti e 4 falli commessi le stats del brasiliano ex Inter.

L’alzata di Pjanic si notava anche quando era l’Empoli che costruiva e la Juve cercava di distruggere sul nascere la manovra. Higuain e Dybala erano uno al fianco dell’altro per disturbare i due centrali, con Alex Sandro a sinistra e Cuadrado a destra pronti ad accorciare quando la sfera finiva tra i piedi dei terzini toscani. Pjanic si alzava sulla tre quarti a marcare il loro regista.

 

I movimenti della Juve quando era l'Empoli a costruire l'azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

I movimenti della Juve quando era l’Empoli a costruire l’azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

 

Al 50′ la svolta della gara con Alex Sandro che sulla sinistra, con un’azione caparbia, riesce ad avanzare e a crossare basso a centro dell’area dove Dybala, abile ad approfittare dello spazio e ad attaccarlo con i giusti tempi, controlla e tira di sinitro con un tempo di esecuzione rapidissimo che gli consente di segnare e portare in vantaggio, meritatamente, la Juve.

Subito il goal l’Empoli subisce il contraccolpo psicologico e, in 5 minuti, subisce altri due goal che portano, entrambi, la firma del Pipita Gonzalo Higuain.

Il #9 bianconero prima porta avanti un’azione personale per vie centrali, favorito dall’atteggiamento “molle” della difesa empolese che gli consente di arrivare al limite dell’area e di tirare di sinistro. Lo 0-3 invece è il più facile dei goal, con “assist” di Zambelli che, pressato dalla punta, effettua un retropassaggio troppo corto permettendo a Higuain di trovarsi a tu per tu con Skorupski, saltarlo e segnare a porta vuota per il definitivo 0-3.

La partita quindi arriva al 90′ con la Juventus che, senza patemi, gestisce il comodo vantagio, sfiorando in altre occasioni lo 0-4, in particolare con il subentrato Marko Pjaca.

Il #20 , nei minuti giocati, ha dimostrato le sue qualità soprattutto la sua capacità nel saltare l’uomo (3 dribbling in 15 minuti e 2 tiri in porta) quando parte da lontano, oltre alla predisposizione al sacrifico con alcuni interventi in ripiegamento a raddoppiare l’avversario (100% dei tackles effettuati).

L’Empoli, come previsto, ha avuto nella fascia sinistra la valvola di sfogo della sua manovra che, sul finale del primo tempo, aveva creato qualche grattacapo alla fase difensiva bianconera.

 

Mappa che evidenzia come l'Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

Mappa che evidenzia come l’Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

 

Pu concedendo sempre ampi spazi alle ripartenze i toscani avevano tenuto discretamente il campo ma, subito il primo goal, la squadra ha perso definitivamente le distanze in campo perdendo la gara.

Nei primi 65 minuti (fino al goal di Dybala) l’Empoli aveva un 78% di precisione nei passaggi, aveva tirato 5 volte creando 4 occasioni da rete con 8 palloni intercettati. Dal 65′ a fine gara ha effettuato 1 tiro, creando 0 occasioni da goal, con 3 palloni intercettati, statistiche che rendono chiaro come la squadra di Martusciello sia uscita dal match.

La Juve continua la sua marcia in testa alla classifica con 18 punti frutto di 6 vittorie in 7 partite, mentre l’Empoli resta sul fondo con i problemi di attacco e di equilibrio difensivo che, se non verranno risolti in fretta, potrebbero condannarlo ad una stagione di grande sofferenza.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com ; mia creazione.

 

Imprecisa e vincente, la Juve espugna Palermo.

 

http://www.fisport.it/palermo-juventus-0-1-brutta-juventus-batte-palermo-6891

http://www.fisport.it/palermo-juventus-0-1-brutta-juventus-batte-palermo-6891

 

La Juve vince 1-0 contro il Palermo in una gara che, in particolare nel primo tempo, è stata molto fisica (6 ammoniti, 3 per parte)

Come prevedibile i rosanero hanno tenuto un atteggiamento difensivo, con la squadra compatta nella propria metà campo a chiusura degli spazi e pronta a ripartire velocemente con transizioni positive quando recuperava la sfera (e la Juve gliene ha regalate un buon numero).

Nell’analisi della gara cominciamo con la fase di costruzione del gioco nella quale Lemina si abbassava quando la palla era tra i piedi dei difensori, movimento che facevano, in alternanza, anche Pjanic e Khedira. Questo consentiva al difensore di avere due soluzioni per lo scarico.

Il #18 è in continua crescita, sempre più maturo nel ruolo di regista, abile nella fase di interdizione, nel recupero palla e pulito nei passaggi in fase di costruzione (83% di precisione).

 

Heatmap Lemina

Heatmap Lemina

 

Passaggi Lemina

Passaggi Lemina

 

La costruzione dell’azione d’attacco vedeva Higuain e Mandzukic molto larghi con la conseguente creazione di spazi centrali attaccabili dai centrocampisti (Pjanic, Khedira, Lemina) o dagli esterni che si accentravano (Alex Sandro; Dani Alves).

Le due punte poi si scambiavano la posizione e, quindi, si poteva osservare il #17 croato a destra o a sinistra, e viceversa Higuain.

In fase di non possesso la Juve pressava la difesa rosanero con Higuain e Mandzukic a pressare i centrali e Khedira e Pjanic che si alzavano a schermare la linea di passaggio per il loro regista. Inoltre gli esterni, Dani Alves e Alex Sandro, erano pronti a raddoppiare il pressing se la sfera arrivava nella loro zona.

Dei due esterni Dani Alves si è reso maggiormente protagonista in fase di costruzione mentre Alex Sandro è stato importante in fase difensiva, ripiegando e recuperando molti palloni.

 

 

Heatmaps di Dani Alves (sopra) e Alex Sandro (sotto)

Heatmaps di Dani Alves (sopra) e Alex Sandro (sotto)

 

Un problema fisico per Rugani ha portato Allegri a inserire Cuadrado cosa da passare ad un 4-3-3, con Cuadrado largo a destra, Mandzukic largo a sinistra e il Pipita punta centrale.

Nello sviluppo del gioco ancora troppi errori a livello tecnico, soprattutto in zone del campo a ridosso dell’area di rigore, errori che consentivano al Palermo di affacciarsi pericolosamente a ridosso della porta difesa da Gigi Buffon.

 

 

Schema degli errori  tecnici della Juventus. Troppi.

Schema degli errori tecnici della Juventus. Troppi.

 

Questa imprecisione si può spiegare in parte con il pressing e l’aggressività che portava il Palermo e in parte ad una mancanza di tranquillità, di lucidità nell’uscita palla al piede da situazioni complicate

Analizzando il giro palla della Juve si è potuto notare che non era così fluido da poter muovere efficacemente la difesa palermitana. Questo portava a delle difficoltà nel trovare lo spiraglio per poter tirare e portare pericoli alla porta del Palermo.

L’assenza di Dybala in questo senso, si è sentita, soprattutto nel poco movimento offensivo della Juve. Senza il #21 che, scendendo, crea spazio e detta i tempi delle giocate, la manovra juventina è risultata più lenta, più prevedibile e leggibile.

Trovando difficoltà nella manovra offensiva, anche grazie alla buona fase difensiva dei siciliani, la Juventus ha usato, più di frequente rispetto al solito, la soluzione del  lancio per Mandzukic o Higuain che, di sponda, cercavano di premiare l’inserimento del centrocampista o dell’esterno che si accentrava.

 

Lanci lunghi alla ricerca delle punte Mandzukic e Higuain

Lanci lunghi alla ricerca delle punte Mandzukic e Higuain

 

Il secondo tempo ha visto un Palermo che, approfittando del calo fisico della Juventus, ha aumentato il forcing alla ricerca del pari, soprattutto negli ultimi 15 minuti, avvicinandosi pericolosamente all’area di rigore bianconera senza però portare veri pericoli.

 

Heatmaps di Palermo (sinistra) e Juventus (destra) negli ultimi 15' del match.

Heatmaps di Palermo (sinistra) e Juventus (destra) negli ultimi 15′ del match.

 

 

Schema sulle "spazzate" delle due difese, sempre negli ultimi 15 minuti della gara. 9 a 1 per la Juve a dimostrazione della pressione che il Palermo portava.

Schema sulle “spazzate” delle due difese, sempre negli ultimi 15 minuti della gara. 9 a 1 per la Juve a dimostrazione della pressione che il Palermo portava.

 

Il pressing rosanero era favorito, come detto prima, anche dagli errori della Juventus in fase di palleggio, che consentivano al Palermo di recuperare molto velocemente il pallone.

La Juve stessa, nonostante una ripresa sottotono, ha avuto le due occasioni per raddoppiare, sempre con Mandzukic, una delle quali sventata da una grande parata di…

Una vittoria, quella ottenuta dai bianconeri, molto importante visto che è arrivata dopo una prestazione certamente non eccellente e che da seguito a quella ottenuta contro il Cagliari, confermandoli in testa alla classifica e dando una prova importante della loro forza.

Il Palermo, pur sconfitto nel risultato, esce vittorioso nel morale, avendo disputato una buona gara, mettendo in difficoltà la squadra Campione d’Italia. Il lavoro di De Zerbi incomincia a dare i suoi frutti e, se verrà sostenuto dall’ambiente e seguito dai giocatori potrà portare il Palermo ad una salvezza che, mai come quest’anno, andrebbe festeggiata come la vittoria di u campionato.

Nizzotti Roberto.

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com

 

JUVENTUS-SASSUOLO: Analisi

 

http://peru.com/futbol/internacional/juventus-vs-sassuolo-gonzalo-higuain-aun-kilos-mas-le-da-victoria-vieja-senora-noticia-473936

http://peru.com/futbol/internacional/juventus-vs-sassuolo-gonzalo-higuain-aun-kilos-mas-le-da-victoria-vieja-senora-noticia-473936

 

Grande prova di forza della Juventus che, in questa terza giornata,  ha avuto la meglio sul Sassuolo grazie ad un primo tempo devastante che le ha permesso di archiviare la pratica con un perentorio 3-1.

Nel Sassuolo erano fuori Berardi per squalifica e , per scelta tecnica, Defrel e Cannavaro, preservati per l’Europa League ma, a parte le assenze, gli emiliani , a parte gli inizi delle due frazioni di gioco, non sono mai stati veramente in partita, distratti e agonisticamente passivi, atteggiamento che, contro questa Juve, è una condanna alla sconfitta.

Massimiliano Allegri ha schierato la sua squadra con il  3-5-2 dove, a sorpresa rispetto alle previsioni, Lemina ha giocato da regista con Pjanic ad occupare il ruolo di mezzala.

 

2

 

Come detto il Sassuolo, nei primi minuti del match ha tenuto un atteggiamento aggressivo portando un pressing molto cercando di bloccare sul nascere l’azione bianconera. La risposta bianconera era l’abbassamento di Pjanic a supporto di Lemina così da dare ai difensori una soluzione in più per lo scarico e superamento del primo pressing emiliano.

Lo sviluppo dell’azione offensiva della Juve ha avuto, inizialmente, come valvola di sfogo la fascia sinistra sfruttando la vena di Alex Sandro e la sua capacità nel crossare e nell’attaccare lo spazio.

 

 

Percentuale di sfruttamento del campo nelle tre zone orizzontali che conferma l'iniziale predilezione a giocare sull'out di sinistra da parte della Juve.

Percentuale di sfruttamento del campo nelle tre zone orizzontali che conferma l’iniziale predilezione a giocare sull’out di sinistra da parte della Juve.

 

Il Sassuolo ha creato la più grande occasione del primo tempo sviluppando la classica azione con il movimento a rientrare dell’ala, in questo caso Politano, che dalla destra è rientrato per poi andare al tiro, impegnando Buffon sul primo palo.

 

1g

 

La Juventus ha risposto con un’azione di contropiede letale, una transizione positiva velocissima nata da un calcio d’angolo per il Sassuolo. Tre verticalizzazioni (Pjanic, Khedira, Dybala) per far arrivare la palla a Higuain sulla destra che, entrato in area, ha controllato perfettamente prima di incrociare il tiro battendo Consigli per l’1-0 bianconero.

 

3

 

Nonostante il vantaggio e un dominio sostanziale del gioco, Juve che non riesce a mantenere delle distanze ottimali tra i reparti e questo permette al Sassuolo di giocare tra le linee riuscendo ad essere pericoloso.

Pur concedendo qualche occasione di troppo al Sassuolo la Juve non subisce grandi pericoli e raddoppia ancora grazie a Gonzalo Higuain che segna il secondo gol in mezza rovesciata, al centro dell’area, su assist di testa Khedira. con la complicità della difesa emiliana, immobile in questa circostanza.

8

 

La Juventus, conscia delle capacità di palleggio della squadra di Di Francesco, voleva evitargli la costruzione dell’azione dal basso. In questo senso  Dybala e Higuain scendevano a marcare i due centrali, Acerbi e Antei, che si allargavano mentre Pjanic andava in marcatura su Magnanelli, che scendeva tra i due centrali, così da bloccare sul nascere la costruzione del gioco.

 

1

Dopo iniziali errori di posizione a livello di fase difensiva la Juventus riusciva a chiudere le linee di passaggio, rendendo così del tutto nullo il Sassuolo che non era più in grado di far arrivare palle pulite ai propri giocatori che stazionavano tra le linee bianconere.

Dopo aver ridotto al minimo il Sassuolo la Juve ha dato il colpo di grazia grazie ad un bello scambio sulla fascia sinistra. Movimento della palla avanti-dietro-avanti tra Higuain e Khedira, con quest’ultimo che lancia Dybala in campo aperto. Sullo sviluppo dell’azione la sfera arriva a Pjanic che prima colpisce la traversa con un colpo di testa e poi, sul rimbalzo, segna il 3-0.

 

9

 

Nella parte finale della prima frazione una distrazione difensiva di Buffon su calcio d’angolo permette ad Antei di segnare il 3-1, grazie anche ad un rinvio maldestro di Alex Sandro che ha fatto carambolare la palla sul corpo del difensore emiliano.

Nella ripresa il Sassuolo che inizia la ripresa come il primo tempo, pressando alto, ma commette lo stesso errore, lasciando scoperta la fascia dx, sinistra per la Juve, quella più pericolosa.

La Juve ha il controllo sulla gara, anche se in fase offensiva è troppo imprecisa negli ultime metri quando potrebbe essere più concreta e porre il sigillo definitivo sul match.

Da segnalare nel secondo tempo un coinvolgimento maggiore di Dybala,, più coinvolto nella costruzione del gioco, che ha portato la Juve a giocare con più frequenza anche sulla fascia destra.

 

Maggior coinvolgimento della fascia destra nel secondo tempo.

Maggior coinvolgimento della fascia destra nel secondo tempo.

 

A centrocampo da segnalare l’ennesima, ottima gara giocata da Mario Lemina, sia in fase di costruzione, sempre preciso negli appoggi (97%) e nei lanci, che in fase di copertura, sempre pronto al raddoppio e alle diagonali, contribuendo in più di un’occasione a spegnere le azioni offensive del Sassuolo.

 

Schema dei passaggi di Lemina (97% di precisione).

Schema dei passaggi di Lemina (97% di precisione).

 

Heatmap di Lemina. Evidente il suo coinvolgimento anche in fase difensiva.

Heatmap di Lemina. Evidente il suo coinvolgimento anche in fase difensiva.

 

In un secondo tempo di gestione da parte della Juventus, giocato con ritmi decisamente più bassi, da segnalare l’ingresso di Hernanes al posto di Khedira, con il brasiliano andato ad occupare la posizione di regista e Lemina spostato sul centro destra occupando quella che era la zona di Khedira.

Finale di gara che ha visto il Sassuolo vicino al gol del 3-2, con Lichsteiner bravissimo nella diagonale a spazzare sulla linea un tiro di Politano, che aveva aggirato Buffon.

2g

 

Una vittoria che ha dato, una volta di più, dimostrazione della grande forza che ha la Juventus capace, nonostante alcune lacune nella fase difensiva, di chiudere un match in mezz’ora, decidendo a piacere quando accelerare e quando rallentare. Ora manca la consacrazione in campo europeo per un gruppo che in Italia non ha rivali.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

IMMAGINI: ww.squawka.com; creazione propria.

GIF: https://www.youtube.com/watch?v=-vVj-3nCxLI

Una buona Juve sconfigge il Tettenham.

 

http://www.juvenews.eu/notizie/la-juventus/live-alle-12-da-melbourne-juventus-tottenham/

http://www.juvenews.eu/notizie/la-juventus/live-alle-12-da-melbourne-juventus-tottenham/

 

Primo serio test stagionale per la Juventus 2016/2017 che, nella tournée australiana, affrontava il quotato Tottenham di Pochettino, reduce dal terzo posto ottenuto nell’ultima Premier League e prossimo partecipante alla Champions Legaue.

Le due squadre, a causa dell’Europeo, erano prive di molti campioni che solo in questi giorni raggiungeranno i compagni e cominceranno la preparazione, ma la gara ha comunque dato alcuni spunti interessanti.

L’atteggiamento della Juventus è stato aggressivo fin dalle prime battute, con i tre giocatori più offensivi (Dybala, Pereyra e Pjanic) che andavano in pressione sui giovani difensori inglesi disturbando fin dall’inizio lo sviluppo della manovra degli Spurs.

 

JUV-THT 1

 

Tale pressing non era fine a se stesso ma veniva eseguito con movimenti precisi (tenendo conto del momento della stagione) da parte di tutta la squadra che andava ad accorciare, con i singoli giocatori che andavano in marcatura sul rispettivo avversario chiudendone la linea di passaggio al giocatore in possesso palla.

L’azione del primo gol, segnato da Dybala, nasce proprio da un pressing portato sull’out di destra (sinistra per il Tottenham che attaccava) con il giocatore inglese costretto ad un retropassaggio facilmente letto e intercettato da Pjanic.

Il retropassaggio è nato dal fatto che i compagni più vicini al giocatore del Tottenham in possesso palla erano adeguatamente marcati e le linee di passaggio risultavano quindi impraticabili. Ciò ha forzato la giocata che un giocatore intelligente come Miralem Pjanic ha prontamente letto, trasformando rapidamente una situazione di transizione negativa in transizione positiva.

Nel momento in cui Pjanic è entrato in possesso palla Pereyra e Dybala sono scattati seguendo l’azione del compagno e supportandolo, con Pereyra che attaccava la zona centrale e la Joya che si allargava sul lato sinistro.

El Tucumano è andato forte in pressing sul centrale degli Spurs che, per un attimo, aveva rubato la palla a Pjanic vincendo il contrasto con il bosniaco, e riuscendo a rubargli nuovamente la sfera approfittando di un momento di disattenzione.

Rubata palla ha condotto l’azione centralmente prima di servire sulla corsa Dybala che, ricevuta la palla, ha avuto il tempo necessario per controllarla, far finta di calciare sul primo palo e beffare Vorm incrociando il tiro sul secondo palo.

 

JUV-THT 2

 

Nell’immagine si vede la nascita dell’azione che ha portato al primo gol del match segnato da Paulo Dybala. Notare anche come le linee della Juventus siano ben compatte, come la squadra risulti corta e non conceda spazi tra i reparti. La bravura, in questo caso, è stata nell’isolare l’avversario sull’esterno, dove è meno pericoloso, obbligandolo a scegliere l’opzione di passaggio più favorevole ad un recupero rapido della palla.

In fase difensiva, come è ovvio che sia in questa fase della stagione , c’è da registrare alcuni automatismi, sempre tenendo conto delle attenuanti del caso (mancava in blocco la BBC, Bonucci, Barzagli, Chiellini).

Nel frame che segue si può notare come l’uscita di Lirola, che va in pressing sull’avversario,  lasci libero uno spazio che non viene prontamente coperto da Benatia, in questo caso poco reattivo nella lettura della giocata. Questo ha permesso al giocatore del Tottenham di trovare una linea di passaggio per il compagno, lanciandolo in porta, seppur da posizione laterale. Da sottolineare in positivo quanto fatto da Rugani, attento in marcatura sul proprio uomo con cui non ha mai perso il contatto, riuscendo ad anticiparlo spedendo in angolo il cross.

 

JUV-THT 3

 

Restando nel reparto arretrato è da sottolineare l’esordio di Benatia che, come riportato da Opta, si è reso protagonista di una prestazione perfetta, coronata dal gol del momentaneo 2-0 arrivato con un preciso colpo di testa su cross preciso di Pjanic (la conoscenza dei due dai tempi della Roma aiuterà in queste circostanze).

 

STAT.BENATIA

https://www.facebook.com/optapaolo/?fref=ts

 

Azione Pjanic-Benatia

 

Buona anche l’intesa che si intravista tra i nuovi e i vecchi , come si è potuto ammirare in giocate come questa dove Hernanes trova, con un preciso lancio, Pjanic sulla corsa, mettendolo nelle condizioni di poter battere il portiere, cosa che però non avverrà.

 

Azione Hernanes Pjanic

 

Nella ripresa, complice la preparazione e i cambi effettuati, la prestazione ha avuto un calo permettendo al Tottenham di rientrare in gara grazie a Lamela, abile a incrociare sul secondo palo facendo sfruttare al massimo una palla rubata sulla tre quarti difensiva a Hernanes.

 

giphy

 

Un buon test quello giocato dalla Juventus che ha permesso ad Allegri di poter trarre le prime, positive, indicazioni.

Atteggiamento e approccio alla gara ottimali, inserimento dei nuovi elementi che procede rapido e che da già i primi risultati e movimenti di squadra (compattezza dei reparti e fase difensiva in particolare) che sono già di buonissimo livello, sapendo ovviamente che devono essere migliorati.

Siamo solo all’inizio di questa stagione che vedrà, e obbliga, la Juventus essere assoluta protagonista ma, se come si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino, i tifosi bianconeri si divertiranno.

NIZZOTTI ROBERTO

 

GIF E IMMAGINI:  https://www.youtube.com/watch?v=3I13ik_tbP8

 

Cosa porta Pjanic alla Juventus

http://www.tuttosport.com/news/calcio/euro-2016/calciomercato/2016/06/13-12383011/e_il_giorno_di_pjanic_alla_juventus_visite_mediche_e_firma_sul_contratto/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/euro-2016/calciomercato/2016/06/13-12383011/e_il_giorno_di_pjanic_alla_juventus_visite_mediche_e_firma_sul_contratto/

 

Passato forse sotto traccia, l’acquisto di Pjanic da parte della Juventus è sicuramente uno dei colpi di mercato più importanti messi a segno dai bianconeri e in generale a livello di Serie A e europeo.

Il centrocampista bosniaco classe 1990 arriva a rinforzare un reparto , quello di centrocampo, che annovera già campioni del calibro di Khedira, Pogba, Marchisio, aumentandone in maniera sensibile il tasso tecnico e colmando quella lacuna geometrica che la partenza di Andrea Pirlo aveva lasciato in casa bianconera.

La posizione di Pjanic è quella dell’interno di centrocampo con compiti di regista che detta i tempi della manovra e inserimenti senza palla a sfruttare gli spazi creati dal movimento delle punte per andare alla conclusione o mettere i compagni in condizione di segnare ( 80 occasioni da gol create in 33 gare di Serie A, 2.4 a gara, ), ma molto probabilmente nel primo periodo alla Juve potrebbe ricoprire il ruolo del regista davanti alla difesa, visto che Marchisio sarà ancora ai box ad inizio stagione e gli altri centrocampisti non hanno nelle corde tale ruolo (Pogba all’Europeo ha fatto parecchia fatica ad interpretarlo, tenendo conto che sarebbe controproducente perdere il talento del francese vicino alla porta avversaria.

 

80 OCCASIONI CREATE PJANIC

80 occasioni create nella stagione 2015/2016, 68 key pass e 12 assist.

 

Come detto il centrocampista bosniaco ha la qualità tecnica e la visione di gioco per poter interpretare al meglio il ruolo di vertice basso nei tre di centrocampo ( 85% di precisione nei passaggi ) anche se a livello fisico non garantisce uno schermo molto efficace (36% di contrasti vinti in stagione), riuscendo comunque in certe circostanze a rubare palloni e dare il via alla ripartenza.

 

 

36% PJANIC DUELLI VINTI

 

AZIONE COPERTURA E IMPOSTAZIONE PJANIC

 

ASSIST PJANIC

Utilizzato con al fianco due giocatori abili nella schermatura come Marchisio, Pogba, Khedira, Pjanic sarebbe libero di concentrarsi più sulla fase di sviluppo del gioco e più libero di sganciarsi in attacco, con uno delle due mezz’ali che scenderebbero a coprire lo spazio lasciato vuoto dalla sua avanzata.

La capacità di Pjanic di inserirsi in attacco gli ha permesso di tirare 68 volte in 33 gare, con una precisione del 54% segnando 10 gol.

54% PRECISIONE AL TIRO PJANIC

 

 

Questa azione evidenzia tutte le qualità di Pjanic. Lettura della situazione, tempo nell'anticipo e nella giocata, qualità tecniche che gli consentono di scambiare al volo e nello stretto con i compagni senza nessuna difficoltà, senso dello spazio e dell'inserimento e freddezza sotto porta. Completezza.

Questa azione evidenzia tutte le qualità di Pjanic. Lettura della situazione, tempo nell’anticipo e nella giocata, qualità tecniche che gli consentono di scambiare al volo e nello stretto con i compagni senza nessuna difficoltà, senso dello spazio e dell’inserimento e freddezza sotto porta. Completezza.

Restando sulla costruzione del gioco la Juventus, acquistando Pjanic, è tornata a privilegiarsi di un’ alternativa importante a Leonardo Bonucci che nell’ultima stagione, con l’addio di Andrea Pirlo, era stato il vero regista bianconero senza una valida alternativa, elemento che rendeva più prevedibile all’avversario quale fosse lo schema per lo sviluppo della manovra.

Avendo quest’anno Bonucci, Pjanic e Marchisio, che potrebbe scambiarsi di posizione con il bosniaco ex Roma, Allegri potrà studiare uscite alternative palla a terra, così da eludere il pressing avversario con più opzioni.

La Juve con l’acquisto (non solo) di Pjanic ha scavato un ulteriore solco in Italia e in Europa ha guadagnato ancor più terreno verso quella vetta che sta inseguendo dal 1996 e che per troppe volte le è sfuggita all’ultimo atto, candidandosi ad un’altra stagione da assoluta protagonista.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=mT9p6NIt7KA

Juve stile Bayern-Colpo Pjanic

 

http://www.giallorossi.net/di-marzio-accordo-tra-la-juve-e-pjanic-ora-si-cerca-lintesa-con-la-roma/

http://www.giallorossi.net/di-marzio-accordo-tra-la-juve-e-pjanic-ora-si-cerca-lintesa-con-la-roma/

 

L’arrivo di Pjanic, centrocampista classe ’90 in forza alla Roma, alla corte di Allegri potrebbe essere il vero colpo di mercato di questa estate, con la Juve nei panni del Bayern Monaco, pronta a smantellare le rivali comprando i suoi elementi migliori.

Pjanic andrebbe ad aumentare ancor di più il livello qualitativo di un reparto cruciale come il centrocampo insieme ai vari Pogba, Marchisio, Khedira, Dani Alves e Alex Sandro, convertendo la linea mediana juventina, tra le più forti, se non la più forte ,d’Europa.

Il ruolo del genio bosniaco sarebbe quello di regista davanti alla difesa, raccoglierebbe in pratica l’eredità di Pirlo permettendo ad Allegri di utilizzare Marchisio nel ruolo che più gli è congeniale, quello di mezz’ala. Oppure il tecnico liveronese potrebbe mantenere il n.8 bianconero nella posizione di vertice basso e inserire Pjanic come mezz’ala , ruolo che ricopre con egual qualità.

L’essere intercambiabili dei due giocatori permette ad Allegri di adottare la soluzione migliore sia in base alle partite che nello svolgimento delle stesse.

 

Confronto Pjanic - Marchisio

Confronto Pjanic – Marchisio

 

Nel confronto tra il principino e il bosniaco notiamo come il primo sia migliore nei tackles vinti (86% contro 56% ), nel numero di palloni intercettati per match (2.83 contro 1.48) e nella percentuale di duelli vinti (40.91% contro 36.06%) evidenziando la differenza nell’interpretazione del ruolo, giocato con più fisicità e presenza fisica rispetto a Pjanic che, al contrario, lo gioca come faceva Pirlo, con alte dosi di classe, unite però ad una buona dinamicità.

I dati riferiti al numero di passaggi per match (63.09 contro 59.30), la percentuale di passaggi riusciti (85% contro 88%), il numero di key passes (2.06 contro 0.87) e il numero di occasioni create a gara (2.42 contro 0.96) confermano quanto appena detto su Pjanic e sulle sue qualità in fase di costruzione del gioco e nella fase conclusiva dell’azione.

 

Pjanic legge bene lo sviluppo dell'azione e riesce ad uscire dal pressing juventino con classe, riuscendo a dare il via all'azione della Roma.

Pjanic legge bene lo sviluppo dell’azione e riesce ad uscire dal pressing juventino con classe, riuscendo a dare il via all’azione della Roma.

 

Pjanic si abbassa e da il via all'azione della Roma saltando il pressing del Napoli.

Pjanic si abbassa e da il via all’azione della Roma saltando il pressing del Napoli.

 

Pjanic abbina alla qualità tecnica anche un’eccellente visione e capacità di lettura del gioco, qualità che gli consentono di gestire con maestria i tempi del gioco e il ritmo della squadra, aumentandolo o abbassandolo in base ai momenti della gara.

Con l’assenza di Pirlo nella Juve la qualità di queste giocate ha subito un calo, anche se bisogna dire che Marchisio, pur non essendo al livello del Maestro e interpretando il ruolo,come detto, in modo differente, ha svolto un’eccellente lavoro.

 

Il lancio alla Pirlo di Pjanic. Questa giocata è mancata alla Juve.

Il lancio alla Pirlo di Pjanic. Questa giocata è mancata alla Juve.

 

Eccellente visione di gioco di Pjanic che, pur pressato, riesce a vedere il compagno sul lato debole e a servirlo con un tocco che ne delinea la classe assoluta.

Eccellente visione di gioco di Pjanic che, pur pressato, riesce a vedere il compagno sul lato debole e a servirlo con un tocco che ne delinea la classe assoluta.

 

Il gol su punizione, altro elemento venuto meno dopo la partenza di Pirlo. Pjanic è in questo l'erede del n.21.

Il gol su punizione, altro elemento venuto meno dopo la partenza di Pirlo. Pjanic è, anche in questo, l’erede del n.21.

 

L’acquisto di Miralem Pjanic porta la Juventus ad un livello di competitività difficile da raggiungere per le avversarie e consolida ancor di più il dominio in Italia. Come il Bayern Monaco fa con il Borussia Dortmund, suo primo rivale, smantellandolo anno dopo anno, così sta cominciando a fare la Juve, comprando i migliori delle squadre che potenzialmente potrebbero disturbarla, assicurandosi un vantaggio quasi incolmabile sulla concorrenza.

Questo tipo di mercato ha però, oltre al consolidamento del dominio in Italia, l’obiettivo di cominciare a dominare anche a livello Europeo, alla pari di Real Madrid, Barcellona e Bayern, ponendosi costantemente nel gotha della Champions con l’obiettivo, ogni anno, di vincerla.

Nizzotti Roberto

 

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI E GIF:  https://www.youtube.com/watch?v=Y-KSVo1Bc8k ;  https://www.youtube.com/watch?v=dWBMkMynaqE