Juventus-Pescara: Breve analisi della gara.

Riparte il campionato dopo la sosta per le nazionali e la Juventus ricomincia da dove aveva interrotto, vincendo in casa per 3-0 contro un Pescara che, a differenza di molte altre squadre, ha cercato di giocare la partita con le armi a disposizione.

Allegri ha effettuato un ampio ricambio, soprattutto pensando alla prossima sfida di Champions contro il Sevilla di Sampaoli (3° nella Liga), decisiva per il passaggio del turno e per decidere chi tra le due squadre si qualificherà come vincente del girone H.

L’11 iniziale è stato il seguente:

Hernanes, ovviamente, non ha agito da trequartista come nella grafica, ma da pivote davanti alla difesa.

La partita ha visto una Juventus dominatrice del gioco (62% di possesso palla, tiri 14 (5 in porta) a 9 (3 in porta) con il Pescara che aspettava i bianconeri nella sua metà campo, mentre li andava a pressare sulla prima fase di costruzione del gioco quando l’azione iniziava da calcio da fermo.

 

statszone3

 

statszone5

L’azione dei bianconeri ha visto molto coinvolto Alex Sandro, a mio avviso con Rugani il migliore in campo. Il terzino brasiliano è stato autore di una grande prova, apportando il solito contributo in fase offensiva abbinato ad una solidità difensiva sempre importante. I 68 palloni ricevuti, il 96% di precisione nei passaggi, le 3 occasioni create, i 4 dribbling(3 riusciti), il 100% di tackles riusciti (4/4) e i 10 palloni recuperati sottolineano il determinante che è stato il #12 bianconero.

 

statszone2

 

statszone6

 

statszone

Come dicevamo anche Daniele Rugani, che sostituiva nella difesa a 3 Andrea Barzagli, ha giocato una grande gara, dimostrando di essere assolutamente un elemento da Juve, il futuro di questa società e il futuro della nazionale italiana, nonostante molti vedano solo in Romagnoli il talento difensivo del futuro.

Anche per #24 alcuni dati che ne certificano la grande prova: 90% di precisione nei passaggi, 77 ricevuti, 6 palloni recuperati, 3 anticipi, 100% di tackles riusciti (2/2) 100% di duelli aerei vinti (2/2) e mai un intervento fuori posto, scegliendo sempre la giusta intensità nei contrasti e il giusto tempo per poter rubare palla all’avversario senza commettere fallo, una pulizia del gioco da grande difensore.

statszone1

rugani

Il primo goal della Juve è nato dopo una lungo e paziente possesso palla, conseguenza della buona fase difensiva abruzzese che chiudeva bene gli spazi e metteva in difficoltà la Juve nel trovare i varchi giusti per sfondare. L’azione è iniziata dalla destra per poi proseguire sul lato sinistro e, infine, tornare sull’out iniziale dove Cuadrado, entrato al minuto 25 per Lichsteiner (gastroenterite )ha dialogato con Khedira consentendo al tedesco di entrare in area e ,dopo una scambio con Mandzukic, concludere a rete con un pregevole, per tempismo e tecnica, esterno destro.

Prima del vantaggio bianconero il Pescara si era reso pericoloso con un tiro di Caprari, prontamente e efficacemente contrastato da Rugani, involatosi verso la porta di Neto a sfruttare un lancio lungo a scavalcare la difesa bianconera, non attentissima nell’occasione.

Il vantaggio juventino non ha cambiato poi l’atteggiamento della squadra abruzzese che ha continuato a difendere nella propria metà campo cercando di essere veloce nelle transizioni positive, pressando la difesa bianconera quando costruiva da palla inattiva.

Nella ripresa la gara ha seguito gli stessi binari dei primi 45 minuti, con la Juventus a fare la gara e il Pescara ad aspettare. I bianconeri, quando la squadra di Massimo Oddo costruiva dalle retrovie da palla ferma, attuavano lo stesso pressing che subivano dagli avversari, andando a pressare con le due punte i centrali, mentre Cristante, il pivote pescarse, veniva preso da Khedira che saliva a disturbarne la ricezione della sfera. Da questo pressing è nata l’occasione per Higuain, abile ad approfittare di un retropassaggio errato e a tirare velocemente, colpendo il palo vicino all’incrocio alla sinistra di Bizzarri, battuto nell’occasione.

 

http://sport.sky.it/calcio/serie-a/highlights/ultima-giornata.html

http://sport.sky.it/calcio/serie-a/highlights/ultima-giornata.html

 

Piccolo focus sul #9 argentino. Partita dove non è riuscito a segnare ma dove il suo contributo alla manovra della squadra è stato importante, con un movimento costante sul fronte d’attacco e in ripiegamento difensivo a raddoppiare sugli esterni.

 

statszone4

El Pipita è stato autore di 7 tiri (4 fuori, 2 parati e 1 in porta), dei quali 6 all’interno dell’area di rigore, recuperando 2 palloni e effettuando 2 tackle (50% di successo), ricevendo 47 palloni e distribuendoli con una precisione dell’83%.

Il Pescara, come detto nell’articolo di preview, è una squadra che concede a livello difensivo, e questo suo difetto è stato evidenziato in occasione del secondo goal juventino che porta la firma di Mario Mandzukic dove la linea difensiva non è salita in sincrono, permettendo all’ariete croato di restare in gioco solo davanti a Bizzarri e di poter deviare in rete un colpo di testa di Khedira, anche lui lasciato colpevolmente solo in mezzo all’area di rigore.

39

http://sport.sky.it/calcio/serie-a/highlights/ultima-giornata.html

Anche nel terzo goal, segnato da un ottimo Hernanes ( 3 tiri tra cui il goal, 87% di precisione nei passaggi, 51 palloni ricevuti, 100% di passaggi riusciti nella 3/4 difensiva, 4 palloni recuperati, 100% di tackle riusciti e 2 anticipi) è frutto di una disattenzione difensiva, con troppo spazio lasciato al centrocampista brasiliano, libero di controllare la sfera, effettuare un dribbling e tirare dai 25 metri senza nessuna pressione.

4g

https://www.youtube.com/watch?v=V_akNdoFYRg

 

statszone1

Dopo il 3-0 la partita di fatto si è chiusa e ha dato agli annali l’esordio assoluto in serie A del primo ragazzo Under 2000, la punta bianconera Kean, che nei pochi minuti giocati ha comunque dimostrato personalità quando, sul finale, ha tentato un dribbling e puntato il difensore avversario per poi difendere la sfera all’altezza dell’angolo per far passare i minuti.

Una vittoria che permette alla Juventus di proseguire il suo cammino in testa alla Serie A (33 punti in 13 giornate) riuscendo anche a risparmiare parecchi “titolari” in vista dell’importante scontro di Champions che la vedrà impegnata martedì 22 al Sanchez Pizjuan contro il Sevilla.

Il Pescara invece incassa la sconfitta n. 8 su 13 gare, continuando ad occupare la 18a posizione, davanti di un punto al Palermo e di due punti al Crotone, entrambi con una gara in meno. E’ lodevole la proposta di gioco che Oddo vuole fare con la sua squadra, ma forse una rielaborazione della stessa, vista la situazione in classifica, potrebbe essere opportuna.

Nizzotti Roberto

 

 

 

 

 

 

 

 

JUVENTUS-PESCARA: Breve analisi sulla squadra guidata da Massimo Oddo.

35

Dopo la sosta delle nazionali torna il campionato con la 13a giornata di Serie A che vedrà la Juventus affrontare , in casa, il Pescara di Massimo Oddo, terzultimo in classifica con soli 7 punti, frutto di 1 vittoria, 4 pareggi e 7 sconfitte .

I goal segnati dagli abruzzesi sono stati 7 (0,6 a partita) mentre 22 sono quelli subiti (1,8 a partita), dati che denotano una certa vulnerabilità a livello difensivo. Nelle ultime 3 gare giocate il Pescara ha sempre perso, segnando 0 goal e subendone 5, con 9 occasione create di media a partita (11 la media stagionale) e con una precisione al tiro del 41% (14 tiri di media), attuando un’idea di gioco offensiva (il Pescara, nelle ultime 3 gare, ha giocato il 48% del tempo nella metà campo avversaria), con la squadra predisposta al controllo della palla (50% di possesso palla medio stagionale, 51% nelle ultime 3 gare) e dotata di buona tecnica (82% di media nella precisione nei passaggi, 80% nelle ultime 3 gare)

Questa proposta di gioco non sempre è supportata da un adeguato equilibrio tattico, il che la espone a transizioni positive avversarie che, con gli spazi a disposizione, si convertono molto spesso in goal.

Le distanze in campo non sono sempre ottimali e questo permette all’avversario di attaccare lo spazio e, se lo fa velocemente, di crearsi concrete occasioni da goal.

1

2

Restando all’idea calcistica del Pescara è da evidenziare come una squadra che pressa e chiude bene le linee di passaggio possa mettere in difficoltà gli abruzzesi nella prima fase della costruzione della manovra. Nell’ultima gara l’Empoli lo ha fatto molto bene intercettando, con questo atteggiamento, un pallone sulla ¾ e riuscendo a concretizzare in goal la riconquista della sfera.

5

Finora il Pescara non ha cambiato atteggiamento nelle 12 sfide giocate, anche se quella dello Stadium potrebbe portare Massimo Oddo ad impostare i 90 minuti sull’attesa dell’avversario e sulle ripartenze.

La Juventus dovrà stare molto attenta a non lasciare troppi spazi ai giocatori del Pescara, abili tecnicamente e negli scambi stretti, riducendo al minimo gli errori tecnici soprattutto a centrocampo per evitare di permettere facili transizioni positive .

4

La velocità di manovra della squadra di Allegri dovrà essere sostenuta per riuscire ad approfittare al massimo delle occasioni che la difesa pescarese concede per riuscire a portare a casa la vittoria in una gara che, nonostante tutto, visto anche il ritorno dalla sosta per le nazionali, è tutt’altro che facile.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE DATI: www.squawka.com (Dati Opta)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=esDD5TfO0Wo

 

JUVE vs NAPOLI 2-1: DECIDE HIGUAIN

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

 

Dopo aver perso contro Milan e Inter la Juve riesce a vincere il primo (vero) scontro diretto battendo il Napoli per 2-1, in una gara equilibrata sostanzialmente equilibrata (10 tiri totali a 12 dei quali in porta 3 per la Juve e 2 per il Napoli, possesso palla del 51% per i bianconeri, 4 angoli a 3 per il Napoli) tranne che per i tackle, 23 a 15 per il Napoli (Percentuale di riuscita: 1°T: 23% Juve e 53% Napoli / 2° T 33% Juve, 43% Napoli).

La partita è iniziata con grande ritmo, soprattutto a centrocampo, con la Juventus che , causa la pressione del Napoli, non riusciva a costruire trame di gioco, commettendo errori tecnici.

 

26

Errori della Juve nel primo tempo.

La soluzione individuata per ovviare a questa densità e aggressività a centrocampo sono stati i lanci lunghi dei bianconeri alla ricerca di Higuain e Mandzukic, volti a superare il centrocampo partenopeo.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Il Napoli si disponeva in attesa della Juve, concentrando gli uomini nella zona centrale per evitare che la sfera passasse per i piedi di Pjanic e Khedira, con Diawara a seguire il bosniaco disturbandolo nel momento della ricezione  della sfera.

In fase propositiva singolare come la squadra di Sarri sviluppasse il gioco maggiormente sulla destra, quando in tutte le gare giocate è sempre stata la corsia opposta ad essere sfruttata per la costruzione del gioco.

23

Quando la Juve riusciva a superare il primo pressing napoletano e, di conseguenza, a trovare gli uomini tra le linee, la manovra offensiva si sviluppava palla a terra portando preoccupazione per la difesa napoletana, sempre sulla sinistra dove Alex Sandro era presente sia in fase offensiva che in fase offensiva.

La partita dell’esterno brasiliano è stata di assoluto livello, come sempre, e queste sono state le statistiche che ne evidenziano l’assoluta importanza nello scacchiere bianconero: Precisione nei passaggi del 72% (13 su 14 in fase difensiva), 57 palloni ricevuti, 1 occasione creata, 6 cross, 2 dribbling riusciti su 3 tentati e 5 palloni recuperati

Immagine che ci dice dell'influenza di Alex Sandro nel match.

Immagine che ci dice dell’influenza di Alex Sandro nel match.

L’atteggiamento della Juve, con il passare dei minuti, si è fatto più propositivo, con i bianconeri che andavano a pressare alto il Napoli non permettendogli di costruire da dietro, cercando di recuperare la sfera il più avanti possibile.

Le due punte Mandzukic e Higuain andavano a pressare i due centrali che si allargavano, Hernanes seguiva Hamsik e Pjanic seguiva Diawara .

24

La controindicazione del pressare alto era data dal fatto che, se il Napoli riusciva a superare il primo pressing, poteva poi dar vita a ripartenze pericolose con la difesa bianconera scoperta.

Al 38′ del primo tempo Chiellini è stato costretto ad uscire per infortunio , con Allegri che invece di inserire Benatia passa alla difesa a 4 e inserisce in campo Cuadrado, spostando Pjanic in posizione di trequartista.

L’impatto del colombiano è stato importante, con l’89% di precisione nei passaggi, 36 passaggi ricevuti,3 occasioni create, 3 dribbling riusciti su 5 tentativi e 2 palloni recuperati nei 55’giocati.

Dopo un primo tempo equilibrato la Ripresa che ha visto la Juve cominciare schiacciando il Napoli nella sua metà campo, pressing che ha avuto l’epilogo nel goal di Bonucci, bravo a farsi trovare al centro dell’area sul liscio di Ghoulam e bravissimo nel calciare al volo di sinistro sotto la traversa (i trascorsi da centrocampista si vedono anche in queste occasioni, non solo quando imposta).

1g

Subito il goal il Napoli ha reagito subito , in particolare con una ripartenza che si è sviluppata sulla sinistra, con Insigne a portare palla fino al limite dell’area per poi crossare al centro dove solo un tempestivo intervento di Barzagli ha evitato il goal di Mertens.

Dalla stessa dinamica (cross di insigne sul secondo palo) è arrivato il pareggio di Callejon che, come di consueto, ha attaccato il secondo palo, approfittando dell’incomprensione tra Lichsteiner, che lo teneva in gioco, e Alex Sandro che doveva marcarlo.

 

2g

Le squadre lunghe hanno permesso il crescere del numero di occasioni con le punte lanciate a rete a causa delle difese alte e non adeguatamente coperte e linee di passaggio non più schermate che hanno permesso molte verticalizzazioni, sia della Juve che del Napoli.

25

Proprio da una di queste è nato il goal di Higuain, con Hernanes che, dagli sviluppi di una rimessa laterale, è stato abile a trovare El Pipita tra le linee. Il #9 bianconero, grande ex del match, ha cercato prima Khedira in area premiando l’inserimento del tedesco con un cross dolce e poi, sul susseguente rimpallo, ha attaccato la seconda palla calciando di contro balzo con il sinistro, trafiggendo un immobile e impotente Reina.

3g

Due minuti prima del 2-1 di Higuain Massimiliano Allegri aveva tolto Pjanic, ancora alla ricerca di continuità , per inserire Claudio Marchisio.

Il n.8 ( 87% di precisione nei passaggi, 13 su 15) ha dato, nei 20 minuti in cui ha giocato, equilibrio al centrocampo e alla squadra di conseguenza, evitando che si sfilasse e consentendo a Khedira di inserirsi con più libertà, come avvenuto nell’azione del goal.

Il goal dell’ex ha spento la verve del Napoli che non è più riuscito a rendersi pericoloso se non tramite un calcio di punizione con un colpo di testa deviato e finito di poco sopra la traversa.

La Juve ha vinto una gara che, come ha detto Allegri, non era decisiva, visto che siamo solo alla 10 giornata su 38 totali, ma che era comunque importante vincere per tenere a distanza (7 punti) una diretta concorrente come il Napoli.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stas Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=E90WXMM9ohc

La Juve si rialza: 4-1 alla Sampdoria.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

Come sempre accade, dopo la caduta c’è l’immediata risalita, e anche in questa occasione la Juventus non si smentisce, risollevandosi dalla sconfitta contro il Milan con una vittoria per 4-1, allo Juventus Stadium, contro la Sampdoria.

3-5-2 lo schieramento iniziale della Juventus, con Dani Alves come centrale di destra, Cuadrado come esterno dx di centrocampo al quale è contrapposto un più conservativo Evra sulla sx.

Marchisio in cabina di regia, con Pjanic sul centro sinistra e Khedira sul centro destra, Mandzukic e Higuain a formare la coppia d’attacco, con il #17 ad agire su tutto il fronte d’attacco, mentre el Pipa a presidiare l’area di rigore.

Subito vantaggio Juve con Dani Alves che serve Cuadrado sull’esterno. Il colombiano saltà il diretto avversario verso il fondo e crossa sul primo palo dove Mandzukic è bravo ad attaccare il primo palo (fase difensiva della Samp a dir poco passiva) e a deviare in rete con un forte colpo di testa.

10g

L’asse  Dani Alves Cuadrado ( 26 passaggi da Alves a Cuadrado e 13 da Cuadrado a Alves per un totale di 39) è sempre pericolosa, la stessa che ha propiziato il goal vittoria a Lione nell’ultima gara di Champions.

3

schema che evidenzia l’impatto sulla gara degli interpreti. Più grande è il nome maggiore è stata la sua incidenza sul match.

123

 

124

 

Il terzino brasiliano ha giocato un buonissimo primo tempo, con l’87% di precisione nei passaggi, ricevendone 81 cercando spesso il cambio campo ( 3 tentativi e 100% di precisione) e recuperando 9 palloni.
4

 

Nei primi minuti della gara si è potuto notare come i movimenti di Higuain e Mandzukic fossero nettamente migliorati, segno che l’intesa tra i due bomber sta crescendo, e che insieme possono giocare, essendo entrambi di movimento, elemento tattico che gli consente di giocare in zone differenti senza pestarsi i piedi.

 

Heatmap di Higuain.

Heatmap di Higuain.

Heatmap di M,andzukic

Heatmap di M,andzukic

Il raddoppio della Juve è arrivato da una situazione da calcio da fermo (corner) dove Chiellini arriva di prepotenza (e libero) a colpire di testa al centro dell’area, sovrastando nettamente Sala.

I primi 10 minuti della gara hanno visto una Juventus dominante a livello tattico e fisico, che schiacciava la Sampdoria nella sua metà campo, aggredendo l’avversario quando entrava in possesso palla senza consentire la costruzione dell’azione da parte della squadra di Giampaolo.

Precisione nei passaggi dell’83% contro il 64% doriano, 3 tiri a 0, 2 occasioni create a 0, 8 cross 0, 100% di tackles contro il 25%, 100% di duelli aerei a 0, sono questi i numeri che certificano la superiorità bianconera sulla squadra di Giampaolo (dati squawka)

La Sampdoria, dopo il rapido doppio vantaggio iniziale, ha cercato di reagire alzando il ritmo e il pressing quando la Juve impostava, disturbando la costruzione del gioco e cercando di costringere i difensori bianconeri a giocare con i lanci lunghi.

Per ovviare a questo pressing Pjanic, che quando era la Samp ad impostare si allargava sulla sx, con Marchisio a pressare Cigarini, si abbassava per dare sostegno a Marchisio, marcato da Alvarez. A seguirlo, in questo movimento, c’era Barreto che però non lo marca stretto, concedendogli lo spazio necessario per controllare e gestire la palla.

8

Nota di lode per Mandzukic che ha giocato una partita sontuosa al di la del goal che ha aperto le marcature, con il suo movimento continuo sul fronte d’attacco ad aprire gli spazi per l’inserimento dei compagni e il suo apporto in fase difensiva a raddoppiare, importante per il recupero della sfera.

Le statistiche poi parlano chiaro. Il #17 bianconero ha avuto una precisione nei passaggi del 75% (21 su 28), una precisione al tiro del 100% (1 tiro, 1 in porta, 1 goal), ha ricevuto 30 palloni, dato che certifica come il suo movimento lo rendesse un’opzione di scarico per i compagni che lo cercavano, e trovavano, spesso e ha recuperato 3 palloni, tutti nella metà campo difensiva.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

117

Immagine dove sono evidenziati i tre palloni recuperati e le zone del campo dove la giocata è avvenuta.

Verso il finale del primo tempo la Sampdoria ha alzato il baricentro e il ritmo che, complice un calo di tensione e d’intensità nel gioco bianconero, le ha permesso di farsi vedere con più frequenza nei pressi dell’area di rigore, sfiorando anche il goal del 2-1.

Nella ripresa Juve in controllo della gara con ritmi decisamente più compassati, atteggiamento pagato caro quando Chiellini cerca, sbagliando, un cambio gioco intercettato da Praet che poi ha servito Schick, bravo a tirare di prima dall’altezza del dischetto del rigore, segnando il goal del 2-1.

 

7g

 

Giampaolo, vedendo una Juve in difficoltà , ha deciso al 65′ di far entrare Quagliarella e Muriel  per Budimir e Schick per cercare di essere più pericoloso in fase d’attacco e cercare un pareggio che, visto com’era iniziata la gara, sembrava utopico.

Ma la Juventus, subito il goal, ha ricominciato a giocare, aumentando il ritmo, tornando a manovrare con più fluidità, sempre con la fascia destra decisiva nello sviluppo dell’azione offensiva. Di fatto, 10 minuti dopo il goal doriano è arrivato il 3-1 di Pjanic, nato proprio da una giocata sull’asse Cuadrado-Khedira, con il colombiano abile a servire il #6 tedesco che si era inserito nello spazio . Il seguente cross basso, dopo un paio di rimpalli, è arrivato al bosniaco, bravo a trafiggere Puggioni sul primo palo.

8g

Al 25′ Allegri toglie Marchisio per inserire Lemina. Il #8 bianconero, al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per 6 mesi, ha disputato una buona gara, dando equilibrio al centrocampo, aiutato sicuramente dalla gara che era tutt’altro che proibitiva, adatta proprio perché potesse cominciare a recuperare il ritmo partita.

Precisione nei passaggi dell’89% (40 su 45), passaggi ricevuti 41 e 9 palloni recuperati sono statistiche che esprimono bene l’impatto del rientro di Marchisio nel centrocampo juventino.

 

121

 

120

 

122

 

Dopo il goal di Pjanic la gara si è poi avviata al termine registrando solo il goal del 4-1 bianconero, siglato ancora da Giorgio Chiellini (prima doppietta in bianconero dal 2008, quando la vittima fu la Lazio) arrivato sugli sviluppi di una punizione calciata molto bene da Cuadrado.

9g

 

La Juve è tornata a vincere dando, come sempre le capita dopo un incidente di percorso, dimostrazione di forza, ribadendo ai più dubbiosi perchè è e rimane la favorita del campionato, che solo lei può decidere di perdere.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stats Zone

DATI: Opta

VIDEO : https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

 

Breve analisi sulla Sampdoria.

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

Questo mercoledì andrà in scena la 10 giornata, turno infrasettimanale, che permetterà alla Juventus di rifarsi prontamente della caduta rimediata a S.Siro contro il Milan sabato scorso.

L’avversario di turno che farà visita ai Campioni d’Italia sarà la Sampdoria di Giampaolo, reduce dalla vittoria ottenuta nel derby contro il Genoa.

Nelle prime 9 giornate i blucerchiati hanno ottenuto 11 punti, risultato di 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, ottenute consecutivamente dalla 2a alla 5a giornata. Sono in serie positiva da 3 giornate (2 nulle e 1 vittoria)

La Sampdoria è una squadra che non segna molto (solo 10 goal , media di 1.1 a match e percentuale di precisione al tiro del 47%) e che non concede molto ( 12 goal subiti, 1.3 per partita) pur mantenendo la porta inviolata solo alla prima giornata (vittoria a Empoli per 1-0).

Dei 10 goal messi a segno 3 sono stati segnati da Luis Muriel (57% di precisione al tiro), il cannoniere della squadra e miglior uomo assist con 8 key pass e 1 assist vincente.

 

102

 

Pur non segnando molto la squadra di Giampaolo ha creato, in questo inizio di stagione, 103 occasioni da rete, media di 11.4 a gara, un dato che fa capire come in fase offensiva la squadra produca gioco.

La Sampdoria è anche una squadra dotata di buon palleggio (80% di precisione nei passaggi in media, 81% nelle ultime tre gare) e gioca con aggressività, come dimostra il dato dei contrasti vinti (48%, aumentato al 51% nelle ultime 3 gare).

Lo schema tattico usato da Giampaolo è sempre stato il 4–3-1-2 (rombo) che ha visto la Sampdoria schierarsi con questo 11 nell’ultima gara di campionato:

 

103

 

La fase difensiva della Samp, come detto, non è delle peggiori, ma concede comunque in media un goal a gara, segno che durante i 90 minuti va incontro a momenti di confusione e deconcentrazione, come si può vedere dal frame seguente preso dal derby.

 

104

 

In fase offensiva l’azione viene sviluppata sulle fasce, con una leggere preferenza verso l’out di destra dove agisce spesso Muriel ( Nelle ultime 3 gare media del 24% di gioco sulla destra rispetto al 22% sulla sinistra)

 

107

 

106

 

Oltre a Muriel, di gran lunga la stella della squadra, la Juventus dovrà stare molto attenta agli inserimenti sia di Edgar Barreto che di Fernandes, entrambi dotati di buoni tempi di inserimento e di un pericoloso tiro da fuori, oltre alle spinte di Sala e Regini, che si propongono con continuità, portando cross pericolosi al centro dell’area.

 

 

Di seguito le headmaps di Regini e Sala contro Palermo, Pescara e Genoa.

108

 

109

 

110

 

Nonostante la Sampdoria abbia tenuto una media di possesso palla del 51%, è molto probabile che affronterà la gara chiudendosi in difesa, cercando di togliere spazi alla Juventus, situazione che i bianconeri soffrono, ancor di più ora che mancherà Dybala, l’uomo che scendeva a giocare tra le linee.

Per la Juve sarà necessaria molta pazienza, ordine tattico e precisione tecnica, oltre ad una velocità di manovra superiore a quella vista di recente, elemento fondamentale perchè si possa riuscire a perforare difese così compatte.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=q8nsCDLgc2Q

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=YKfgf9Y-GKU

 

 

Locatelli fa le cose perbene: Juve sconfitta dal Milan 1-0

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

Milano non è città gradita alla Juventus quest’anno, e fortunatamente per i bianconeri non dovranno più giocarci, quantomeno in campionato.

Seconda sconfitta stagionale quella subita ieri sera per mano del Milan di Montella, che si aggiunge a quella contro l’Inter di De Boer, ma che si differenzia nettamente da quella subita contro i nero azzurri per quanto visto in campo.

La gara di ieri è stata dominata dalla Juventus che ha avuto il controllo della gara (57% di possesso palla, 84%, 22 tiri vs 8, 18 occasioni create vs 4, 30 cross vs 17, 21 palloni intercettati vs 11) sin dalle prime battute ma che ha trovato non poche difficoltà in fase conclusiva, o faticando a perforare la fase difensiva del Milan che lo vedeva compatto e chiuso nella sua metà campo in attesa dei bianconeri, o sprecando le occasioni da goal ( solo il 17% di precisione al tiro ).

In fase di costruzione la Juve vedeva Pjanic (#5) scendere a dare aiuto a Hernanes, seguito da Bonaventura, così da poter dare l’opzione in più di scarico e permettere alla manovra di saltare il primo pressing che, oltre al 5# rossonero su Hernanes, vedeva Niang e Suso esterni a comprire su Barzagli e Benatia e Bacca centrale su Bonucci.

7

L’azione poi si sviluppava quasi esclusivamente sulla destra, con Dani Alves più coinvolto in fase di costruzione rispetto ad Alex Sandro, ma che ha differenza del compagno di squadra non dava quell’equilibrio difensivo necessario a contenere le ripartenze rossonere nella sua zona.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Infatti Barzagli, in più di un’occasione, si è trovato ad affrontare Niang che, ad inizio gara, è stato sicuramente il migliore del Milan, creando spesso preoccupazione alla difesa bianconera con le sue discese e le sue finte.

Zone d'azione di Niang.

Zone d’azione di Niang.

La partita vedeva il dominio della Juve, che controllava il gioco con buona tecnica(84% di precisione nei passaggi vs 71 del Milan ), ma, a mio avviso,con una velocità di manovra e nelle scelte che era troppo lenta, a parte alcuni frangenti dove, appunto, accelerando il giro palla, era riuscita a perforare la fase difensiva rosso nera (le linee di passaggio non erano sempre chiuse in modo adeguato) creando i presupposti per il goal, poi vanificati da errori in fase conclusiva.

Per cercare di condurre il Milan all’errore in fase di impostazione la Juventus alternava il pressing al portatore palla, intensificato quando questa arrivava a Locatelli, che veniva preso in consegna da Pjanic o Khedira, oppure restava compatta con Dybala (poi sostituito da Cuadrado) e Higuain vicini in posizione centrale a bloccare le linee di passaggio, appunto, centrali, costringendo i rosso neri a giocare sugli esterni o a lanciare lungo, cercando di superare il centrocampo bianconero innescando sulla corsa Niang o Bacca.

Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-0 per semplice volere del pessimo arbitro Rizzoli (gestione ridicola della gara culminata con il momento di protagonismo che lo ha portato ad annullare il goal, assolutamente regolare, siglato da Pjanic per fuorigioco inesistente di Bonucci) la ripresa ha visto il copione ripetersi, con la Juve a fare la gara e il Milan ad attendere, con gli spazi che, con il passare del tempo, aumentavano in maniera inversamente proporzionale alle forze in campo.

La ricerca del goal da parte della Juve (22 tiri totale a 8, 14 a 4 nella ripresa) la portava a sbilanciarsi e, proprio di questo aspetto si è approfittato il Milan che, con una delle sue ripartenze, e a causa del lento rientro del centrocampo bianconero, ha trovato Locatelli solo all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, libero di controllare e calciare un missile all’incrocio dei pali , imparabile per Buffon, che è poi valso i 3 punti finali.

La Juve nel finale schiaccia il Milan nella sua metà campo ( 6 dei 9 calci d’angolo sono stati calciati dopo lo svantaggio) senza però riuscire a creare veri pericoli a Donnarumma fino al 95′ dove il giovane portiere milanista, con un intervento miracoloso, è riuscito a togliere dall’incrocio un missile di Khedira.

Alla fine arriva quindi la seconda sconfitta in campionato per la squadra di Massimiliano Allegri, che resta al comando ora con 2 punti sul Milan di Vincenzo Montella, vera e propria sorpresa di questo inizio di stagione, e in attesa di vedere cosa faranno Roma e Napoli.

La Juventus ha messo in evidenza le difficoltà che, come già si sapeva, ha nell’affrontare le squadre che si chiudono, la quasi totalità di quelle che l’affrontano.

Per riuscire a scardinare questi sistemi difensivi Higuain e compagni dovranno giocare partite tecnicamente perfette, muoversi di più in campo e , di conseguenza, dare più velocità alla palla così da poter muovere le difese avversarie e sorprenderle negli spazi tra le linee o attaccandone il lato debole. Infatti, in Europa, a parte la gara con il Sevilla dove gli spagnoli hanno giocato per non giocare, la Juve ha dato dimostrazione di buon gioco, anche grazie all’atteggiamento degli avversari, tutt’altro che rinunciatario.

Se non ci saranno miglioramenti in questo senso e non ci sarà più concretezza in zona goal, sarà sempre più difficile per la Juve riuscire a vincere questo tipo di partite con tranquillità e dare conferma della netta superiorità che ha nei confronti degli avversari.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com/app squawka

DATI: Opta

IMMAGINI: /www.squawka.com / proprie.

 

 

 

MILAN – JUVENTUS : Breve analisi sui rossoneri.

 

http://www.calcioweb.eu/2016/05/milan-juventus-0-1-dts-le-pagelle-di-calcioweb/330261/

http://www.calcioweb.eu/2016/05/milan-juventus-0-1-dts-le-pagelle-di-calcioweb/330261/

 

La prossima avversaria che la Juventus dovrà affrontare in serie A per la 9 giornata sarà il sorprendente Milan di Vincenzo Montella, secondo in classifica, al pari della Roma, con 16 punti, a 5 lunghezze dai bianconeri primi con 21.

I 16 punti conquistati dai rossoneri sono frutto di 5 vittorie, 1 pareggio e due sconfitte, con 15 gol fatti (1.8 a gara) e 11 subiti (1.3 a gara).

Dei 15 goal fatti 5 provengono da calci piazzati (33%), suddivisi in 3 rigori e 2 calci d’angolo.

Il Milan viene da 5 risultati utili consecutivi (4 vittorie e un pareggio, in trasferta, contro la Fiorentina) dove, nelle prime tre gare della serie utile (fino a quella vinta con il Sassuolo a S.Siro per 4-3) aveva mantenuto la porta inviolata (0-1 contro la Sampdoria, 2-0 contro la Lazio e, appunto, 0-0 contro i viola).

Il gioco del Milan è basato sull’attesa dell’avversario per poi colpirlo con transizioni positive rapide, un’attesa però non statica ma attiva, volta alla chiusura degli spazi e al pressing appena il portatore palla supera la metà campo. Probabile che contro la Juve attuerà lo stesso sistema di gioco, sperando di portare i bianconeri a commettere errori tecnici in fase di impostazione per poi colpirli in contropiede con il trio d’attacco.

La qualità tecnica del Milan è buona, come ci fa capire il dato sulla precisione nei passaggi che, in media, si aggira sull’82% (83% la media delle ultime 3 gare giocate a S.Siro)

Di seguito alcuni frame tratti da Fiorentina-Milan e da Chievo Vr-Milan dove sono evidenziati i movimenti dei tre attaccanti.

2

 

77

Come evidente nel secondo frame, Kucka avrà probabilmente il compito di andare al disturbo sul regista della Juve (In questo caso Hernanes potrebbe avere difficoltà a gestire la pressione del centrocampista slovacco) per recuperare palla e puntare la porta cercando di sfruttare il movimento ad allargare degli esterni d’attacco, nel caso specifico Niang e Suso.

L’azione d’attacco il Milan la sviluppa con leggera prevalenza sull’out sinistro, dove giocano Niang e De Sciglio ( 21% vs Udinese; 23% vs Lazio; 26% vs Sassuolo).

Restando sulla fase offensiva il Milan ha creato in stagione 77 palle goal (8 assist e 69 key pass), una media di 9.6 a match, dato leggermente migliorato se si considerano gli ultimi 3 match casalinghi (10.3 occasioni di media).

Per  quanto concerne l’aspetto difensivo la squadra di Montella non sempre risulta compatta, permettendo agli avversari di usufruire di spazi tra le linee, com’è capitato contro la Fiorentina.

Il rientro non sempre è tempestivo e questo fa si che la squadra risulti lunga in certi frangenti della gara. Se la Juventus giocherà al livello tecnico che le compete e con una velocità di manovra adeguata, potrà approfittare di queste lacune nella fase difensiva del Milan per poter colpire.

1

 

6

 

3

 

Tra gli uomini di spicco del Milan sicuramente bisogna citare Donnarumma, senza discussioni la stella della squadra, Niang, Bacca, Suso e Bonaventura.

Su Gianluigi Donnarumma c’è poco da dire: 8 gare e 3 clean sheets, media di 1.38 goal concessi a gara e di 2,75 salvataggi, sempre per gara. Inoltre, oltre ad essere un’assoluta certezza tra i pali è anche abile con i piedi con un 67% di precisione nella distribuzione della palla.

M’Baye Niang è, per questa squadra, un giocatore importante, decisivo nella fase d’attacco nonostante i soli 3 goal in 8 gare (0.37 a gara). E’ secondo solo a Suso e Bonaventura per numero di occasioni create (10), ha una precisione al tiro del 42% e una precisione nei passaggi del 77%. Al di la dei numeri è il suo movimento sull’esterno unito alla sua velocità e capacità nel dribbling a farne un fattore importante per la squadra di Montella.

Carlos Bacca è il capocannoniere della squadra con i 6 goal segnati in 8 gare , un 69% di efficacia al tiro e un 72% di precisione nei passaggi. Un attaccante d’area di rigore ma che fa anche del movimento che porta alla creazione di spazi che, come prima accennato, possono essere sfruttati dai centrocampisti o ali.

Suso è la sorpresa della stagione visto che sta confermando quanto di buono fatto vedere a Genova, sponda rossoblu, sotto la saggia guida di Mister Gasperini.

Fino ad ora l’ex Liverpool ha giocato tutte e 8 le gare segnando solo 1 goal ma primeggiando nella classifica delle occasioni create (12 – 10 key pass e 2 assist). Precisione nei passaggi dell’82% e nel tiro del 50% ne fanno intuire le qualità tecniche, fondamentali nell’economia offensiva del Milan attuale. La sua capacità di giocare nell’half space tra terzino e centrale, unita alla rapidità di esecuzione, ne fanno un pericolo costante per le difese avversari, Juventus compresa.

2

La posizione di Suso, half space tra terzino e centrale di sinistra.

Infine Giacomo Bonaventura, che da partente nel mercato estivo si sta ritagliando un ruolo da protagonista nel centrocampo del Milan.

Leader nelle occasioni create (13), con una media di precisione nei passaggi dell’87% (93% nelle ultime 3 gare), il #5 rossonero è il centrocampista di qualità che ha il ruolo di connettere la mediana con la linea d’attacco, abile sia nel contenere ma, soprattutto, nel proporre.

Gioca prevalentemente come interno di centrocampo sul centro destra, agendo in collaborazione con Abate e Suso che agiscono nella zona, proponendosi però anche centralmente, come si può osservare nell’immagine soprastante.

La Juventus avrà una gara difficile da affrontare che, ancor più rispetto al solito, dovrà interpretare al meglio giocando al massimo delle potenzialità e limitando al minimo gli errori in fase di costruzione per evitare che il Milan le possa fare uno sgambetto, avendone le possibilità in questo specifico momento della stagione.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE: www.squawka.com

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=wjAiNJaDuGo; https://www.youtube.com/watch?v=v8PHpUKIxHE

 

 

BUFFON AL CUADRADO: La Juve vince a Lione.

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/lione-juventus-diretta-1.2603956

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/lione-juventus-diretta-1.2603956

In una partita tutt’altro che semplice, complicatasi dopo esser rimasti in 10 per quasi tutta la ripresa, che ha visto la Juventus uscirne vittoriosa con il grandissimo goal di Juan Cuadrado e con i due miracoli (oltre al rigore parato) di un immenso e leggendario Gianluigi Buffon, ottenendo quei 3 punti che ora, insieme alla vittoria del Sevilla contro la Dinamo Zagabria, permettono alla Juve di avere più di un piede negli ottavi di Champions.

La gara ha visto le due squadre affrontarsi con la stessa disposizione (3-5-2) e, nei primi 15 minuti, ha visto un dominio bianconero sul Lione (5 tiri a 0 / 3 occasioni create a 0/ 67% di duelli vinti), dominio però sterile che non ha portato a veri e propri pericolo, conseguenza dei molti errori nella fase conclusiva dell’azione.

Il Lione manteneva inizialmente un atteggiamento conservativo, restando con tutti i sui effettivi nella propria metà campo, restando molto compatto con la conseguenza chiusura degli spazi e delle linee di passaggio, tattica avvantaggiata da un giro palla bianconero non adeguatamente veloce da poter muovere e colpire la fase difensiva francese.

1

L’Olympique Lyonnais ha messo fuori la testa nella parte centrale del match ( 3 tiri a 1/ 83% di duelli aerei vinti / 6 palloni intercettati) con una percentuale di gioco nella metà campo bianconera passato dal 37% dei primi 15′ al 45% del quarto d’ora centrale.

La pericolosità del Lione si verificava in particolare sull’out di destra della Juve, con Dani Alves che era più propenso ad attaccare che a difendere, situazione che lasciava la fascia scoperta per gli attacchi di Morel e Fekir, che si muoveva su tutto il fronte della 3/4.

L’apice della superiorità francese sulla Juve è stato il rigore guadagnato da Diakhaby, con un ingenuo Bonucci a trascinarlo a terra in area proprio davanti agli occhi dell’arbitro. Ci ha pensato poi un leggendario Buffon ( e Lacazette che non ha certo tirato il rigore della vita) a mantenere in equilibrio il risultato.

 

1g

 

2g

 

Nella parte conclusiva della prima parte la Juve è tornata ad aumentare la pressione (4 tiri a 2 / 2 occasioni a 2 / 50% dei tackles vinti vs 25% del Lione), con un giro palla che però non aumentava ne in velocità ne in qualità, permettendo alla squadra di Genesio di riorganizzarsi e, sostanzialmente, non correre pericoli.

La causa della prevedibilità della manovra e della poca rapidità nel muovere il pallone da parte dei bianconeri è sicuramente conseguenza del fatto che Miralem Pjanic,il centrocampista di classe, era avulso dal gioco (81 % precisione nei passaggi / 1 occasione create / 0 tiri), messo in difficoltà dalla fase difensiva del Lione e non in grado di trovare la posizione ideale per ricevere il pallone e portare lo sviluppo dell’azione.

Mappa dei passaggi di Pjanic durante il primo tempo (79% di precisione).

Mappa dei passaggi di Pjanic durante il primo tempo (79% di precisione).

Nella ripresa è sempre la Juve ad iniziare forte, ma questo la porta a disequilibrarsi troppo spesso, dando il fianco alle ripartenze del Lione, pericoloso con Fekir, annullato da Buffon (miracolo n.2)

3g

 

In una di queste transizioni offensiva Lemina, costretto a far fallo su Fekir che si stava involando, ha ricevuto il secondo giallo e la conseguente espulsione che ha costretto la Juventus a giocare in 10 per quasi tutto il secondo tempo.

Con un uomo in meno Allegri ha disposto la squadra con un 4-3-2, con Evra spostato nel ruolo di terzino, Alex Sandro a giocare da interno di centrocampo e Pjanic a giocare nella posizione di pivote che occupava il #18 francese.

3

 

La situazione per il bosniaco è migliorata paradossalmente con l’espulsione di Lemina che lo ha portato a giocare da Pivote. In quella posizione il suo rendimento si è capovolto (100% di precisione nei passaggi / 2 occasioni create / 1 tiro), risultando sempre nel vivo del gioco, dando qualità nei tocchi, un giro palla migliore e effettuando lanci precisi per i compagni che attaccavano lo spazio alle spalle dei difensori del Lione.

Prestazione di Pjanic dopo l'espulsione di Lemina.

Prestazione di Pjanic dopo l’espulsione di Lemina.

Con la superiorità numerica il Lione pressava,con la Juve che difendeva le vie centrali lasciando intenzionalmente le corsie ai francesi, creando densità in mezzo al campo.

Il cambio decisivo di Allegri è stato l’inserimento di Cuadrado, autore del goal partita, al posto di uno spento Dybala (0 tiri, 1 occasione create e 0 dribbling) , che cercava di fare il suo solito gioco, abbassandosi per ricevere palla sul centro sinistra e portare l’azione d’attacco, ma lui come Pjanic hanno trovato difficoltà a causa dell’ottima fase difensiva del Lione.

Prima della rete di Cuadrado la squadra di Genesio è andata vicina al vantaggio con un colpo di testa di Tolisso, perso, sugli sviluppi di un calcio di punizione, sia da Dani Alves che da Alex Sandro, con Buffon autore del terzo miracolo della serata.

 

4g

 

L’azione del goal è nata da una giocata di Gonzalo Higuain che, ricevuta palla da una rimessa laterale sul lato sinistro, ha girato di prima servendo Dani Alves sul lato destro (lato debole del Lione). Il #5 bosniaco ha poi condotto l’azione aprendo per Cuadrado, largo sulla destra, che ha puntato il suo avversario e, dopo un paio di finte, lo ha saltato verso il fondo. Dopo un breve sguardo al centro e non avendo visto nessuno, ha deciso di tirare, trovando un golazo che ha sorpreso Lopes, ingannato dallo sguardo di Cuadrado, che aveva fatto mezzo passo verso il centro dell’area scoprendo il palo.

Di seguito l’azione del goal

La splendida apertura di Higuain che permette a Dani Alves di attaccare il lato debole del Lione, completamente sbilanciato verso la zona della palla.

La splendida apertura di Higuain che permette a Dani Alves di attaccare il lato debole del Lione, completamente sbilanciato verso la zona della palla.

L'azione dello splendido goal di Cuadrado.

L’azione dello splendido goal di Cuadrado..

Il finale di gara è stata una gestione matura da parte della Juve, perfetta nel contenere un Lione comunque stanco per gli sforzi fatti, che non è riuscito più ad impensierire Buffon.

Una vittoria fondamentale per i Campioni d’Italia che gli permette di avere un piede e mezzo agli ottavi (2 delle prossime 3 gare saranno allo stadium, contro lo stesso OL e contro la Dinamo Zagabria), ma che lascia comunque la sensazione che la Juventus non sia ancora al meglio della condizione, il che non è una buona notizia per gli avversari, sia in Italia che in Europa.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=8Nx6vdxQsPQ

 

 

 

 

 

La Juve vince soffrendo contro una buona Udinese

 

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-udinese-2-1_sto5913762/story.shtml

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-udinese-2-1_sto5913762/story.shtml

 

Vittoria sofferta e meritata quella ottenuta dalla Juventus contro l’Udinese, una vittoria importante visto che era la prima gara dopo la sosta delle nazionali, aspetto che aumenta le difficoltà che si vanno ad incontrare.

Una Juventus che ha iniziato la gara bene, riuscendo, dopo 1 minuto, a creare la prima occasione da goal con Dybala (5 tiri totali, 3 in porta tra i quali i 2 goal).

 

Statszone

L’argentino è stato il migliore in campo, sempre presente nel gioco, con il suo classico movimento a scendere per ricevere palla e, con i suoi dribbling (100%) e le qualità nei passaggi (88% di precisione, 28/32) oltre al suo contributo in fase di non possesso con i 6 palloni recuperati.

Il #21 è stato quindi determinante per avere la meglio di un Udinese che, al contrario delle aspettative, non ha solo cercato di difendersi con ordine (riuscendoci molto bene) ma ha anche cercato di mettere in difficoltà la Juventus , andandola a disturbare in fase di costruzione del gioco, atteggiamento che a portato al goal del vantaggio di Jankto, nato da una palla persa da Hernanes e da una pressione portata dall’Udinese in maniera ottimale.

 

 

Cattura

 

Questo atteggiamento dei friulani è stato sicuramente avvantaggiato da quello della Juve che, esclusi i primi 10 minuti, ha poi tenuto un ritmo partita troppo basso, concedendo la gestione della sfera all’Udinese e riuscendo poche volte ad affacciarsi nei pressi dell’area di rigore avversaria, complice anche un giro palla troppo lento che consentiva ai friulani di organizzarsi per tempo e non concedere spazi occuoando ottimaente il campo in ampiezzae chiudendo molto bene le linee di passaggio.

Quando i Campioni d’Italia, subito lo svantaggio, hanno cercato di cambiare faccia al match aumentando la velocità delle giocate (prima del vantaggio Udinese 5 tiri e solo 1 in porta. Dopo lo svantaggio, fino al 45′, 5 tiri, 1 goal e 3 in porta.) si sono guadagnati, con Mario Lemina, la punizione dal limite dell’area poi trasformata magistralmente in goal da Paulo Dybala.

Nella ripresa l’approccio al match della Juventus è stato totalmente diverso, più aggressiva (dal 45′ al 60′ 4tiri, 2 occasioni create, 71% di tackles vinti e 67% di duelli aerei vinti) con una velocità di manovra maggiore e una soluzione tattica che ha visto Cuadrado spostato sulla sinistra a giocare nell’ half space tra terzino e centrale, mentre Dybala giostrava sulla sinistra.

 

Cattura 4

 

Da una combinazione tra il terzino brasiliano e il colombiano è nato il rigore che poi, trasformato da Dybala, ha sancito la vittoria finale.

Nonostante lo svantaggio e le occasioni che la Juventus ha avuto, e sprecato, per andare sul 3-1(3 occasioni create e 4 tiri)  l’Udinese non si è disunita e ha continuato a sviluppare la sua idea di gioco, andando vicino, soprattutto nel finale di partita, al pareggio con Thereau e con Zapata.

Una vittoria sofferta che permette alla Juve di Allegri di restare in vetta alla classifica a +5 sulla Roma, vittoriosa ieri pomeriggio contro il Napoli, permettendole di preparare con più serenità la gara, importantissima, che giocherà mercoledì a Lione in Champions.

L’Udinese esce sconfitta dallo Juventus Stadium ma solo dal punto di vista del risultato perchè, l’atteggiamento mostrato oltre all’ordine tattico, possono fan ben sperare Delneri, società e tifosi.

La rosa è di qualità e, continuando sulla strada tracciata ieri sera, potrà sicuramente risollevarsi in campionato e occupare posizioni in classifica più consone alla sua realtà.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com / app StatsZone

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=Xp4Pu8YaX_s

Breve analisi sull’Udinese

 

http://www.superscommesse.it/notizie/probabili_formazioni/juventus_udinese_in_diretta_tv__streaming_e_probabili_formazioni-8982.html

http://www.superscommesse.it/notizie/probabili_formazioni/juventus_udinese_in_diretta_tv__streaming_e_probabili_formazioni-8982.html

 

L’Udinese, avversaria della Juve nella prossima giornata (domenica, Juvetus Stadium, ore 20.45) è partita male a livello di risultati, ottenendo solo 7 punti dei 21 disponibili frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte ( 2 in casa e 2 in trasferta ).

Ha segnato solo 6 goal (0,85 pp,), 2 da calcio piazzato (28% del totale,) 0 nelle ultime due gare, entrambe perse, subendone ben 12 (1,7 pp), segno di una difficoltà nel fare goal e di una fase difensiva non eccelsa.

La percentuale di precisione dei tiri effettuati e solo del 38% a fronte delle 53 occasioni create (in media 7 occasioni pp) il che spiega i soli 6 goal segnati fino ad ora.

Soffermandoci sullo sviluppo del gioco notiamo che la percentuale di possesso palla (media) è del 43%, dato che ci spiega quale sia stato con Iachini (esonerato nella pausa nazionali per far posto a Luigi Del Neri) l’approccio alle gare, più volto all’attesa con chiusura degli spazi per poi sfruttare le ripartenze veloci.

Nell’immagine seguente un esempio che ha fornito l’ultima gara giocata contro la Lazio in Friuli, persa 0-3.

4

 

6

Nella gara giocata contro i bianco celesti altre statistiche ci permettono di intuire come sia l’attesa e la ricerca di transizioni positive veloci la scelta di gioco dell’Udinese, così come la ricerca di sviluppo dell’azione sulle fasce.(26 cross contro la Lazio, 26 di media nelle ultime 3 gare).

76

schema dei cross contro la Lazio.

Dei 10 palloni intercettati ben 8 sono nella propria metà campo (7 a ridosso dell’area di rigore o al suo interno) con un 56% di gioco svolto nella metà campo difensiva.

10

Palloni intercettati

11

%di gioco nelle due metà campo.

La % di precisione nei passaggi è stata in media del 79%, dato aumentato contro la Lazio dove ha toccato l’84%, questo perchè la Lazio concede la gestione della palla all’avversario, situazione non delle più congeniali per l’ex squadra di Iachini.

Le difficoltà che l’Udinese ha denotato si sono viste in fase difensiva dopo lo svantaggio subito da Immobile nel primo tempo. La squadra si è disunita e ha lasciato il campo alla Lazio, concentrandosi sulla chiusura degli spazi centrali ma concedendo gli esterni, prontamente sfruttati dai ragazzi guidati da Simone Inzaghi .

7

9

La Juventus, se sbloccherà la gara fin dalle prime battute, potrebbe usufruire degli spazi sopracitati, soprattutto se giocheranno esterni come Alex Sandro e Cuadrado, pronti ad accentrarsi a sfruttare lo spazio creato dai movimenti delle punte e a sfruttare gli half spaces che i friulani concederanno.

La massima attenzione dovrà essere data sui calci piazzati e sui cross viste le doti aeree di Zapata e Perica, abili a sfruttare i cross che arrivano dalla tre quarti e dal fondo.

Le due punte hanno segnato rispettivamente 2 goal a testa per un totale di 4 sui 6 totali (66%), numeri che ne esaltano le qualità e la pericolosità. La Juve, che in questo inizio di stagione aveva subito goal da palla inattiva, dovrà stare molto attenta al #9 e #18 friulani.

2

 

3

Altro giocatore che potrebbe dar fastidio è il trequartista Rodrigo De Paul, Ex Racing e Valencia, che ha sempre giocato titolare in queste prime 7 gare con i friulani, mettendo a referto 2 assist, tirando in media 1,9 volte a gara (10% di precisione al tiro) e mantenendo una media di precisione nei passaggi vicina al 76% . Il classe ’94, alla sua prima stagione in Italia e alla ricerca di quella conferma europea non avvenuta a Valencia, ha il talento per potersi imporre e, anche se l’inizio di campionato dell’Udinese è stato difficoltoso e le sue prestazioni sono state altalenanti, sta comunque facendo vedere buoni numeri e buona personalità,

Tenuto conto poi che con il nuovo tecnico Del Neri l’Udinese si schiererà molto probabilmente con il 4-4-1-1-tanto caro al tecnico di Aquileia, se la Juventus non “azzannerà” la gara fin dalle prime battute tutto si potrebbe complicare rendendo una partita, sulla carta, semplice in una dannatamente difficile da sbloccare.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI : www.squawka.com ; www.whoscored.com (dati Opta)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=GdDPxypa_LE