LA JUVE REAGISCE : 2-0 E LAZIO DOMINATA

http://www.goal.com/it/match/juventus-vs-lazio/2305956/report

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La Juventus riparte, come sempre le accade dopo una sconfitta, vincendo e convincendo, in questo caso infliggendo un netto 2-0 alla Lazio , mai veramente in partita.

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Merito questo dell’approccio alla gara della Juventus, perfetto sia sotto l’aspetto tattico che mentale, con la squadra che, nonostante la novità dello schieramento (un inedito 4-2-3-1), era ben messa in campo, agonisticamente cattiva e concentrata e con una buona qualità tecnica ( non ottima perché, in alcuni momenti, ancora troppe le palle perse sulla 3/4 difensiva).

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Parlando di qualità di palleggio è doveroso citare Miralem Pjanic, autore di una grande gara, capace di gestire sempre ottimamente il pallone, effettuando sempre la scelta migliore per rendere fluido lo sviluppo dell’azione.

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Inoltre importante è stato il suo movimento a scendere, insieme a Sami Khedira, che permetteva a Bonucci (o Chiellini) di avere un’opzione in  più di scarico in fase di costruzione, così da saltare il pressing della Lazio, molto più efficace ad inizio di secondo tempo.

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Le frecce nere segnano il movimento di Khedira e Pjanic, quelle gialle le marcature dei laziali sui giocatori della Juventus.

 

L’atteggiamento della squadra lo si è visto in particolare in Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain, veri e propri difensori aggiunti che, in più di un’occasione, si trovavano a ridosso della linea difensiva a pressare e recuperare la palla.

 

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Soprattutto il #17 croato a dato, ancora una volta, dimostrazione di essere un elemento fondamentale, sia sotto l’aspetto del gioco che sotto l’aspetto mentale, vero e proprio trascinatore della squadra.

Il risultato poteva essere più largo se nella ripresa Paulo Dybala e Marko Pjaca (entrato a 10 minuti dalla fine) avessero concretizzato le occasioni capitategli, con il croato #20 vicino al goal in due occasioni, prima non trovando il pallone nel tentativo di incrociare con il destro e poi, all’ultimo secondo, mandando alto sulla traversa il pallone con un colpo di testa.

Una Juve che ha dimostrato forza caratteriale, spirito di sacrificio e capacità di adattarsi a vari sistemi di gioco.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: app Stats Zone; www.squawka.com ; www.whoscored.com/it

 

 

 

 

 

Brutta Juve, la Fiorentina vince con merito.

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

 

Una Fiorentina determinata, concentrata, ha avuto la meglio su una Juve distratta, scesa male in campo, con un approccio totalmente sbagliato (l’ennesimo della stagione…)vincendo per 2-1 e, di fatto, dando ancor più vita al campionato.

I viola hanno importo fin dalle prime battute un ritmo altissimo alla gara pressando alto la Juventus, disturbando i difensori nell’impostazione della manovra, atteggiamento che ha messo in seria difficoltà i bianconeri che non sono mai riusciti a trovare la soluzione per saltare il primo pressing.

 

Pressing di Bernardeschi che va in anticipo su Alex Sandro e da il via alla transizione positiva che porterà al goal di Kalinic.

Pressing di Bernardeschi che va in anticipo su Alex Sandro e da il via alla transizione positiva che porterà al goal di Kalinic.

 

Situazione di pressing della Fiorentina, ad inizio ripresa. In questa circostanza Kalinic non riuscirà a segnare. Evidente la difficoltà della Juve nel superare la pressione avversaria e l'organizzazione della Fiorentina nel chiudere gli scarichi al portatore palla avversario.

Situazione di pressing della Fiorentina, ad inizio ripresa. In questa circostanza Kalinic non riuscirà a segnare. Evidente la difficoltà della Juve nel superare la pressione avversaria e l’organizzazione della Fiorentina nel chiudere gli scarichi al portatore palla avversario.

 

In netta difficoltà per tutta la gara sono stati Claudio Marchisio e Paulo Dybala.

Il #8 non è mai riuscito a dettare i ritmo del gioco, rallentandolo invece di velocizzarlo, aspetto che non faceva altro che aiutare la Fiorentina nel suo intento di chiudere le linee di passaggio, pressare e ripartire con transizioni offensive.

Per Marchisio solo il 73% di passaggi completati, 4 su 9 nella 3/4 avversaria, 7 su 13 in avanti e 2 palle recuperate.

 

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  • L’immagine evidenzia bene come Marchisio non abbia mai cercato la verticalizzazione, giocando quasi sempre in orizzontale.

 

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Paulo Dybala invece è stato completamente estraneo alla gara, sia per le difficoltà della Juve nel creare occasioni, nel manovrare, sia per la sua non capacità di farsi trovare e incidere come ha dimostrato di saper fare.

Solo 2 tentativi per la “Joya”, di cui uno clamorosamente sopra la traversa (poteva valere il pareggio), il 70% di passaggi completati dei quali solo 8 su 15 nella 3/4 offensiva, 22 su 32 corti e 4 su 11 in avanti. Inoltre in una delle sue doti maggiori, il dribbling, è mancato portandone a termine solo 2 su 6 tentati.

 

Evidenti i molti errori di Dybala nei passaggi,
  • Evidenti i molti errori di Dybala nei passaggi.

 

Della Juve da salvare solo Gonzalo Higuain per il goal segnato e Marko Pjaca per l’azione sulla destra con annessi due dribbling a Sanchez e  Badelj e tiro ribattuto, di braccio, da Gonzalo Rodriguez.

 

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

  • Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

 

Carlos Sanchez è stato , a mio avviso, il migliore in campo, utilizzato in una posizione che non è la sua, si è disimpegnato ottimamente , sempre puntuale nelle chiusure, negli anticipi e aggressivo al punto giusto.

Il #6 colombiano ha completato l’89% dei passaggi, ricevendone 49, con soli 3 retropassaggi, 8 palle recuperate , 5 anticipi e 8 tackle su 11 a buon fine, il tutto commettendo solo 1 fallo.

 

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La Fiorentina ha vinto la gara meritando, gestendola per tutti i 90’minuti, anche nei momenti dove , fisicamente, doveva recuperare energie profuse nell’asfissiante pressing, dimostrando qualità tecniche e di movimenti nel gioco.

Al contrario la Juventus non è mai scesa in campo, o se lo ha fatto è stato con l’approccio sbagliato. Ha subito l’aggressività e organizzazione della Fiorentina nel pressing, non riuscendo mai a trovare la soluzione al problema. Inoltre è mancata nei suoi uomini chiave che non hanno fornito una prestazione sufficiente e, a risentirne, è stata la manovra, lenta, prevedibile .

Questa è la quarta sconfitta e, come nelle altre occasioni, si parla di approccio sbagliato al match, con un avversario con più grinta. Un aspetto che dev’essere risolto se non si vuole regalare il campionato alla Roma che, in questo momento, sta acquisendo sempre più forza, trovando continuità nei risultati.

Nizzotti Roberto.

FONTE DATI: app StatsZone (DATI OPTA)

IMMAGINI: http://sport.sky.it/.

 

 

 

FIORENTINA – JUVENTUS: PRE MATCH

 

http://firenze.repubblica.it/sport/2016/04/24/foto/fiorentina-juve_l_incontro_fra_sousa_e_allegri-138385027/1/#1

http://firenze.repubblica.it/sport/2016/04/24/foto/fiorentina-juve_l_incontro_fra_sousa_e_allegri-138385027/1/#1

 

Domenica, ore 20:45, all’Artemio Franchi di Firenze andrà in scena la prima giornata di ritorno, con Fiorentina e Juventus che si affronteranno in un classico della Serie A.

La squadra guidata da Pualo Sousa arriva allo scontro con i bianconeri occupando la 9a posizione in classifica con 27 frutto di 7 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte con 28 goal fatti (1.5 p.p.) e 24 subiti (1.3 p.p.).

Il rendimento tra le mura amiche è stato di 4 vittorie e 5 pareggi, mantenendo quindi fin’ora l’imbattibilità casalinga, con 11 goal fatti (1.2 p.p.) e 7 subiti (0.7 p.p.)

Considerando le ultime 6 giornate la Fiorentina, considerando le partite giocate in casa e trasferta, ha vinto 2 partite, perse 3 e pareggiata 1, segnando 10 goal (1.6 p.p.) e subendone 13 (2.1 p.p.), Spicca il valore dei 2.1 goal subiti a gara che,  paragonato alla media stagionale di 1.3, denota una tenuta difensiva non ottimale.

Analizzando sempre le ultime 6 gare giocate dalla Viola, questa volta solo in casa, il rendimento è di 4 pareggi e 2 vittorie con 9 goal segnati (1.5 p.p.) e 7 goal subiti (1.16 p.p.), con quest’ultimo valore in aumento rispetto alla media stagionale, sempre in casa, di 0.7 goal subiti.

Il modulo utilizzato solitamente da Paulo Sousa è il 3-4-2-1, messo in campo in 8 partite e che ha fruttato 2 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Il secondo modulo più utilizzato è stato il 4-2-3-1, visto in 6 gare delle quali 3 vinte e 3 pareggiate. In altre due occasioni il tecnico portoghese ha schierato la Fiorentina una volta con il 4-4-2 (vittoria a Cagliari) e con il 4-3-2-1 (sconfitta contro l’Inter).

Disposizione della Fiorentina contro il Napoli nell'ultima partita giocata.

Disposizione della Fiorentina contro il Napoli nell’ultima partita giocata.

 

Nell’ultima gara giocata in casa contro il Napoli la Viola ha messo in evidenza aspetti negativi (fase difensiva) e positivi come le transizioni positive, con Bernardeschi sugli scudi (16 presenze da titolare in serie A con 9 goal segnati e  2 assist), e la forza mentale per poter reagire immediatamente al goal subito, tutti elementi che Massimiliano Allegri sicuramente terrà in considerazione nel preparare la sua squadra.

 

La Fiorentina difende in blocco la zona centrale del campo, lasciando scoperte le corsie.

La Fiorentina difende in blocco la zona centrale del campo, lasciando scoperte le corsie.

 

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La costruzione della manovra viola avviene sempre dai difensori che, se pressati, possono andare in difficoltà. In questa immagine il pressing che ha portato all’errore e al goal di Mertens.

 

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Molto pericolosa la Fiorentina nelle transizioni positive, che porta con velocità e precisione. Bernardeschi parte sempe abbastanza centrale per poi allargarsi e sfruttare la sovrapposizione di Olivera e il movimento di Kalinic, bravo a portare via l’uomo .

 

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Sempre esempio di transizione positiva, con gli stessi movimenti che vengono ripetuti alla perfezione, meccanici, e portano al momentaneo vantaggio.

 

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Nonostante avesse superiorità numerica in area di rigore (7 vs 4) le disattenzioni difensive hanno condannato la Fiorentina. In questo caso rigore provocato su Mertens e pareggio Napoli a tempo scaduto.

 

Fiorentina-Juventus si preannuncia una partita spettacolare e dai molti spunti tattici, come spesso è stata.

Nizzotti Roberto.

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=AT17Z1WnxDo

DATI: https://it.whoscored.com/Home

 

La Juve vince ancora (26 consecutive in casa): Sconfitto un ottimo Bologna 3-0.

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

 

Inizia nel migliore dei modi il 2017 in casa Juventus con una netta vittoria per 3-0 ottenuta allo Stadium contro il Bologna ( la n.26 consecutiva tra le mura amiche, mai nessuno nella storia del campionato italiano aveva raggiunto un simile traguardo).

Una vittoria in salsa argentina con i goal messi a segno da Gonzalo Higuain (doppietta) e Paulo Dybala (su rigore) che consentono alla squadra di Massimiliano Allegri di mantenere a 4 i punti di vantaggio sulla Roma, vittoriosa 1-0 a Genova, e con una gara in meno.

La gara ha visto una Juve con un approccio fin da subito corretto, pressando molto alto il Bologna, con intensità, schiacciando i felsinei nella loro metà campo.

Il tenere la linea di difesa molto alta portava, quando l’11 emiliano riconquistava palla, a subire il contropiede, prontamente annullato dalla rapida transizione negativa dei bianconeri che riuscivano per tempo a ricompattarsi annullando il pericolo.

Anche il Bologna pressava alto la Juventus (ottimo l’atteggiamento della squadra di Roberto Donadoni, propositiva e con l’intenzione di giocarsi la gara) alternando marcature mirate (Viviani su Marchisio) o chiusure ottimali delle linee di passaggio entrambi soluzioni che avevano l’intento di costringere la Juventus a giocare lungo o sulle fasce per rubare il più alto possibile il pallone (53 a fine gare quelli recuperati).  I bianconeri , per superare questo primo pressing, affiancavano, a turno, Khedira e Pjanic a Marchisio così da dare un’opportunità in più in fase di scarico ai centrali di difesa e così poter costruire l’azione.

Quando Pjanic si abbassava ad aiutare il #8 bianconero era Stefano Sturaro che si alzava a coprire lo spazio lasciato vuoto dal #5 bosniaco.

Nel momento in cui Marchisio riusciva ad impostare e a trovare l’uomo tra le linee, che poteva essere Miralem Pjanic o Pualo Dybala, la Juve di conseguenza diventava pericolosa potendo attaccare per vie centrali, sfruttando i movimento sempre più sincronizzati tra il #5, il #21 e Gonzalo Higuain.

Il vantaggio è nato proprio da una situazione di questo tipo, con il bosniaco bravo a farsi trovare tra le linee e, sfruttando il movimento della Yoja che da destra tagliava a sinistra, ha servito con un tocco sotto El Pipita (4 tiri totali, 2 in porta , entrambi trasformati in goal), che aveva fatto il movimento opposto rispetto al #21, mettendolo nelle condizioni di tirare di prima intenzione e battere Mirante.

 

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http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

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https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Nonostante lo svantaggio l’atteggiamento del Bologna non è cambiato (80% di precisione nei passaggi, 4 occasioni create, 9 palloni intercettati) continuando nel suo pressing a disturbare la costruzione della manovra juventina, con successo. Analizzando la presenza nelle due metà campo, dopo il goal subito il Bologna ha aumentato la percentuale di gioco nella metà campo offensiva, passando da un 34% ad un 48%, segno di forte personalità per i ragazzi di Donadoni.

 

http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

 

Infatti molti sono stati gli errori in fase di costruzione della squadra di Allegri, che ha consegnato in più di un’occasione il pallone nei piedi dei giocatori bolognesi consentendo loro di portare molte transizioni positive.

 

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Il raddoppio juventino è nato da un’incursione di Sturaro che, attaccando il lato sinistro dell’area di rigore, veniva toccato da Oikonomou con conseguente rigore, trasformato da Dybala.

 

https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Nella ripresa il Bologna ha continuato a proporre la sua idea di gioco nonostante il doppio svantaggio, pressando molto alto, atteggiamento che però lo portava, con il passare dei minuti, ad allungarsi troppo, concedendo sempre più campo alle ripartenze della Juve.

Da una di queste è nato il terzo goal, condotta ottimamente da Lichsteiner che, dopo un 1:2 con Khedira si è involato solo verso la linea di fondo mettendo poi un cross morbido a scavalcare Mirante sul quale si è avventato Higuain per un facile tap-in .

 

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https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Da quel momento la gara si è di fatto conclusa con il Bologna a subire il contraccolpo del terzo goal subito e la Juventus a gestire con tranquillità il tranquillo vantaggio.

I bianconeri portano a casa 3 punti meritati che rigettano la Roma a 4 punti, confermando l’ottimo momento (10 goal fatti e 2 subiti nelle ultime 4 partite, tutte vinte) e cominciando nel migliore dei modi il 2017.

Il Bologna ha subito una sconfitta che era pronosticabile, ma ha dimostrato forte personalità e qualità, elementi che se messi in campo anche nelle prossime gare sicuramente porteranno i rossoblu ad occupare una posizione di classifica più tranquilla .

Nizzotti Roberto.

FONTE IMMAGINI: http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

 

 

 

Tomas Rincon: Un Generale per il centrocampo della Juve

 

https://twitter.com/tomasrincon5

https://twitter.com/tomasrincon5

 

“El General” sarà il primo acquisto di questo mercato invernale in casa Juventus, con Allegri che ha visto in lui, all’anagrafe Thomas Rincon, il rinforzo ideale per il suo centrocampo.

Il centrocampista venezuelano classe ’88, proveniente dal Genoa, andrà a rinforzare un reparto che, per la Coppa d’Africa, perderà elementi importanti come Mario Lemina e Kwadwo Asamoah, rispettivamente convocati dal Gabon e dal Ghana.

Tomas Rincon è un centrocampista muscolare, esattamente quello che la Massimiliano Allegri necessita (la Juve ha trovato equilibrio quando è rientrato dall’infortunio Stefano Sturaro che ha apportato dinamicità e forza fisica alla mediana, elemento perso con le partenze in sequenza di Arturo Vidal e Paul Pogba).

In stagione Rincon ha disputato 16 partite mettendo a referto statistiche interessanti, in particolare nella fase difensiva, suo punto di forza.

I contrasti  sono stati in media 1.9, con 2,5 falli commessi (primo in questa statistica tra le file dei rossoblu), 1.4 palloni spazzati e solo 0.9 dribbling subiti (dati intesi per gara).

Anche nella gestione del pallone ha dato il suo apporto importante, con una precisione media nei passaggi dell‘84% e in media 51 passaggi effettuati a gara, statistiche che ne evidenziano la centralità nella manovra e una buona tecnica (è dotato di un buon dribbling)

Nei seguenti gif, estratti dal video (https://www.youtube.com/watch?v=6ZNxYvY-uys), si può vedere la capacità di Rincon in fase di non possesso e la sua tecnica, con il dribbling come punto forte.

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Sicuramente un elemento importante per la Juventus che, a mio avviso, sarà importante non soltanto per ovviare alle chiamate della Coppa D’Africa, ma anche successivamente contribuendo ad aumentare la forza di un reparto che negli ultimi anni, è sempre stato tra i più forti in Europa e il più forte in Italia.

Nizzotti Roberto

STATISTICHE: www.whoscored.com

 

Doha non è fortunata per la Juve: Al Milan la Supercoppa 2016.

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La Juventus perde l’ultima gara del 2016 lasciando la SuperCoppa Italiana al Milan nella finale giocata a Doha.

Dopo i primi 30 minuti dove i Bianconeri hanno dominato il gioco, costringendo il Milan nella sua metà campo, e dove hanno trovato il vantaggio con Chiellini sullo sviluppo di un calcio d’angolo calciato da Pjanic, hanno poi abbassato troppo il baricentro aiutando il Milan a prendere campo e, di conseguenza, fiducia.

La conquista del campo ha poi portato al goal di Bonaventura (primo tiro in porta del Milan) che, su cross di Suso, nettamente il migliore on campo, è stato abile nell’anticipare Lichsteiner che ne aveva seguito il taglio dalla fascia destra.

Nella ripresa le squadre hanno perso le distanze permettendo all’avversario di poter dar vita a transizioni positive molto pericolose, con la Juve che non è più riuscita a ritrovare la compattezza dei primi minuti, perdendo le spaziature e, di conseguenza, consentendo al Milan di trovare con più facilità gli uomini tra le linee e di effettuare cambi di gioco con più frequenza e pericolosità.

Il Milan ha creato situazioni più che veri e propri pericoli, soprattutto con i cross di Suso (sempre libero sui cambi di gioco), giocatore che Evra (entrato per l’infortunato Alex Sandro) e Lemina (entrato per l’infortunato Sturaro) non riuscivano a limitare. Per ovviare a questo Allegri ha poi deciso di invertire le posizioni degli interni di centrocampo, mettendo Khedira a sinistra e Lemina sulla destra .

Costretto a fare due cambi forzati Allegri ha potuto effettuare una sola sostituzione tattica optando per l’inserimento di Dybala al posto di Pjanic, con il #21 che si è posizionato nella stessa zona del bosniaco, alle spalle di Higuain e Mandzukic.

La Joya, pur non incidendo come ci si aspettava , ha comunque avuto l’occasione per chiudere la gara ma ha calciato alto da posizione favorevole, praticamente un rigore in movimento.

La gara poi si e protratta ai rigori dove proprio un errore del #21 Bianconero (parata di Donnarumma) e il successivo rigore segnato da Pasalic hanno condannato i Campioni d’Italia alla sconfitta consegnando al Milan la settima Supercoppa italiana della sua storia, nonché primo trofeo messo in bacheca negli ultimi 5 anni.

A livello tattico la partita ha visto la Juventus disporsi con un 4-3-1-2 con Pjanic nella posizione di trequartista, libero di muoversi tra le linee di difesa e centrocampo rossonere, oltre che di secondo regista a supporto di Marchisio. In fase di non possesso la disposizione passava ad un 4-4-2 con il #5 che si posizionava al fianco di Marchisio a centrocampo, mentre Khedira e Sturaro si allargavano rispettivamente a destra e sinistra.

Per bloccare la costruzione del gioco bianconero, che passava per forza di cose da Marchisio vista l’importante assenza di Bonucci, vero regista (il regista non è un ruolo, è un compito”, come dice Lele Adani in uno dei suoi video tattici sul canale youtube di mondofutbol.com ), il Milan metteva, a turno, Bertolacci o Kucka, con Locatelli che, insieme ad Abate (dx) o Bonaventura (sx) davano copertura alla zona lasciata libera dal compagno che si alzava in pressing.

La squadra di Montella cercava così di bloccare la Juventus che aveva, nel lancio lungo alla ricerca di Mandzukic o Higuain, la soluzione per saltare il primo pressing e cercare di colpire i rossoneri sfruttando la loro non perfetta chiusura degli spazi con gli inserimenti delle mezzali (Sturaro e Khedira) che sfruttavano al meglio le sponde delle due punte e gli spazi che queste, scendendo (Higuain) o allargandosi (Mandzukic) creavano.

In fase di non possesso Montella disponeva la sua squadra con un 4-1-4-1, con Locatelli che manteneva la posizione di regista (La Juve lo limitava mettendogli in marcatura Pjanic con Mandzukic che, oltre a pressare il centrale difensivo, chiudeva la linea di passaggio per il giovane regista) mentre la linea di centrocampo era formata da Bertolacci e Kucka con Suso (dx) e Bonaventura (sx) che si abbassavano lasciando il solo Bacca come riferimento offensivo.

Il Milan alla fine ha vinto meritatamente la gara, aiutato sicuramente dalla Juventus che, inspiegabilmente, dopo aver dominato la prima mezz’ora, ha abbassato troppo i ritmi del gioco e il suo baricentro, dando vita ad un avversario che non aveva, fino a quel momento, mai superato la metà campo.

Un’ altra gara che denota come la squadra di Allegri quest’anno abbia difficoltà nel gestire le gare, suo punto di forza nelle prime due stagioni con alla guida il tecnico toscano, aspetto che dovrà sicuramente migliorare per evitare in futuro di buttare gare incanalate su ottimi binari.

Nizzotti Roberto

JUVE-ROMA: Primo match ball ai bianconeri.

 

http://www.alfredopedulla.com/wp-content/uploads/2016/12/Higuain-gol-vs-Roma-Juventus-Twitter.png

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La Juve fa suo il big match della 18° giornata battendo per 1-0 la Roma in uno Stadium esaurito in ogni ordine di posto.

Una gara vinta da Juve, giocando più di una gara nell’arco dei 90 minuti dove ha cominciato imponendo subito grande ritmo e giocando un buon calcio, momento della partita che è stato il preludio al grande goal di Gonzalo Higuain, capace di trovare la giocata decisiva, risultata poi determinante al fine del risultato.

 

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Dopo il vantaggio i bianconeri hanno abbassato il loro baricentro, in alcuni momenti anche troppo, lasciando il comando del gioco alla Roma che, alla ricerca del goal del pari, lasciava spazi che potevano essere sfruttati con rapide ripartenze, strategia non sempre eseguita correttamente dagli uomini di Massimiliano Allegri che, in uscita dal pressing, e a causa di errori tecnici, riconsegnavano quasi subito la sfera agli avversari che continuavano nella pressione, anche se sterile.

La Roma infatti, che arrivava a Torino come il miglior attacco della Serie A, ha tirato solo 2 volte nello specchio della porta, non impegnando mai seriamente Buffon mentre, al contrario, Szczesny è stato autore di 2/3 grandi interventi che hanno permesso alla Roma di restare in partita.

La Juve , oltre ad essersi dimostrata molto solida sul piano difensivo, è stata anche molto efficace in fase offensiva, tirando in porta in 6 occasioni sul totale dei 7 tentativi, una percentuale dell’86%, dato che non è valso il raddoppio solo per la bravura del portiere polacco.

Tra gli juventini 2 i giocatori che meritano elogi particolari (senza togliere nulla agli altri) e sono Daniele Rugani e Stefano Sturaro.

Il #24 ormai sta diventando un perno fondamentale della difesa bianconera presente (e lo sarà di quella del futuro), capace di sostituire Bonucci al fianco di Chiellini giocando una gara con assoluta tranquillità e precisione. La sua capacità di posizionarsi sempre in modo corretto è stupefacente, così come lo è la tranquillità da veterano con la quale esce dalle situazioni più compliate, oltre al grande talento in fase di marcatura che gli ha permesso di annullare Edin Dzeko che ieri sera era lo spauracchio per la difesa juventina.

Le statistiche della sua gara parlano chiaro con 3 palloni recuperati, 5 anticipi, 100% di efficacia nei disimpegni (8/8) e 100% nei disimpegni di testa (5/5), il tutto commettendo solo 1 fallo.

Stefano Sturaro ha disputato una gara incredibile, facendo sentire il suo peso sia in fase di non possesso (9 palloni recuperati, 5 falli commessi) sia in fase offensiva con i suoi inserimenti che, se non fosse stato per il portiere in prestito dall’Arsenal, sarebbero valsi il raddoppio bianconero (3 tiri totali, 2 in porta).

Anche per Stefano Sturaro le statistiche sono esplicative della sua grande gara con 3 tiri, tutti dentro l’area di rigore, dei quali 2 in porta , 4 dribbling riusciti sui 5 tentati, ben 9 palloni recuperati, 4 tackle riusciti sui 5 tentati, 100% nei disimpegni (2/2 + 1/1 di testa) e 5 falli commessi.

Sturaro ha dato dimostrazione di essere maturato come giocatore, capace di svolgere le due fasi in modo ottimale e con costanza di rendimento, oltre a dimostrare una duttilità tattica , qualità importante per un allenatore (durante la gara ha giocato, oltre che interno, anche da esterno di sinistra quando Allegri è stato costretto a sostituire Pjanic con Cuadrado).

 

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Dal canto suo la Roma ha cercato di sorprendere all’inizio inserendo Gerson, messo a centrocampo con De Rossi e Strootman, mossa che permetteva a Nainggolan di giocare da trequartista e a Perotti di alzarsi a dare supporto a Dzeko .

La scelta di Spalletti è però stata infruttuosa, costringendo il tecnico toscano al cambio ad inizio ripresa inserendo Salah, non recuperato al 100%, per i giovane brasiliano. A parte alcune giocate sull’out di destra, il fantasista egiziano non ha inciso sulla gara, subendo al contrario la miglior prestanza fisica di Alex Sandro, bravo nel contenere l’ex Chelsea e Fiorentina e nel riproporsi in fase offensiva con una certa regolarità.

A parte qualche mischia nata da situazioni da palla ferma (la Roma aveva segnato il 33% dei suoi goal da palle inattive) i giallorossi non si sono mai resi pericolosi, producendo si gran possesso palla (60%) ma non riuscendo mai a sfondare le due linee della Juve, sempre compatte e attente alla chiusura delle linee di passaggio, e a verticalizzare, obbligati a giocare in orizzontale.

La Juve ha vinto ancora allo Stadium, battendo ancora una volta una diretta concorrente per il titolo aumentando così il divario in classifica (+7) e andando in vantaggio negli scontri diretti, elemento importante nell’economia di un campionato.

Nizzotti Roberto

DATI : Opta (www.statszone)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=OlJv_9TqH6k&t=11s

TORINO E’ BIANCONERA : Derby della Mole alla Juve.

 

Juventus' forward Gonzalo Higuain from Argentina  (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Juventus’ forward Gonzalo Higuain from Argentina (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

143° Derby della Mole a tinte bianconere grazie alla vittoria, in rimonta, per 1-3 degli uomini di Allegri.

La gara è stata equilibrata e decisa dalla maggior maturità e qualità della Juve che le ha permesso di gestire al meglio i momenti di difficoltà e di gestire al meglio il possesso palla sfruttando al meglio i punti deboli dei granata.

Analizzando la gara tramite le statistiche che ci ha fornito si può notare l’equilibrio del match sia dal possesso palla (52% per il Torino vs il 48% Juve) sia dal numero di passaggi completati (369 il Toro, 333 la Juve) che dal numero di tackle (20 a 19 per i granata), mentre per quanto riguarda i tiri il vantaggio della Juventus è netto con 17 tentativi a 9, con 8 tiri in porta ( il 42%) contro i soli 2 del Torino (22%).

Una gara giocata, fin dal principio su grandi ritmi, con la Juve che rispondeva al Torino sul piano dell’aggressività andando vicino al vantaggio in due occasioni, entrambe con Mandzukic protagonista, con Hart decisivo sulla seconda con una deviazione d’istinto a bloccare la palla sulla riga.

 

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I bianconeri riuscivano a far girare la sfera con una certa fluidità, cercando spesso i cambi di gioco che permettevano di trovare il Torino scoperto sul lato debole (La squadra di Mihajlovic non era rapida nello scivolamento). Il giocatore che ha più cercato il cambio di gioco è stato Marchisio , riuscendoci in 6 occasioni su 8 tentativi.

 

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Il #8 bianconero è stato autore di una gara solida, con l’86% nei passaggi, 41 passaggi ricevuti, 3 occasioni create e 6 palloni recuperati.

Dopo che la Juve era andata vicino al vantaggio è stato il Torino che, alla prima occasione, e al primo sfondamento sulla fascia, è riuscito a trovare il goal (25° su azione sui 32 totali) di Belotti (11 goal),bravissimo ad anticipare Lichsteiner e a mettere sul secondo palo un preciso cross di Benassi.

 

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Nonostante la doccia fredda dell’improvviso svantaggio la Juve ha ripreso a giocare, mantenendo la calma e trovando il pareggio dopo 15 minuti con Higuain su una ripartenza da palla riconquistata sulla ¾ granata con Cuadrado bravo ad intercettare una palla vagante e a servire in profondità Mandzukic che, con un controllo fortunoso, ha servito poi a sua volta il Pipita lanciandolo a rete.

 

 

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El nueve argentino ha giocato una grande gara tirando 6 volte, delle quali 4 in porta (il 50% dei tiri bianconeri che hanno centrato la porta granata) segnando due goal (il secondo goal è fantastico per controllo e tempi di esecuzione). L’86% di precisione nei passaggi, il movimento in campo con annessa difesa della porta e i cambi di gioco e i 3 falli subiti completano il quadro della gara giocata dal Pipita.

 

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Il raddoppio bianconero è arrivato al minuto 82, ma nei 35 minuti precedenti la gara era rimasta in sostanziale equilibrio (33% di tackles per entrambe, 4 intercetti a 3 per il Torino, 4 tiri per entrambe, 76% vs 79% di precisione nei passaggi) con la Juve che si era avvicinata al vantaggio e con il Torino che, soprattutto con le ripartenze, al nuovo vantaggio. In una di queste  Iago Falque si è accentrato dalla destra verso il centro servendo poi Ljajic sul lato opposto. Il #10 serbo, ricevuta la sfera, ha puntato la difesa bianconera effettuando un tiro a giro dal vertice sinistro dell’area (guardando la porta) e sfiorando il palo lungo con Buffon immobile.

 

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Dopo il vantaggio della Juve Mihajlovic ha inserito Boyé e Martinez per Benassi e Falqué, sbilanciandosi apertamente alla ricerca del goal che valesse almeno un punto, ottenendo invece il contrario. Massimiliano Allegri, che aveva inserito Lemina per Sturaro e, soprattutto, Dybala per Mario Mandzukic, ha potuto approfittare degli spazi che naturalmente si creavano visto l’evidente sbilanciamento offensivo dei granata.

In una di queste ripartenze la Joya ha dato sfoggio, ancora una volta, del suo immenso talento dribblando 4 giocatori del Torino sulla linea laterale e servendo, con una precisione e visione di gioco pazzesca, Higuain in profondità mettendolo solo davanti a Hart. L’ex #1 del Manchester City era riuscito a respingere sial il tentativo del #9 juventino sia il primo di Pjanic (entrato per Cuadrado) ma non il secondo del #5 ex Roma che ha sancito il definitivo 3-1 e la fine del match.

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Juve che aumenta a 39 i punti in classifica e a 7 il vantaggio su Milan e Roma che, questa sera, si sfideranno all’Olimpico di Roma mentre il Torino resta 7° a 25 punti.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta (app Stats Zone)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=bRtQc0VESBo&t=2s ; https://www.youtube.com/watch?v=-KMVHFm_0Tk&t=2s

Mandzukic trascina la Juve: 3-1 all’Atalanta dei miracoli.

 

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

Dopo la sorprendente sconfitta subita per mano del Genoa, la Juventus era chiamata a dare una pronta risposta, più a se stessa che al campionato, e così è stato.

I campioni d’Italia hanno sconfitto, allo Juventus Stadium, con un netto 3-1 l’Atalanta dei miracoli che arrivava a Torino con un bottino di 24 punti, frutto di 8 vittorie nelle ultime 9 gare.

L’approccio alla gara da parte dei Campioni d’Italia è stato ottimale, aggressivi e concentrati dal primo al 94° minuto, ottimi in fase difensiva concedendo molto poco ad un rivale che, è giusto sottolineare, è venuto a Torino cercando di proporre la propria idea di gioco, senza chiudersi in difesa come la maggior parte delle squadre fanno quando affrontano la Juventus in trasferta.

L’emblema dell’attitudine bianconera è stato, senza ombra di dubbio, Mario Mandzukic, vero valore aggiunto della serata e il migliore in campo in una serata dove tutta la squadra si è espressa su ottimi livelli.

L’attaccante croato a giocato a tutto campo e lo si vedeva spesso nella ¾ difensiva a recuperare palla (100% di efficacia nei tackle – 7 su 7, 3 palloni recuperati e 2 blocchi ) contribuendo in maniera determinante alla riconquista della sfera e dando un messaggio molto chiaro a tutti i compagni come un vero e proprio trascinatore e leader in campo deve fare.

 

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Schema che riporta i tackle effettuati da Mandzukic

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Schema che riporta i duelli aerei vinti dal #17 juventino (100%)

 

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I due blocchi che Mandzukic ha effettuato nel finale del primo tempo e che hanno permesso alla Juve di andare al riposo con la rete inviolata.

A coronare una prestazione eccellente è anche arrivato il goal del 3-0, su calcio d’angolo calciato perfettamente da Pjanic. Solo in mezzo all’area il #17 juventino è stato abile a deviare sul secondo palo il cross del #5 bosniaco.

Anche l’ex Roma ha giocato una grande gara, dando credito a chi crede che nella posizione di trequartista possa dare massima espressione alle sue qualità tecniche e di visione di gioco.

Pjanic (2 assist e 3 occasioni create, 3 palloni recuperati, 2 anticipi) ha giocato con grande naturalezza, muovendosi molto e bene su tutta la ¾ offensiva, giocando molto bene tra le linee e dispensando tocchi di prima di grande classe che, oltre ad essere esteticamente apprezzabili, permettevano alla palla di viaggiare velocemente e, di conseguenza, all’azione di svilupparsi in tempi brevi così da sorprendere più di frequente la difesa atalantina, non ottimale in serata come dimostrano i 2 goal subiti su 3 da calcio d’angolo (il 2-0 porta la firma di Daniele Rugani, anche lui libero di saltare in solitaria in mezzo all’area così da colpire con tranquillità il pallone calciato da Pjanic)

Il trequartista bosniaco, oltre a giocare nella metà campo offensiva scendeva anche a dare sostegno a Claudio Marchisio in fase di costruzione di gioco. L’Atalanta infatti cercava di bloccare lo sviluppo della manovra bianconera mettendo Gomez e Petagna in marcatura su Rugani e Chiellini, con Kurtic che lo stesso faceva con Marchisio, costringendo di fatto Buffon a rinviare il pallone o portando la Juventus a forzare l giocata con l’obiettivo di recuperarla il più in alto possibile.

 

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Schema dei passaggi ricevuti da Pjanic che ci mostra la mobilità del #5 bosniaco.

 

Altro movimento che si ripeteva spesso era lo scambio di posizioni tra gli esterni, Alex Sandro a sinistra e Lichsteiner a destra, e i rispettivi interni di centrocampo, Sturaro e Khedira.

Da uno di questi movimenti è nato il vantaggio bianconero, con il #12 brasiliano che, appunto, sfruttando lo spostamento sulla fascia di Sturaro, ha attaccato lo spazio centralmente concludendo poi, dal limite dell’area, e dopo aver resistito ad un contrasto avversario, con un preciso tiro a giro di sinistro che ha battuto Sportiello sul primo palo.

 

La Juventus ha concesso poco all’Atalanta, pressante nel finale del primo tempo (determinante Mandzukic a fare da scudo su due conclusioni pericolose e consecutive) e dopo il 3-0 dove, con una bell’azione sulla destra trovava il classico goal della bandiera con Freuler su assist di D’Alessandro.

 

 

Nota importante anche per Goanzalo Higuain che, seppur senza entrare nel tabellino dei marcatori, ha disputato un’ottima gara, mettendosi a servizio della squadra, sacrificandosi in fase di non possesso e muovendosi molto sul fronte d’attacco aiutando nello sviluppo della manovra e considerando che era costantemente seguito a uomo dai centrali atalantini Caldara o Toloi, creando importanti spazi centrali. Nonostante il forte pressing che non gli consentivano di ricevere palla e giocarla con la tranquillità necessaria Higuain è riuscito ad avere una precisione nei passaggi del 91%, 36 palloni ricevuti , 100% dei passaggi riuscita a centrocampo (con la pressione dei centrali bergamaschi).

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Lo schema dei passaggi ricevuti dal Pipita ci permette di vedere i suoi movimenti, come abbia giocato molto a centrocampo, dettando il passaggio, creando spazi attaccabili e smistando il pallone.

 

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE>: app Stats Zone

SEVILLA vs JUVENTUS 1-3

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/siviglia-juventus-risultato-diretta-moviola-champions-league/

http://www.panorama.it/sport/calcio/siviglia-juventus-risultato-diretta-moviola-champions-league/

 

La Juventus, con una prova di grande forza (prima italiana a vincere e segnare al Sanchez Pizjuan) ipoteca con un turno di anticipo il passaggio del turno agli ottavi di Champions League costringendo la squadra di Jorge Sampaoli a giocarsi la qualificazione in casa del Lione, vittorioso ieri sera per 2-0 sul campo del fanalino di coda Dinamo Zagabria.

La gara ha visto un ottimo inizio della Juve che controllava il gioco facendo girare la palla con buona fluidità, mentre il Sevilla chiudeva gli spazi , andando a pressare all’altezza della metà campo per cercare il recupero palla e , con la difesa della Juve scoperta, cercare transizioni positive.

La fase difensiva della Juve nei primi minuti era molto buona, con efficace chiusura delle linee di passaggio centrali con Khedira che , oltre a schermare la zona del suo uomo sulla mediana, si alzava a pressare il secondo centrale difensivo spagnolo, con Mandzukic.

Al minuto 8′ , un po’ a sorpresa, il Sevilla è passato in vantaggio con Pareja, reattivo ad avventarsi su una corta respinta centrale da un cross e, con un preciso tiro al volo di destro, a battere un incolpevole Buffon.

Questo tiro è stato l’unico, in tutta la gara, che ha centrato la porta della Juventus sui 5 totali tentati dagli spagnoli (20% di precisione nel tiro). Al contrario la squadra di Massimiliano Allegri ha tirato 11 volte , centrando la porta difesa da Sergio Rico 4 volte (50% di precisione nel tiro) 

L’azione del goal del Sevilla si è sviluppata sulla fascia destra, dove Mariano ha cominciato il match spingendo molto. La zona del campo presidiata dal #3 spagnolo è stata quella maggiormente sfruttata dalla squadra di Sampaoli (30% contro il 18% di gioco sulla fascia sinistra).

 

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Dopo il vantaggio il Sevilla ha aumentato il ritmo gara, andando a pressare forte i giocatori bianconeri quando, dalle retrovie, cominciano la costruzione dell’azione e, di conseguenza, la Juventus ha abbassato il ritmo e il baricentro, trovando gravi difficoltà nella costruzione del gioco.

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Quando la Juve provava a costruire dalle retrovie il Sevilla metteva Vazquez e Vietto sui centrali della Juve Bonucci e Rugani (altra grande prova del #24 al primo, vero, banco di prova in campo europeo), con gli esterni alti a pressare Dani Alves e Evra e con Iborra che andava in pressione su Marchisio, bloccando la costruzione della manovra e costringendo i bianconeri a forzare la giocata,con conseguenti errori tecnici in zone nevralgiche del campo. 

Dopo un momentaneo appannamento, conseguenza del goal subito a freddo, i bianconeri hanno ricominciato a guadagnare campo, giocando con più pazienza la palla e rendendosi pericolosi con ripartenze veloci che hanno portato a due chiare occasioni da goal con Mandzukic (tiro di destro alla sinistra di Rico uscito di un paio di metri) e con Sami Khedira, con un tiro a sfiorare l’incrocio, sempre alla sinistra del portiere avversario, dopo una pregevole combinazione sulla destra tra Cuadrado e Dani Alves. 

FOCUS: Ottima la gara del #7 colombiano, il più pericoloso dei due esterni offensivi a supporto di Mandzukic, una costante spina nel fianco per la difesa andalusa e per Escudero in particolare.

La sua gara lo ha visto partecipe con il 90% di precisione nei passaggi, 3 tiri tentati verso la porta avversaria, 2 occasioni create, 4 cross, 50% di successo nei tackles.

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Dal minuto 36 il Sevilla è rimasto in 10 per l’espulsione di Franco Vazquez, ingenuo a commettere due evidenti falli nel giro di pochi minuti, costringendo la sua squadra a giocare con un uomo in meno per 80 minuti.

Questo vantaggio numerico ha consentito alla Juve di avere un vantaggio  nella gestione della palla e nel dominio del campo che ha avuto, come conseguenza il rigore, poi segnato da Claudio Marchisio, assegnato da Clattenburg al 44′ per evidente fallo di Mercado ai danni di Bonucci (maglia tirata in modo evidente dopo un richiamo dell’arbitro). 

 

https://www.youtube.com/watch?v=aru6uFhglwA

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Secondo tempo che ha visto la Juve cominciare come aveva terminato la prima parte, controllando il gioco e attuando un giro palla buono ma con il Sevilla che, seppur in inferiorità numerica, non ha cambiato il suo atteggiamento aggressivo, andando a pressare alto. 

Questo pressione i bianconeri l’hanno patita, aiutando l’avversario con molti errori tecnici in fase di costruzione regalandogli la sfera  in più di un’occasione. 

Il Sevilla, dopo la fase di grande pressing, ha abbassato il ritmo, preferendo aspettare nella propria metà campo la Juve, disponendosi con un 4-4-1, chiudendo ottimamente la parte centrale del campo, aiutato dai bianconeri che fanno un giro palla troppo lento per destabilizzare l’equilibrio difensivo avversario. 

Al minuto 84 Allegri sostituisce Miralem Pjanic con Kean (primo classe 2000 a giocare una gara di Champions League) e il ragazzino, come lo chiama l’allenatore bianconero, partecipa attivamente al goal del vantaggio siglato da Bonucci.

Su cross di Cuadrado, Kean va a contendere la palla al difensore in mezzo all’area di rigore, costringendo il giocatore del Sevilla a rinviare sotto pressione centralmente. Sul pallone vagante si avventa Leonardo Bonucci, bravissimo ad arrivare per primo sulla seconda palla, coordinarsi e a tirare al volo di sinistro battendo, con una leggera deviazione, Sergio Rico per il 2-1 della Juve.

https://www.youtube.com/watch?v=VLrEJ9QPaX4&t=155s

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Subito il goal il Sevilla si è riversato nella metà campo juventina, mettendo molte palle in mezzo all’area alla ricerca della deviazione vincente, ma contemporaneamente lasciando ampi spazi per il contropiede della Juve, come successo nell’occasione del terzo goal, segnato da Mandzukic. 

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Nota negativa della Juve nella ripresa è nella gestione della palla, troppi gli errori tecnici che avrebbero potuto compromettere la gara. 

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La Juve vince una gara fondamentale che, oltre a permettere il raggiungimento del primo obiettivo stagionale, da al gruppo, se mai ce ne fosse stato bisogno, la convinzione della forza che ha, tenendo conto che la prestazione di ieri sera è stata fatta con molte assenze importanti.

Nizzotti Roberto.