Perché il City di Guardiola fa fatica ?

 

 

http://www.skysports.com/football/news/11679/10714041/pep-guardiolas-start-at-man-city-has-been-disappointing-say-the-sunday-supplemenet-panel

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Quando è sbarcato in estate a Manchester, i tifosi del City si aspettavano di primeggiare, di guardare dall’alto in basso le altre squadre, cosa che gli 11 allenati da Pep Guardiola sono abituati a fare.

Arrivati alla giornata 20, la prima del girone di ritorno, la situazione è però ben diversa e vede i Citizens al terzo posto con 42 punti, 2 in meno del Liverpool e 7 in meno del leader, il Chelsea di Antonio Conte e delle 13 vittorie consecutive, che ha una gara in meno rispetto alle due inseguitrici.

In queste 20 giornate il City ha messo a segno 41 goal (2,05 a gara) dei quali 15 da piazzati (il 24%) e ne ha subiti ben 22 (1,1 a gara).

La precisione al tiro è del 47%, le occasioni create 257 (13 a gara), il possesso palla medio del 58% e la precisione nei passaggi dell’85%.

Per avere un’idea migliore del rendimento ho voluto confrontare queste statistiche con quelle del primo Bayern Monaco del tecnico catalano.

All’arrivo in Baviera, dopo 20 partite, Guardiola era primo in classifica (18 vittorie e 2 pareggi) e la sua squadra aveva segnato 53 goal (2,65 a gara) subendone solo 9 (0,45), con il 52% di precisione al tiro, 301 occasioni create (15 per.p.), con il 61% di possesso palla e l’88% di precisione nei passaggi.

Confrontando i dati delle due squadre si nota che praticamente i valori espressi sono gli stessi, eccezionale fatta per il numero dei goal subiti, il vero punto debole di questo primo City di Guardiola.

Il tecnico di Santpedor non è ancora riuscito a trovare un equilibrio difensivo, e questo aspetto rischia di compromettere la corsa alla Premier, considerando il ritmo tenuto dal Chelsea e la pericolosità del Liverpool di Klopp che, nonostante alcuni rallentamenti, tiene il passo dei londinesi.

Probabilmente nell’attuale mercato di riparazione i Citizens agiranno sul mercato per regalare a Guardiola quei giocatori necessari per completare al meglio la squadra (a sorpresa si parla di un interessamento per Badstuber del Bayern), sperando che non sia troppo tardi.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: www.squawka.com

 

Kelechi Iheanacho, un predestinato agli ordini di Guardiola

http://www.rompipallone.it/2016/09/15/un-giorno-kelechi-iheanacho

http://www.rompipallone.it/2016/09/15/un-giorno-kelechi-iheanacho

 

Entrato al minuto 57 al posto di Nolito, Iheanacho ha messo il suo sigillo sul match segnando il goal dello 0-2, quello della tranquillità, il 5° in stagione (3 in Premier e 2 in Champions).

La sua partita lo ha visto mettere a referto i seguenti numeri: percentuale di realizzazione  del 50% , 1 goal su 2 tiri in porta, entrambi da dentro l’area di rigore, 2 palloni recuperati, 11 palloni ricevuti e una precisione nei passaggi del 71%.

Tralasciando però le mere statistiche è interessante analizzare i movimenti che hanno portato il #72 nigeriano a segnare il goal.

Prima viene incontro alla palla, verso il centrocampo, consentendo così ad Clichy di servire De Bruyne che si inseriva nello spazio centrale. Successivamente attacca la profondità effettuando un taglio da destra verso il centro che porta via il difensore consentendo al fantasista belga di poter avanzare indisturbato e servire, sempre sulla destra, l’accorrente Silva.

Ricevuto il pallone lo spagnolo ha poi servito sul secondo palo Iheanacho che, nel frattempo, aveva attaccato quella zona, abile a non farsi trovare in fuorigioco, sfruttando anche la poca concentrazione dei difensori dell’Hull City.

 

 

Movimenti da attaccante esperto nonostante la giovanissima età (20, classe 96′).

Un predestinato agli ordini di Guardiola.

Nizzotti Roberto

DATI: app Stats Zone (Opta)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=uEwsd_vqx3c

Dortmund-Manchester City è Tuchel – Guardiola

 

http://www.dfb.de/news/detail/guardiola-and-tuchel-ahead-of-final-we-think-about-football-similarly-146413/

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Nello scenario dell’International Champions Cup è andata in scena, nella cornice dello Shenzhen Stadium, la sfida tra il Borussia Dortmund di Thomas Tuchel e il Manchester City di Pep Guardiola, remake di quanto visto e apprezzato nell’ultima Bundesliga.

Nonostante si stia parlando di un’amichevole di luglio, la gara ha fornito alcuni spunti riguardo le due filosofie di gioco, con quella di Tuchel già ben assorbita dai suoi ragazzi e quella di Guardiola che comincia a mettere radici in quel di Manchester.

Entrambi gli allenatori puntano ad una squadra che faccia del possesso palla una delle sue prerogative, sempre che sia svolto con il fine di aprire varchi nelle maglie dell’avversario per poter segnare.

La differenza la si incontra nel fatto che lo stile di Guardiola porta ad un continuo movimento della palla ad allargare la difesa, con molti cambi di gioco cercando di arrivare alla conclusione per vie centrale con scambi rapidi ed inserimenti senza palla nello spazio, primo attaccante delle squadre allenate dall’allenatore di Samptedor.

Thomas Tuchel attua si un possesso palla molto simile (Non per nulla è un seguace di Guardiola) ma la differenza sta nella verticalizzazione, particolare comune alle squadre tedesche. Quando il movimento rapido della palla porta alla creazione di pertugi i giocatori del Borussia non esitano a verticalizzare dando un’ accelerata improvvisa all’ azione d’attacco, cogliendo impreparate le difese avversarie.

Il fatto che i due stili di gioco si somiglino è evidente dal confronto tra questa azione del Dortmund con quella del City che ha portato al goal di Aguero. Movimenti identici  (trannel la sovrapposizione del terzino) con risultato finale diverso.

 

giphy

 

giphy (1)

 

Altro aspetto similare tra le due squadre è il pressing volto al recupero della sfera che porta sia il Dortmund che il City ad attaccare una zona con molti uomini così che, in caso di palla rubata, possano questi essere in superiorità numerica e attuare un feroce pressing per il recupero del pallone perso (la regola dei 6 secondi), chiudendo le linee di passaggio e costringendo l’avversario ad una scelta errata.

 

frame 2

  • Inizia la gara ed il City attua già il pressing sul portatore palla, andando a chiudere le linee di passaggio e costringendolo ad appoggiarsi all’indietro neutralizzando il tentativo di costruzione della manovra.

frame 3

 

frame 4

  • Nelle due immagini soprastanti è evidente quanto descritto, con i giocatori del Dortmund che si muovono ottimamente pressando alto il difensore e andando a marcare i suoi compagni togliendogli così la possibilità di uno scarico semplice. La conseguenza è la forzatura della giocata con conseguente palla regalata a Dembele che solo non riesce a segnare.

 

Per capire a che punto è il lavoro di Guardiola (quello di Tuchel, come detto, è già nelle fibre dei giocatori del Dortmund) mi soffermo su un particolare nell’azione del gol. Aguero, a centro area, nel momento in cui Silva scarica e si propone per l’1-2, indica, con il braccio destro, al compagno che riceve, ancor prima che gli arrivi il pallone, il passaggio da effettuare, venendo ascoltato. Questo particolare fa capire come i concetti di Guardiola stiano cominciando ad essere assimilati.

 

frame 6

 

Nella fase difensiva  qualche pecca si è intravista, soprattutto nel City e nel finale di gara. Il goal subito da Pulisic era evitabile con più attenzione allo sviluppo dell’azione e con una miglior distribuzione degli uomini all’interno dell’area di rigore (9 a 4 per la squadra di Guardiola).

Nello specifico Pulisic beneficia di ampio spazio per ricevere lo scarico di Kagawa e tirare, quando un movimento in chiusura più veloce da parte di Silva avrebbe sicuramente reso più difficoltoso il tiro.

frame 7

 

Borussia Dortmund e Manchester City, due squadre costruite con idee differenti ma accomunate dalla stessa impronta di gioco fatta di spettacolarità equilibrata, grazie a due dei migliori tecnici in Europa, Tuchel e Guardiola, che anche quest’anno divertiranno i propri tifosi e tutti gli appassionati di calcio.

NIZZOTTI ROBERTO

IMMAGINI E GIF: https://www.youtube.com/watch?v=ibxgjVeX1O0

 

 

 

Le conseguenze nella Juve della possibile cessione di Bonucci.

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/04/18-10655695/juventus_bonucci_messaggio_al_napoli_sarebbe_ora_di_applaudirci/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/04/18-10655695/juventus_bonucci_messaggio_al_napoli_sarebbe_ora_di_applaudirci/

 

Leonardo Bonucci sembra, ogni giorno che passa, sempre più lontano da Torino direzione Manchester City, disposto a pagarne il cartellino 60 milioni e a dare al centrale bianconero un ingaggio da 40 milioni in 5 anni ( alla Juve ne percepisce 3.7 a stagione).

Ovviamente nulla è deciso e non è detto che Bonucci  giocherà per Pep Guardiola, potrebbe benissimo rifiutare l’offerta e restare in bianconero dov’è una colonna della squadra e un idolo della tifoseria, ma se questo trasferimento dovesse veramente concretizzarsi la Juventus si troverebbe nella difficile posizione di sostituire, se possibile, il suo leader difensivo.

Tra i papabili “sostituti” del n.19 bianconero ci sarebbe Mehdi Benatia, ex Roma attualmente al Bayern, che vedrebbe di buon occhio un suo trasferimento a Torino dopo una stagione dove non ha brillato molto, causa anche gli infortuni subiti che lo hanno fermato per troppo tempo.

Cerchiamo, nel limite del possibile, di fare un confronto tra i due giocatori prendendo a confronto l’annata 2015/2016 di Bonucci e di Benatia

Nell’ultima stagione Bonucci ha disputato, tra Serie A e Champions 44 gare con una media di passaggi riusciti dell’87% sia in Italia che in Europa. Di questi in serie A 15 hanno portato all’occasione da gol (1 assist e 14 key pass) mentre in Champions hanno prodotto una sola occasione da gol (1 key pass).

La precisione avuta nei tiri è stata del 38% in campionato mentre in Champions è stata addirittura dell’80%. A livello difensivo la percentuale di contrasti vinti è stati il 55% in Europa e il 49% in serie A.

Analizzando Benatia (14 gare giocate nell’ultima Bundesliga, 20 in totale contanto le  6 in Champions) i dati che si possono leggere sono i seguenti: Percentuale di passaggi riusciti dell’89% in Bundes, 94% in Champions; 3 occasioni create in Bundes (2 assist e un key pass) e 0 in Champions; 38% di precisione al tiro in Bundesliga e il 33% in Champions mentre, riguardo ai contrasti vinti, in Bundes sono stati il 57% mentre in Europa il 53%.

Leggendo questi dati, quello che balza subito all’occhio è il dato riferito alla precisione nei passaggi, con il difensore marocchino che eguaglia Bonucci nelle gare in campionato e lo supera nettamente in Champions dove raggiunge la media del 94%. Questo dato è palese che venga influenzato dal gioco che Guardiola richiede alle sue squadre, storicamente dominatrici nel possesso della palla.E’ altresì vero che, per averlo voluto al Bayern significa che lo ritiene adatto al suo sistema di gioco e alla sua idea di calcio che, per essere messi in atto, necessitano di giocatori dotati di grande intelligenza, di duttilità tattica e capaci tecnicamente, caratteristiche che risiedono in  Bonucci che lo stesso Pep sta cercando in tutti i modi di portare al suo Manchester City.

Una statistica che alla lettura risulta impattante è la differenza, a favore del difensore italiano, riguardo le occasioni da gol create (15 a 3 in campionato e 3 a 1 in Champions) .

Leonardo Bonucci è un regista arretrato e abbina alle capacità difensive (senso della posizione e dell’anticipo e lettura delle situazioni che gli permettono di uscire praticamente sempre vincente nei confronti con gli avversari) a visione di gioco, dribbling e piedi più da centrocampista che da difensore centrale.

Anche se con Massimiliano Allegri si sono visti sempre meno a favore di un maggior numero di filtranti rasoterra, il difensore juventino ha tra sue abilità principali i cambi di gioco e i lanci a servire le punte (assist a Giaccherini nel recente Europeo ne è un valido esempio) che permettono alla sua squadra, quando si trova in difficoltà, di superare il pressing avversario e rendersi immediatamente pericolosa con la ripartenza.

 

  • Dal minuto 2.35 (Guardate tutto il video, ne vale la pena) si può ammirare la capacità di Bonucci nel lanciare e mettere i compagni in condizione di essere pericolosi

Il difensore marocchino è anche lui in grado di lanciare i compagni e rompere il pressing dando vita alla transizione offensiva, ma non è una costante del suo gioco e  necessita di un compagno di reparto più capace (Boateng) o dell’appoggio del regista (Xabi Alonso).

 

BENATIA

 

La mancanza di Bonucci alla Juve le toglierebbe la possibilità di poter sviluppare l’azione anche se l’avversario dovesse andare in pressione sul regista (Pjanic, Marchisio), togliendo ad Allegri un’opzione fondamentale per aggirare le contromosse degli avversari senza perdere di efficacia.

Con Benatia i bianconeri non perderebbero a livello di solidità difensiva ma sotto l’aspetto dello sviluppo del gioco,  probabilmente coinvolgendo maggiormente e più nell’immediato gli esterni, con conseguente perdita di campo sulle corsie laterali.

E’ solo una voce di mercato, e forse rimarrà tale, ma se dovesse concretizzarsi la Juventus, ingaggiando Benatia, acquisterebbe quel difensore che non sostituirebbe Bonucci ma che renderebbe meno traumatica la sua uscita, anche se è molto probabile che Allegri debbe trovare soluzioni diverse da quelle che il n.19 consentiva di adottare e che erano ormai meccanicamente acquisite dalla squadra.

NIZZOTTI ROBERTO

 

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

VIDEO E IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=zJfrhXgTH80 ; https://www.youtube.com/watch?v=d_fcf-3I-WE

 

Manchester City-Real Madrid: Analisi

Nell’andata della semifinale di Champions tra Manchester City e Real Madrid, terminata 0-0, lo spettacolo visto in campo non è stato esaltante, ma ha comunque fornito spunti di riflessione su entrambe le squadre.

Un Manchester City poco o per nulla pericoloso in zona goal ma che ha giocato una buona partita sotto l’aspetto della fase difensiva, molto corto in campo, con i reparti molto vicini a togliendo la possibilità ai giocatori del Real di giocare tra le linee con una certa facilità.

Dal canto suo il Real Madrid ha palesato la stessa compattezza a livello difensivo, la stessa attenzione tattica ma, nonostante l’enorme defezione che lo ha privato di Cristiano Ronaldo, si è reso molto più pericoloso in zona goal, con Hart a salvare più di una volta il risultato per il City.

Analizziamo alcune statistiche e alcune immagini per capire meglio come si è svolta la sfida tra i Citizens e le Merengues.

 

tiri

tiri

  • Il dato dei tiri in porta è nettamente a favore del Real Madrid (13 a 4) il che evidenzia la maggior pericolosità in zona goal di cui parlavamo. Notare come ben 5 conclusioni su 13 siano avvenute dall’interno dell’area piccola, frutto di sviluppi da calci piazzati, aspetto del gioco dove il Real è risaputo essere pericoloso.

 

 

passaggi

passaggi

  • Le due immagini che vediamo qui rappresentano lo schema dei passaggi di Real e Manchester City. Si può intuire come il baricentro del gioco della squadra di Pellegrini fosse molto basso rispetto a quello del Real Madrid, e come gli inglesi abbiano privilegiato lo svolgimento dell’azione tramite gli esterni più che centralmente. Al contrario il Real ha prodotto molta mole di gioco anche per vie centrali e la linea offensiva ha giocato molto più alta rispetto agli avversari, come comprovato dal dato delle conclusioni prima analizzato.

 

heatmaps

heatmaps

  • Le due heatmaps confermano quanto detto nell’analisi del grafico riferito ai passaggi. City che ha privilegiato la copertura affidandosi alle ripartenze e Real che ha sviluppato una maggiore mole di gioco a centrocampo e in fase offensiva, senza mai rinunciare ad un equilibrio di squadra

 

dribbling Bale (9 su 34)

  • L’immagine di cui sopra riguarda i dribbling effettuati da Gareth Bale. Sono stati ben 9 su 34 , il 26% del totale, con una percentuale di riuscita del 55%. Questo dato per evidenziare l’importanza che ha avuto il gallese ieri sera, vista anche l’assenza di CR7  e la prestazione non esaltante di Karim Benzema.

 

frame 1

frame 1

  • Nel frame 1 notiamo la buona disposizione difensiva del City, con le linee di difesa e centrocampo compatte. Nonostante questo Bale si trova tra esse e gode di una certa libertà, dovuta al ritardo in chiusura del centrocampista inglese (quello centrale dei tre) e del primo da destra che non accorcia nell’intento di disturbare la linea di passaggio per il gallese. La palla giungerà poi a Jesé che colpirà di testa costringendo Hart a mettere in angolo, più per sicurezza che per effettiva pericolosità della conclusione.
frame 2

frame 2

  • Nel frame 2 vediamo l’azione che porta ad una pericolosa conclusione del n.11 del Real Madrid. Lo sviluppo è praticamente identico a quello visto nel frame 1, con la giocata che si sviluppa dalla fascia destra. Questa volta la fase difensiva del City non è ottimale, con un centrocampo visibilmente in ritardo nelle chiusure. Bale in questo caso, come evidenziato, riesce abbastanza facilmente a tagliare il campo in diagonale, portandosi dal lato sinistro a quello destro, approfittando delle errate distanze tra i reparti del City. Arrivato al limite dell’area di rigore sfrutta il movimento a sovrapporsi del compagno (che gli crea una possibilità di passaggio) e sfrutta quindi lo spazio venutosi a creare dal movimento indeciso del difensore del City, che inizialmente si fa attrarre dalla sovrapposizione del giocatore del Real, per poter tirare a giro sul secondo palo, sfiorando il goal. Notiamo come la linea difensiva del Manchester City sia posizionata abbastanza bene, garantendo una copertura anche in ampiezza, essendoci l’esterno destro che copre sul giocatore del Real che stava attaccando il lato debole.

 

Una partita che il City ha pensato più a non perdere che a vincere, ottenendo un buon risultato in termini di punteggio, visto che non subire goal in casa è sempre un piccolo vantaggio. Il Real Madrid ha dimostrato una certa maturità, giocando una partita equilibrata e al tempo stesso propositiva, cercando la vittoria senza mai sbilanciarsi o lasciare spazio al contropiede degli uomini di Pellegrini, e dimostrando di saper sopperire anche all’assenza di un fenomeno come CR7 (dovrebbe recuperare per il ritorno).

A Madrid il Real farà la partita, com’è nella sua storia, e cercherà il goal fin da subito, ma dovrà stare attento ancor di più alle ripartenze degli inglesi per evitare di restare in mutande, cosa che ultimamente accade abbastanza di frequente al suo allenatore (urge cambiare sarto)

Di seguito il video di una elle parate che ieri sera ha sfoggiato Hart e che è risultata decisiva ai fini del risultato finale.

 

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: http://it.uefa.com/uefachampionsleague/video/highlights-matchday/videoid=2357862.html?autoplay=true

Manchester City-Leicester City : Analisi

Il Leicester City continua a sognare la Premier League e, giornata dopo giornata, il sogno prende sempre più forma, soprattutto dopo questa vittoria per 3-1 in casa del rivale Manchester City, risultato fondamentale in termini di classifica (+6 delle Foxes sui Citizens) e in termini di morale e convinzione, andando a rafforzare un’autostima che gli uomini di Mister Claudio Ranieri hanno già ben sviluppata.

Una partita giocata da Vardy e compagni con grinta, carattere, qualità, giocata da vera squadra, senza concedere un centimetro al Manchester City, pressando a tutto campo con un ritmo incredibili, non permettendo agli uomini di Pellegrini di giocare e ragionare.

I dati riguardanti i tackles riusciti (72%), i palloni intercettati (20) e i falli fatti (15) sono la conferma della concentrazione e determinazione con la quale il Leicester City è andato all’Ethiad, con l’obiettivo di fare risultato, senza nessun timore nei confronti dei più blasonati avversari.

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Vediamo di seguito alcuni fermo immagine che evidenziano quanto appena detto, e cioè l’atteggiamento del Leicester City, attento, determinato, ordinato in campo.

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In questa immagine notiamo quanti uomini la squadra di Ranieri porta nei propri 16 metri, ben 8 , e disposti in modo ordinato, su due linee da quattro, in modo da non permettere ai giocatori del City di effettuare una giocata semplice, chiudendo gli spazi . Notiamo come il 3 del Manchetser City , in possesso di palla, stia cercando la percussione con il 2 del Leicester a pressarlo e il 3, sempre del Leicester, posizionato per contrastarlo. A centro area il 6 e il 7 del City sono ben marcati dal 6 e dall’8 del Leicester , con il 4 e il 7 delle foxes attenti alla giocata del 3 del City. Attenzione e ordine tattico.

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Anche in questa immagine vediamo le due linee da 4 del Leicester, perfettamente distanti tra loro, nei 16 metri difensivi.

Zabaleta (il 2 del Manchester City) si propone sulla fascia, seguito dal numero 1 del Leicester (Albrighton), il 2 delle foxes (Dreankwater) è attento al movimento di Yaya Touré, il 3 marca il 3 dei citizens (Aguero), l’8 e il 5 di Ranieri a controllare l’inserimento dei centrocampisti avversari (Silva, il n.4), e l’esterno destro (7) a marcare Sterling (5). Anche qui distanze perfette, attenzione allo sviluppo del gioco, concentrazione massima.

Lo vediamo anche dalla prossemica , come i corpi dei giocatori del Leicester siano più tesi, più attivi, più pronti a rispondere agli stimoli rispetto a quelli del Manchester City, eccetto Aguero.

 

1 (11)

Anche in questo fermo immagine notiamo l’estremo ordine tattico degli uomini di Ranieri, perfettamente in linea e distanziati tra loro (sempre 8 uomini a difesa della porta contro i 2 del Manchester City), attenti ai movimenti degli avversari e alla palla, pronti a marcare stretto il giocatore del Man.City in possesso palla e a chiudere le linee di passaggio.

Vediamo come il Man.City cerchi l’imbucata, con Sterling (2) che con un filtrante va a servire Kolarov (4).

Il 5 del Leicester è pronto per tentare l’intercetto, mentre il 6 (Morgan), in marcatura su Silva (5) è già pronto a chiudere su Kolarov (4) nel caso passasse la palla, con Kanté (4) attento a coprire su Silva che, altrimenti, in caso di scarico di Kolarov, sarebbe libero di ricevere in mezzo all’area.

Il 7 (Huth), l’8 (Albrighton) e il 9 (Fuchs) sono attenti e pronti alla copertura e a liberare la zona nel caso passasse il cross di Kolarov.

Anche in questo caso, analizzando il linguaggio del corpo dei giocatori del Leicester, possiamo notare l’attenzione, la concentrazione, la reattività, pronti a leggere la situazione di gioco e a porvi rimedio, tutti concentrati e uniti verso l’obiettivo.

Sono questi dettagli, uniti ad un lavoro tattico di alto livello da parte di Ranieri, a fare del Leicester City l’attuale leader della Premier League, nonostante un budget nettamente inferiore allo stesso Manchester City, Chelsea, Manchester United, Arsenal.

Lavoro, qualità negli interpreti e in ciò che fanno, determinazione, convinzione in ciò che si fa, in quello che il mister chiede, e la possibilità di dare realtà ad un sogno, tutto questo sta permettendo alle foxes, domenica dopo domenica, di avvicinarsi alla conquista di una Premier che li porterebbe, in eterno, nella storia del calcio e li innalzerebbe a leggende della città di Leicester.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

Leicester City in crisi di goals – Analisi

Il sorprendente Leicester City di Claudio Ranieri  si trova secondo in classifica con 42 punti, 4 in meno dell’Arsenal capolista, posizione incredibile se si pensa con quali proclami avevano iniziato la stagione i Foxes.

I trascinatori fino ad ora sono stati , senza dubbio, Jamie Vardy e Riyad Mahrez , autori rispettivamente di 15 goal ( con record di 11 gare consecutive di Premier con almeno un goal segnato) e di 13 goal, accompagnati nel caso del giocatore franco/algerino, anche da 6 assist.

Nelle ultime tre gare il Leicester però ha un pò frenato la sua corsa, raccogliendo due punti, in casa contro Manchester City e Bourmouth, e perdendo a Liverpool contro i Reds di Jurgen Klopp.

La voce 0 nella casella goal segnati potrebbe far pensare ad un calo di prestazioni degli uomini di Ranieri ma, analizzando, ho notato che non sono tanto le prestazioni in se , sia di squadra che dei singoli, ad essere variate, ma la precisione in fase conclusiva, dato che fa pensare ad un leggero calo fisico e di lucidità, soprattutto del cannoniere principale Vardy, forse rilassatosi dopo aver raggiunto il record.

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LIVERPOOL-LEICESTER CITY

Nella gara persa contro il Liverpool il Leicester City ha avuto un possesso palla del 35% , dato conforme con lo stile di gioco basato su una fase difensiva attenta e sulle ripartenze, con una precisione al tiro del 42%, in calo rispetto al 50% fatto registrare nella vittoria, sempre a Liverpool, ma contro l’Everton, nel turno precedente

. La percentuale di passaggi è stata del 61%, con 8 falli fatti e il 70% dei tackles riusciti (21/30).

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Nella stessa gara Vardy ha tirato verso lo specchio della porta 2 volte (il 28% dei tiri totali), centrando la porta una volta ( 50%), mentre Mahrez ha tirato 1 volta, centrando la porta di Mignolet ( 100% ), per un 14% di incidenza sul totale dei tiri.

 

LEICESTER CITY – MANCHESTER CITY

Nel match giocato al King Power Stadium contro il Manchester City di Manuel Pellegrini, il dato del possesso palla è rimasto stabile registrando un 39%, con una percentuale di passaggi riusciti del 63% (202/318) mentre i tiri verso la porta dei Citizens sono stati 11 dei quali 4 in porta, pari al 36%.

I tackles riusciti sono stati 14 su 22, pari al 64% mentre i falli fatti sono stati 11, dato di poco inferiore da quello registrato nella gara contro il Liverpool, il che fa pensare ad un leggero calo di forma.

LEIC-MANCITY DATI LEIC-MANCITY PASS LEIC-MANCITY TACKLES LEIC-MANCITY TIRI

In questa gara Vardy ha fatto registrare una precisione al tiro del 66% ( 3 tiri / 2 in porta – il 27% dei tiri totali della squadra ) mentre Mahrez ha tirato 1 volte (9% dei tiri totali della squadra) , non centrando la porta avversaria.

A differenza della gara contro il Liverpool Vardy ha aumentato la sua percentuale di precisione al tiro portandola al dal 50% al 66%, mentre invariata è stata l’incidenza sui tiri totali del Leicester ( 28% contro 27% )

Mahrez ha tirato lo stesso numero di volte sia contro i Reds che contro il City (1), ma in questa occasione mancando il bersaglio, evento che fa crollare la sua incidenza sul totale dei tiri dal 14% ad un 9%.

 

LEICESTER CITY – BOURMOUTH

Nell’ultimo match giocato sabato 02/01/2016 contro il Bourmouth il possesso palla del Leicester è stato del 53%, in netto aumento rispetto al dato registrato nelle due gare precedentemente prese in esame, conseguenza di un atteggiamento difensivo degli ospiti che hanno costretto la squadra di Ranieri a dover tenere più palla rispetto a quanto erano abituati, cambiando impostazione della gara, non più d’attesa ma di costruzione.

La precisione dei passaggi è stata del 79% (375/474) con una precisione al tiro del solo 12% ( 2 tiri su 16 ), voce quest’ultima in netto ribasso rispetto alle gare precedenti che avevano fatto registrare un dato in moderato calo ( dal 42% contro il Liverpool al 36% contro il Man. City).

Questo calo del dato riguardante la percentuale di precisione al tiro può essere una spiegazione, ma non la sola, della scarsa vena realizzativa di Vardy e compagni che ha portato il Leicester a segnare 0 goal nelle ultime tre gare di Premier, mentre precedentemente la media goal a partita era stata di 2 goal a partita ( 34 in 17 gare ).

Tornando alla gara giocata contro il neopromosso Bournmouth, vediamo che il dato dei teackles fa registrare una percentuale del 56% ( 18 riusciti su 32 ) mentre i falli commessi sono stati 10.

LEIC-BOURM DATI LEIC-BOURM TACKLES LEIC-BOURM TIRI LIC-BOURM PASS

 

Jamie Vardy in questa gara ha tirato 4 volte centrando l’obiettivo 1 sola volta ( 25% ) contribuendo al 31% dei tiri totali, in linea con le prestazioni precedenti, mentre Mahrez ha tirato 3 volte , il 18% dei tiri delle Foxes, centrando lo specchio della porta una volta ( 33%), ritornando ad avere dei parametri in linea con le prestazioni pre-Manchester City.

Per concludere penso che il Leicester , più che a difficoltà di gioco, cominci forse a pagare un po’ di stanchezza più mentale che fisica.

La precisione in zona goal, che permetteva di capitalizzare al meglio le occasioni che venivano create, causa stanchezza fisica e mentale ( parlare di titolo da parte dei media potrebbe aver causato della pressione ) è venuta meno in questa ultime tre gare, portando la squadra di Ranieri a terminarle a reti bianche.

C’è però da dire che a livello difensivo il Leicester City sta continuando a dimostrare grande solidità, avendo subito solo un goal, seppur decisivo ai fini del risultato finale, contro il Liverpool, finendo a reti inviolate le gare interne con il Manchester City e il neopromosso Bournmouth ( più positivo il primo pareggio che il secondo), subendo di fatto solo 1 goal in 3 gare, media ottimale per continuare a sognare in grande.

Un recupero delle forze e un lavoro psicologico di Ranieri volto a togliere pressione ai suoi ragazzi, Vardy su tutti , a secco da 4 gare ( ultimo goal il primo segnato nella vittoria per 2-1 contro il Chelsea  del 14/12/2015 ) permetterà sicuramente alle Foxes di riprendere a segnare e vincere, continuando a cavalcare il sogno.

Nizzotti Roberto.

fonte dati ( www.fourfourtwo.com  – Dati Opta )