LA JUVE REAGISCE : 2-0 E LAZIO DOMINATA

http://www.goal.com/it/match/juventus-vs-lazio/2305956/report

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La Juventus riparte, come sempre le accade dopo una sconfitta, vincendo e convincendo, in questo caso infliggendo un netto 2-0 alla Lazio , mai veramente in partita.

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Merito questo dell’approccio alla gara della Juventus, perfetto sia sotto l’aspetto tattico che mentale, con la squadra che, nonostante la novità dello schieramento (un inedito 4-2-3-1), era ben messa in campo, agonisticamente cattiva e concentrata e con una buona qualità tecnica ( non ottima perché, in alcuni momenti, ancora troppe le palle perse sulla 3/4 difensiva).

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Parlando di qualità di palleggio è doveroso citare Miralem Pjanic, autore di una grande gara, capace di gestire sempre ottimamente il pallone, effettuando sempre la scelta migliore per rendere fluido lo sviluppo dell’azione.

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Inoltre importante è stato il suo movimento a scendere, insieme a Sami Khedira, che permetteva a Bonucci (o Chiellini) di avere un’opzione in  più di scarico in fase di costruzione, così da saltare il pressing della Lazio, molto più efficace ad inizio di secondo tempo.

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Le frecce nere segnano il movimento di Khedira e Pjanic, quelle gialle le marcature dei laziali sui giocatori della Juventus.

 

L’atteggiamento della squadra lo si è visto in particolare in Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain, veri e propri difensori aggiunti che, in più di un’occasione, si trovavano a ridosso della linea difensiva a pressare e recuperare la palla.

 

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Soprattutto il #17 croato a dato, ancora una volta, dimostrazione di essere un elemento fondamentale, sia sotto l’aspetto del gioco che sotto l’aspetto mentale, vero e proprio trascinatore della squadra.

Il risultato poteva essere più largo se nella ripresa Paulo Dybala e Marko Pjaca (entrato a 10 minuti dalla fine) avessero concretizzato le occasioni capitategli, con il croato #20 vicino al goal in due occasioni, prima non trovando il pallone nel tentativo di incrociare con il destro e poi, all’ultimo secondo, mandando alto sulla traversa il pallone con un colpo di testa.

Una Juve che ha dimostrato forza caratteriale, spirito di sacrificio e capacità di adattarsi a vari sistemi di gioco.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: app Stats Zone; www.squawka.com ; www.whoscored.com/it

 

 

 

 

 

PRE MATCH JUVENTUS – LAZIO: Info sui biancocelesti.

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http://www.tsmplug.com/wp-content/uploads/2015/05/Juventus-Vs-Lazio.png

 

Quarta in classifica con 40 punti, frutto di 12 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, la Lazio guidata da Simone Inzaghi si appresta ad affrontare, allo Juventus Stadium, una Juventus ferita dalla sconfitta subita a Firenze domenica scorsa e vogliosa, quindi, di riprendere la marcia verso il sesto, leggendario, scudetto con una vittoria convincente sia sotto l’aspetto del risultato che del gioco.

 

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Nelle 20 partite giocate i biancocelesti hanno segnato 35 (1,75 p.p.) dei quali 14 da calci da fermo (il 40%) suddivisi tra rigori (5) e calci piazzati (9), mentre 20 arrivano da azione manovrata (il 57%).

I goal subiti sono invece 22 (1,1 p.p), 7 nelle ultime 5 gare giocate in trasferta (1.4 p.p.)

Soffermandoci sul rendimento in trasferta la Lazio, delle 9 gare giocate lontano dall’Olimpico, ne ha vinte 4, pareggiate 3 e perse 2  segnando e subendo 14 goal (1.5 p.p.)

Nelle ultime 6 gare giocate invece in generale, sia in casa che in trasferta, il rendimento è stato di 5 vittorie e 1 sconfitta, con 12 goal fatti (2 p.p.) e 8 goal subiti (1.3 p.p.)

La maggior parte dei goal la Lazio li ha segnati tra il 15′ e il 75′ minuto (24 goal, 6 in ogni quarto d’ora), mentre sono 8 le marcature tra il 75′ e il 90′ e solo 3 nei primi 15 minuti di gara.

La precisione al tiro media è del 48%, 44% nelle ultime 6 gare e 53% nelle ultime 5 trasferte

Il dato sui goal subiti dice che sono stati 18 nei secondi tempi (6 tra il 45′ e il 60′, 7 tra il 60′ e il 75′ e 5 tra il 75′ e il 90′) mentre solo 3 nei primi 45′ (2 tra il 25′ e il 30′ e 1 tra il 30′ e il 45′).

La tattica più usata da Simone Inzaghi è il 4-3-3, messo in campo in campo 12 volte, mentre il 3-5-2 è stato utilizzato in 6 occasioni.

Lo sviluppo del gioco è prevalentemente sugli esterni, con una media del 40% sulla sx e il 37% sulla dx, mentre le zone d’azione sono il 31% in difesa, il 46% a centrocampo e il 24% in attacco (valori riferiti al rendimento in trasferta).

Il gioco della Lazio la porta a creare, per partita, una media di 11,9 occasioni da goal, con un possesso palla medio del 48% (52% nelle ultime 6 gare; 47% nelle ultime 5 trasferte) e una precisione nei passaggi medio dell’80% (78% nelle ultime 6 gare; 79% nelle ultime 5 trasferte).

Gli elementi più pericolosi del laziali sono certamente Ciro Immobile, autore finora di 11 goal in serie A , con 65 tiri totali (3,25 tiri di media p.p.) e Felipe Anderson, autore di 2 goal, 7 assist e 28 key pass. Importante l’assenza di Keita Bladè, impegnato con il Senegal nella Coppa d’Africa che si sta svolgendo in Gabon, autore in campionato di 5 goal, 2 assist e 25 key pass.

Nizzotti Roberto

DATI: www.squawka.com ; www.whoscored.com ; www.legaseriea.it

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Juve, buona la seconda contro una Lazio tosta.

 

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La Juventus vince anche la seconda di campionato, questa volta avendo la meglio, di misura, su una buonissima Lazio in quel di Roma, portando già a 6 i punti in più rispetto allo stesso periodo della passata stagione.

La squadra di Simone Inzaghi ha preparato ottimamente la gara sotto l’aspetto tattico mentre non l’ha gestita nel migliore dai modi sotto l’aspetto della tenuta fisica che l’ha abbandonata con l’avanzare della partita.

L’inizio del match ha visto una Juve chiusa nella sua metà campo, che attendeva l’avversario (forse con un baricentro troppo basso), con una Lazio molto aggressiva che non consentiva ai ragazzi di Allegri di arrivare alla sua area di rigore.

Interessante la scelta di Inzaghi, durante la costruzione dal basso della Juventus,  di mettere Jordan Lukaku (TS) molto alto a pressare Dani Alves costringendo i bianconeri a sviluppare l’azione quasi sempre la palla sulla fascia sinistra. Una volta arrivata nei piedi del n.3 juventino, Felipe Anderson, Basta e Parolo andavano a pressare e a raddoppiare riuscendo a bloccare Alex Sandro e Asamoah e a ripartire. La scelta di non pressare se non solo quando il pallone arrivasse sulla fascia sinistra bianconera è conseguente al fatto che in quella zona giocava Chiellini, famoso non sicuramente per le sue doti tecniche, cercando di indurlo all’errore e a forzarne la giocata.

 

Gli errori di Chiellini in fase di impostazione, non il suo forte. E la Lazio lo sapeva.

Gli errori di Chiellini in fase di impostazione, non il suo forte. E la Lazio lo sapeva.

 

Passaggi errati sull'out di sx.

Passaggi errati sull’out di sx.

 

I due schemi dei passaggi, di Lulaku (sopra) e Dani Alves (sotto). Vedere come il brasiliano sia bloccato bene dal belga che riesce a proporsi con una certa continuità arrivando sul fondo.

I due schemi dei passaggi, di Lulaku (sopra) e Dani Alves (sotto). Vedere come il brasiliano sia bloccato bene dal belga che riesce a proporsi con una certa continuità arrivando sul fondo.

 

 

Il grafico Opta proposto dalla pagina twitter 11tegen11 che evidenzia bene come la Juve abbia giocato molto sulla sinistra, come spiegato precedentemente.

Il grafico Opta proposto dalla pagina twitter 11tegen11 che evidenzia bene come la Juve abbia giocato molto sulla sinistra, come spiegato precedentemente.

 

Oltre a questo la Lazio restava molto alta e compatta riducendo al minimo gli spazi tra le linee, aspetto che metteva in difficoltà giocatori come Dybala, Asamoah e Khedira che trovavano parecchie difficoltà a ricevere e giocare la palla.

Dopo i primi 15 minuti il ritmo gara dato dalla Lazio ha cominciato a diminuire consentendo alla Juventus di alzare il baricentro e di cominciare a controllare il gioco, riuscendo a giocare con più continuità tra le linee e sulla fascia destra, aumentando anche il ritmo del gioco che, fino a quel momento, era stato troppo basso, conseguenza anche della poca mobilità dei giocatori bianconeri.

Evidente la differenza tra il primo tempo e la ripresa, con una Juve che nella prima frazione ha sofferto la fisicità della Lazio (percentuale tackles 57% Lazio contro il 38% Juve; duelli aerei vinti 57% Lazio contro il 43% Juve) mentre nella ripresa è riuscita a sovvertire l’inerzia del match prendendo il comando del gioco (percentuale tackles 38% Juve contro il 36% Lazio; 67% Juve contro il 33% Lazio).

Nella ripresa, come detto, è stato da subito evidente il calo fisico della Lazio e il conseguente miglioramento del gioco da parte della Juventus, con la difesa alta, una manovra più fluida e maggior movimento dei giocatori che ha permesso la creazione di occasioni da rete fino ad arrivare al goal decisivo, messo a segno da Khedira su lancio di Dybala non intercettato da Biglia.

Il tedesco è stato autore dell’ennesima prova di spessore fatta da un’ intelligenza calcistica sopra la media e dalla capacità di inserirsi che, come lui, pochi hanno.

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Dopo il goal la gara è stata gestita dalla Juventus nel migliore dei modi senza soffrire più di tanto, con una Lazio che, anche attraverso i cambi, ha cercato di riprendere la gara senza però rendersi mai pericolosa.

Da sottolineare la grande prestazione di Benatia, che giocava al posto di Leonardo Bonucci, ottimo negli anticipi che permettevano di uccidere sul nascere l’azione offensiva laziale, preciso e concentrato negli interventi come nell’occasione del primo tempo quando, con un’acrobazia, ha tolto il pallone dalla testa di Ciro Immobile.

 

Intercetti di Benatia, ben 7 (+5 rispetto ai compagni di reparto Barzagli e Chiellini).

Intercetti di Benatia, ben 7 (+5 rispetto ai compagni di reparto Barzagli e Chiellini).

 

Una gara vinta dalla Juventus con intelligenza, riuscendo a resistere alla pressione della Lazio per poi, al momento opportuno, prendere in mano il gioco e colpire l’avversario dando dimostrazione di grande forza mentale, tattica e di un livello tecnico di molto superiore a quello degli avversari che, per contrastarla, devono interpretare la gara al meglio sotto l’aspetto fisico, dell’aggressività in campo.

La Lazio ha dimostrato di poter mettere in difficoltà la Juventus se sorretta dalla condizione fisica che, al momento, non è ancora ottimale e non le ha permesso di giocare tutta la gara come aveva previsto, ma sicuramente, per quanto fatto vedere nel primo tempo, potrà ricoprire un ruolo di assoluta protagonista per la corsa ad un posto in Europa League.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE: www.squawka.com ; www.whoscored.com

 

 

 

 

LAZIO: Breve scheda sulla squadra di Inzaghi.

 

http://www.radioradio.it/inzaghi-carica-avanti-lazio/

http://www.radioradio.it/inzaghi-carica-avanti-lazio/

 

 

La prossima avversaria della Juventus in campionato sarà la Lazio guidata da Simone Inzaghi che, all’esordio, ha sconfitto a Bergamo l’Atalanta del nuovo corso Gasperini con un pirotecnico 3-4.

La squadra bianco-celeste è scesa in campo schierandosi con un 4-3-3 che, in fase di non possesso, vedeva le due ali, Kishna e Lombardi, arretrare fino alla linea mediana a formare un centrocampo a 5.

 

Schieramento iniziale

Schieramento iniziale

 

 

Disposizione della Lazio in fase di non possesso.

Disposizione della Lazio in fase di non possesso.

 

Le statistiche della gara hanno visto la Lazio tirare 11 volte delle quali 5 in porta (compresi i 4 goal per una conversione pari all’80%), ha avuto una precisione nei passaggi del 70% (non un dato esaltante), ha creato 8 occasioni da goal (conversione del 50%), crossato 10 volte (4 dalla fascia di dx e 6 da quella di sinistra), effettuato 9 dribbling (solo 3 riusciti pari al 33%), ha portato a termine positivamente solo il 26% dei tackles effettuati (poca cattiveria agonistica), ha vinto il 57% dei duelli aerei, spazzato l’area ben 47 volte e commesso 15 falli.

Tutti questi numeri spiegano come la Lazio abbia impostato la gara pensando prima di tutto alla fase difensiva, chiudendo tutti gli spazi, cercando poi, una volta recuperata la sfera, di attaccare con transizioni positive rapide (il dato delle 47 spazzate è indicativo in tal senso).

 

Heatmaps della gara che spiega bene come questa si è sviluppata.

Heatmaps della gara che spiega bene come questa si è sviluppata.

 

Analizzando meglio nel dettaglio i dato dei passaggi effettuati si nota come siano stati tentati, con successo, i lanci lunghi, a conferma di quanto sopra scritto. Dei 256 passaggi effettuati 72 sono stati quelli lunghi, pari al 28%, un dato importante a cui va aggiunto quello sui lanci lunghi effettuati dalla difesa che sono stati, considerando quelli di Marchetti (22), Basta (8), Hoedt (7), de Vrij (8) ben 45 su 72, il 62%.

 

Lanci lunghi dalla difesa.

Lanci lunghi dalla difesa.

 

Da questo dato si può intuire come uno degli schemi preferiti della Lazio sia il lancio a superare il centrocampo per innescare le ali e la punta, aspetto curioso se si considera che, come vertice basso del centrocampo a 3 ha Lucas Biglia, che con 41 passaggi effettuati è stato il migliore della sua squadra in questo fondamentale.

 

Schema dei passaggi di Biglia.

Schema dei passaggi di Biglia.

 

Logico pensare che contro la Juventus l’atteggiamento della Lazio possa essere lo stesso, con una gara impostata a chiudere le linee di passaggio ai bianconeri puntando tutto su ripartenze veloci.

La squadra di Allegri dovrà avere molta pazienza nella gestione della palla, tenere un ritmo alto e un giro palla fluido che permetta di muovere la difesa laziale così da portarla a disunirsi, con conseguenti spazi che si verrebbero a creare attaccabili dagli juventini.

Nizzotti Roberto

IMMAGINI E DATI: www.whoscored.com / www.squawka.com

 

Il ruolo di Mandzukic

Giocatore fondamentale negli equilibri della squadra, punta micidiale che sa difendere e lo si può trovare spesso a rinviare palloni vaganti al limite della propria area di rigore.

Attaccante di sacrificio, il suo impatto sulle gare è sempre determinante grazie alla sua presenza in fase difensiva, al suo essere micidiale in area di rigore e al suo muoversi su tutto il fronte offensivo che permette ai suoi compagni negli spazi che si vengono a creare conseguenti ai suoi movimenti.

Se supportato dalla forma fisica è difficile per un allenatore fare a meno di lui, anche per la grinta che porta sempre in campo, atteggiamento contagioso verso i compagni di squadra.

 

dati laziodati

Le due tabelle soprastanti elencano le statistiche di Mandzukic contro la Lazio e contro la Fiorentina, le ultime due gare giocate dai bianconeri. In entrambe le gare 1 tiro per il croato e 1 goal, in entrambi i casi il goal dell’1-0, come successo in ben 8 occasione quest’anno, segno di quanto questo giocatore sia decisivo nelle partite che gioca, capace di segnare gol importanti, che sanciscono la vittoria, il pareggio (contro il Milan) o sbloccano il risultato.

 

frame 1

frame 1

  • Primo gol contro la Lazio che sblocca una gara complicata, con la squadra di Simone Inzaghi che si difendeva molto bene, con tutti gli effettivi dietro la linea della palla. Ancora una volta l’ariete croato ha sbloccato il risultato facendo valere la sua presenza fisica in mezzo all’area e il suo infallibile fiuto del gol che gli permette di trovarsi sempre nella posizione giusta per essere decisivo.

 

frame 2

frame 2

  • In questo frame vediamo il movimento che fa Mandzukic, ad uscire, liberando lo spazio per l’inserimento di Dybala, che parte sempre molto arretrato, e Khedira o altri centrocampisti. In questo caso guadagnerà anche un fallo da Patric che verrà ammonito (nella ripresa subirà il secondo giallo e verrà espulso lasciando la Lazio in 10 per 40 minuti).

 

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frame 3

  • Oltre che prestanza fisica e grande dinamicità su tutto il fronte d’attacco e non solo, Mandzukic è dotato anche di buona tecnica e visione di gioco. In questo frame possiamo notare come sia molto bravo ad arretrare fino alla linea di centrocampo per prendere e difendere la palla, creando spazio alle sue spalle che verrà prontamente attaccato da Dybala e Khedira. Proprio il centrocampista tedesco viene lanciato nello spazio dal n.17 croato che dimostra di avere, tra le sue qualità, anche una buona visione di gioco buona tecnica, aspetti che gli permettono di effettuare giocate come questa.

 

Difficile per Allegri fare a meno della punta croata, se questa è in forma, visto il lavoro splendido che svolge per la squadra e l’incisività che ha sul risultato finale della gara. Trovare un giocatore che corre , pressa, difende rientrando fino alla propria area di rigore e mette grande grinta in campo per tutti i minuti che gioca e che, nonostante il grande dispendio di energia, quando si trova a dover finalizzare un’azione offensiva ha una percentuale di realizzazione che si avvicina al 100%, è veramente un’impresa. Un giocatore così al giorno d’oggi è una rarità e, se si ha la fortuna di averlo in rosa, sarebbe un suicidio non schierarlo. Non sarà esteticamente bello da vedere, un po’ sgraziato nei movimenti, ma incredibilmente decisivo e in grado di spostare gli equilibri di un match, insomma, un campione.

 

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE: www.squawka.com

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=SI1GeQfRLrM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Lazio di Simone Inzaghi

Tra poche ore la Juventus scenderà in campo, allo Juventus Stadium, per affrontare la Lazio che, dopo la disfatta del derby è stata affidata a Simone Inzaghi.

I bianco celesti, nelle due partite con seduto in panchina l’ex tecnico della Primavera, hanno ottenuto due vittorie, segnando 5 goal e mantenendo la porta inviolata ( 0-3 a Palermo e 2-0 in casa contro l’Empoli)

Cerchiamo di capire, tramite alcune statistiche e immagini, riferite alla gara Palermo – Lazio, terminata 0-3 per i bianco celesti, qual’è lo stile di gioco che l’ex bomber laziale vuole impartire alla sua squadra, a quali situazioni dovrà far fronte la Juve.

 

posizioni in campo

  • Posizioni medie dei giocatori laziali che evidenziano l’intenzione di creare a centrocampo molta densità per recuperare palla in modo rapido costringendo l’avversario a giocare sugli esterni. Oltretutto i tre offensivi, Klose, Keita Balde e Candreva, sono molto alti con lo scopo di infastidire la costruzione della manovra sin dalla difesa.

 

zone d'attacco

  • La direzione degli attacchi denota una propensione maggiore da parte della Lazio nello sviluppare l’azione sfruttando principalmente le fasce.

 

zone tiro

  • Analizzando la percentuale dei tiri (19 in totale in questo match) in base alla distanza dalla quale sono stati scagliati vediamo che il tiro dal limite dell’area è la soluzione più cercata (63%), grazie anche a giocatori come Candreva, Keita Balde e Parolo, seguita dal tiro nell’area piccola (11%), con Klose maestro in questo, mentre solo il 26% dei tentativi è da oltre i 16 metri.

 

totale tiri

Il dato sui giocatori che più hanno tirato evidenzia come Candreva (6) e Keita (4), le due ali, siano i due laziali ad aver cercato, con maggior insistenza, il tiro con 10 tentativi sui 19 totali della squadra. Il movimento che li porta dall’esterno a rientrare al centro del campo li aiuta in questo senso.

Vediamo ora alcuni frame della partita Palermo-Lazio, fin’ora l’unica giocata in trasferta dalla squadra di Simone Inzaghi.

frame 1

  • Primo goal della Lazio scaturito da una giocata da calcio da faremo. Vediamo come, nel movimento al centro dell’area , viene attuato un blocco volto a liberare Klose che, appunto, senza più il difensore a marcarlo, può spostarsi nello spazio a ridosso del primo palo. Li riceverà la palla e concluderà a rete dopo un controllo, portando in vantaggio la Lazio.

 

frame 3

  • Azione d’attacco della Lazio che ci permette di notare il movimento degli esterni, in questo caso Keita Balde. Il giovante attaccante spagnolo parte dalla fascia sinistra per poi, con un abile dribbling a sfruttare la blanda marcatura dei difensori palermitani, accentrarsi e andare alla conclusione, messa in angolo dal portiere avversario. Parolo effettua un movimento all’indietro, a mio avviso sbagliando, andando quasi a ostacolare il compagno.

 

frame 4

  • Azione di contropiede della Lazio, situazione alla quale la Juve dovrà fare molta attenzione. In questo caso la fascia dove l’azione si sviluppa è quella destra, con Candreva che conduce la sfera, Onazi che lo segue in sovrapposizione e Klose che, centralmente, segue l’azione attaccando la profondità. La velocità della transizione offensiva permette di aproffittare al massimo del mal posizionamento della difesa del Palermo.

 

frame 5

  • Nello sviluppo dell’azione Candreva appoggia all’indietro per Onazi che, nel frattempo, aveva arrestato la sua corsa per accentrarsi e poi servire in profondità Klose o cambiare lato premiando Keita Balde

 

frame 6

  • Importante evidenziare come, quando il giocatore del Palermo recupera palla, Klose e Candreva portino un pressing immediato e molto forte per recuperare il prima possibile e il più alto possibile la palla. Solo il fischio dell’arbitro che ha considerato falloso il pressing della punta tedesca, non permette a quest’ultima di concretizzare al meglio il recupero palla.

 

Importante l’aspetto del pressing alto, come abbiamo visto nello schema dello schieramento medio durante la gara, che potrebbe causare problemi alla Juve, abituata a impostare l’azione con Bonucci o con il regista che, questa sera, sarà Hernanes, non il massimo della velocità, che potrebbe subire più del previsto questo atteggiamento tattico.

 

frame 8

  • In questo frame vediamo come Keita abbia cambiato fascia, agendo in questo caso sulla destra. Attua un movimento iniziale ad accentrarsi per poi attaccare lo spazio alle spalle della difesa e andare sul fondo per crossare, dribblando 4 giocatori del Palermo che non attuano un pressing molto efficace. Come evidenziato nell’immagine, Parolo stazione, come ci ha abituato, al limite dell’area, pronto a tagliare sul primo palo, a ribattere in rete una respinta ella difesao a ricevere un retro passaggio del compagno, mentre Klose staziona nella zona del primo palo, movimento abituale della punta tedesca. In questo caso segnerà il goal del 2-0.

 

Per la Juve sarà importante fare molta attenzione a Parolo, abile a muoversi e smarcarsi nell’area di rigore, e a non lasciargli troppi spazi che potrebbe tramutare in goal

 

frame 12

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  • Ultime due immagini che analizziamo e che si riferiscono allo sviluppo della stessa aznione. Parolo prende palla sul centro sinistra e scarica centralmente per il liberissimo Onazi che, ricevuta la sfera, ha due opzioni di passaggio. O aprire sul lato debole per Candreva, che si sta proponendo oppure, come poi ha fatto, verticalizzare per Keita che, in posizione centrale, attacca la profondità sfruttando la sua grande velocità.

 

Un’opzione per la Lazio quindi è anche la verticalizzazione, in particolare sfruttando la velocità di Keita nell’attaccare lo spazio alle spalle delle difese avversarie, anche se lo sviluppo del gioco sulle corsie laterali rimane l’opzione preferita.

Questa sera alla Lazio mancheranno uomini importanti come Candreva e Klose, e probabilmente questo porterà Inzaghi a giocare più coperto. Il tutto dipenderà da come i sostituti saranno in grado di interpretare i movimenti richiesti dal tecnico laziale.

La Juventus dovrà fare molta attenzione, soprattutto a Keita, che sarà il giocatore più pericoloso della Lazio, ai suoi tagli e alla sua abilità tecniche che potrebbero causare problemi ai difensori se questi ultimo non giocheranno con il massimo della concentrazione. Per il resto sarà necessario per i bianconeri dotarsi di molta pazienza , far girare palla con una certa velocità e fluidità per poter sbilanciare la fase difensiva bianco celeste e creare quindi spazi dove Pogba, Dybala e Khedira potranno inserirsi alla ricerca del goal.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com   www.whoscored.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=30y0ODck9wM