LA JUVE REAGISCE : 2-0 E LAZIO DOMINATA

http://www.goal.com/it/match/juventus-vs-lazio/2305956/report

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La Juventus riparte, come sempre le accade dopo una sconfitta, vincendo e convincendo, in questo caso infliggendo un netto 2-0 alla Lazio , mai veramente in partita.

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Merito questo dell’approccio alla gara della Juventus, perfetto sia sotto l’aspetto tattico che mentale, con la squadra che, nonostante la novità dello schieramento (un inedito 4-2-3-1), era ben messa in campo, agonisticamente cattiva e concentrata e con una buona qualità tecnica ( non ottima perché, in alcuni momenti, ancora troppe le palle perse sulla 3/4 difensiva).

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Parlando di qualità di palleggio è doveroso citare Miralem Pjanic, autore di una grande gara, capace di gestire sempre ottimamente il pallone, effettuando sempre la scelta migliore per rendere fluido lo sviluppo dell’azione.

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Inoltre importante è stato il suo movimento a scendere, insieme a Sami Khedira, che permetteva a Bonucci (o Chiellini) di avere un’opzione in  più di scarico in fase di costruzione, così da saltare il pressing della Lazio, molto più efficace ad inizio di secondo tempo.

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Le frecce nere segnano il movimento di Khedira e Pjanic, quelle gialle le marcature dei laziali sui giocatori della Juventus.

 

L’atteggiamento della squadra lo si è visto in particolare in Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain, veri e propri difensori aggiunti che, in più di un’occasione, si trovavano a ridosso della linea difensiva a pressare e recuperare la palla.

 

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Soprattutto il #17 croato a dato, ancora una volta, dimostrazione di essere un elemento fondamentale, sia sotto l’aspetto del gioco che sotto l’aspetto mentale, vero e proprio trascinatore della squadra.

Il risultato poteva essere più largo se nella ripresa Paulo Dybala e Marko Pjaca (entrato a 10 minuti dalla fine) avessero concretizzato le occasioni capitategli, con il croato #20 vicino al goal in due occasioni, prima non trovando il pallone nel tentativo di incrociare con il destro e poi, all’ultimo secondo, mandando alto sulla traversa il pallone con un colpo di testa.

Una Juve che ha dimostrato forza caratteriale, spirito di sacrificio e capacità di adattarsi a vari sistemi di gioco.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI: app Stats Zone; www.squawka.com ; www.whoscored.com/it

 

 

 

 

 

La Juve vince ancora (26 consecutive in casa): Sconfitto un ottimo Bologna 3-0.

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2016-2017/le-pagelle-di-juventus-bologna-3-0_sto6005960/story.shtml

 

Inizia nel migliore dei modi il 2017 in casa Juventus con una netta vittoria per 3-0 ottenuta allo Stadium contro il Bologna ( la n.26 consecutiva tra le mura amiche, mai nessuno nella storia del campionato italiano aveva raggiunto un simile traguardo).

Una vittoria in salsa argentina con i goal messi a segno da Gonzalo Higuain (doppietta) e Paulo Dybala (su rigore) che consentono alla squadra di Massimiliano Allegri di mantenere a 4 i punti di vantaggio sulla Roma, vittoriosa 1-0 a Genova, e con una gara in meno.

La gara ha visto una Juve con un approccio fin da subito corretto, pressando molto alto il Bologna, con intensità, schiacciando i felsinei nella loro metà campo.

Il tenere la linea di difesa molto alta portava, quando l’11 emiliano riconquistava palla, a subire il contropiede, prontamente annullato dalla rapida transizione negativa dei bianconeri che riuscivano per tempo a ricompattarsi annullando il pericolo.

Anche il Bologna pressava alto la Juventus (ottimo l’atteggiamento della squadra di Roberto Donadoni, propositiva e con l’intenzione di giocarsi la gara) alternando marcature mirate (Viviani su Marchisio) o chiusure ottimali delle linee di passaggio entrambi soluzioni che avevano l’intento di costringere la Juventus a giocare lungo o sulle fasce per rubare il più alto possibile il pallone (53 a fine gare quelli recuperati).  I bianconeri , per superare questo primo pressing, affiancavano, a turno, Khedira e Pjanic a Marchisio così da dare un’opportunità in più in fase di scarico ai centrali di difesa e così poter costruire l’azione.

Quando Pjanic si abbassava ad aiutare il #8 bianconero era Stefano Sturaro che si alzava a coprire lo spazio lasciato vuoto dal #5 bosniaco.

Nel momento in cui Marchisio riusciva ad impostare e a trovare l’uomo tra le linee, che poteva essere Miralem Pjanic o Pualo Dybala, la Juve di conseguenza diventava pericolosa potendo attaccare per vie centrali, sfruttando i movimento sempre più sincronizzati tra il #5, il #21 e Gonzalo Higuain.

Il vantaggio è nato proprio da una situazione di questo tipo, con il bosniaco bravo a farsi trovare tra le linee e, sfruttando il movimento della Yoja che da destra tagliava a sinistra, ha servito con un tocco sotto El Pipita (4 tiri totali, 2 in porta , entrambi trasformati in goal), che aveva fatto il movimento opposto rispetto al #21, mettendolo nelle condizioni di tirare di prima intenzione e battere Mirante.

 

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http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

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https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Nonostante lo svantaggio l’atteggiamento del Bologna non è cambiato (80% di precisione nei passaggi, 4 occasioni create, 9 palloni intercettati) continuando nel suo pressing a disturbare la costruzione della manovra juventina, con successo. Analizzando la presenza nelle due metà campo, dopo il goal subito il Bologna ha aumentato la percentuale di gioco nella metà campo offensiva, passando da un 34% ad un 48%, segno di forte personalità per i ragazzi di Donadoni.

 

http://serie-a.squawka.com/italian-serie-a/08-01-2017/juventus-vs-bologna/matches

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Infatti molti sono stati gli errori in fase di costruzione della squadra di Allegri, che ha consegnato in più di un’occasione il pallone nei piedi dei giocatori bolognesi consentendo loro di portare molte transizioni positive.

 

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Il raddoppio juventino è nato da un’incursione di Sturaro che, attaccando il lato sinistro dell’area di rigore, veniva toccato da Oikonomou con conseguente rigore, trasformato da Dybala.

 

https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

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Nella ripresa il Bologna ha continuato a proporre la sua idea di gioco nonostante il doppio svantaggio, pressando molto alto, atteggiamento che però lo portava, con il passare dei minuti, ad allungarsi troppo, concedendo sempre più campo alle ripartenze della Juve.

Da una di queste è nato il terzo goal, condotta ottimamente da Lichsteiner che, dopo un 1:2 con Khedira si è involato solo verso la linea di fondo mettendo poi un cross morbido a scavalcare Mirante sul quale si è avventato Higuain per un facile tap-in .

 

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https://www.youtube.com/watch?v=NQ52H6Xn75I

 

Da quel momento la gara si è di fatto conclusa con il Bologna a subire il contraccolpo del terzo goal subito e la Juventus a gestire con tranquillità il tranquillo vantaggio.

I bianconeri portano a casa 3 punti meritati che rigettano la Roma a 4 punti, confermando l’ottimo momento (10 goal fatti e 2 subiti nelle ultime 4 partite, tutte vinte) e cominciando nel migliore dei modi il 2017.

Il Bologna ha subito una sconfitta che era pronosticabile, ma ha dimostrato forte personalità e qualità, elementi che se messi in campo anche nelle prossime gare sicuramente porteranno i rossoblu ad occupare una posizione di classifica più tranquilla .

Nizzotti Roberto.

FONTE IMMAGINI: http://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/juventus-bologna-3-0/v319722.vid?pagt=0

 

 

 

 

JUVE-ROMA: Primo match ball ai bianconeri.

 

http://www.alfredopedulla.com/wp-content/uploads/2016/12/Higuain-gol-vs-Roma-Juventus-Twitter.png

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La Juve fa suo il big match della 18° giornata battendo per 1-0 la Roma in uno Stadium esaurito in ogni ordine di posto.

Una gara vinta da Juve, giocando più di una gara nell’arco dei 90 minuti dove ha cominciato imponendo subito grande ritmo e giocando un buon calcio, momento della partita che è stato il preludio al grande goal di Gonzalo Higuain, capace di trovare la giocata decisiva, risultata poi determinante al fine del risultato.

 

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Dopo il vantaggio i bianconeri hanno abbassato il loro baricentro, in alcuni momenti anche troppo, lasciando il comando del gioco alla Roma che, alla ricerca del goal del pari, lasciava spazi che potevano essere sfruttati con rapide ripartenze, strategia non sempre eseguita correttamente dagli uomini di Massimiliano Allegri che, in uscita dal pressing, e a causa di errori tecnici, riconsegnavano quasi subito la sfera agli avversari che continuavano nella pressione, anche se sterile.

La Roma infatti, che arrivava a Torino come il miglior attacco della Serie A, ha tirato solo 2 volte nello specchio della porta, non impegnando mai seriamente Buffon mentre, al contrario, Szczesny è stato autore di 2/3 grandi interventi che hanno permesso alla Roma di restare in partita.

La Juve , oltre ad essersi dimostrata molto solida sul piano difensivo, è stata anche molto efficace in fase offensiva, tirando in porta in 6 occasioni sul totale dei 7 tentativi, una percentuale dell’86%, dato che non è valso il raddoppio solo per la bravura del portiere polacco.

Tra gli juventini 2 i giocatori che meritano elogi particolari (senza togliere nulla agli altri) e sono Daniele Rugani e Stefano Sturaro.

Il #24 ormai sta diventando un perno fondamentale della difesa bianconera presente (e lo sarà di quella del futuro), capace di sostituire Bonucci al fianco di Chiellini giocando una gara con assoluta tranquillità e precisione. La sua capacità di posizionarsi sempre in modo corretto è stupefacente, così come lo è la tranquillità da veterano con la quale esce dalle situazioni più compliate, oltre al grande talento in fase di marcatura che gli ha permesso di annullare Edin Dzeko che ieri sera era lo spauracchio per la difesa juventina.

Le statistiche della sua gara parlano chiaro con 3 palloni recuperati, 5 anticipi, 100% di efficacia nei disimpegni (8/8) e 100% nei disimpegni di testa (5/5), il tutto commettendo solo 1 fallo.

Stefano Sturaro ha disputato una gara incredibile, facendo sentire il suo peso sia in fase di non possesso (9 palloni recuperati, 5 falli commessi) sia in fase offensiva con i suoi inserimenti che, se non fosse stato per il portiere in prestito dall’Arsenal, sarebbero valsi il raddoppio bianconero (3 tiri totali, 2 in porta).

Anche per Stefano Sturaro le statistiche sono esplicative della sua grande gara con 3 tiri, tutti dentro l’area di rigore, dei quali 2 in porta , 4 dribbling riusciti sui 5 tentati, ben 9 palloni recuperati, 4 tackle riusciti sui 5 tentati, 100% nei disimpegni (2/2 + 1/1 di testa) e 5 falli commessi.

Sturaro ha dato dimostrazione di essere maturato come giocatore, capace di svolgere le due fasi in modo ottimale e con costanza di rendimento, oltre a dimostrare una duttilità tattica , qualità importante per un allenatore (durante la gara ha giocato, oltre che interno, anche da esterno di sinistra quando Allegri è stato costretto a sostituire Pjanic con Cuadrado).

 

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Dal canto suo la Roma ha cercato di sorprendere all’inizio inserendo Gerson, messo a centrocampo con De Rossi e Strootman, mossa che permetteva a Nainggolan di giocare da trequartista e a Perotti di alzarsi a dare supporto a Dzeko .

La scelta di Spalletti è però stata infruttuosa, costringendo il tecnico toscano al cambio ad inizio ripresa inserendo Salah, non recuperato al 100%, per i giovane brasiliano. A parte alcune giocate sull’out di destra, il fantasista egiziano non ha inciso sulla gara, subendo al contrario la miglior prestanza fisica di Alex Sandro, bravo nel contenere l’ex Chelsea e Fiorentina e nel riproporsi in fase offensiva con una certa regolarità.

A parte qualche mischia nata da situazioni da palla ferma (la Roma aveva segnato il 33% dei suoi goal da palle inattive) i giallorossi non si sono mai resi pericolosi, producendo si gran possesso palla (60%) ma non riuscendo mai a sfondare le due linee della Juve, sempre compatte e attente alla chiusura delle linee di passaggio, e a verticalizzare, obbligati a giocare in orizzontale.

La Juve ha vinto ancora allo Stadium, battendo ancora una volta una diretta concorrente per il titolo aumentando così il divario in classifica (+7) e andando in vantaggio negli scontri diretti, elemento importante nell’economia di un campionato.

Nizzotti Roberto

DATI : Opta (www.statszone)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=OlJv_9TqH6k&t=11s

TORINO E’ BIANCONERA : Derby della Mole alla Juve.

 

Juventus' forward Gonzalo Higuain from Argentina  (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Juventus’ forward Gonzalo Higuain from Argentina (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

143° Derby della Mole a tinte bianconere grazie alla vittoria, in rimonta, per 1-3 degli uomini di Allegri.

La gara è stata equilibrata e decisa dalla maggior maturità e qualità della Juve che le ha permesso di gestire al meglio i momenti di difficoltà e di gestire al meglio il possesso palla sfruttando al meglio i punti deboli dei granata.

Analizzando la gara tramite le statistiche che ci ha fornito si può notare l’equilibrio del match sia dal possesso palla (52% per il Torino vs il 48% Juve) sia dal numero di passaggi completati (369 il Toro, 333 la Juve) che dal numero di tackle (20 a 19 per i granata), mentre per quanto riguarda i tiri il vantaggio della Juventus è netto con 17 tentativi a 9, con 8 tiri in porta ( il 42%) contro i soli 2 del Torino (22%).

Una gara giocata, fin dal principio su grandi ritmi, con la Juve che rispondeva al Torino sul piano dell’aggressività andando vicino al vantaggio in due occasioni, entrambe con Mandzukic protagonista, con Hart decisivo sulla seconda con una deviazione d’istinto a bloccare la palla sulla riga.

 

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I bianconeri riuscivano a far girare la sfera con una certa fluidità, cercando spesso i cambi di gioco che permettevano di trovare il Torino scoperto sul lato debole (La squadra di Mihajlovic non era rapida nello scivolamento). Il giocatore che ha più cercato il cambio di gioco è stato Marchisio , riuscendoci in 6 occasioni su 8 tentativi.

 

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Il #8 bianconero è stato autore di una gara solida, con l’86% nei passaggi, 41 passaggi ricevuti, 3 occasioni create e 6 palloni recuperati.

Dopo che la Juve era andata vicino al vantaggio è stato il Torino che, alla prima occasione, e al primo sfondamento sulla fascia, è riuscito a trovare il goal (25° su azione sui 32 totali) di Belotti (11 goal),bravissimo ad anticipare Lichsteiner e a mettere sul secondo palo un preciso cross di Benassi.

 

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Nonostante la doccia fredda dell’improvviso svantaggio la Juve ha ripreso a giocare, mantenendo la calma e trovando il pareggio dopo 15 minuti con Higuain su una ripartenza da palla riconquistata sulla ¾ granata con Cuadrado bravo ad intercettare una palla vagante e a servire in profondità Mandzukic che, con un controllo fortunoso, ha servito poi a sua volta il Pipita lanciandolo a rete.

 

 

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El nueve argentino ha giocato una grande gara tirando 6 volte, delle quali 4 in porta (il 50% dei tiri bianconeri che hanno centrato la porta granata) segnando due goal (il secondo goal è fantastico per controllo e tempi di esecuzione). L’86% di precisione nei passaggi, il movimento in campo con annessa difesa della porta e i cambi di gioco e i 3 falli subiti completano il quadro della gara giocata dal Pipita.

 

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Il raddoppio bianconero è arrivato al minuto 82, ma nei 35 minuti precedenti la gara era rimasta in sostanziale equilibrio (33% di tackles per entrambe, 4 intercetti a 3 per il Torino, 4 tiri per entrambe, 76% vs 79% di precisione nei passaggi) con la Juve che si era avvicinata al vantaggio e con il Torino che, soprattutto con le ripartenze, al nuovo vantaggio. In una di queste  Iago Falque si è accentrato dalla destra verso il centro servendo poi Ljajic sul lato opposto. Il #10 serbo, ricevuta la sfera, ha puntato la difesa bianconera effettuando un tiro a giro dal vertice sinistro dell’area (guardando la porta) e sfiorando il palo lungo con Buffon immobile.

 

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Dopo il vantaggio della Juve Mihajlovic ha inserito Boyé e Martinez per Benassi e Falqué, sbilanciandosi apertamente alla ricerca del goal che valesse almeno un punto, ottenendo invece il contrario. Massimiliano Allegri, che aveva inserito Lemina per Sturaro e, soprattutto, Dybala per Mario Mandzukic, ha potuto approfittare degli spazi che naturalmente si creavano visto l’evidente sbilanciamento offensivo dei granata.

In una di queste ripartenze la Joya ha dato sfoggio, ancora una volta, del suo immenso talento dribblando 4 giocatori del Torino sulla linea laterale e servendo, con una precisione e visione di gioco pazzesca, Higuain in profondità mettendolo solo davanti a Hart. L’ex #1 del Manchester City era riuscito a respingere sial il tentativo del #9 juventino sia il primo di Pjanic (entrato per Cuadrado) ma non il secondo del #5 ex Roma che ha sancito il definitivo 3-1 e la fine del match.

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Juve che aumenta a 39 i punti in classifica e a 7 il vantaggio su Milan e Roma che, questa sera, si sfideranno all’Olimpico di Roma mentre il Torino resta 7° a 25 punti.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta (app Stats Zone)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=bRtQc0VESBo&t=2s ; https://www.youtube.com/watch?v=-KMVHFm_0Tk&t=2s

Mandzukic trascina la Juve: 3-1 all’Atalanta dei miracoli.

 

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

Dopo la sorprendente sconfitta subita per mano del Genoa, la Juventus era chiamata a dare una pronta risposta, più a se stessa che al campionato, e così è stato.

I campioni d’Italia hanno sconfitto, allo Juventus Stadium, con un netto 3-1 l’Atalanta dei miracoli che arrivava a Torino con un bottino di 24 punti, frutto di 8 vittorie nelle ultime 9 gare.

L’approccio alla gara da parte dei Campioni d’Italia è stato ottimale, aggressivi e concentrati dal primo al 94° minuto, ottimi in fase difensiva concedendo molto poco ad un rivale che, è giusto sottolineare, è venuto a Torino cercando di proporre la propria idea di gioco, senza chiudersi in difesa come la maggior parte delle squadre fanno quando affrontano la Juventus in trasferta.

L’emblema dell’attitudine bianconera è stato, senza ombra di dubbio, Mario Mandzukic, vero valore aggiunto della serata e il migliore in campo in una serata dove tutta la squadra si è espressa su ottimi livelli.

L’attaccante croato a giocato a tutto campo e lo si vedeva spesso nella ¾ difensiva a recuperare palla (100% di efficacia nei tackle – 7 su 7, 3 palloni recuperati e 2 blocchi ) contribuendo in maniera determinante alla riconquista della sfera e dando un messaggio molto chiaro a tutti i compagni come un vero e proprio trascinatore e leader in campo deve fare.

 

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Schema che riporta i tackle effettuati da Mandzukic

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Schema che riporta i duelli aerei vinti dal #17 juventino (100%)

 

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I due blocchi che Mandzukic ha effettuato nel finale del primo tempo e che hanno permesso alla Juve di andare al riposo con la rete inviolata.

A coronare una prestazione eccellente è anche arrivato il goal del 3-0, su calcio d’angolo calciato perfettamente da Pjanic. Solo in mezzo all’area il #17 juventino è stato abile a deviare sul secondo palo il cross del #5 bosniaco.

Anche l’ex Roma ha giocato una grande gara, dando credito a chi crede che nella posizione di trequartista possa dare massima espressione alle sue qualità tecniche e di visione di gioco.

Pjanic (2 assist e 3 occasioni create, 3 palloni recuperati, 2 anticipi) ha giocato con grande naturalezza, muovendosi molto e bene su tutta la ¾ offensiva, giocando molto bene tra le linee e dispensando tocchi di prima di grande classe che, oltre ad essere esteticamente apprezzabili, permettevano alla palla di viaggiare velocemente e, di conseguenza, all’azione di svilupparsi in tempi brevi così da sorprendere più di frequente la difesa atalantina, non ottimale in serata come dimostrano i 2 goal subiti su 3 da calcio d’angolo (il 2-0 porta la firma di Daniele Rugani, anche lui libero di saltare in solitaria in mezzo all’area così da colpire con tranquillità il pallone calciato da Pjanic)

Il trequartista bosniaco, oltre a giocare nella metà campo offensiva scendeva anche a dare sostegno a Claudio Marchisio in fase di costruzione di gioco. L’Atalanta infatti cercava di bloccare lo sviluppo della manovra bianconera mettendo Gomez e Petagna in marcatura su Rugani e Chiellini, con Kurtic che lo stesso faceva con Marchisio, costringendo di fatto Buffon a rinviare il pallone o portando la Juventus a forzare l giocata con l’obiettivo di recuperarla il più in alto possibile.

 

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Schema dei passaggi ricevuti da Pjanic che ci mostra la mobilità del #5 bosniaco.

 

Altro movimento che si ripeteva spesso era lo scambio di posizioni tra gli esterni, Alex Sandro a sinistra e Lichsteiner a destra, e i rispettivi interni di centrocampo, Sturaro e Khedira.

Da uno di questi movimenti è nato il vantaggio bianconero, con il #12 brasiliano che, appunto, sfruttando lo spostamento sulla fascia di Sturaro, ha attaccato lo spazio centralmente concludendo poi, dal limite dell’area, e dopo aver resistito ad un contrasto avversario, con un preciso tiro a giro di sinistro che ha battuto Sportiello sul primo palo.

 

La Juventus ha concesso poco all’Atalanta, pressante nel finale del primo tempo (determinante Mandzukic a fare da scudo su due conclusioni pericolose e consecutive) e dopo il 3-0 dove, con una bell’azione sulla destra trovava il classico goal della bandiera con Freuler su assist di D’Alessandro.

 

 

Nota importante anche per Goanzalo Higuain che, seppur senza entrare nel tabellino dei marcatori, ha disputato un’ottima gara, mettendosi a servizio della squadra, sacrificandosi in fase di non possesso e muovendosi molto sul fronte d’attacco aiutando nello sviluppo della manovra e considerando che era costantemente seguito a uomo dai centrali atalantini Caldara o Toloi, creando importanti spazi centrali. Nonostante il forte pressing che non gli consentivano di ricevere palla e giocarla con la tranquillità necessaria Higuain è riuscito ad avere una precisione nei passaggi del 91%, 36 palloni ricevuti , 100% dei passaggi riuscita a centrocampo (con la pressione dei centrali bergamaschi).

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Lo schema dei passaggi ricevuti dal Pipita ci permette di vedere i suoi movimenti, come abbia giocato molto a centrocampo, dettando il passaggio, creando spazi attaccabili e smistando il pallone.

 

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE>: app Stats Zone

JUVE vs NAPOLI 2-1: DECIDE HIGUAIN

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

 

Dopo aver perso contro Milan e Inter la Juve riesce a vincere il primo (vero) scontro diretto battendo il Napoli per 2-1, in una gara equilibrata sostanzialmente equilibrata (10 tiri totali a 12 dei quali in porta 3 per la Juve e 2 per il Napoli, possesso palla del 51% per i bianconeri, 4 angoli a 3 per il Napoli) tranne che per i tackle, 23 a 15 per il Napoli (Percentuale di riuscita: 1°T: 23% Juve e 53% Napoli / 2° T 33% Juve, 43% Napoli).

La partita è iniziata con grande ritmo, soprattutto a centrocampo, con la Juventus che , causa la pressione del Napoli, non riusciva a costruire trame di gioco, commettendo errori tecnici.

 

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Errori della Juve nel primo tempo.

La soluzione individuata per ovviare a questa densità e aggressività a centrocampo sono stati i lanci lunghi dei bianconeri alla ricerca di Higuain e Mandzukic, volti a superare il centrocampo partenopeo.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Il Napoli si disponeva in attesa della Juve, concentrando gli uomini nella zona centrale per evitare che la sfera passasse per i piedi di Pjanic e Khedira, con Diawara a seguire il bosniaco disturbandolo nel momento della ricezione  della sfera.

In fase propositiva singolare come la squadra di Sarri sviluppasse il gioco maggiormente sulla destra, quando in tutte le gare giocate è sempre stata la corsia opposta ad essere sfruttata per la costruzione del gioco.

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Quando la Juve riusciva a superare il primo pressing napoletano e, di conseguenza, a trovare gli uomini tra le linee, la manovra offensiva si sviluppava palla a terra portando preoccupazione per la difesa napoletana, sempre sulla sinistra dove Alex Sandro era presente sia in fase offensiva che in fase offensiva.

La partita dell’esterno brasiliano è stata di assoluto livello, come sempre, e queste sono state le statistiche che ne evidenziano l’assoluta importanza nello scacchiere bianconero: Precisione nei passaggi del 72% (13 su 14 in fase difensiva), 57 palloni ricevuti, 1 occasione creata, 6 cross, 2 dribbling riusciti su 3 tentati e 5 palloni recuperati

Immagine che ci dice dell'influenza di Alex Sandro nel match.

Immagine che ci dice dell’influenza di Alex Sandro nel match.

L’atteggiamento della Juve, con il passare dei minuti, si è fatto più propositivo, con i bianconeri che andavano a pressare alto il Napoli non permettendogli di costruire da dietro, cercando di recuperare la sfera il più avanti possibile.

Le due punte Mandzukic e Higuain andavano a pressare i due centrali che si allargavano, Hernanes seguiva Hamsik e Pjanic seguiva Diawara .

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La controindicazione del pressare alto era data dal fatto che, se il Napoli riusciva a superare il primo pressing, poteva poi dar vita a ripartenze pericolose con la difesa bianconera scoperta.

Al 38′ del primo tempo Chiellini è stato costretto ad uscire per infortunio , con Allegri che invece di inserire Benatia passa alla difesa a 4 e inserisce in campo Cuadrado, spostando Pjanic in posizione di trequartista.

L’impatto del colombiano è stato importante, con l’89% di precisione nei passaggi, 36 passaggi ricevuti,3 occasioni create, 3 dribbling riusciti su 5 tentativi e 2 palloni recuperati nei 55’giocati.

Dopo un primo tempo equilibrato la Ripresa che ha visto la Juve cominciare schiacciando il Napoli nella sua metà campo, pressing che ha avuto l’epilogo nel goal di Bonucci, bravo a farsi trovare al centro dell’area sul liscio di Ghoulam e bravissimo nel calciare al volo di sinistro sotto la traversa (i trascorsi da centrocampista si vedono anche in queste occasioni, non solo quando imposta).

1g

Subito il goal il Napoli ha reagito subito , in particolare con una ripartenza che si è sviluppata sulla sinistra, con Insigne a portare palla fino al limite dell’area per poi crossare al centro dove solo un tempestivo intervento di Barzagli ha evitato il goal di Mertens.

Dalla stessa dinamica (cross di insigne sul secondo palo) è arrivato il pareggio di Callejon che, come di consueto, ha attaccato il secondo palo, approfittando dell’incomprensione tra Lichsteiner, che lo teneva in gioco, e Alex Sandro che doveva marcarlo.

 

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Le squadre lunghe hanno permesso il crescere del numero di occasioni con le punte lanciate a rete a causa delle difese alte e non adeguatamente coperte e linee di passaggio non più schermate che hanno permesso molte verticalizzazioni, sia della Juve che del Napoli.

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Proprio da una di queste è nato il goal di Higuain, con Hernanes che, dagli sviluppi di una rimessa laterale, è stato abile a trovare El Pipita tra le linee. Il #9 bianconero, grande ex del match, ha cercato prima Khedira in area premiando l’inserimento del tedesco con un cross dolce e poi, sul susseguente rimpallo, ha attaccato la seconda palla calciando di contro balzo con il sinistro, trafiggendo un immobile e impotente Reina.

3g

Due minuti prima del 2-1 di Higuain Massimiliano Allegri aveva tolto Pjanic, ancora alla ricerca di continuità , per inserire Claudio Marchisio.

Il n.8 ( 87% di precisione nei passaggi, 13 su 15) ha dato, nei 20 minuti in cui ha giocato, equilibrio al centrocampo e alla squadra di conseguenza, evitando che si sfilasse e consentendo a Khedira di inserirsi con più libertà, come avvenuto nell’azione del goal.

Il goal dell’ex ha spento la verve del Napoli che non è più riuscito a rendersi pericoloso se non tramite un calcio di punizione con un colpo di testa deviato e finito di poco sopra la traversa.

La Juve ha vinto una gara che, come ha detto Allegri, non era decisiva, visto che siamo solo alla 10 giornata su 38 totali, ma che era comunque importante vincere per tenere a distanza (7 punti) una diretta concorrente come il Napoli.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stas Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=E90WXMM9ohc

Breve analisi sull’Udinese

 

http://www.superscommesse.it/notizie/probabili_formazioni/juventus_udinese_in_diretta_tv__streaming_e_probabili_formazioni-8982.html

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L’Udinese, avversaria della Juve nella prossima giornata (domenica, Juvetus Stadium, ore 20.45) è partita male a livello di risultati, ottenendo solo 7 punti dei 21 disponibili frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte ( 2 in casa e 2 in trasferta ).

Ha segnato solo 6 goal (0,85 pp,), 2 da calcio piazzato (28% del totale,) 0 nelle ultime due gare, entrambe perse, subendone ben 12 (1,7 pp), segno di una difficoltà nel fare goal e di una fase difensiva non eccelsa.

La percentuale di precisione dei tiri effettuati e solo del 38% a fronte delle 53 occasioni create (in media 7 occasioni pp) il che spiega i soli 6 goal segnati fino ad ora.

Soffermandoci sullo sviluppo del gioco notiamo che la percentuale di possesso palla (media) è del 43%, dato che ci spiega quale sia stato con Iachini (esonerato nella pausa nazionali per far posto a Luigi Del Neri) l’approccio alle gare, più volto all’attesa con chiusura degli spazi per poi sfruttare le ripartenze veloci.

Nell’immagine seguente un esempio che ha fornito l’ultima gara giocata contro la Lazio in Friuli, persa 0-3.

4

 

6

Nella gara giocata contro i bianco celesti altre statistiche ci permettono di intuire come sia l’attesa e la ricerca di transizioni positive veloci la scelta di gioco dell’Udinese, così come la ricerca di sviluppo dell’azione sulle fasce.(26 cross contro la Lazio, 26 di media nelle ultime 3 gare).

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schema dei cross contro la Lazio.

Dei 10 palloni intercettati ben 8 sono nella propria metà campo (7 a ridosso dell’area di rigore o al suo interno) con un 56% di gioco svolto nella metà campo difensiva.

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Palloni intercettati

11

%di gioco nelle due metà campo.

La % di precisione nei passaggi è stata in media del 79%, dato aumentato contro la Lazio dove ha toccato l’84%, questo perchè la Lazio concede la gestione della palla all’avversario, situazione non delle più congeniali per l’ex squadra di Iachini.

Le difficoltà che l’Udinese ha denotato si sono viste in fase difensiva dopo lo svantaggio subito da Immobile nel primo tempo. La squadra si è disunita e ha lasciato il campo alla Lazio, concentrandosi sulla chiusura degli spazi centrali ma concedendo gli esterni, prontamente sfruttati dai ragazzi guidati da Simone Inzaghi .

7

9

La Juventus, se sbloccherà la gara fin dalle prime battute, potrebbe usufruire degli spazi sopracitati, soprattutto se giocheranno esterni come Alex Sandro e Cuadrado, pronti ad accentrarsi a sfruttare lo spazio creato dai movimenti delle punte e a sfruttare gli half spaces che i friulani concederanno.

La massima attenzione dovrà essere data sui calci piazzati e sui cross viste le doti aeree di Zapata e Perica, abili a sfruttare i cross che arrivano dalla tre quarti e dal fondo.

Le due punte hanno segnato rispettivamente 2 goal a testa per un totale di 4 sui 6 totali (66%), numeri che ne esaltano le qualità e la pericolosità. La Juve, che in questo inizio di stagione aveva subito goal da palla inattiva, dovrà stare molto attenta al #9 e #18 friulani.

2

 

3

Altro giocatore che potrebbe dar fastidio è il trequartista Rodrigo De Paul, Ex Racing e Valencia, che ha sempre giocato titolare in queste prime 7 gare con i friulani, mettendo a referto 2 assist, tirando in media 1,9 volte a gara (10% di precisione al tiro) e mantenendo una media di precisione nei passaggi vicina al 76% . Il classe ’94, alla sua prima stagione in Italia e alla ricerca di quella conferma europea non avvenuta a Valencia, ha il talento per potersi imporre e, anche se l’inizio di campionato dell’Udinese è stato difficoltoso e le sue prestazioni sono state altalenanti, sta comunque facendo vedere buoni numeri e buona personalità,

Tenuto conto poi che con il nuovo tecnico Del Neri l’Udinese si schiererà molto probabilmente con il 4-4-1-1-tanto caro al tecnico di Aquileia, se la Juventus non “azzannerà” la gara fin dalle prime battute tutto si potrebbe complicare rendendo una partita, sulla carta, semplice in una dannatamente difficile da sbloccare.

Nizzotti Roberto

FONTE DATI : www.squawka.com ; www.whoscored.com (dati Opta)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=GdDPxypa_LE

Bella vittoria della Juve: Analisi di Empoli – Juventus

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

http://www.corrieredellosport.it/news/notizia-ultima-ora/2016/10/02-15976102/calcio_empoli-juventus_0-3/

 

Bella e convincente vittoria ( terza gara consecutiva senza subire goal) quella ottenuta dalla Juventus in trasferta contro un Empoli che, per 50 minuti, era riuscito a resistere, pur concedendo due grandissime occasioni da goal sprecate da Khedira e Cuadrado, e a rendersi pericoloso nella fase finale del primo tempo.
Le statistiche dicono che la Juventus ha avuto un possesso palla del  54%, con una precisione nel passaggio dell’86%, 17 occasioni create, il 70% di duelli aerei vinti e 21 palloni intercettati.

Ancora troppi gli errori tecnici, soprattutto negli ultimi metri, aspetto che non ha permesso alla Juve di sbloccare prima la gara, rischiando di renderla ancor più complicata.

 

Schema degli errori di passaggio della Juve.

Schema degli errori di passaggio della Juve.

 

Sempre restando sull’argomento tecnica e passaggi ottima la prova di Miralem Pjanic, schierato da mezzala sinistra (Hernanes faceva il pivote) e libero di esprimere la sua qualità più vicino alla porta avversaria.

Precisione nei passaggi dell’88% con soli 6 errori e 5 occasioni create (il 29% del totale di squadra) i dati che dimostra l’alto livello della prestazione del fantasista bosniaco che sembra aver trovato definitivamente la sua collocazione sul campo.

 

 

Schema dei passaggi di Pjanic.

Schema dei passaggi di Pjanic.

 

 

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

Le occasioni da rete create da Pjanic (5).

 

Quando la Juve costruiva la manovra, il centrocampista che si abbassava ad aiutare Hernanes non era infatti il #5 ma Khedira. Questo permetteva a Pjanic di essere libero di giocare in posizione più avanzata con guadagno da parte della manovra bianconera.

 

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

Movimento di Khedira a sostegno di Hernanes in fase di costruzione della manovra.

 

Questa scelta tattica da parte di Allegri è nata anche dalla capacità ormai acquisita da parte di Hernanes nel giocare da pivote.

Precisione nei passaggi del 91%, 2 palloni intercettati, 100% di duelli aerei vinti e 4 falli commessi le stats del brasiliano ex Inter.

L’alzata di Pjanic si notava anche quando era l’Empoli che costruiva e la Juve cercava di distruggere sul nascere la manovra. Higuain e Dybala erano uno al fianco dell’altro per disturbare i due centrali, con Alex Sandro a sinistra e Cuadrado a destra pronti ad accorciare quando la sfera finiva tra i piedi dei terzini toscani. Pjanic si alzava sulla tre quarti a marcare il loro regista.

 

I movimenti della Juve quando era l'Empoli a costruire l'azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

I movimenti della Juve quando era l’Empoli a costruire l’azione. Pjanic saliva a marcare il loro pivote.

 

Al 50′ la svolta della gara con Alex Sandro che sulla sinistra, con un’azione caparbia, riesce ad avanzare e a crossare basso a centro dell’area dove Dybala, abile ad approfittare dello spazio e ad attaccarlo con i giusti tempi, controlla e tira di sinitro con un tempo di esecuzione rapidissimo che gli consente di segnare e portare in vantaggio, meritatamente, la Juve.

Subito il goal l’Empoli subisce il contraccolpo psicologico e, in 5 minuti, subisce altri due goal che portano, entrambi, la firma del Pipita Gonzalo Higuain.

Il #9 bianconero prima porta avanti un’azione personale per vie centrali, favorito dall’atteggiamento “molle” della difesa empolese che gli consente di arrivare al limite dell’area e di tirare di sinistro. Lo 0-3 invece è il più facile dei goal, con “assist” di Zambelli che, pressato dalla punta, effettua un retropassaggio troppo corto permettendo a Higuain di trovarsi a tu per tu con Skorupski, saltarlo e segnare a porta vuota per il definitivo 0-3.

La partita quindi arriva al 90′ con la Juventus che, senza patemi, gestisce il comodo vantagio, sfiorando in altre occasioni lo 0-4, in particolare con il subentrato Marko Pjaca.

Il #20 , nei minuti giocati, ha dimostrato le sue qualità soprattutto la sua capacità nel saltare l’uomo (3 dribbling in 15 minuti e 2 tiri in porta) quando parte da lontano, oltre alla predisposizione al sacrifico con alcuni interventi in ripiegamento a raddoppiare l’avversario (100% dei tackles effettuati).

L’Empoli, come previsto, ha avuto nella fascia sinistra la valvola di sfogo della sua manovra che, sul finale del primo tempo, aveva creato qualche grattacapo alla fase difensiva bianconera.

 

Mappa che evidenzia come l'Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

Mappa che evidenzia come l’Empoli giochi prevalentemente sul centro sinistra.

 

Pu concedendo sempre ampi spazi alle ripartenze i toscani avevano tenuto discretamente il campo ma, subito il primo goal, la squadra ha perso definitivamente le distanze in campo perdendo la gara.

Nei primi 65 minuti (fino al goal di Dybala) l’Empoli aveva un 78% di precisione nei passaggi, aveva tirato 5 volte creando 4 occasioni da rete con 8 palloni intercettati. Dal 65′ a fine gara ha effettuato 1 tiro, creando 0 occasioni da goal, con 3 palloni intercettati, statistiche che rendono chiaro come la squadra di Martusciello sia uscita dal match.

La Juve continua la sua marcia in testa alla classifica con 18 punti frutto di 6 vittorie in 7 partite, mentre l’Empoli resta sul fondo con i problemi di attacco e di equilibrio difensivo che, se non verranno risolti in fretta, potrebbero condannarlo ad una stagione di grande sofferenza.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com ; mia creazione.

 

Imprecisa e vincente, la Juve espugna Palermo.

 

http://www.fisport.it/palermo-juventus-0-1-brutta-juventus-batte-palermo-6891

http://www.fisport.it/palermo-juventus-0-1-brutta-juventus-batte-palermo-6891

 

La Juve vince 1-0 contro il Palermo in una gara che, in particolare nel primo tempo, è stata molto fisica (6 ammoniti, 3 per parte)

Come prevedibile i rosanero hanno tenuto un atteggiamento difensivo, con la squadra compatta nella propria metà campo a chiusura degli spazi e pronta a ripartire velocemente con transizioni positive quando recuperava la sfera (e la Juve gliene ha regalate un buon numero).

Nell’analisi della gara cominciamo con la fase di costruzione del gioco nella quale Lemina si abbassava quando la palla era tra i piedi dei difensori, movimento che facevano, in alternanza, anche Pjanic e Khedira. Questo consentiva al difensore di avere due soluzioni per lo scarico.

Il #18 è in continua crescita, sempre più maturo nel ruolo di regista, abile nella fase di interdizione, nel recupero palla e pulito nei passaggi in fase di costruzione (83% di precisione).

 

Heatmap Lemina

Heatmap Lemina

 

Passaggi Lemina

Passaggi Lemina

 

La costruzione dell’azione d’attacco vedeva Higuain e Mandzukic molto larghi con la conseguente creazione di spazi centrali attaccabili dai centrocampisti (Pjanic, Khedira, Lemina) o dagli esterni che si accentravano (Alex Sandro; Dani Alves).

Le due punte poi si scambiavano la posizione e, quindi, si poteva osservare il #17 croato a destra o a sinistra, e viceversa Higuain.

In fase di non possesso la Juve pressava la difesa rosanero con Higuain e Mandzukic a pressare i centrali e Khedira e Pjanic che si alzavano a schermare la linea di passaggio per il loro regista. Inoltre gli esterni, Dani Alves e Alex Sandro, erano pronti a raddoppiare il pressing se la sfera arrivava nella loro zona.

Dei due esterni Dani Alves si è reso maggiormente protagonista in fase di costruzione mentre Alex Sandro è stato importante in fase difensiva, ripiegando e recuperando molti palloni.

 

 

Heatmaps di Dani Alves (sopra) e Alex Sandro (sotto)

Heatmaps di Dani Alves (sopra) e Alex Sandro (sotto)

 

Un problema fisico per Rugani ha portato Allegri a inserire Cuadrado cosa da passare ad un 4-3-3, con Cuadrado largo a destra, Mandzukic largo a sinistra e il Pipita punta centrale.

Nello sviluppo del gioco ancora troppi errori a livello tecnico, soprattutto in zone del campo a ridosso dell’area di rigore, errori che consentivano al Palermo di affacciarsi pericolosamente a ridosso della porta difesa da Gigi Buffon.

 

 

Schema degli errori  tecnici della Juventus. Troppi.

Schema degli errori tecnici della Juventus. Troppi.

 

Questa imprecisione si può spiegare in parte con il pressing e l’aggressività che portava il Palermo e in parte ad una mancanza di tranquillità, di lucidità nell’uscita palla al piede da situazioni complicate

Analizzando il giro palla della Juve si è potuto notare che non era così fluido da poter muovere efficacemente la difesa palermitana. Questo portava a delle difficoltà nel trovare lo spiraglio per poter tirare e portare pericoli alla porta del Palermo.

L’assenza di Dybala in questo senso, si è sentita, soprattutto nel poco movimento offensivo della Juve. Senza il #21 che, scendendo, crea spazio e detta i tempi delle giocate, la manovra juventina è risultata più lenta, più prevedibile e leggibile.

Trovando difficoltà nella manovra offensiva, anche grazie alla buona fase difensiva dei siciliani, la Juventus ha usato, più di frequente rispetto al solito, la soluzione del  lancio per Mandzukic o Higuain che, di sponda, cercavano di premiare l’inserimento del centrocampista o dell’esterno che si accentrava.

 

Lanci lunghi alla ricerca delle punte Mandzukic e Higuain

Lanci lunghi alla ricerca delle punte Mandzukic e Higuain

 

Il secondo tempo ha visto un Palermo che, approfittando del calo fisico della Juventus, ha aumentato il forcing alla ricerca del pari, soprattutto negli ultimi 15 minuti, avvicinandosi pericolosamente all’area di rigore bianconera senza però portare veri pericoli.

 

Heatmaps di Palermo (sinistra) e Juventus (destra) negli ultimi 15' del match.

Heatmaps di Palermo (sinistra) e Juventus (destra) negli ultimi 15′ del match.

 

 

Schema sulle "spazzate" delle due difese, sempre negli ultimi 15 minuti della gara. 9 a 1 per la Juve a dimostrazione della pressione che il Palermo portava.

Schema sulle “spazzate” delle due difese, sempre negli ultimi 15 minuti della gara. 9 a 1 per la Juve a dimostrazione della pressione che il Palermo portava.

 

Il pressing rosanero era favorito, come detto prima, anche dagli errori della Juventus in fase di palleggio, che consentivano al Palermo di recuperare molto velocemente il pallone.

La Juve stessa, nonostante una ripresa sottotono, ha avuto le due occasioni per raddoppiare, sempre con Mandzukic, una delle quali sventata da una grande parata di…

Una vittoria, quella ottenuta dai bianconeri, molto importante visto che è arrivata dopo una prestazione certamente non eccellente e che da seguito a quella ottenuta contro il Cagliari, confermandoli in testa alla classifica e dando una prova importante della loro forza.

Il Palermo, pur sconfitto nel risultato, esce vittorioso nel morale, avendo disputato una buona gara, mettendo in difficoltà la squadra Campione d’Italia. Il lavoro di De Zerbi incomincia a dare i suoi frutti e, se verrà sostenuto dall’ambiente e seguito dai giocatori potrà portare il Palermo ad una salvezza che, mai come quest’anno, andrebbe festeggiata come la vittoria di u campionato.

Nizzotti Roberto.

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com

 

JUVENTUS-CAGLIARI: Pronto riscatto bianconero.

 

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http://www.calciomercato.com/news/juventus-cagliari-4-0-il-tabellino-519974

 

Immediato riscatto deilla Juventus che sconfigge con un rotondo 4-0 un Cagliari che, nonostante l’atteggiamento propositivo dei primi minuti, ha poi cduto le redini della partita nella mani della squadra di Massimiliano Allegri, con il passare die minuti sempre più padrona del campo e più sicura nelle giocate.

Durante  la gara si è potuto notare alcuni aspetti che andremo ora ad analizzare

Come detto il Cagliari ha cominciato il match con un atteggiamento propositivo di una squadra che era venuta allo Stadium per giocare la partita.

Quando la Juve partiva dalla difesa nella costruzione del gioco si vedeva, come prevedibile, Joao Pedro, che giocava sulla ¾ del Cagliari, andare in pressione su Hernanes, il regista della Juve, con le punte Borriello e Sau a pressare i difensori in possesso palla. Questo atteggiamento, figlio del momento no proprio positivo dei bianconeri in fase difensiva, serviva per disturbare la costruzione del gioco e costringere all’errore la Juve , perdendo palloni potenzialmente pericolosi nella propria metà campo.

 

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Pur senza correre seri rischi (2 i tiri dei cagliaritani in tutto il match vs i 28 della Juve) queste situazioni hanno denotato una mancanza di tranquillità nell’uscita palla al piede della difesa bianconera, tranquillità recuperata con il passare dei minuti e con il miglioramento del movimento.

Sempre restando sulla fase difensiva juventina sa sottolineare la prova di Lemina, a mio avviso con Dani Alves il migliore in campo, sempre più maturo e capace di interpretare su ottimi livelli entrambe le fasi.

Quando il Cagliari attaccava, o provava a farlo, Lemina scendeva e andava a far coppiacon Hernanes, aiutandolo a portare pressione all’avversario con il risultato di un pronto recupero della sfera e una transizione positiva immediata.

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Così come il #18 bianconero si abbassava a dar man forte a Hernanes, Pjanic, che giocava da mezzala sinistra e autore di una buona gara, saliva a coprire la trequarti offensiva. Questo permetteva alla Juve di schermare e bloccare ottimamente la costruzione della manovra cagliaritana.

Higuain e Dybala andavano a pressare i due centrali che si allargavano, mantenendo una posizione tale da coprire anche la linea di passaggio per Di Gennaro, che scendeva per ricevere la sfera e dirigere il gioco.

Il #8 cagliaritano però era, appunto, marcato da Pjanic e questo costringeva o Storari o uno dei due centrali a forzare il passaggio o a lanciare lungo la palla, che nella maggior parte dei casi veniva persa.

 

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Erorri in impostazione della difesa del Cagliari (Storari, Ceppitelli e Bruno Alves)

 

Da questa pressione è nata poi l’azione che ha portato al raddoppio bianconero a firma di Gonzalo Higuain (4 goal in 3 gare allo Stadium, nella gara 5 tiri, tutti nello specchio della porta, tra cui un palo esterno)

Un appunto sul reparto difensivo va fatto su Daniele Rugani.

Il #24 ha disputato una gara di assoluta personalità, sempre pulito negli interventi, aggressivo sul portatore palla che seguiva anche al di fuori della sua zona, portandolo all’errore senza però commettere fallo.

Una gara a dimostrazione della maturità raggiunta dal ragazzo, elemento che durante la stagione potrebbe ritagliarsi un ruolo molto importante nella difesa campione d’Italia.

Precisione nei passaggi del 90%, 3 palloni intercettati, 3 “spazzate”, 3 falli e 2 tiri, tra i quali il suo primo goal nella Juve, sono i dati della sua partita.

Per quanto riguarda la fase di costruzione del gioco la Juventus, grazie ad una velocità nel palleggio riusciva a muovere la difesa del Cagliari e a trovare, con i cambi di gioco, l’uomo libero sul lato debole sardo.

Questo era conseguenza anche della qualità tecnica (88% prec. nei passaggi) con la quale i Campioni d’Italia hanno interpretato la gara, qualità che si è potutta aprezzare soprattutto sulla fascia destra dove Dani ALves-Lemina e Dybala, spesso e volentieri, dialogavano con rapidi tocchi di prima nello stretto, riuscendo nell’intento di aprire le maglie difensive sarde.

 

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Schema che evidenzia come sia stata la fascia destra quella scelta dalla Juve per lo sviluppo della manovra.

 

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In questa mappa sono evidenti i cambi di gioco, che permettevano alla squadra di Allegri di trovare l’uomo libero sul lato debole, sfruttando un lento scivolamento del Cagliari a copertura.

 

Come detto prima , Lemina è stato il migliore in campo insieme a Dani Alves. Il brasiliano ex Barça ha disputato una partita di spessore, effettuando con la tranquillità dei campioni tutte le giocate corrette e fornendo, oltre a un gran supporto in fase offensiva, anche un’ottima copertura, contribuendo a dare più solidità alla fase difensiva della squadra.

Una precisione al tiro del 100%, tra cui, anche per lui come per Rugani, il suo primo goal in maglia bianconera, e una precisione nei passaggi dell’82% sono dati che vanno a confermare la bontà della partita del terzino brasiliano

 

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Heatmaps della partita di Dani Alves.

 

La ripresa è stata giocata a ritmi decisamente più compassati, con i bianconeri in totale controllo che, a fine gara, hanno trovato anche il 4° goal (aut. Ceppitelli provocato dalla pressione di Lemina).

I due Mister hanno sfruttato i secondi 45′ e il fatto che la gara fosse già archiviata per gestire le forze in campo, sostitendo alcuni elementi chiave così da permettere loro un recupero della freschezza.

Mr Rastelli ha sostituito Borriello (in Giannetti), Joao Pedro (in Tachsidis) e Sau (in Munari) mentre Allegri ha sostituito Buffon (in Neto), Higuain (in Mandzukic) e Dybala (in Pjaca).

Una gara dominata dalla Juve, con 28 tiri contro i soli 2 del Cagliari, 15 occasioni create a 2, 18 cross effettuati  a 4 e 52% di duelli aerei vinti, dati che testimoniano la superiorità bianconera anche se, come già ribadito, soprattutto nella prima parte del primo tempo, il Cagliari ha messo in evidenza delle difficoltà difensive, aspetto sul quale  Mr Allegri dovrà lavorare per ridare alla sua squadra quella solidità che le ha permesso di dominare in Italia e cominciare ad imporsi in Europa.

Il Cagliari, dal canto suo, ha confermato l’inizio altalenante che lo vede ottenere risultati positivi tra le mura amiche e solo sconfitte in trasferta, aspetto sul quale Rastelli dovrà intervenire per permettere ai sardi di raggiungere una tranquilla e anticipata salvezza.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: www.squawka.com / creazione personale