Brutta Juve, la Fiorentina vince con merito.

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

 

Una Fiorentina determinata, concentrata, ha avuto la meglio su una Juve distratta, scesa male in campo, con un approccio totalmente sbagliato (l’ennesimo della stagione…)vincendo per 2-1 e, di fatto, dando ancor più vita al campionato.

I viola hanno importo fin dalle prime battute un ritmo altissimo alla gara pressando alto la Juventus, disturbando i difensori nell’impostazione della manovra, atteggiamento che ha messo in seria difficoltà i bianconeri che non sono mai riusciti a trovare la soluzione per saltare il primo pressing.

 

Pressing di Bernardeschi che va in anticipo su Alex Sandro e da il via alla transizione positiva che porterà al goal di Kalinic.

Pressing di Bernardeschi che va in anticipo su Alex Sandro e da il via alla transizione positiva che porterà al goal di Kalinic.

 

Situazione di pressing della Fiorentina, ad inizio ripresa. In questa circostanza Kalinic non riuscirà a segnare. Evidente la difficoltà della Juve nel superare la pressione avversaria e l'organizzazione della Fiorentina nel chiudere gli scarichi al portatore palla avversario.

Situazione di pressing della Fiorentina, ad inizio ripresa. In questa circostanza Kalinic non riuscirà a segnare. Evidente la difficoltà della Juve nel superare la pressione avversaria e l’organizzazione della Fiorentina nel chiudere gli scarichi al portatore palla avversario.

 

In netta difficoltà per tutta la gara sono stati Claudio Marchisio e Paulo Dybala.

Il #8 non è mai riuscito a dettare i ritmo del gioco, rallentandolo invece di velocizzarlo, aspetto che non faceva altro che aiutare la Fiorentina nel suo intento di chiudere le linee di passaggio, pressare e ripartire con transizioni offensive.

Per Marchisio solo il 73% di passaggi completati, 4 su 9 nella 3/4 avversaria, 7 su 13 in avanti e 2 palle recuperate.

 

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  • L’immagine evidenzia bene come Marchisio non abbia mai cercato la verticalizzazione, giocando quasi sempre in orizzontale.

 

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Paulo Dybala invece è stato completamente estraneo alla gara, sia per le difficoltà della Juve nel creare occasioni, nel manovrare, sia per la sua non capacità di farsi trovare e incidere come ha dimostrato di saper fare.

Solo 2 tentativi per la “Joya”, di cui uno clamorosamente sopra la traversa (poteva valere il pareggio), il 70% di passaggi completati dei quali solo 8 su 15 nella 3/4 offensiva, 22 su 32 corti e 4 su 11 in avanti. Inoltre in una delle sue doti maggiori, il dribbling, è mancato portandone a termine solo 2 su 6 tentati.

 

Evidenti i molti errori di Dybala nei passaggi,
  • Evidenti i molti errori di Dybala nei passaggi.

 

Della Juve da salvare solo Gonzalo Higuain per il goal segnato e Marko Pjaca per l’azione sulla destra con annessi due dribbling a Sanchez e  Badelj e tiro ribattuto, di braccio, da Gonzalo Rodriguez.

 

Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

  • Le stelle gialle identificano i dribbling effettuati in sequenza a Sanches e Badelj.

 

Carlos Sanchez è stato , a mio avviso, il migliore in campo, utilizzato in una posizione che non è la sua, si è disimpegnato ottimamente , sempre puntuale nelle chiusure, negli anticipi e aggressivo al punto giusto.

Il #6 colombiano ha completato l’89% dei passaggi, ricevendone 49, con soli 3 retropassaggi, 8 palle recuperate , 5 anticipi e 8 tackle su 11 a buon fine, il tutto commettendo solo 1 fallo.

 

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La Fiorentina ha vinto la gara meritando, gestendola per tutti i 90’minuti, anche nei momenti dove , fisicamente, doveva recuperare energie profuse nell’asfissiante pressing, dimostrando qualità tecniche e di movimenti nel gioco.

Al contrario la Juventus non è mai scesa in campo, o se lo ha fatto è stato con l’approccio sbagliato. Ha subito l’aggressività e organizzazione della Fiorentina nel pressing, non riuscendo mai a trovare la soluzione al problema. Inoltre è mancata nei suoi uomini chiave che non hanno fornito una prestazione sufficiente e, a risentirne, è stata la manovra, lenta, prevedibile .

Questa è la quarta sconfitta e, come nelle altre occasioni, si parla di approccio sbagliato al match, con un avversario con più grinta. Un aspetto che dev’essere risolto se non si vuole regalare il campionato alla Roma che, in questo momento, sta acquisendo sempre più forza, trovando continuità nei risultati.

Nizzotti Roberto.

FONTE DATI: app StatsZone (DATI OPTA)

IMMAGINI: http://sport.sky.it/.

 

 

 

SEVILLA vs JUVENTUS 1-3

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/siviglia-juventus-risultato-diretta-moviola-champions-league/

http://www.panorama.it/sport/calcio/siviglia-juventus-risultato-diretta-moviola-champions-league/

 

La Juventus, con una prova di grande forza (prima italiana a vincere e segnare al Sanchez Pizjuan) ipoteca con un turno di anticipo il passaggio del turno agli ottavi di Champions League costringendo la squadra di Jorge Sampaoli a giocarsi la qualificazione in casa del Lione, vittorioso ieri sera per 2-0 sul campo del fanalino di coda Dinamo Zagabria.

La gara ha visto un ottimo inizio della Juve che controllava il gioco facendo girare la palla con buona fluidità, mentre il Sevilla chiudeva gli spazi , andando a pressare all’altezza della metà campo per cercare il recupero palla e , con la difesa della Juve scoperta, cercare transizioni positive.

La fase difensiva della Juve nei primi minuti era molto buona, con efficace chiusura delle linee di passaggio centrali con Khedira che , oltre a schermare la zona del suo uomo sulla mediana, si alzava a pressare il secondo centrale difensivo spagnolo, con Mandzukic.

Al minuto 8′ , un po’ a sorpresa, il Sevilla è passato in vantaggio con Pareja, reattivo ad avventarsi su una corta respinta centrale da un cross e, con un preciso tiro al volo di destro, a battere un incolpevole Buffon.

Questo tiro è stato l’unico, in tutta la gara, che ha centrato la porta della Juventus sui 5 totali tentati dagli spagnoli (20% di precisione nel tiro). Al contrario la squadra di Massimiliano Allegri ha tirato 11 volte , centrando la porta difesa da Sergio Rico 4 volte (50% di precisione nel tiro) 

L’azione del goal del Sevilla si è sviluppata sulla fascia destra, dove Mariano ha cominciato il match spingendo molto. La zona del campo presidiata dal #3 spagnolo è stata quella maggiormente sfruttata dalla squadra di Sampaoli (30% contro il 18% di gioco sulla fascia sinistra).

 

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Dopo il vantaggio il Sevilla ha aumentato il ritmo gara, andando a pressare forte i giocatori bianconeri quando, dalle retrovie, cominciano la costruzione dell’azione e, di conseguenza, la Juventus ha abbassato il ritmo e il baricentro, trovando gravi difficoltà nella costruzione del gioco.

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Quando la Juve provava a costruire dalle retrovie il Sevilla metteva Vazquez e Vietto sui centrali della Juve Bonucci e Rugani (altra grande prova del #24 al primo, vero, banco di prova in campo europeo), con gli esterni alti a pressare Dani Alves e Evra e con Iborra che andava in pressione su Marchisio, bloccando la costruzione della manovra e costringendo i bianconeri a forzare la giocata,con conseguenti errori tecnici in zone nevralgiche del campo. 

Dopo un momentaneo appannamento, conseguenza del goal subito a freddo, i bianconeri hanno ricominciato a guadagnare campo, giocando con più pazienza la palla e rendendosi pericolosi con ripartenze veloci che hanno portato a due chiare occasioni da goal con Mandzukic (tiro di destro alla sinistra di Rico uscito di un paio di metri) e con Sami Khedira, con un tiro a sfiorare l’incrocio, sempre alla sinistra del portiere avversario, dopo una pregevole combinazione sulla destra tra Cuadrado e Dani Alves. 

FOCUS: Ottima la gara del #7 colombiano, il più pericoloso dei due esterni offensivi a supporto di Mandzukic, una costante spina nel fianco per la difesa andalusa e per Escudero in particolare.

La sua gara lo ha visto partecipe con il 90% di precisione nei passaggi, 3 tiri tentati verso la porta avversaria, 2 occasioni create, 4 cross, 50% di successo nei tackles.

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Dal minuto 36 il Sevilla è rimasto in 10 per l’espulsione di Franco Vazquez, ingenuo a commettere due evidenti falli nel giro di pochi minuti, costringendo la sua squadra a giocare con un uomo in meno per 80 minuti.

Questo vantaggio numerico ha consentito alla Juve di avere un vantaggio  nella gestione della palla e nel dominio del campo che ha avuto, come conseguenza il rigore, poi segnato da Claudio Marchisio, assegnato da Clattenburg al 44′ per evidente fallo di Mercado ai danni di Bonucci (maglia tirata in modo evidente dopo un richiamo dell’arbitro). 

 

https://www.youtube.com/watch?v=aru6uFhglwA

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Secondo tempo che ha visto la Juve cominciare come aveva terminato la prima parte, controllando il gioco e attuando un giro palla buono ma con il Sevilla che, seppur in inferiorità numerica, non ha cambiato il suo atteggiamento aggressivo, andando a pressare alto. 

Questo pressione i bianconeri l’hanno patita, aiutando l’avversario con molti errori tecnici in fase di costruzione regalandogli la sfera  in più di un’occasione. 

Il Sevilla, dopo la fase di grande pressing, ha abbassato il ritmo, preferendo aspettare nella propria metà campo la Juve, disponendosi con un 4-4-1, chiudendo ottimamente la parte centrale del campo, aiutato dai bianconeri che fanno un giro palla troppo lento per destabilizzare l’equilibrio difensivo avversario. 

Al minuto 84 Allegri sostituisce Miralem Pjanic con Kean (primo classe 2000 a giocare una gara di Champions League) e il ragazzino, come lo chiama l’allenatore bianconero, partecipa attivamente al goal del vantaggio siglato da Bonucci.

Su cross di Cuadrado, Kean va a contendere la palla al difensore in mezzo all’area di rigore, costringendo il giocatore del Sevilla a rinviare sotto pressione centralmente. Sul pallone vagante si avventa Leonardo Bonucci, bravissimo ad arrivare per primo sulla seconda palla, coordinarsi e a tirare al volo di sinistro battendo, con una leggera deviazione, Sergio Rico per il 2-1 della Juve.

https://www.youtube.com/watch?v=VLrEJ9QPaX4&t=155s

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Subito il goal il Sevilla si è riversato nella metà campo juventina, mettendo molte palle in mezzo all’area alla ricerca della deviazione vincente, ma contemporaneamente lasciando ampi spazi per il contropiede della Juve, come successo nell’occasione del terzo goal, segnato da Mandzukic. 

https://www.youtube.com/watch?v=VLrEJ9QPaX4&t=155s

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Nota negativa della Juve nella ripresa è nella gestione della palla, troppi gli errori tecnici che avrebbero potuto compromettere la gara. 

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La Juve vince una gara fondamentale che, oltre a permettere il raggiungimento del primo obiettivo stagionale, da al gruppo, se mai ce ne fosse stato bisogno, la convinzione della forza che ha, tenendo conto che la prestazione di ieri sera è stata fatta con molte assenze importanti.

Nizzotti Roberto.

 

 

 

JUVE vs NAPOLI 2-1: DECIDE HIGUAIN

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

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Dopo aver perso contro Milan e Inter la Juve riesce a vincere il primo (vero) scontro diretto battendo il Napoli per 2-1, in una gara equilibrata sostanzialmente equilibrata (10 tiri totali a 12 dei quali in porta 3 per la Juve e 2 per il Napoli, possesso palla del 51% per i bianconeri, 4 angoli a 3 per il Napoli) tranne che per i tackle, 23 a 15 per il Napoli (Percentuale di riuscita: 1°T: 23% Juve e 53% Napoli / 2° T 33% Juve, 43% Napoli).

La partita è iniziata con grande ritmo, soprattutto a centrocampo, con la Juventus che , causa la pressione del Napoli, non riusciva a costruire trame di gioco, commettendo errori tecnici.

 

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Errori della Juve nel primo tempo.

La soluzione individuata per ovviare a questa densità e aggressività a centrocampo sono stati i lanci lunghi dei bianconeri alla ricerca di Higuain e Mandzukic, volti a superare il centrocampo partenopeo.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Il Napoli si disponeva in attesa della Juve, concentrando gli uomini nella zona centrale per evitare che la sfera passasse per i piedi di Pjanic e Khedira, con Diawara a seguire il bosniaco disturbandolo nel momento della ricezione  della sfera.

In fase propositiva singolare come la squadra di Sarri sviluppasse il gioco maggiormente sulla destra, quando in tutte le gare giocate è sempre stata la corsia opposta ad essere sfruttata per la costruzione del gioco.

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Quando la Juve riusciva a superare il primo pressing napoletano e, di conseguenza, a trovare gli uomini tra le linee, la manovra offensiva si sviluppava palla a terra portando preoccupazione per la difesa napoletana, sempre sulla sinistra dove Alex Sandro era presente sia in fase offensiva che in fase offensiva.

La partita dell’esterno brasiliano è stata di assoluto livello, come sempre, e queste sono state le statistiche che ne evidenziano l’assoluta importanza nello scacchiere bianconero: Precisione nei passaggi del 72% (13 su 14 in fase difensiva), 57 palloni ricevuti, 1 occasione creata, 6 cross, 2 dribbling riusciti su 3 tentati e 5 palloni recuperati

Immagine che ci dice dell'influenza di Alex Sandro nel match.

Immagine che ci dice dell’influenza di Alex Sandro nel match.

L’atteggiamento della Juve, con il passare dei minuti, si è fatto più propositivo, con i bianconeri che andavano a pressare alto il Napoli non permettendogli di costruire da dietro, cercando di recuperare la sfera il più avanti possibile.

Le due punte Mandzukic e Higuain andavano a pressare i due centrali che si allargavano, Hernanes seguiva Hamsik e Pjanic seguiva Diawara .

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La controindicazione del pressare alto era data dal fatto che, se il Napoli riusciva a superare il primo pressing, poteva poi dar vita a ripartenze pericolose con la difesa bianconera scoperta.

Al 38′ del primo tempo Chiellini è stato costretto ad uscire per infortunio , con Allegri che invece di inserire Benatia passa alla difesa a 4 e inserisce in campo Cuadrado, spostando Pjanic in posizione di trequartista.

L’impatto del colombiano è stato importante, con l’89% di precisione nei passaggi, 36 passaggi ricevuti,3 occasioni create, 3 dribbling riusciti su 5 tentativi e 2 palloni recuperati nei 55’giocati.

Dopo un primo tempo equilibrato la Ripresa che ha visto la Juve cominciare schiacciando il Napoli nella sua metà campo, pressing che ha avuto l’epilogo nel goal di Bonucci, bravo a farsi trovare al centro dell’area sul liscio di Ghoulam e bravissimo nel calciare al volo di sinistro sotto la traversa (i trascorsi da centrocampista si vedono anche in queste occasioni, non solo quando imposta).

1g

Subito il goal il Napoli ha reagito subito , in particolare con una ripartenza che si è sviluppata sulla sinistra, con Insigne a portare palla fino al limite dell’area per poi crossare al centro dove solo un tempestivo intervento di Barzagli ha evitato il goal di Mertens.

Dalla stessa dinamica (cross di insigne sul secondo palo) è arrivato il pareggio di Callejon che, come di consueto, ha attaccato il secondo palo, approfittando dell’incomprensione tra Lichsteiner, che lo teneva in gioco, e Alex Sandro che doveva marcarlo.

 

2g

Le squadre lunghe hanno permesso il crescere del numero di occasioni con le punte lanciate a rete a causa delle difese alte e non adeguatamente coperte e linee di passaggio non più schermate che hanno permesso molte verticalizzazioni, sia della Juve che del Napoli.

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Proprio da una di queste è nato il goal di Higuain, con Hernanes che, dagli sviluppi di una rimessa laterale, è stato abile a trovare El Pipita tra le linee. Il #9 bianconero, grande ex del match, ha cercato prima Khedira in area premiando l’inserimento del tedesco con un cross dolce e poi, sul susseguente rimpallo, ha attaccato la seconda palla calciando di contro balzo con il sinistro, trafiggendo un immobile e impotente Reina.

3g

Due minuti prima del 2-1 di Higuain Massimiliano Allegri aveva tolto Pjanic, ancora alla ricerca di continuità , per inserire Claudio Marchisio.

Il n.8 ( 87% di precisione nei passaggi, 13 su 15) ha dato, nei 20 minuti in cui ha giocato, equilibrio al centrocampo e alla squadra di conseguenza, evitando che si sfilasse e consentendo a Khedira di inserirsi con più libertà, come avvenuto nell’azione del goal.

Il goal dell’ex ha spento la verve del Napoli che non è più riuscito a rendersi pericoloso se non tramite un calcio di punizione con un colpo di testa deviato e finito di poco sopra la traversa.

La Juve ha vinto una gara che, come ha detto Allegri, non era decisiva, visto che siamo solo alla 10 giornata su 38 totali, ma che era comunque importante vincere per tenere a distanza (7 punti) una diretta concorrente come il Napoli.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stas Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=E90WXMM9ohc

La Juve si rialza: 4-1 alla Sampdoria.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

Come sempre accade, dopo la caduta c’è l’immediata risalita, e anche in questa occasione la Juventus non si smentisce, risollevandosi dalla sconfitta contro il Milan con una vittoria per 4-1, allo Juventus Stadium, contro la Sampdoria.

3-5-2 lo schieramento iniziale della Juventus, con Dani Alves come centrale di destra, Cuadrado come esterno dx di centrocampo al quale è contrapposto un più conservativo Evra sulla sx.

Marchisio in cabina di regia, con Pjanic sul centro sinistra e Khedira sul centro destra, Mandzukic e Higuain a formare la coppia d’attacco, con il #17 ad agire su tutto il fronte d’attacco, mentre el Pipa a presidiare l’area di rigore.

Subito vantaggio Juve con Dani Alves che serve Cuadrado sull’esterno. Il colombiano saltà il diretto avversario verso il fondo e crossa sul primo palo dove Mandzukic è bravo ad attaccare il primo palo (fase difensiva della Samp a dir poco passiva) e a deviare in rete con un forte colpo di testa.

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L’asse  Dani Alves Cuadrado ( 26 passaggi da Alves a Cuadrado e 13 da Cuadrado a Alves per un totale di 39) è sempre pericolosa, la stessa che ha propiziato il goal vittoria a Lione nell’ultima gara di Champions.

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schema che evidenzia l’impatto sulla gara degli interpreti. Più grande è il nome maggiore è stata la sua incidenza sul match.

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Il terzino brasiliano ha giocato un buonissimo primo tempo, con l’87% di precisione nei passaggi, ricevendone 81 cercando spesso il cambio campo ( 3 tentativi e 100% di precisione) e recuperando 9 palloni.
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Nei primi minuti della gara si è potuto notare come i movimenti di Higuain e Mandzukic fossero nettamente migliorati, segno che l’intesa tra i due bomber sta crescendo, e che insieme possono giocare, essendo entrambi di movimento, elemento tattico che gli consente di giocare in zone differenti senza pestarsi i piedi.

 

Heatmap di Higuain.

Heatmap di Higuain.

Heatmap di M,andzukic

Heatmap di M,andzukic

Il raddoppio della Juve è arrivato da una situazione da calcio da fermo (corner) dove Chiellini arriva di prepotenza (e libero) a colpire di testa al centro dell’area, sovrastando nettamente Sala.

I primi 10 minuti della gara hanno visto una Juventus dominante a livello tattico e fisico, che schiacciava la Sampdoria nella sua metà campo, aggredendo l’avversario quando entrava in possesso palla senza consentire la costruzione dell’azione da parte della squadra di Giampaolo.

Precisione nei passaggi dell’83% contro il 64% doriano, 3 tiri a 0, 2 occasioni create a 0, 8 cross 0, 100% di tackles contro il 25%, 100% di duelli aerei a 0, sono questi i numeri che certificano la superiorità bianconera sulla squadra di Giampaolo (dati squawka)

La Sampdoria, dopo il rapido doppio vantaggio iniziale, ha cercato di reagire alzando il ritmo e il pressing quando la Juve impostava, disturbando la costruzione del gioco e cercando di costringere i difensori bianconeri a giocare con i lanci lunghi.

Per ovviare a questo pressing Pjanic, che quando era la Samp ad impostare si allargava sulla sx, con Marchisio a pressare Cigarini, si abbassava per dare sostegno a Marchisio, marcato da Alvarez. A seguirlo, in questo movimento, c’era Barreto che però non lo marca stretto, concedendogli lo spazio necessario per controllare e gestire la palla.

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Nota di lode per Mandzukic che ha giocato una partita sontuosa al di la del goal che ha aperto le marcature, con il suo movimento continuo sul fronte d’attacco ad aprire gli spazi per l’inserimento dei compagni e il suo apporto in fase difensiva a raddoppiare, importante per il recupero della sfera.

Le statistiche poi parlano chiaro. Il #17 bianconero ha avuto una precisione nei passaggi del 75% (21 su 28), una precisione al tiro del 100% (1 tiro, 1 in porta, 1 goal), ha ricevuto 30 palloni, dato che certifica come il suo movimento lo rendesse un’opzione di scarico per i compagni che lo cercavano, e trovavano, spesso e ha recuperato 3 palloni, tutti nella metà campo difensiva.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

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Immagine dove sono evidenziati i tre palloni recuperati e le zone del campo dove la giocata è avvenuta.

Verso il finale del primo tempo la Sampdoria ha alzato il baricentro e il ritmo che, complice un calo di tensione e d’intensità nel gioco bianconero, le ha permesso di farsi vedere con più frequenza nei pressi dell’area di rigore, sfiorando anche il goal del 2-1.

Nella ripresa Juve in controllo della gara con ritmi decisamente più compassati, atteggiamento pagato caro quando Chiellini cerca, sbagliando, un cambio gioco intercettato da Praet che poi ha servito Schick, bravo a tirare di prima dall’altezza del dischetto del rigore, segnando il goal del 2-1.

 

7g

 

Giampaolo, vedendo una Juve in difficoltà , ha deciso al 65′ di far entrare Quagliarella e Muriel  per Budimir e Schick per cercare di essere più pericoloso in fase d’attacco e cercare un pareggio che, visto com’era iniziata la gara, sembrava utopico.

Ma la Juventus, subito il goal, ha ricominciato a giocare, aumentando il ritmo, tornando a manovrare con più fluidità, sempre con la fascia destra decisiva nello sviluppo dell’azione offensiva. Di fatto, 10 minuti dopo il goal doriano è arrivato il 3-1 di Pjanic, nato proprio da una giocata sull’asse Cuadrado-Khedira, con il colombiano abile a servire il #6 tedesco che si era inserito nello spazio . Il seguente cross basso, dopo un paio di rimpalli, è arrivato al bosniaco, bravo a trafiggere Puggioni sul primo palo.

8g

Al 25′ Allegri toglie Marchisio per inserire Lemina. Il #8 bianconero, al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per 6 mesi, ha disputato una buona gara, dando equilibrio al centrocampo, aiutato sicuramente dalla gara che era tutt’altro che proibitiva, adatta proprio perché potesse cominciare a recuperare il ritmo partita.

Precisione nei passaggi dell’89% (40 su 45), passaggi ricevuti 41 e 9 palloni recuperati sono statistiche che esprimono bene l’impatto del rientro di Marchisio nel centrocampo juventino.

 

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Dopo il goal di Pjanic la gara si è poi avviata al termine registrando solo il goal del 4-1 bianconero, siglato ancora da Giorgio Chiellini (prima doppietta in bianconero dal 2008, quando la vittima fu la Lazio) arrivato sugli sviluppi di una punizione calciata molto bene da Cuadrado.

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La Juve è tornata a vincere dando, come sempre le capita dopo un incidente di percorso, dimostrazione di forza, ribadendo ai più dubbiosi perchè è e rimane la favorita del campionato, che solo lei può decidere di perdere.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stats Zone

DATI: Opta

VIDEO : https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

 

Cosa porta Pjanic alla Juventus

http://www.tuttosport.com/news/calcio/euro-2016/calciomercato/2016/06/13-12383011/e_il_giorno_di_pjanic_alla_juventus_visite_mediche_e_firma_sul_contratto/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/euro-2016/calciomercato/2016/06/13-12383011/e_il_giorno_di_pjanic_alla_juventus_visite_mediche_e_firma_sul_contratto/

 

Passato forse sotto traccia, l’acquisto di Pjanic da parte della Juventus è sicuramente uno dei colpi di mercato più importanti messi a segno dai bianconeri e in generale a livello di Serie A e europeo.

Il centrocampista bosniaco classe 1990 arriva a rinforzare un reparto , quello di centrocampo, che annovera già campioni del calibro di Khedira, Pogba, Marchisio, aumentandone in maniera sensibile il tasso tecnico e colmando quella lacuna geometrica che la partenza di Andrea Pirlo aveva lasciato in casa bianconera.

La posizione di Pjanic è quella dell’interno di centrocampo con compiti di regista che detta i tempi della manovra e inserimenti senza palla a sfruttare gli spazi creati dal movimento delle punte per andare alla conclusione o mettere i compagni in condizione di segnare ( 80 occasioni da gol create in 33 gare di Serie A, 2.4 a gara, ), ma molto probabilmente nel primo periodo alla Juve potrebbe ricoprire il ruolo del regista davanti alla difesa, visto che Marchisio sarà ancora ai box ad inizio stagione e gli altri centrocampisti non hanno nelle corde tale ruolo (Pogba all’Europeo ha fatto parecchia fatica ad interpretarlo, tenendo conto che sarebbe controproducente perdere il talento del francese vicino alla porta avversaria.

 

80 OCCASIONI CREATE PJANIC

80 occasioni create nella stagione 2015/2016, 68 key pass e 12 assist.

 

Come detto il centrocampista bosniaco ha la qualità tecnica e la visione di gioco per poter interpretare al meglio il ruolo di vertice basso nei tre di centrocampo ( 85% di precisione nei passaggi ) anche se a livello fisico non garantisce uno schermo molto efficace (36% di contrasti vinti in stagione), riuscendo comunque in certe circostanze a rubare palloni e dare il via alla ripartenza.

 

 

36% PJANIC DUELLI VINTI

 

AZIONE COPERTURA E IMPOSTAZIONE PJANIC

 

ASSIST PJANIC

Utilizzato con al fianco due giocatori abili nella schermatura come Marchisio, Pogba, Khedira, Pjanic sarebbe libero di concentrarsi più sulla fase di sviluppo del gioco e più libero di sganciarsi in attacco, con uno delle due mezz’ali che scenderebbero a coprire lo spazio lasciato vuoto dalla sua avanzata.

La capacità di Pjanic di inserirsi in attacco gli ha permesso di tirare 68 volte in 33 gare, con una precisione del 54% segnando 10 gol.

54% PRECISIONE AL TIRO PJANIC

 

 

Questa azione evidenzia tutte le qualità di Pjanic. Lettura della situazione, tempo nell'anticipo e nella giocata, qualità tecniche che gli consentono di scambiare al volo e nello stretto con i compagni senza nessuna difficoltà, senso dello spazio e dell'inserimento e freddezza sotto porta. Completezza.

Questa azione evidenzia tutte le qualità di Pjanic. Lettura della situazione, tempo nell’anticipo e nella giocata, qualità tecniche che gli consentono di scambiare al volo e nello stretto con i compagni senza nessuna difficoltà, senso dello spazio e dell’inserimento e freddezza sotto porta. Completezza.

Restando sulla costruzione del gioco la Juventus, acquistando Pjanic, è tornata a privilegiarsi di un’ alternativa importante a Leonardo Bonucci che nell’ultima stagione, con l’addio di Andrea Pirlo, era stato il vero regista bianconero senza una valida alternativa, elemento che rendeva più prevedibile all’avversario quale fosse lo schema per lo sviluppo della manovra.

Avendo quest’anno Bonucci, Pjanic e Marchisio, che potrebbe scambiarsi di posizione con il bosniaco ex Roma, Allegri potrà studiare uscite alternative palla a terra, così da eludere il pressing avversario con più opzioni.

La Juve con l’acquisto (non solo) di Pjanic ha scavato un ulteriore solco in Italia e in Europa ha guadagnato ancor più terreno verso quella vetta che sta inseguendo dal 1996 e che per troppe volte le è sfuggita all’ultimo atto, candidandosi ad un’altra stagione da assoluta protagonista.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=mT9p6NIt7KA

Juve stile Bayern-Colpo Pjanic

 

http://www.giallorossi.net/di-marzio-accordo-tra-la-juve-e-pjanic-ora-si-cerca-lintesa-con-la-roma/

http://www.giallorossi.net/di-marzio-accordo-tra-la-juve-e-pjanic-ora-si-cerca-lintesa-con-la-roma/

 

L’arrivo di Pjanic, centrocampista classe ’90 in forza alla Roma, alla corte di Allegri potrebbe essere il vero colpo di mercato di questa estate, con la Juve nei panni del Bayern Monaco, pronta a smantellare le rivali comprando i suoi elementi migliori.

Pjanic andrebbe ad aumentare ancor di più il livello qualitativo di un reparto cruciale come il centrocampo insieme ai vari Pogba, Marchisio, Khedira, Dani Alves e Alex Sandro, convertendo la linea mediana juventina, tra le più forti, se non la più forte ,d’Europa.

Il ruolo del genio bosniaco sarebbe quello di regista davanti alla difesa, raccoglierebbe in pratica l’eredità di Pirlo permettendo ad Allegri di utilizzare Marchisio nel ruolo che più gli è congeniale, quello di mezz’ala. Oppure il tecnico liveronese potrebbe mantenere il n.8 bianconero nella posizione di vertice basso e inserire Pjanic come mezz’ala , ruolo che ricopre con egual qualità.

L’essere intercambiabili dei due giocatori permette ad Allegri di adottare la soluzione migliore sia in base alle partite che nello svolgimento delle stesse.

 

Confronto Pjanic - Marchisio

Confronto Pjanic – Marchisio

 

Nel confronto tra il principino e il bosniaco notiamo come il primo sia migliore nei tackles vinti (86% contro 56% ), nel numero di palloni intercettati per match (2.83 contro 1.48) e nella percentuale di duelli vinti (40.91% contro 36.06%) evidenziando la differenza nell’interpretazione del ruolo, giocato con più fisicità e presenza fisica rispetto a Pjanic che, al contrario, lo gioca come faceva Pirlo, con alte dosi di classe, unite però ad una buona dinamicità.

I dati riferiti al numero di passaggi per match (63.09 contro 59.30), la percentuale di passaggi riusciti (85% contro 88%), il numero di key passes (2.06 contro 0.87) e il numero di occasioni create a gara (2.42 contro 0.96) confermano quanto appena detto su Pjanic e sulle sue qualità in fase di costruzione del gioco e nella fase conclusiva dell’azione.

 

Pjanic legge bene lo sviluppo dell'azione e riesce ad uscire dal pressing juventino con classe, riuscendo a dare il via all'azione della Roma.

Pjanic legge bene lo sviluppo dell’azione e riesce ad uscire dal pressing juventino con classe, riuscendo a dare il via all’azione della Roma.

 

Pjanic si abbassa e da il via all'azione della Roma saltando il pressing del Napoli.

Pjanic si abbassa e da il via all’azione della Roma saltando il pressing del Napoli.

 

Pjanic abbina alla qualità tecnica anche un’eccellente visione e capacità di lettura del gioco, qualità che gli consentono di gestire con maestria i tempi del gioco e il ritmo della squadra, aumentandolo o abbassandolo in base ai momenti della gara.

Con l’assenza di Pirlo nella Juve la qualità di queste giocate ha subito un calo, anche se bisogna dire che Marchisio, pur non essendo al livello del Maestro e interpretando il ruolo,come detto, in modo differente, ha svolto un’eccellente lavoro.

 

Il lancio alla Pirlo di Pjanic. Questa giocata è mancata alla Juve.

Il lancio alla Pirlo di Pjanic. Questa giocata è mancata alla Juve.

 

Eccellente visione di gioco di Pjanic che, pur pressato, riesce a vedere il compagno sul lato debole e a servirlo con un tocco che ne delinea la classe assoluta.

Eccellente visione di gioco di Pjanic che, pur pressato, riesce a vedere il compagno sul lato debole e a servirlo con un tocco che ne delinea la classe assoluta.

 

Il gol su punizione, altro elemento venuto meno dopo la partenza di Pirlo. Pjanic è in questo l'erede del n.21.

Il gol su punizione, altro elemento venuto meno dopo la partenza di Pirlo. Pjanic è, anche in questo, l’erede del n.21.

 

L’acquisto di Miralem Pjanic porta la Juventus ad un livello di competitività difficile da raggiungere per le avversarie e consolida ancor di più il dominio in Italia. Come il Bayern Monaco fa con il Borussia Dortmund, suo primo rivale, smantellandolo anno dopo anno, così sta cominciando a fare la Juve, comprando i migliori delle squadre che potenzialmente potrebbero disturbarla, assicurandosi un vantaggio quasi incolmabile sulla concorrenza.

Questo tipo di mercato ha però, oltre al consolidamento del dominio in Italia, l’obiettivo di cominciare a dominare anche a livello Europeo, alla pari di Real Madrid, Barcellona e Bayern, ponendosi costantemente nel gotha della Champions con l’obiettivo, ogni anno, di vincerla.

Nizzotti Roberto

 

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI E GIF:  https://www.youtube.com/watch?v=Y-KSVo1Bc8k ;  https://www.youtube.com/watch?v=dWBMkMynaqE