Segnali di risveglio dall’Atletico Madrid.

 

http://www.stadiosport.it/latletico-madrid-cola-picco-simeone-la-testa-gia-altrove-82834

http://www.stadiosport.it/latletico-madrid-cola-picco-simeone-la-testa-gia-altrove-82834

 

L’Atletico Madrid sembra essere tornato quello vero, quello che si è fatto apprezzare in tutta Europa non tanto per il bel gioco ma per la sua compattezza, la sua aggressività e il suo cinismo.

In trasferta sul difficile campo di Ipurua ha sconfitto un buon Eibar dando importanti segnali di risveglio.

Atletico che si dispone con un inizlale 4-3-2-1 che, in fase di non possesso, si trasformava in un 4-1-4-1, con Gimenez a giocare da pivote, Griezmann che scendeva e si allargava a fare il centrocampista di destra mentre Koke si allargava sulla sinistra a completare la linea mediana a 4, con Torres unico riferimento (Koke era quello che, alternandosi con Griezmann, si alzavava a dare supporto al Nino in fase di pressing).

disposizione dell'Atletico con i movimenti.

disposizione dell’Atletico con i movimenti.

 

Il movimento di Griezmann permette gli inserimenti sia di Gabi che di Saul, abilissimi ad attaccare lo spazio che il francese ex Real Sociedad crea con il suo moto

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Movimento di Griezmann con gli inserimenti di Saul e Gabi.

 

Altra disposizione della mediana dei colchoneros è una linea a 4 con centrali Gabi e Gimenez (che svolge comunque compiti da pivote), con Saul largo a destra e Koke a sinistra, mentre Griezmann si affianca a Torres , giocando però sempre qualche passo dietro il #9.

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Disposizione dell’Atletico in fase difensiva.

 

Atletico che vince una gara tornando a dimostrare quella compattezza difensiva che lo aveva contraddistinto negli ultimi anni.

Fase difensiva dell'Atletico.

Fase difensiva dell’Atletico (https://www.youtube.com/watch?v=y1ClYLxLWJQ).

 

http://la-liga.squawka.com/spanish-la-liga/07-01-2017/eibar-vs-atltico/matches

75,29% della gara giocata tra difesa e centrocampo ( http://la-liga.squawka.com/spanish-la-liga/07-01-2017/eibar-vs-atltico/matches).

 

LE STATISTICHE DELLA PARTITA:

• 45% di possesso palla
• 35 tackles a 19
• 4 tiri in porta, 2 goal (50% di conversione).
• 42 spazzate
• 19 palloni intercettati (9 dai tre di centrocampo + Griezmann)
• Nelle ultime 5 gare 4 clean sheet.

Atletico che vince una gara tornando a dimostrare quella compattezza difensiva che lo aveva contraddistinto negli ultimi anni. Una gara giocata con spirito di sacrifico, con determinazione su ogni pallone, tenendo le linee ben compatte e vinta grazie al ritrovato cinismo (2 tiri in porta e 2 goal).

Il 2017 comincia, per l’Atletico, all’insegna del passato.

NIZZOTTI ROBERTO

 

 

 

 

A Simeone i complimenti, a Zidane la Coppa

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A distanza di due anni dalla beffa di Lisbona al minuto 93′,l’Atletico di Madrid ricade vittima della maledizione dell’ultimo istante che lo perseguita da quella prima finale dell’allora Coppa Campioni del ’74 persa contro il Bayern Monaco ( raggiunti negli ultimi minuti dalla squadra di Beckenbauer e poi sconfitti nel replay per 4-0) e perde anche questa finale, il derby più importante, dagli 11 metri dove un centimetro separa la gloria dalla disfatta.

Il Real Madrid, giocando una finale tutt’altro che indimenticabile, riesce ad ottenere il massimo risultato possibile da una stagione che si stava trasformando in un vero e proprio fracaso, portando in bacheca l’undecima, che non avrà lo stesso fascino della decima, ma ha comunque grande importanza per un club, quello merengue, che basa la sua leggenda su questa competizione ( sono 11, 4 in più del secondo club più vittorioso, il Milan).

La gara ha visto il Real Madrid dominare la prima mezz’ora di gioco con equilibrio, portato in particolare da Casemiro (in questo articolo è ben spiegata l’importanza del brasiliano nel gioco del Real : http://www.ultimouomo.com/lo-spazio-di-casemiro/ ), un movimento dei giocatori ben sincronizzato e, di conseguenza, della palla veloce e preciso che ha portato ad una manovra fluida e avvolgente che permetteva agli uomini di Zidane un dominio del gioco e la costante creazione di pericoli che hanno portato al vantaggio di Sergio Ramos (in evidente fuorigioco) su schema da calcio piazzato.

Passaggi nei primi 30'

Passaggi nei primi 30′

Questo iniziale dominio merengue (84% di precisione dei passaggi contro il 76% dell’Atletico) ha portato alla creazione di 4 occasioni da goal, in 3 delle quali c’è stato lo zampino di Gareth Bale, vero mattatore di questo scorcio di gara. Il gallese ha cominciato la finale da indemoniato, dribblando, non sbagliando un passaggio, una lettura di gioco, rientrando in copertura e recuperando palla in fase difensiva, una vera e propria spina nel fianco per un Atletico che ha approcciato il match con troppo nervosismo e disattenzione.

Passaggi di Bale nella prima mezz'ora (precisione dell'87%)

Passaggi di Bale nella prima mezz’ora (precisione dell’87%)

 

Occasioni create da Bale nella prima mezz'ora (3 sulle 4 totali, tra cui l'assist per il goal di Ramos)

Occasioni create da Bale nella prima mezz’ora (3 sulle 4 totali, tra cui l’assist per il goal di Ramos)

 

heatmap di Bale (primi 30')

heatmap di Bale (primi 30′)

 

Come dicevamo, l’Atletico ha iniziato la gara contratto, non riuscendo mai a gestire la palla con qualità, sbagliando molti passaggi e, quindi, consegnando presto la sfera nei piedi del Real. Inoltre il veloce giro palla dei bianchi faceva muovere molto i colchoneros da un lato all’altro del campo evidenziando la non reattività nello scivolamento verso il lato debole che, puntualmente, veniva attaccato dal Real con i suoi esterni, Carvajal e Bale in particolare, con il primo che si sovrapponeva e il secondo che tagliava verso il centro sfruttando lo spazio che l’Atletico lasciava. L’unico giocatore che nelle fila dei colchoneros cercava di fare qualcosa era Griezmann ,che si muoveva molto alla ricerca di quella palla che faticava ad arrivargli e che cercava di giocare tra le linee di difesa e centrocampo del Real dettando ai compagni la verticalizzazione.

 

Griezmann tra le linee 2

Movimenti tra le linee di Griezmann

Griezmann tra le linee 3

Incisività sul lato destro di Carvajal e Bale

Incisività sul lato destro di Carvajal e Bale

 

Dopo la prima mezz’ora passata da spettatore, causa anche un calo del Real, l’Atletico ha deciso di giocare la finale, aumentando aggressività e qualità nella manovra. In particolare a questo è servito il cambio che il Cholo Simeone ha effettuato nell’intervallo, inserendo Ferreira Carrasco al posto di uno spento e troppo timido Augusto Fernandez, passando ad un 4-1-4-1, con il belga ad agire sulla sinistra ( dove il Real aveva inserito Danilo al posto dell’infortunato Carvajal), Koke e Saul centrali , Griezmann ad agire da esterno di destra e con Torres come punto di riferimento offensivo così da dare più spinta e qualità sulle fasce, costringendo un Real, palesemente in difficoltà fisica, a tenere i suoi esterni più bassi e quindi, rendendoli meno pericolosi.

 

heatmap Augusto Fernandez

heatmap Augusto Fernandez

 

heatmap Ferreira Carrasco

heatmap Ferreira Carrasco

 

Con l’entrata dell’esterno belga l’Atletico ha acquisito più fantasia e dinamicità e il risultato lo si è visto prima con l’azione scaturita da un misto tra velocità di pensiero, tecnica e giusti movimenti, che ha portato al rigore poi sbagliato dal n.7 francese, e, successivamente, nel momento del pareggio, segnato proprio da Carrasco, abile a leggere l’azione e ad intervenire sul secondo palo, in anticipo su un distratto Danilo, sul cross di Juanfran, nato da una bella combinazione sul lato destro che ha premiato l’inserimento nello spazio del terzino spagnolo.

 

Azione di Carrasco

Azione di Carrasco

 

Azione del goal di Ferreira Carrasco

Azione del goal di Ferreira Carrasco

 

La ricerca del pareggio portava l’Atletico a perdere il suo proverbiale equilibrio e a concedere ampi spazi al Real che, in paio di occasioni, ha avuto la possibilità di riportarsi in vantaggio, evitata solo da grandi interventi di Oblak e dall’imprecisione sotto porta di elementi come Benzema e Ronaldo che, solitamente, in queste circostanze, sono una sentenza.

 

Contropiede Real con Benzema

Contropiede Real con Benzema

 

I supplementari, con le squadre più lunghe, hanno visto il Real più vicino al goal rispetto ad un Atletico che andava incontro ad un calo e non era in grado di sfruttare al meglio gli spazi che gli venivano concessi, a differenza del Real che, con in rosa gente come Bale, Ronaldo (non al 100% e si vedeva) e Marcelo riusciva a sfruttare bene le zone di campo che i colchoneros regalavano.

 

Occasioni da rete nei supplementari

Occasioni da rete nei supplementari

 

I rigori poi sono stati segnati dall’errore di Juanfran , dall’immobilità di Oblak che sembrava quasi infortunato visto che non ha mai accennato ad un tuffo, e dal goal decisivo di CR7, praticamente spettatore non pagante fino a quel momento.

Zidane riesce a vincere la Champions come allenatore al primo tentativo ed entra a far parte di quel ristretto gruppetto di allenatori che l’hanno vinta anche da calciatori ( Ancelotti, Guardiola, Rijkaard, Cruyff, Trapattoni e Munoz), oltre che a guadagnarsi la riconferma sicura ( o quasi, con Florentino Perez non si sa mai) sulla panchina del Real,mentre Simeone perde la seconda finale di Champions su 2 disputate, come un altro argentino, Hector Cuper, che con il Valencia fece lo stesso percorso (Se Simeone andasse all’Inter, come più volte ha dichiarato essere un suo desiderio, la comparazione con l’ex tecnico del Valencia sarebbe completa)

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=RhWbBDqI300

 

Atletico Madrid-Bayern Monaco: Analisi

La prima sfida tra le due filosofie, Cholismo contro Guardiolismo, ha visto prevalere la prima con l’Atletico Madrid capace di sconfiggere per 1-0 il Bayern Monaco nell’andata delle semifinali di Champions.

Una partita giocata dalle due squadre esattamente come si prevedeva , con i colchoneros attenti a difendere che hanno sfoggiato l’ennesima prestazione difensiva da 10 e lode ( 8 clean shit in questa Champions, record) e i tedeschi a dominare il gioco (614 passaggi completati contro i 159 dell’Atletico), il possesso palla (74% contro 26%), ma poco o per nulla incisivi in zona goal. Su 20 tiri del Bayern solo 7 hanno centrato lo specchio della porta, al contrario dell’Atletico che ha fatto registrare il dato di 5 tiri su 11 verso la porta difesa da Neuer)

Altra statistica importante sono i tackles portati, 55 per la squadra di Simeone, 35 per quella guidata da Guardiola, segno di una maggior cattiveria e aggressività da parte degli spagnoli (il goal di Saul, magnifico, come vedremo ne è un chiaro esempio).

heatmaps

heatmaps

passaggi

passaggi

  • Heatmaps e schema dei passaggi ci rendono chiaro l’andamento della gara e quali sono stati i due differenti approcci

 

tackles Atletico

tackles Atletico

tackles Bayern

tackles Bayern

  • I due schemi soprastanti riguardano i teackles portati dall’Atletico e dal Bayern. Notiamo come, seppur la percentuale di successo sia in favore del Bayern (42% contro 32%) il numero dei teackles è nettamente a favore dell’Atletico, come specificato all’inizio dell’articolo.

 

palloni intercettati

palloni intercettati

  • Altro dato importante nel successo dei colchoneros è quello riferito ai palloni intercettati. 25 a 6 per gli uomini di Simeone, frutto di una fase difensiva e di un’attenzione nella copertura degli spazi e linee di passaggio che rasenta la perfezione.

 

Ieri si è visto come l’organizzazione difensiva sia fondamentale, ancor più del possesso palla, se quest’ultimo è fine a se stesso e non porta a veri e propri pericoli. Nel ritorno all’Allianz Arena Guardiola e i suoi saranno chiamati ad un’altra rimonta, questa volta ancor più complicata rispetto a quella portata a termine contro la Juve visti i numeri da record della fase difensiva dell’Atletico, perchè non è solo la linea di difesa dei colchoneros a essere impenetrabile, ma è tutta la fase difensiva della squadra di Simeone ad essere perfetta nei tempi e nei movimenti.

 

FRAME 1

frame 1

  • In questo frame, dove Saul concluderà senza creare problemi, possiamo notare come la disposizione difensiva del Bayern non sia delle migliori, con ampi spazi tra i giocatori e mancate chiusure delle linee di passaggio. Difatti, il giocatore dell’Atletico in possesso palla ha due opzioni di passaggio molto chiare, senza nessun tipo di disturbo.

 

frame 4

frame 2

  • In questa serie di frame (2,3,4,5) vediamo l’azione spettacolare che porta Saul Niguez a segnare il goal decisivo. Notiamo subito come il pressing sia molto debole, quasi nullo. Thiago Alcantara porta una lieve pressione che non disturba affatto il mediano dell’Atletico.
frame 5

frame 3

  • l’azione prosegue con il n.17 spagnolo che si avvicina all’area di rigore. Benat frena la corsa verso la sua area e va al contrasto, ma sempre in modo troppo blando, rendendolo nullo e facendosi saltare con troppa semplicità. Notare come, seppur in netta superiorità numerica, i giocatori del Bayern abbiano una distanza tale tra essi da rendere vana tale superiorità e consentendo il crearsi di spazi attaccabili facilmente.
frame 6

frame 4

  • Xabi Alonso, come dicevamo troppo distante , tenta il contrasto in scivolata, ma viene evitato da Saul.  Thiago e Bernat, invece di insistere nel pressing desistono e interrompono la corsa.
frame 7

frame 5

  • A questo punto Saul si trova in 1vs1 e, con un movimento verso il centro si crea lo spazio per il tiro, rendendo vano anche l’ultimo disperato tentativo di contrasto portato da Vidal.

 

frame 8

frame 6

  • In questo frame e nel successivo vediamo l’ottima fase difensiva dell’Atletico Madrid. Linea di difesa a centrocampo belle compatte, distanziate ottimamente così da togliere spazio tra le linee attaccabile. In questa immagine (frame 6) il risultato dell’attacco bavarese sarà un colpo di testa di Vidal, per nulla pericoloso, frutto peraltro di una deviazione della difesa dell’Atletico.
frame 9

frame 7

  • Anche in questa immagine vediamo l’ottima fase difensiva degli uomini di Simeone. Distanze ottimali, marcature preventive e chiusure delle linee di passaggio costringono il giocatore del Bayern a tirare da fuori area, senza successo. Notare come Griezmann torni fino ai limiti della propria area di rigore a difendere.

 

Due filosofie di gioco, una che bada alla fase difensiva e a non concedere nulla all’avversario, l’altra che vuole imporre il proprio gioco tramite possesso palla, innovazioni tattiche, intercambiabilità di ruoli e movimenti collaudati. Questo primo round va alla prima filosofia, il ritorno vedremo chi se lo aggiudicherà, di certo sarà un piacere, per noi amanti dei questo meraviglioso sport, ammirare questo spettacolo.

Cholismo vs Guardiolismo = Vince il calcio.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

 

 

Barcellona-Atletico Madrid (Champions) – Analisi

Nell’andata dei quarti di finale di Champions il Barcellona ha avuto la meglio sull’Atletico vincendo , in rimonta, per 2-1, con doppietta di Suarez in risposta al vantaggio siglato da Fernando Torres.

Una partita che, nonostante il risultato possa far pensare sia stata equilibrata, ha visto invece un dominio del gioco da parte del Barcellona (come prevedibile) e una fase difensiva dell’Atletico al limite della perfezione, come ci ha abituato ormai la squadra del “Cholo” Simeone.

Le statistiche che analizzeremo evidenziano questa superiorità da parte del Barcellona che alla fine, nonostante le difficoltà iniziali, ha meritato la vittoria.

l’Atletico Madrid ha fatto la sua partita, puntando ad una fase difensiva, per larghi tratti del match perfetta, e ad un contropiede micidiale affidato a Griezman, Ferreira Carrasco e Fernando Torres, con quest’ultimo incaricato di ricevere i palloni spazzati dall’area di rigore per poi proteggerli o procurarsi il fallo così da far salire la squadra e permetterle di uscire dalla pressione portata dal Barcellona.

 

heatmap squadre

heatmap

posizioni in campo delle squadre

disposizione in campo

  • Come è ben evidenziato sia dalle heatmaps che dalle due immagini che riportano le posizioni in campo delle squadre, notiamo come sia stato il Barcellona a fare la gara (linea difensiva all’altezza del centrocampo) , con l’Atletico arretrato , a congestionare la parte centrale del campo con l’intento di far giocare i blaugrana sugli esterni, zona meno pericolosa  dove il pressing ha una maggiore percentuale di successo.

Analizziamo ora alcuni fermo immagine della gara

frame 1

frame 1

  • FRAME 1: In questa immagine si può benissimo vedere la compattezza dell’Atletico Madrid. 8 giocatori sui 16 metri a difendere l’area avversaria e a fare densità nella zona centrale, costringendo il Barcellona a cercare di attaccare sfruttando le fasce. Da Neymar la palla passerà poi sul lato opposto dove Dani Alves crosserà, senza successo. Notiamo anche come Fernando Torres sia l’uomo più avanzato della squadra di Simeone pronto, come dicevamo, a ricevere il rinvio della difesa e dare il via alla transizione offensiva.

 

frame 2

frame 2

frame 2.2

frame 2.2

  • FRAME 2 e 2.2: In queste immagini vediamo lo sviluppo di un’azione offensiva dell’Atletico scaturita da una rimessa laterale nella tre quarti del Barcellona. Nel frame 2 Griezmann riceve palla e si libera dalla marcatura non troppo aggressiva dei giocatori blau-grana, attaccando lo spazio che intercorre tra la line di difesa del Barcellona e i centrocampo. Tale spazio doveva essere occupato o, quantomeno, ridotto, da Piqué. Infatti vediamo come i giocatori dell’Atletico siano marcati in copertura preventiva dai difensori del Barça (J.Alba, Mascherano, D.Alves) mentre Piqué non è in marcatura su nessun avversario. Nel frame 2.2 infatti vediamo che, il ritardo di Piqué nell’accorciare su Griezman costringe Mascherano a lasciare Torres per sostituirsi al n.3 del Barcellona, lasciando così l’attaccante dell’Atletico libero di ricevere un filtrante e di involarsi verso la porta. Tale situazione non accadrà in quanto le petit diable preferirà concludere a rete, senza esito, ma questa azione evidenzia la vulnerabilità difensiva della squadra di Luis Enrique.
frame 3

frame 3

frame 3.1

frame 3.1

 

  • FRAME 3 e 3.1: Azione d’attacco dell’Atletico che porta al goal dell’1-0 di Fernando Torres. 9 giocatori del Barça nella metà campo difensiva ma, a differenza dell’Atletico Madrid, gli spazi tra i reparti e gli stessi elementi del singolo reparto è troppa e permette a Koke di ricevere palla in totale libertà, puntare la porta e dare il filtrante al Nino che poi segnerà. Dal frame 3 al frame 3.1 vediamo come la distanza che intercorre tra Piqué e Mascherano sia identica, con Koke che ha ricevuto il pallone e ha potuto girarsi per attaccare centralmente. Nel frattempo Piqué viene distratto dall’avanzamento del centrocampista rojo blanco e perde di vista Fernando Torres che gli sfila dietro la schiena e si invola verso la porta difesa da Bravo. Ribadiamo come il Barcellona non sia dotato di una fase difensiva eccelsa, sia a livello di squadra che di singoli interpreti.

 

frame 5

frame 4

  • frame 4: In questa immagine è ben evidente la compattezza tra i reparti della squadra del Cholo, con l’obiettivo di intasare le vie centrali e costringere il Barcellona a giocare sulle fasce. Solo un cambio di gioco rapido, in questi casi, può permettere di attaccare il lato debole sfruttando la difficoltà della squadra che difende di scalare e coprire la fascia rimasta scoperta. Il giro palla del Barcellona non è stato rapido tranne in alcune occasioni, dalle quali sono scaturiti poi i goal di Suarez.

 

frame 6

frame 5

frame 7

frame 5.1

  • FRAME 5 e FRAME 5.1: Vediamo in questo caso quanto detto commentando il FRAME 4. In questa azione, che ha portato al pareggio di Suarez , vediamo come la difesa dell’Atletico di Madrid , a differenza di quanto visto nel frame 4, si faccia attrarre dalla direzione della palla, come evidenzio tramite le frecce che indicano il movimento dei difensore dei colchoneros. Questo movimento permette a J.Alba, in basso nell’immagine, (FRAME 5.1) di avere campo libero per ricevere il cross di Dani Alves e rimettere la palla al centro, azione che porta poi al goal di Suarez, abile a deviarla in rete. Nel gol è da sottolineare la poca concentrazione di Godin che inizialmente marca stretto Suarez ma poi , nell’atto del gol, si fa trovar disattento e poco reattivo.

 

La prossima settimana si giocherà il ritorno in un Calderon che si preannuncia infuocato e pronto a trascinare l’Atletico verso la qualificazione alle semifinali di Champions.

L’organizzazione tattica dei colchoneros e la fase difensiva non impeccabile sono due elementi che possono infondere fiducia nell’ambiente dell’Atletico, anche se la MSN (Messi-Suarez-Neymar per chi non lo sapesse) è un elemento che sposta quasi sempre gli equilibri verso il Barcellona.

L’Atletico Madrid dovrà interpretare al meglio la gara, predisporre una fase difensiva impeccabile per tutto l’arco dei 90 minuti che dovranno essere giocati al massimo della concentrazione, senza cali di tensioni, letali contro squadre come il Barcellona.

Il Barcellona è una squadra leggendaria ma abbiamo visto non è imbattibile, e l’Atletico è una delle poche squadre in grado di poterlo fare.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.whoscored.com

IMMAGINI: http://www.sportmediaset.mediaset.it/video/calcio/1_gol_championsleague/barcellona-atletico-2-1_76846-2016.shtml

 

L’Atletico Madrid 2015/2016

Quest’anno, nonostante il grande rinnovamento subito dalla rosa, l’Atletico Madrid, guidato sapientemente dal “Cholo” Diego Pablo Simeone, si conferma ai vertici del calcio spagnolo, occupando attualmente la seconda posizione, dietro quella squadra che la massima espressione del calcio e che risponde al nome del Barcellona.

Come dicevamo, l’Atletico Madrid si è ampiamente rinnovato la scorsa estate, ringiovanendo la rosa e puntando su giovani talenti come l’esterno d’attacco Ferreira Carrasco, la punta “Luky”Luciano Vietto, Gimenez in difesa a far coppia con il veterano Godin, riportando all’ovile Oliver Torres e lanciando Saul Niguez in mediana. A tutti questi aggiungiamo Angel Correa, talentuoso attaccante argentino pienamente recuperato dal problema cardiaco, Griezmann , vera certezza e punto fermo dell’attacco colchonero e Kranevitter, l’ultimo arrivato dal mercato di gennaio, regista intelligentissimo proveniente dal River Plate di Gallardo, con il quale ha conquistato, da protagonista, l’ultima Copa Libertadores.

Simeone è stato straordinario nell’amalgamare e dare una nuova entità a questo nuovo Atletico Madrid, profondamente diverso da quello che aveva portato a giocarsi la finale di Champions contro il Real di Ancelotti. Questo Atletico è più tecnico, gioca più la palla, cerca la via del goal con una manovra più ragionata e attua un pressing intelligente, mentre il “vecchio” Atletico puntava molto più sulle ripartenze e dava alla gara un ritmo elevatissimo, portando un pressing asfissiante, aggrediva l’avversario.

Simeone è stato bravo a capire che doveva modificare alcuni aspetti del gioco, che i giocatori che ha a disposizione ora gli permettono di poter giocare in modo differente, senza venir meno ai principi del “cholismo”, sia chiaro, permettendo di fornire uno spettacolo con un tasso qualitativo più alto rispetto al passato.

Vediamo ora, con l’aiuto di alcune dati, come gioca l’Atletico Madrid 2015/2016.

Nella stagione , arrivati alla giornata n.29, i colchoneros hanno messo a segno 45 goal (1.55 a gara) e subiti 12 (0.41 a gara), dato, quest’ultimo, impressionante. Alla 29 giornata della scorsa stagione i goal fatti furono 55 , quelli subiti 23, 9 in più.

 

goal fatti

  • Vediamo la predilezione nel segnare attaccando il lato sinistro e centrale del campo rispetto al lato destro.

goal subiti

  • L’Atletico crea densità nella zona centrale del campo e costringe l’avversario a trovare la via del goal dagli esterni, come ben evidente dalle percentuali in grafica.

 

Le occasioni create sono state, fin’ora, 287, in media 10 a partita, dato in linea con quello registrato nella scorsa stagione, quando le occasioni erano state 248 per una media di 8.5 a gara.

La statistica che più ha subito un cambiamento è senza dubbio quella relativa ai goal da calcio da fermo. La scorsa stagione, alla 29a giornata, erano stati 30, mentre quest’anno sono 10.

goal da calci piazzati

 

Questo significa, ovviamente, una minor efficienza in questo tipo di giocata, dovuta anche dalla capacità dell’Atletico a trovare vie del goal in modi differenti, oltre al fatto che gli avversari , conoscendo la forza dei colchoneros in questa situazione di gioco,avranno provveduto a prendere le contromisure del caso.

Come dicevamo, l’Atletico quest’anno è più qualità e meno rudezza, e questo è confortato dal dato delle ammonizioni. Ad ora il numero di cartellini gialli estratti dagli arbitri ai danni dei calciatori rojoblancos sono 73, 16 in meno rispetto agli 89 della scorsa stagione, sempre alla 29a. Più qualità, meno rudezza, stessa aggressività, ma più ponderata.

Il cervello di questo Atletico è sicuramente Koke Resureccion, l’idolo dei tifosi, centrocampista che abbina buona qualità a aggressività e forza fisica, recupero palla e impostazione dell’azione, Koke svolge al meglio entrambe le fasi. Media di passaggi riuscita dell’ 82% ( il 72% dei passaggi in avanti), 3 goal segnati e 57 occasioni da goal create, il 20 % del totale di squadra.

33 i palloni intercettati da Koke, a conferma di quanto appena detto, creare e recuperare con qualità.

Vediamo ora alcuni fermo immagine tratti dall’ultima sfida giocata dall’Atletico Madrid, al Calderon, contro il Deportivo la Coruna.

ATL-DEP 1

  • Vediamo come i giocatori dell’Atletico portino un pressing ragionato, portando la squadra avversaria a giocare palla sugli esterni per poi pressare il portatore palla e , al tempo stesso, marcare gli scarichi, non concedendo linee di passaggio agevoli. Koke va , in questo caso, in pressione sul giocatore galiziano e recupererà palla dando il via ad una rapida transizione positiva.

ALT-DEP 3

  • Lo sviluppo dell’azione porta Saul a crossare in area dopo aver ricevuto da Vietto, a sua volta precedentemente servito da Koke immediatamente dopo la conquista della palla. Vediamo come Koke non si limiti a recuperare la palla ma segua l’azione inserendosi in area per vie centrali (recupero palla e contributo offensivo). La palla poi finirà a Ferreira Carrasco che non segnerà.

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  • In questa azione offensiva dell’Atletico, che si sviluppa sulla fascia sinistra, vediamo come, con qualità, i giocatori rojoblancos escono da una situazione di pressing. Vietto si muove in profondità dando un’opzione di passaggio a Felipe Luis e, al tempo stesso, portando via il diretto avversario, creando così uno spazio alle spalle di Koke, che sarà colui che riceverà palla. Nonostante ci siano tre giocatori del Deportivo la Coruna a portare pressing, notiamo come la linea di passaggio per Koke sia totalmente libera, aspetto che permette al n.6 colchonero di ricevere palla indisturbat

ATL-DEP 6

  • Ricevuta la palla da Felipe Luis, Koke, con una colpo di tacco (giocata di qualità), fa passare la palla nello spazio presente tra i due giocatori del Deportivo che rimangono spiazzati e presi controtempo dalla giocata. La palla raggiungerà poi Ferreira Carrasco che attaccherà lo spazio ,evidenziato a lato dell’arbitro, per andare a concludere in porta, colpendo la traversa. Come dicevamo, un Atletico che oltre alla grinta, alla “garra”, quest’anno sviluppa il gioco con più qualità, rendendo così anche più imprevedibile la manovra.

ALT-DEP 7

  • Vediamo l’azione che ha portato al secondo goal dell’Atletico segnato da Griezmann. Scarico dell’esterno Ferreira Carrasco per Koke che attacca lo spazio n.1 , chiuso con colpevole ritardo dai difensori galiziani

ALT-DEP 8

  • Movimento a virgola di Griezmann che viene esce per poi riattaccare la profondità , sfruttando il filtrante di Koke che vede il movimento del compagno e lo premia, sfruttando lo spazio presente tra i due difensori del Depor che stavano accorciando e lo spazio lasciato libero sul primo palo. Anche qui visione di gioco , movimento a liberarsi del marcatore, giocate di qualità per trovare la via del goal.

ALT-DEP 4

  • Fase difensiva dell’Atletico: Vediamo come la squadra di Simeone porti densità nella zona centrale del campo costringendo la squadra avversaria a giocare sugli esterni, soluzione che nel frame in questione il Deportivo non attua, cercando lo sfondamento per vie centrali. Il lancio per la punta galiziana viene intercettato da Godin, che esce dalla sua posizione per anticipare con successo l’avversario. Il rilancio del difensore uruguayano arriverà poi sui piedi di Griezmann che, approfittando dell’incertezza del difensore del Deportivo La Coruna, si involerà solo verso la porta, sbagliando clamorosamente il goal. Notiamo la compattezza dell’Atletico di Madrid e come Koke e compagni  marchino i relativi avversari togliendo possibilità di appoggio alla punta del Depor, nel caso questa avesse fatta sua la sfera.

ALT-DEP 9

  • Altra situazione difensiva: Questa volta il Depor va per vie esterne  dove i giocatori dell’Atletico attuano un forte pressing sul portatore palla e sugli scarichi, avendo in questa zona di campo più possibilità di conquistare la palla.. In questo caso il giocatore del Depor , con un’azione personale, sarà bravo ad evitare i tentativi di pressing e riuscirà a mettere in area un pallone pericoloso.

ALT-DEP 10

  • La palla arriva a Fede Cantabria che conclude a botta sicura, colpendo però Saul Niguez che, seguendo l’azione difensiva e partecipandovi attivamente, riesce a posizionarsi a copertura dello specchio della porta salvando un goal certo.

 

Queste sono solo alcune analisi che però sono sufficienti a farci capire che tipo di squadra è l’Atletico Madrid 2015/2016. Una squadra che ha mantenuto intatto lo spirito trasmesso da Simeone, corsa, cattiveria agonistica, entrambe le fasi che coinvolgono tutti gli 11 in campo, compattezza e estrema attenzione tattica, fase difensiva eccellente. Oltre a questo però quest’anno c’è anche più qualità, gli interpreti che scendono in campo portano con se qualità tecniche che permettono loro di poter creare situazioni importanti con giocate individuali, sempre inserite in un contesto di gioco ben preciso e mai fini a se stesse. Questa imprevedibilità che questo Atletico ha in più, questa evoluzione dei colchoneros, ha permesso loro di poter competere per la Liga, tenendo il passo degli alieni catalani e superando i cugini “blancos”, dimostrando che progettualità, identità, fame, un progetto ben preciso e ben sviluppato valgono molto più dei milioni di €.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=0WieXXb8Jfc