SEVILLA vs JUVENTUS 1-3

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/siviglia-juventus-risultato-diretta-moviola-champions-league/

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La Juventus, con una prova di grande forza (prima italiana a vincere e segnare al Sanchez Pizjuan) ipoteca con un turno di anticipo il passaggio del turno agli ottavi di Champions League costringendo la squadra di Jorge Sampaoli a giocarsi la qualificazione in casa del Lione, vittorioso ieri sera per 2-0 sul campo del fanalino di coda Dinamo Zagabria.

La gara ha visto un ottimo inizio della Juve che controllava il gioco facendo girare la palla con buona fluidità, mentre il Sevilla chiudeva gli spazi , andando a pressare all’altezza della metà campo per cercare il recupero palla e , con la difesa della Juve scoperta, cercare transizioni positive.

La fase difensiva della Juve nei primi minuti era molto buona, con efficace chiusura delle linee di passaggio centrali con Khedira che , oltre a schermare la zona del suo uomo sulla mediana, si alzava a pressare il secondo centrale difensivo spagnolo, con Mandzukic.

Al minuto 8′ , un po’ a sorpresa, il Sevilla è passato in vantaggio con Pareja, reattivo ad avventarsi su una corta respinta centrale da un cross e, con un preciso tiro al volo di destro, a battere un incolpevole Buffon.

Questo tiro è stato l’unico, in tutta la gara, che ha centrato la porta della Juventus sui 5 totali tentati dagli spagnoli (20% di precisione nel tiro). Al contrario la squadra di Massimiliano Allegri ha tirato 11 volte , centrando la porta difesa da Sergio Rico 4 volte (50% di precisione nel tiro) 

L’azione del goal del Sevilla si è sviluppata sulla fascia destra, dove Mariano ha cominciato il match spingendo molto. La zona del campo presidiata dal #3 spagnolo è stata quella maggiormente sfruttata dalla squadra di Sampaoli (30% contro il 18% di gioco sulla fascia sinistra).

 

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Dopo il vantaggio il Sevilla ha aumentato il ritmo gara, andando a pressare forte i giocatori bianconeri quando, dalle retrovie, cominciano la costruzione dell’azione e, di conseguenza, la Juventus ha abbassato il ritmo e il baricentro, trovando gravi difficoltà nella costruzione del gioco.

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Quando la Juve provava a costruire dalle retrovie il Sevilla metteva Vazquez e Vietto sui centrali della Juve Bonucci e Rugani (altra grande prova del #24 al primo, vero, banco di prova in campo europeo), con gli esterni alti a pressare Dani Alves e Evra e con Iborra che andava in pressione su Marchisio, bloccando la costruzione della manovra e costringendo i bianconeri a forzare la giocata,con conseguenti errori tecnici in zone nevralgiche del campo. 

Dopo un momentaneo appannamento, conseguenza del goal subito a freddo, i bianconeri hanno ricominciato a guadagnare campo, giocando con più pazienza la palla e rendendosi pericolosi con ripartenze veloci che hanno portato a due chiare occasioni da goal con Mandzukic (tiro di destro alla sinistra di Rico uscito di un paio di metri) e con Sami Khedira, con un tiro a sfiorare l’incrocio, sempre alla sinistra del portiere avversario, dopo una pregevole combinazione sulla destra tra Cuadrado e Dani Alves. 

FOCUS: Ottima la gara del #7 colombiano, il più pericoloso dei due esterni offensivi a supporto di Mandzukic, una costante spina nel fianco per la difesa andalusa e per Escudero in particolare.

La sua gara lo ha visto partecipe con il 90% di precisione nei passaggi, 3 tiri tentati verso la porta avversaria, 2 occasioni create, 4 cross, 50% di successo nei tackles.

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Dal minuto 36 il Sevilla è rimasto in 10 per l’espulsione di Franco Vazquez, ingenuo a commettere due evidenti falli nel giro di pochi minuti, costringendo la sua squadra a giocare con un uomo in meno per 80 minuti.

Questo vantaggio numerico ha consentito alla Juve di avere un vantaggio  nella gestione della palla e nel dominio del campo che ha avuto, come conseguenza il rigore, poi segnato da Claudio Marchisio, assegnato da Clattenburg al 44′ per evidente fallo di Mercado ai danni di Bonucci (maglia tirata in modo evidente dopo un richiamo dell’arbitro). 

 

https://www.youtube.com/watch?v=aru6uFhglwA

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Secondo tempo che ha visto la Juve cominciare come aveva terminato la prima parte, controllando il gioco e attuando un giro palla buono ma con il Sevilla che, seppur in inferiorità numerica, non ha cambiato il suo atteggiamento aggressivo, andando a pressare alto. 

Questo pressione i bianconeri l’hanno patita, aiutando l’avversario con molti errori tecnici in fase di costruzione regalandogli la sfera  in più di un’occasione. 

Il Sevilla, dopo la fase di grande pressing, ha abbassato il ritmo, preferendo aspettare nella propria metà campo la Juve, disponendosi con un 4-4-1, chiudendo ottimamente la parte centrale del campo, aiutato dai bianconeri che fanno un giro palla troppo lento per destabilizzare l’equilibrio difensivo avversario. 

Al minuto 84 Allegri sostituisce Miralem Pjanic con Kean (primo classe 2000 a giocare una gara di Champions League) e il ragazzino, come lo chiama l’allenatore bianconero, partecipa attivamente al goal del vantaggio siglato da Bonucci.

Su cross di Cuadrado, Kean va a contendere la palla al difensore in mezzo all’area di rigore, costringendo il giocatore del Sevilla a rinviare sotto pressione centralmente. Sul pallone vagante si avventa Leonardo Bonucci, bravissimo ad arrivare per primo sulla seconda palla, coordinarsi e a tirare al volo di sinistro battendo, con una leggera deviazione, Sergio Rico per il 2-1 della Juve.

https://www.youtube.com/watch?v=VLrEJ9QPaX4&t=155s

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Subito il goal il Sevilla si è riversato nella metà campo juventina, mettendo molte palle in mezzo all’area alla ricerca della deviazione vincente, ma contemporaneamente lasciando ampi spazi per il contropiede della Juve, come successo nell’occasione del terzo goal, segnato da Mandzukic. 

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Nota negativa della Juve nella ripresa è nella gestione della palla, troppi gli errori tecnici che avrebbero potuto compromettere la gara. 

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La Juve vince una gara fondamentale che, oltre a permettere il raggiungimento del primo obiettivo stagionale, da al gruppo, se mai ce ne fosse stato bisogno, la convinzione della forza che ha, tenendo conto che la prestazione di ieri sera è stata fatta con molte assenze importanti.

Nizzotti Roberto.