JUVENTUS-PESCARA: Breve analisi sulla squadra guidata da Massimo Oddo.

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Dopo la sosta delle nazionali torna il campionato con la 13a giornata di Serie A che vedrà la Juventus affrontare , in casa, il Pescara di Massimo Oddo, terzultimo in classifica con soli 7 punti, frutto di 1 vittoria, 4 pareggi e 7 sconfitte .

I goal segnati dagli abruzzesi sono stati 7 (0,6 a partita) mentre 22 sono quelli subiti (1,8 a partita), dati che denotano una certa vulnerabilità a livello difensivo. Nelle ultime 3 gare giocate il Pescara ha sempre perso, segnando 0 goal e subendone 5, con 9 occasione create di media a partita (11 la media stagionale) e con una precisione al tiro del 41% (14 tiri di media), attuando un’idea di gioco offensiva (il Pescara, nelle ultime 3 gare, ha giocato il 48% del tempo nella metà campo avversaria), con la squadra predisposta al controllo della palla (50% di possesso palla medio stagionale, 51% nelle ultime 3 gare) e dotata di buona tecnica (82% di media nella precisione nei passaggi, 80% nelle ultime 3 gare)

Questa proposta di gioco non sempre è supportata da un adeguato equilibrio tattico, il che la espone a transizioni positive avversarie che, con gli spazi a disposizione, si convertono molto spesso in goal.

Le distanze in campo non sono sempre ottimali e questo permette all’avversario di attaccare lo spazio e, se lo fa velocemente, di crearsi concrete occasioni da goal.

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Restando all’idea calcistica del Pescara è da evidenziare come una squadra che pressa e chiude bene le linee di passaggio possa mettere in difficoltà gli abruzzesi nella prima fase della costruzione della manovra. Nell’ultima gara l’Empoli lo ha fatto molto bene intercettando, con questo atteggiamento, un pallone sulla ¾ e riuscendo a concretizzare in goal la riconquista della sfera.

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Finora il Pescara non ha cambiato atteggiamento nelle 12 sfide giocate, anche se quella dello Stadium potrebbe portare Massimo Oddo ad impostare i 90 minuti sull’attesa dell’avversario e sulle ripartenze.

La Juventus dovrà stare molto attenta a non lasciare troppi spazi ai giocatori del Pescara, abili tecnicamente e negli scambi stretti, riducendo al minimo gli errori tecnici soprattutto a centrocampo per evitare di permettere facili transizioni positive .

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La velocità di manovra della squadra di Allegri dovrà essere sostenuta per riuscire ad approfittare al massimo delle occasioni che la difesa pescarese concede per riuscire a portare a casa la vittoria in una gara che, nonostante tutto, visto anche il ritorno dalla sosta per le nazionali, è tutt’altro che facile.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE DATI: www.squawka.com (Dati Opta)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=esDD5TfO0Wo

 

Chievo Verona: Breve analisi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=cIfsfxW8tMc

https://www.youtube.com/watch?v=cIfsfxW8tMc

 

Il Chievo Verona, ultima avversaria della Juve prima della sosta, arriva allo scontro con i Campioni d’Italia con una serie di 4 partite senza vittorie (2 sconfitte e 2 pareggi), dopo aver inanellato 14 punti nelle prime 7 gare (4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte).

Nell’ultima gara giocata al Bentegodi, pareggiata 1-1 con il Bologna, la squadra diretta da Rolando Maran ha tirato 11 volte, 8 dall’interno dei 16 metri, con una percentuale di precisione al tiro del 43 % (41% nelle ultime 4, media del 44% in stagione) e creando 7 occasioni da rete (7 key pass / media nelle ultime 4 gare 8 per gara).

Restando sul reparto offensivo, in stagione i goal segnati dal Chievo sono stati 11, 4 da calci piazzati (36%) dei quali 3 da corner e 1 su punizione diretta (Birsa, è lo specialista nel fondamentale), mentre i goal subiti sono stati 12 (1,09 a gara). Dei marcatori clivensi il leader è proprio Birsa, autore di 3 reti, seguito da Castro con 2.

In casa il Chievo ha sempre segnato (7 goal) subendone 6 (1,2 a gara),

La precisione nei passaggi è stata dell’ 80% (media ultime 4 gare 79% /media stagionale 80%) con un possesso palla del 53% (51% nelle ultime 4 gare, 49% stagionale) con uno sviluppo del gioco che è stato maggiore sulla fascia destra (24% contro il Bologna, media nelle ultime 4 gare del 23,5% contro il 20% sulla sinistra).

Il Chievo ha poi giocato maggiormente nella propria metà campo, facendo registrare una media del 55% nelle ultime 4 gare, contro il 45% di gioco nella metà campo offensiva. Contro la Juve è molto probabile che questo dato subisca un incremento riguardo l’utilizzo della propria metà campo.

La formazione spesso utilizzata da Mr.Maran è il 4-3-1-2, con Birsa e De Guzman che si alternano alle spalle della coppia di attaccanti formata da solitamente da Inglese e Meggiorini, con Floro Flores pronto a subentrare.

Viste le difficoltà che la Juve continua a mostrare quando affronta squadre che si chiudono e che attuano un’ottima e ordinata fase difensiva, la soluzione per avere la meglio dei veronesi sarà avere pazienza nella gestione del pallone , evitando di perdere il pallone per evitare le conseguenti transizioni positive del Chievo. Inoltre sarà fondamentale che la sfera viaggi a una velocità sostenuta così da poter muovere la fase difensiva clivense e sfruttare gli spazi che il movimento andrà a creare.

Di seguito due frame della gara giocata contro il Bologna, l’ultima, cronologicamente parlando, al Bentegodi , dove si evidenziano la fase difensiva e l’abilità nelle ripartenze.

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NIZZOTTI ROBERTO

FONTE DATI: www.squawka.com

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=cIfsfxW8tMc

 

 

 

JUVE vs NAPOLI 2-1: DECIDE HIGUAIN

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/juventus-napoli-diretta-1.2635697

 

Dopo aver perso contro Milan e Inter la Juve riesce a vincere il primo (vero) scontro diretto battendo il Napoli per 2-1, in una gara equilibrata sostanzialmente equilibrata (10 tiri totali a 12 dei quali in porta 3 per la Juve e 2 per il Napoli, possesso palla del 51% per i bianconeri, 4 angoli a 3 per il Napoli) tranne che per i tackle, 23 a 15 per il Napoli (Percentuale di riuscita: 1°T: 23% Juve e 53% Napoli / 2° T 33% Juve, 43% Napoli).

La partita è iniziata con grande ritmo, soprattutto a centrocampo, con la Juventus che , causa la pressione del Napoli, non riusciva a costruire trame di gioco, commettendo errori tecnici.

 

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Errori della Juve nel primo tempo.

La soluzione individuata per ovviare a questa densità e aggressività a centrocampo sono stati i lanci lunghi dei bianconeri alla ricerca di Higuain e Mandzukic, volti a superare il centrocampo partenopeo.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Schema che evidenzia come il lancio lungo sia stata una soluzione adottata spesso dalla Juve.

Il Napoli si disponeva in attesa della Juve, concentrando gli uomini nella zona centrale per evitare che la sfera passasse per i piedi di Pjanic e Khedira, con Diawara a seguire il bosniaco disturbandolo nel momento della ricezione  della sfera.

In fase propositiva singolare come la squadra di Sarri sviluppasse il gioco maggiormente sulla destra, quando in tutte le gare giocate è sempre stata la corsia opposta ad essere sfruttata per la costruzione del gioco.

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Quando la Juve riusciva a superare il primo pressing napoletano e, di conseguenza, a trovare gli uomini tra le linee, la manovra offensiva si sviluppava palla a terra portando preoccupazione per la difesa napoletana, sempre sulla sinistra dove Alex Sandro era presente sia in fase offensiva che in fase offensiva.

La partita dell’esterno brasiliano è stata di assoluto livello, come sempre, e queste sono state le statistiche che ne evidenziano l’assoluta importanza nello scacchiere bianconero: Precisione nei passaggi del 72% (13 su 14 in fase difensiva), 57 palloni ricevuti, 1 occasione creata, 6 cross, 2 dribbling riusciti su 3 tentati e 5 palloni recuperati

Immagine che ci dice dell'influenza di Alex Sandro nel match.

Immagine che ci dice dell’influenza di Alex Sandro nel match.

L’atteggiamento della Juve, con il passare dei minuti, si è fatto più propositivo, con i bianconeri che andavano a pressare alto il Napoli non permettendogli di costruire da dietro, cercando di recuperare la sfera il più avanti possibile.

Le due punte Mandzukic e Higuain andavano a pressare i due centrali che si allargavano, Hernanes seguiva Hamsik e Pjanic seguiva Diawara .

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La controindicazione del pressare alto era data dal fatto che, se il Napoli riusciva a superare il primo pressing, poteva poi dar vita a ripartenze pericolose con la difesa bianconera scoperta.

Al 38′ del primo tempo Chiellini è stato costretto ad uscire per infortunio , con Allegri che invece di inserire Benatia passa alla difesa a 4 e inserisce in campo Cuadrado, spostando Pjanic in posizione di trequartista.

L’impatto del colombiano è stato importante, con l’89% di precisione nei passaggi, 36 passaggi ricevuti,3 occasioni create, 3 dribbling riusciti su 5 tentativi e 2 palloni recuperati nei 55’giocati.

Dopo un primo tempo equilibrato la Ripresa che ha visto la Juve cominciare schiacciando il Napoli nella sua metà campo, pressing che ha avuto l’epilogo nel goal di Bonucci, bravo a farsi trovare al centro dell’area sul liscio di Ghoulam e bravissimo nel calciare al volo di sinistro sotto la traversa (i trascorsi da centrocampista si vedono anche in queste occasioni, non solo quando imposta).

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Subito il goal il Napoli ha reagito subito , in particolare con una ripartenza che si è sviluppata sulla sinistra, con Insigne a portare palla fino al limite dell’area per poi crossare al centro dove solo un tempestivo intervento di Barzagli ha evitato il goal di Mertens.

Dalla stessa dinamica (cross di insigne sul secondo palo) è arrivato il pareggio di Callejon che, come di consueto, ha attaccato il secondo palo, approfittando dell’incomprensione tra Lichsteiner, che lo teneva in gioco, e Alex Sandro che doveva marcarlo.

 

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Le squadre lunghe hanno permesso il crescere del numero di occasioni con le punte lanciate a rete a causa delle difese alte e non adeguatamente coperte e linee di passaggio non più schermate che hanno permesso molte verticalizzazioni, sia della Juve che del Napoli.

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Proprio da una di queste è nato il goal di Higuain, con Hernanes che, dagli sviluppi di una rimessa laterale, è stato abile a trovare El Pipita tra le linee. Il #9 bianconero, grande ex del match, ha cercato prima Khedira in area premiando l’inserimento del tedesco con un cross dolce e poi, sul susseguente rimpallo, ha attaccato la seconda palla calciando di contro balzo con il sinistro, trafiggendo un immobile e impotente Reina.

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Due minuti prima del 2-1 di Higuain Massimiliano Allegri aveva tolto Pjanic, ancora alla ricerca di continuità , per inserire Claudio Marchisio.

Il n.8 ( 87% di precisione nei passaggi, 13 su 15) ha dato, nei 20 minuti in cui ha giocato, equilibrio al centrocampo e alla squadra di conseguenza, evitando che si sfilasse e consentendo a Khedira di inserirsi con più libertà, come avvenuto nell’azione del goal.

Il goal dell’ex ha spento la verve del Napoli che non è più riuscito a rendersi pericoloso se non tramite un calcio di punizione con un colpo di testa deviato e finito di poco sopra la traversa.

La Juve ha vinto una gara che, come ha detto Allegri, non era decisiva, visto che siamo solo alla 10 giornata su 38 totali, ma che era comunque importante vincere per tenere a distanza (7 punti) una diretta concorrente come il Napoli.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stas Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=E90WXMM9ohc

JUVENTUS-NAPOLI: Breve analisi sugli azzurri di Sarri.

 

http://www.calciomercato.com/news/higuain-fantastica-la-tappa-a-napoli-de-laurentiis-penso-alla-ju-646938

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Domani sera il big match dell’11 giornata, la penultima prima della sosta nazionali, vedrà il Napoli far visita alla Juventus che, dopo quella contro la Sampdoria di mercoledì scorso, giocherà la seconda gara consecutiva tra le mura amiche dello Juventus Stadium.

Vediamo in breve che Napoli troverà la Juventus.

Sicuramente la prima cosa che balza all’occhio è l’assenza sia di Arkadius Milik che di Manolo Gabbiadini. Il primo ha avuto un impatto fortissimo sul Napoli, sul calcio italiano in generale e in Champions League, riuscendo in 9 presenze a segnare 7 reti (4 in serie A e 3 in Champions, con una doppietta che è valsa i tre punti in terra ucraina contro la Dinamo Kiev).

Il suo infortunio, subito con la Polonia durante le qualificazioni a Russia 2018, ha semi aperto le porte della titolarità a Manolo Gabbiadini che, non con poche difficoltà, si stava ritagliando il suo spazio giocando 56′ contro la Roma; 26′ contro il Besiktas entrando per Insigne e segnando il rigore e giocando solo 30′ contro il Crotone per un rosso diretto, conseguenza di un fallo di reazione, che ne ha pregiudicato l’utilizzo contro l’Empoli e per la partita di domani sera.

Contro la sua Ex squadra, Sarri ha schierato un tridente particolare per come gioca lui, composto da gente minuta di statura che si muoveva molto dando pochi punti di riferimento alla difesa, non irreprensibile, dell’Empoli, tirando 35 volte(18.7 di media a gara) contro le 7 dei toscani, ma con una percentuale di precisione al tiro del 28% e una conversione in goal del 20% (2 goal su 10 tiri in porta), statistiche non proprio esaltanti.

Dei 35 tiri in porta i tre attaccanti ne hanno scagliati, insieme , 24 ( 11 Mertens, il 31%; 6 Callejon e 7 Insigne), il 69% del totale, con i restanti 11 tiri distribuiti abbastanza equamente tra centrocampisti e terzini (Ghoulam con 3 quello con più tentativi dopo il tridente).

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Il Napoli è una squadra abituata a giocare la gara e a gestire il pallone, atteggiamento che difficilmente abbandonerà contro la Juventus, trovandosi totalmente incomoda nel chiudersi e gestire una gara di contenimento.

Nelle prime 11 giornate la media del possesso palla è stata del 57,3%, con una media di precisione nei passaggi dell’87% e 1.9 goal per match, numeri che ben spiegano la propensione e pericolosità offensiva del Napoli.

Il gioco del Napoli, come quasi sempre accade, si svolge sulla fascia sinistra, dove le combinazioni tra Insigne, Hamsik e Ghoulam , unite ai movimenti ad uscire della punta, permettono al Napoli di trovare spazio centralmente, per una maggior efficacia al tiro.

Mappa del gioco sulle fasce contro la Roma, nettamente superiore sulla fascia sinistra.

Mappa del gioco sulle fasce contro la Roma, nettamente superiore sulla fascia sinistra.

 

In Atalanta-Napoli, sempre predilezione del Napoli nel giocare sulla sinistra.

In Atalanta-Napoli, sempre predilezione del Napoli nel giocare sulla sinistra.

Importante in questo senso il movimento di Callejon sul lato debole, abile a staccarsi dalla marcatura e ad attaccare, libero, il primo palo (nelle immagini seguenti un esempio di quanto detto messo in pratica contro l’Empoli).

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A livello difensivo i partenopei hanno dimostrato una certa vulnerabilità nelle ultime gare (7 goal subiti in 4 partite tra campionato e Champions), La squadra, propositiva in fase offensiva, non sempre contrappone a quest’ultima una fase difensiva di altrettanto livello, facendosi trovare lunga con conseguenti spazi tra le linee e sugli esterni, che spingono molto e non sempre sono coperti in maniera opportuna. Una squadra solida difensivamente e dalle veloci transizioni positive può creare seri problemi al Napoli. Oltre a questo aspetto c’è anche il livello di attenzione che è altalenante durante le gare, come dimostra il goal preso contro la Roma, con Koulibaly che, invece di cedere la sfera a Reina, è andato verso il fondo pressato da Salah e facendosi poi rubare il pallone dal fantasista egiziano, preludio al goal di Dzeko.

Nei seguenti frame tratti da Atalanta-Napoli (1-0) e Napoli-Roma (1-3) si possono notare le difficoltà dei partenopei in fase difensiva.

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Una gara che la Juventus, capace di interpretare le varie partite che una singola gara propone, può far sua a condizione che l’approccio alla gara sia ottimale, con attenzione al massimo e che vengano interpretati i 90 minuti ad un livello tecnico praticamente perfetto.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com ; app Stats Zone

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=i6oyyMNtQKU ; https://www.youtube.com/watch?v=0N6CrlU_tD4&t=148s

 

 

La Juve si rialza: 4-1 alla Sampdoria.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

Come sempre accade, dopo la caduta c’è l’immediata risalita, e anche in questa occasione la Juventus non si smentisce, risollevandosi dalla sconfitta contro il Milan con una vittoria per 4-1, allo Juventus Stadium, contro la Sampdoria.

3-5-2 lo schieramento iniziale della Juventus, con Dani Alves come centrale di destra, Cuadrado come esterno dx di centrocampo al quale è contrapposto un più conservativo Evra sulla sx.

Marchisio in cabina di regia, con Pjanic sul centro sinistra e Khedira sul centro destra, Mandzukic e Higuain a formare la coppia d’attacco, con il #17 ad agire su tutto il fronte d’attacco, mentre el Pipa a presidiare l’area di rigore.

Subito vantaggio Juve con Dani Alves che serve Cuadrado sull’esterno. Il colombiano saltà il diretto avversario verso il fondo e crossa sul primo palo dove Mandzukic è bravo ad attaccare il primo palo (fase difensiva della Samp a dir poco passiva) e a deviare in rete con un forte colpo di testa.

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L’asse  Dani Alves Cuadrado ( 26 passaggi da Alves a Cuadrado e 13 da Cuadrado a Alves per un totale di 39) è sempre pericolosa, la stessa che ha propiziato il goal vittoria a Lione nell’ultima gara di Champions.

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schema che evidenzia l’impatto sulla gara degli interpreti. Più grande è il nome maggiore è stata la sua incidenza sul match.

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Il terzino brasiliano ha giocato un buonissimo primo tempo, con l’87% di precisione nei passaggi, ricevendone 81 cercando spesso il cambio campo ( 3 tentativi e 100% di precisione) e recuperando 9 palloni.
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Nei primi minuti della gara si è potuto notare come i movimenti di Higuain e Mandzukic fossero nettamente migliorati, segno che l’intesa tra i due bomber sta crescendo, e che insieme possono giocare, essendo entrambi di movimento, elemento tattico che gli consente di giocare in zone differenti senza pestarsi i piedi.

 

Heatmap di Higuain.

Heatmap di Higuain.

Heatmap di M,andzukic

Heatmap di M,andzukic

Il raddoppio della Juve è arrivato da una situazione da calcio da fermo (corner) dove Chiellini arriva di prepotenza (e libero) a colpire di testa al centro dell’area, sovrastando nettamente Sala.

I primi 10 minuti della gara hanno visto una Juventus dominante a livello tattico e fisico, che schiacciava la Sampdoria nella sua metà campo, aggredendo l’avversario quando entrava in possesso palla senza consentire la costruzione dell’azione da parte della squadra di Giampaolo.

Precisione nei passaggi dell’83% contro il 64% doriano, 3 tiri a 0, 2 occasioni create a 0, 8 cross 0, 100% di tackles contro il 25%, 100% di duelli aerei a 0, sono questi i numeri che certificano la superiorità bianconera sulla squadra di Giampaolo (dati squawka)

La Sampdoria, dopo il rapido doppio vantaggio iniziale, ha cercato di reagire alzando il ritmo e il pressing quando la Juve impostava, disturbando la costruzione del gioco e cercando di costringere i difensori bianconeri a giocare con i lanci lunghi.

Per ovviare a questo pressing Pjanic, che quando era la Samp ad impostare si allargava sulla sx, con Marchisio a pressare Cigarini, si abbassava per dare sostegno a Marchisio, marcato da Alvarez. A seguirlo, in questo movimento, c’era Barreto che però non lo marca stretto, concedendogli lo spazio necessario per controllare e gestire la palla.

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Nota di lode per Mandzukic che ha giocato una partita sontuosa al di la del goal che ha aperto le marcature, con il suo movimento continuo sul fronte d’attacco ad aprire gli spazi per l’inserimento dei compagni e il suo apporto in fase difensiva a raddoppiare, importante per il recupero della sfera.

Le statistiche poi parlano chiaro. Il #17 bianconero ha avuto una precisione nei passaggi del 75% (21 su 28), una precisione al tiro del 100% (1 tiro, 1 in porta, 1 goal), ha ricevuto 30 palloni, dato che certifica come il suo movimento lo rendesse un’opzione di scarico per i compagni che lo cercavano, e trovavano, spesso e ha recuperato 3 palloni, tutti nella metà campo difensiva.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

Pannello generale della partita di Mandzukic, giocata a tutto campo.

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Immagine dove sono evidenziati i tre palloni recuperati e le zone del campo dove la giocata è avvenuta.

Verso il finale del primo tempo la Sampdoria ha alzato il baricentro e il ritmo che, complice un calo di tensione e d’intensità nel gioco bianconero, le ha permesso di farsi vedere con più frequenza nei pressi dell’area di rigore, sfiorando anche il goal del 2-1.

Nella ripresa Juve in controllo della gara con ritmi decisamente più compassati, atteggiamento pagato caro quando Chiellini cerca, sbagliando, un cambio gioco intercettato da Praet che poi ha servito Schick, bravo a tirare di prima dall’altezza del dischetto del rigore, segnando il goal del 2-1.

 

7g

 

Giampaolo, vedendo una Juve in difficoltà , ha deciso al 65′ di far entrare Quagliarella e Muriel  per Budimir e Schick per cercare di essere più pericoloso in fase d’attacco e cercare un pareggio che, visto com’era iniziata la gara, sembrava utopico.

Ma la Juventus, subito il goal, ha ricominciato a giocare, aumentando il ritmo, tornando a manovrare con più fluidità, sempre con la fascia destra decisiva nello sviluppo dell’azione offensiva. Di fatto, 10 minuti dopo il goal doriano è arrivato il 3-1 di Pjanic, nato proprio da una giocata sull’asse Cuadrado-Khedira, con il colombiano abile a servire il #6 tedesco che si era inserito nello spazio . Il seguente cross basso, dopo un paio di rimpalli, è arrivato al bosniaco, bravo a trafiggere Puggioni sul primo palo.

8g

Al 25′ Allegri toglie Marchisio per inserire Lemina. Il #8 bianconero, al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per 6 mesi, ha disputato una buona gara, dando equilibrio al centrocampo, aiutato sicuramente dalla gara che era tutt’altro che proibitiva, adatta proprio perché potesse cominciare a recuperare il ritmo partita.

Precisione nei passaggi dell’89% (40 su 45), passaggi ricevuti 41 e 9 palloni recuperati sono statistiche che esprimono bene l’impatto del rientro di Marchisio nel centrocampo juventino.

 

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Dopo il goal di Pjanic la gara si è poi avviata al termine registrando solo il goal del 4-1 bianconero, siglato ancora da Giorgio Chiellini (prima doppietta in bianconero dal 2008, quando la vittima fu la Lazio) arrivato sugli sviluppi di una punizione calciata molto bene da Cuadrado.

9g

 

La Juve è tornata a vincere dando, come sempre le capita dopo un incidente di percorso, dimostrazione di forza, ribadendo ai più dubbiosi perchè è e rimane la favorita del campionato, che solo lei può decidere di perdere.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com / app Stats Zone

DATI: Opta

VIDEO : https://www.youtube.com/watch?v=ym9AXcKl2N4

 

 

Breve analisi sulla Sampdoria.

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

http://www.esatoursportevents.com/it/sampdoria/

Questo mercoledì andrà in scena la 10 giornata, turno infrasettimanale, che permetterà alla Juventus di rifarsi prontamente della caduta rimediata a S.Siro contro il Milan sabato scorso.

L’avversario di turno che farà visita ai Campioni d’Italia sarà la Sampdoria di Giampaolo, reduce dalla vittoria ottenuta nel derby contro il Genoa.

Nelle prime 9 giornate i blucerchiati hanno ottenuto 11 punti, risultato di 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, ottenute consecutivamente dalla 2a alla 5a giornata. Sono in serie positiva da 3 giornate (2 nulle e 1 vittoria)

La Sampdoria è una squadra che non segna molto (solo 10 goal , media di 1.1 a match e percentuale di precisione al tiro del 47%) e che non concede molto ( 12 goal subiti, 1.3 per partita) pur mantenendo la porta inviolata solo alla prima giornata (vittoria a Empoli per 1-0).

Dei 10 goal messi a segno 3 sono stati segnati da Luis Muriel (57% di precisione al tiro), il cannoniere della squadra e miglior uomo assist con 8 key pass e 1 assist vincente.

 

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Pur non segnando molto la squadra di Giampaolo ha creato, in questo inizio di stagione, 103 occasioni da rete, media di 11.4 a gara, un dato che fa capire come in fase offensiva la squadra produca gioco.

La Sampdoria è anche una squadra dotata di buon palleggio (80% di precisione nei passaggi in media, 81% nelle ultime tre gare) e gioca con aggressività, come dimostra il dato dei contrasti vinti (48%, aumentato al 51% nelle ultime 3 gare).

Lo schema tattico usato da Giampaolo è sempre stato il 4–3-1-2 (rombo) che ha visto la Sampdoria schierarsi con questo 11 nell’ultima gara di campionato:

 

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La fase difensiva della Samp, come detto, non è delle peggiori, ma concede comunque in media un goal a gara, segno che durante i 90 minuti va incontro a momenti di confusione e deconcentrazione, come si può vedere dal frame seguente preso dal derby.

 

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In fase offensiva l’azione viene sviluppata sulle fasce, con una leggere preferenza verso l’out di destra dove agisce spesso Muriel ( Nelle ultime 3 gare media del 24% di gioco sulla destra rispetto al 22% sulla sinistra)

 

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Oltre a Muriel, di gran lunga la stella della squadra, la Juventus dovrà stare molto attenta agli inserimenti sia di Edgar Barreto che di Fernandes, entrambi dotati di buoni tempi di inserimento e di un pericoloso tiro da fuori, oltre alle spinte di Sala e Regini, che si propongono con continuità, portando cross pericolosi al centro dell’area.

 

 

Di seguito le headmaps di Regini e Sala contro Palermo, Pescara e Genoa.

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Nonostante la Sampdoria abbia tenuto una media di possesso palla del 51%, è molto probabile che affronterà la gara chiudendosi in difesa, cercando di togliere spazi alla Juventus, situazione che i bianconeri soffrono, ancor di più ora che mancherà Dybala, l’uomo che scendeva a giocare tra le linee.

Per la Juve sarà necessaria molta pazienza, ordine tattico e precisione tecnica, oltre ad una velocità di manovra superiore a quella vista di recente, elemento fondamentale perchè si possa riuscire a perforare difese così compatte.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=q8nsCDLgc2Q

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=YKfgf9Y-GKU

 

 

Locatelli fa le cose perbene: Juve sconfitta dal Milan 1-0

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

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Milano non è città gradita alla Juventus quest’anno, e fortunatamente per i bianconeri non dovranno più giocarci, quantomeno in campionato.

Seconda sconfitta stagionale quella subita ieri sera per mano del Milan di Montella, che si aggiunge a quella contro l’Inter di De Boer, ma che si differenzia nettamente da quella subita contro i nero azzurri per quanto visto in campo.

La gara di ieri è stata dominata dalla Juventus che ha avuto il controllo della gara (57% di possesso palla, 84%, 22 tiri vs 8, 18 occasioni create vs 4, 30 cross vs 17, 21 palloni intercettati vs 11) sin dalle prime battute ma che ha trovato non poche difficoltà in fase conclusiva, o faticando a perforare la fase difensiva del Milan che lo vedeva compatto e chiuso nella sua metà campo in attesa dei bianconeri, o sprecando le occasioni da goal ( solo il 17% di precisione al tiro ).

In fase di costruzione la Juve vedeva Pjanic (#5) scendere a dare aiuto a Hernanes, seguito da Bonaventura, così da poter dare l’opzione in più di scarico e permettere alla manovra di saltare il primo pressing che, oltre al 5# rossonero su Hernanes, vedeva Niang e Suso esterni a comprire su Barzagli e Benatia e Bacca centrale su Bonucci.

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L’azione poi si sviluppava quasi esclusivamente sulla destra, con Dani Alves più coinvolto in fase di costruzione rispetto ad Alex Sandro, ma che ha differenza del compagno di squadra non dava quell’equilibrio difensivo necessario a contenere le ripartenze rossonere nella sua zona.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Infatti Barzagli, in più di un’occasione, si è trovato ad affrontare Niang che, ad inizio gara, è stato sicuramente il migliore del Milan, creando spesso preoccupazione alla difesa bianconera con le sue discese e le sue finte.

Zone d'azione di Niang.

Zone d’azione di Niang.

La partita vedeva il dominio della Juve, che controllava il gioco con buona tecnica(84% di precisione nei passaggi vs 71 del Milan ), ma, a mio avviso,con una velocità di manovra e nelle scelte che era troppo lenta, a parte alcuni frangenti dove, appunto, accelerando il giro palla, era riuscita a perforare la fase difensiva rosso nera (le linee di passaggio non erano sempre chiuse in modo adeguato) creando i presupposti per il goal, poi vanificati da errori in fase conclusiva.

Per cercare di condurre il Milan all’errore in fase di impostazione la Juventus alternava il pressing al portatore palla, intensificato quando questa arrivava a Locatelli, che veniva preso in consegna da Pjanic o Khedira, oppure restava compatta con Dybala (poi sostituito da Cuadrado) e Higuain vicini in posizione centrale a bloccare le linee di passaggio, appunto, centrali, costringendo i rosso neri a giocare sugli esterni o a lanciare lungo, cercando di superare il centrocampo bianconero innescando sulla corsa Niang o Bacca.

Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-0 per semplice volere del pessimo arbitro Rizzoli (gestione ridicola della gara culminata con il momento di protagonismo che lo ha portato ad annullare il goal, assolutamente regolare, siglato da Pjanic per fuorigioco inesistente di Bonucci) la ripresa ha visto il copione ripetersi, con la Juve a fare la gara e il Milan ad attendere, con gli spazi che, con il passare del tempo, aumentavano in maniera inversamente proporzionale alle forze in campo.

La ricerca del goal da parte della Juve (22 tiri totale a 8, 14 a 4 nella ripresa) la portava a sbilanciarsi e, proprio di questo aspetto si è approfittato il Milan che, con una delle sue ripartenze, e a causa del lento rientro del centrocampo bianconero, ha trovato Locatelli solo all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, libero di controllare e calciare un missile all’incrocio dei pali , imparabile per Buffon, che è poi valso i 3 punti finali.

La Juve nel finale schiaccia il Milan nella sua metà campo ( 6 dei 9 calci d’angolo sono stati calciati dopo lo svantaggio) senza però riuscire a creare veri pericoli a Donnarumma fino al 95′ dove il giovane portiere milanista, con un intervento miracoloso, è riuscito a togliere dall’incrocio un missile di Khedira.

Alla fine arriva quindi la seconda sconfitta in campionato per la squadra di Massimiliano Allegri, che resta al comando ora con 2 punti sul Milan di Vincenzo Montella, vera e propria sorpresa di questo inizio di stagione, e in attesa di vedere cosa faranno Roma e Napoli.

La Juventus ha messo in evidenza le difficoltà che, come già si sapeva, ha nell’affrontare le squadre che si chiudono, la quasi totalità di quelle che l’affrontano.

Per riuscire a scardinare questi sistemi difensivi Higuain e compagni dovranno giocare partite tecnicamente perfette, muoversi di più in campo e , di conseguenza, dare più velocità alla palla così da poter muovere le difese avversarie e sorprenderle negli spazi tra le linee o attaccandone il lato debole. Infatti, in Europa, a parte la gara con il Sevilla dove gli spagnoli hanno giocato per non giocare, la Juve ha dato dimostrazione di buon gioco, anche grazie all’atteggiamento degli avversari, tutt’altro che rinunciatario.

Se non ci saranno miglioramenti in questo senso e non ci sarà più concretezza in zona goal, sarà sempre più difficile per la Juve riuscire a vincere questo tipo di partite con tranquillità e dare conferma della netta superiorità che ha nei confronti degli avversari.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com/app squawka

DATI: Opta

IMMAGINI: /www.squawka.com / proprie.

 

 

 

MILAN – JUVENTUS : Breve analisi sui rossoneri.

 

http://www.calcioweb.eu/2016/05/milan-juventus-0-1-dts-le-pagelle-di-calcioweb/330261/

http://www.calcioweb.eu/2016/05/milan-juventus-0-1-dts-le-pagelle-di-calcioweb/330261/

 

La prossima avversaria che la Juventus dovrà affrontare in serie A per la 9 giornata sarà il sorprendente Milan di Vincenzo Montella, secondo in classifica, al pari della Roma, con 16 punti, a 5 lunghezze dai bianconeri primi con 21.

I 16 punti conquistati dai rossoneri sono frutto di 5 vittorie, 1 pareggio e due sconfitte, con 15 gol fatti (1.8 a gara) e 11 subiti (1.3 a gara).

Dei 15 goal fatti 5 provengono da calci piazzati (33%), suddivisi in 3 rigori e 2 calci d’angolo.

Il Milan viene da 5 risultati utili consecutivi (4 vittorie e un pareggio, in trasferta, contro la Fiorentina) dove, nelle prime tre gare della serie utile (fino a quella vinta con il Sassuolo a S.Siro per 4-3) aveva mantenuto la porta inviolata (0-1 contro la Sampdoria, 2-0 contro la Lazio e, appunto, 0-0 contro i viola).

Il gioco del Milan è basato sull’attesa dell’avversario per poi colpirlo con transizioni positive rapide, un’attesa però non statica ma attiva, volta alla chiusura degli spazi e al pressing appena il portatore palla supera la metà campo. Probabile che contro la Juve attuerà lo stesso sistema di gioco, sperando di portare i bianconeri a commettere errori tecnici in fase di impostazione per poi colpirli in contropiede con il trio d’attacco.

La qualità tecnica del Milan è buona, come ci fa capire il dato sulla precisione nei passaggi che, in media, si aggira sull’82% (83% la media delle ultime 3 gare giocate a S.Siro)

Di seguito alcuni frame tratti da Fiorentina-Milan e da Chievo Vr-Milan dove sono evidenziati i movimenti dei tre attaccanti.

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Come evidente nel secondo frame, Kucka avrà probabilmente il compito di andare al disturbo sul regista della Juve (In questo caso Hernanes potrebbe avere difficoltà a gestire la pressione del centrocampista slovacco) per recuperare palla e puntare la porta cercando di sfruttare il movimento ad allargare degli esterni d’attacco, nel caso specifico Niang e Suso.

L’azione d’attacco il Milan la sviluppa con leggera prevalenza sull’out sinistro, dove giocano Niang e De Sciglio ( 21% vs Udinese; 23% vs Lazio; 26% vs Sassuolo).

Restando sulla fase offensiva il Milan ha creato in stagione 77 palle goal (8 assist e 69 key pass), una media di 9.6 a match, dato leggermente migliorato se si considerano gli ultimi 3 match casalinghi (10.3 occasioni di media).

Per  quanto concerne l’aspetto difensivo la squadra di Montella non sempre risulta compatta, permettendo agli avversari di usufruire di spazi tra le linee, com’è capitato contro la Fiorentina.

Il rientro non sempre è tempestivo e questo fa si che la squadra risulti lunga in certi frangenti della gara. Se la Juventus giocherà al livello tecnico che le compete e con una velocità di manovra adeguata, potrà approfittare di queste lacune nella fase difensiva del Milan per poter colpire.

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Tra gli uomini di spicco del Milan sicuramente bisogna citare Donnarumma, senza discussioni la stella della squadra, Niang, Bacca, Suso e Bonaventura.

Su Gianluigi Donnarumma c’è poco da dire: 8 gare e 3 clean sheets, media di 1.38 goal concessi a gara e di 2,75 salvataggi, sempre per gara. Inoltre, oltre ad essere un’assoluta certezza tra i pali è anche abile con i piedi con un 67% di precisione nella distribuzione della palla.

M’Baye Niang è, per questa squadra, un giocatore importante, decisivo nella fase d’attacco nonostante i soli 3 goal in 8 gare (0.37 a gara). E’ secondo solo a Suso e Bonaventura per numero di occasioni create (10), ha una precisione al tiro del 42% e una precisione nei passaggi del 77%. Al di la dei numeri è il suo movimento sull’esterno unito alla sua velocità e capacità nel dribbling a farne un fattore importante per la squadra di Montella.

Carlos Bacca è il capocannoniere della squadra con i 6 goal segnati in 8 gare , un 69% di efficacia al tiro e un 72% di precisione nei passaggi. Un attaccante d’area di rigore ma che fa anche del movimento che porta alla creazione di spazi che, come prima accennato, possono essere sfruttati dai centrocampisti o ali.

Suso è la sorpresa della stagione visto che sta confermando quanto di buono fatto vedere a Genova, sponda rossoblu, sotto la saggia guida di Mister Gasperini.

Fino ad ora l’ex Liverpool ha giocato tutte e 8 le gare segnando solo 1 goal ma primeggiando nella classifica delle occasioni create (12 – 10 key pass e 2 assist). Precisione nei passaggi dell’82% e nel tiro del 50% ne fanno intuire le qualità tecniche, fondamentali nell’economia offensiva del Milan attuale. La sua capacità di giocare nell’half space tra terzino e centrale, unita alla rapidità di esecuzione, ne fanno un pericolo costante per le difese avversari, Juventus compresa.

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La posizione di Suso, half space tra terzino e centrale di sinistra.

Infine Giacomo Bonaventura, che da partente nel mercato estivo si sta ritagliando un ruolo da protagonista nel centrocampo del Milan.

Leader nelle occasioni create (13), con una media di precisione nei passaggi dell’87% (93% nelle ultime 3 gare), il #5 rossonero è il centrocampista di qualità che ha il ruolo di connettere la mediana con la linea d’attacco, abile sia nel contenere ma, soprattutto, nel proporre.

Gioca prevalentemente come interno di centrocampo sul centro destra, agendo in collaborazione con Abate e Suso che agiscono nella zona, proponendosi però anche centralmente, come si può osservare nell’immagine soprastante.

La Juventus avrà una gara difficile da affrontare che, ancor più rispetto al solito, dovrà interpretare al meglio giocando al massimo delle potenzialità e limitando al minimo gli errori in fase di costruzione per evitare che il Milan le possa fare uno sgambetto, avendone le possibilità in questo specifico momento della stagione.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE: www.squawka.com

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=wjAiNJaDuGo; https://www.youtube.com/watch?v=v8PHpUKIxHE

 

 

BUFFON AL CUADRADO: La Juve vince a Lione.

 

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/lione-juventus-diretta-1.2603956

http://www.quotidiano.net/sport/calcio/lione-juventus-diretta-1.2603956

In una partita tutt’altro che semplice, complicatasi dopo esser rimasti in 10 per quasi tutta la ripresa, che ha visto la Juventus uscirne vittoriosa con il grandissimo goal di Juan Cuadrado e con i due miracoli (oltre al rigore parato) di un immenso e leggendario Gianluigi Buffon, ottenendo quei 3 punti che ora, insieme alla vittoria del Sevilla contro la Dinamo Zagabria, permettono alla Juve di avere più di un piede negli ottavi di Champions.

La gara ha visto le due squadre affrontarsi con la stessa disposizione (3-5-2) e, nei primi 15 minuti, ha visto un dominio bianconero sul Lione (5 tiri a 0 / 3 occasioni create a 0/ 67% di duelli vinti), dominio però sterile che non ha portato a veri e propri pericolo, conseguenza dei molti errori nella fase conclusiva dell’azione.

Il Lione manteneva inizialmente un atteggiamento conservativo, restando con tutti i sui effettivi nella propria metà campo, restando molto compatto con la conseguenza chiusura degli spazi e delle linee di passaggio, tattica avvantaggiata da un giro palla bianconero non adeguatamente veloce da poter muovere e colpire la fase difensiva francese.

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L’Olympique Lyonnais ha messo fuori la testa nella parte centrale del match ( 3 tiri a 1/ 83% di duelli aerei vinti / 6 palloni intercettati) con una percentuale di gioco nella metà campo bianconera passato dal 37% dei primi 15′ al 45% del quarto d’ora centrale.

La pericolosità del Lione si verificava in particolare sull’out di destra della Juve, con Dani Alves che era più propenso ad attaccare che a difendere, situazione che lasciava la fascia scoperta per gli attacchi di Morel e Fekir, che si muoveva su tutto il fronte della 3/4.

L’apice della superiorità francese sulla Juve è stato il rigore guadagnato da Diakhaby, con un ingenuo Bonucci a trascinarlo a terra in area proprio davanti agli occhi dell’arbitro. Ci ha pensato poi un leggendario Buffon ( e Lacazette che non ha certo tirato il rigore della vita) a mantenere in equilibrio il risultato.

 

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Nella parte conclusiva della prima parte la Juve è tornata ad aumentare la pressione (4 tiri a 2 / 2 occasioni a 2 / 50% dei tackles vinti vs 25% del Lione), con un giro palla che però non aumentava ne in velocità ne in qualità, permettendo alla squadra di Genesio di riorganizzarsi e, sostanzialmente, non correre pericoli.

La causa della prevedibilità della manovra e della poca rapidità nel muovere il pallone da parte dei bianconeri è sicuramente conseguenza del fatto che Miralem Pjanic,il centrocampista di classe, era avulso dal gioco (81 % precisione nei passaggi / 1 occasione create / 0 tiri), messo in difficoltà dalla fase difensiva del Lione e non in grado di trovare la posizione ideale per ricevere il pallone e portare lo sviluppo dell’azione.

Mappa dei passaggi di Pjanic durante il primo tempo (79% di precisione).

Mappa dei passaggi di Pjanic durante il primo tempo (79% di precisione).

Nella ripresa è sempre la Juve ad iniziare forte, ma questo la porta a disequilibrarsi troppo spesso, dando il fianco alle ripartenze del Lione, pericoloso con Fekir, annullato da Buffon (miracolo n.2)

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In una di queste transizioni offensiva Lemina, costretto a far fallo su Fekir che si stava involando, ha ricevuto il secondo giallo e la conseguente espulsione che ha costretto la Juventus a giocare in 10 per quasi tutto il secondo tempo.

Con un uomo in meno Allegri ha disposto la squadra con un 4-3-2, con Evra spostato nel ruolo di terzino, Alex Sandro a giocare da interno di centrocampo e Pjanic a giocare nella posizione di pivote che occupava il #18 francese.

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La situazione per il bosniaco è migliorata paradossalmente con l’espulsione di Lemina che lo ha portato a giocare da Pivote. In quella posizione il suo rendimento si è capovolto (100% di precisione nei passaggi / 2 occasioni create / 1 tiro), risultando sempre nel vivo del gioco, dando qualità nei tocchi, un giro palla migliore e effettuando lanci precisi per i compagni che attaccavano lo spazio alle spalle dei difensori del Lione.

Prestazione di Pjanic dopo l'espulsione di Lemina.

Prestazione di Pjanic dopo l’espulsione di Lemina.

Con la superiorità numerica il Lione pressava,con la Juve che difendeva le vie centrali lasciando intenzionalmente le corsie ai francesi, creando densità in mezzo al campo.

Il cambio decisivo di Allegri è stato l’inserimento di Cuadrado, autore del goal partita, al posto di uno spento Dybala (0 tiri, 1 occasione create e 0 dribbling) , che cercava di fare il suo solito gioco, abbassandosi per ricevere palla sul centro sinistra e portare l’azione d’attacco, ma lui come Pjanic hanno trovato difficoltà a causa dell’ottima fase difensiva del Lione.

Prima della rete di Cuadrado la squadra di Genesio è andata vicina al vantaggio con un colpo di testa di Tolisso, perso, sugli sviluppi di un calcio di punizione, sia da Dani Alves che da Alex Sandro, con Buffon autore del terzo miracolo della serata.

 

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L’azione del goal è nata da una giocata di Gonzalo Higuain che, ricevuta palla da una rimessa laterale sul lato sinistro, ha girato di prima servendo Dani Alves sul lato destro (lato debole del Lione). Il #5 bosniaco ha poi condotto l’azione aprendo per Cuadrado, largo sulla destra, che ha puntato il suo avversario e, dopo un paio di finte, lo ha saltato verso il fondo. Dopo un breve sguardo al centro e non avendo visto nessuno, ha deciso di tirare, trovando un golazo che ha sorpreso Lopes, ingannato dallo sguardo di Cuadrado, che aveva fatto mezzo passo verso il centro dell’area scoprendo il palo.

Di seguito l’azione del goal

La splendida apertura di Higuain che permette a Dani Alves di attaccare il lato debole del Lione, completamente sbilanciato verso la zona della palla.

La splendida apertura di Higuain che permette a Dani Alves di attaccare il lato debole del Lione, completamente sbilanciato verso la zona della palla.

L'azione dello splendido goal di Cuadrado.

L’azione dello splendido goal di Cuadrado..

Il finale di gara è stata una gestione matura da parte della Juve, perfetta nel contenere un Lione comunque stanco per gli sforzi fatti, che non è riuscito più ad impensierire Buffon.

Una vittoria fondamentale per i Campioni d’Italia che gli permette di avere un piede e mezzo agli ottavi (2 delle prossime 3 gare saranno allo stadium, contro lo stesso OL e contro la Dinamo Zagabria), ma che lascia comunque la sensazione che la Juventus non sia ancora al meglio della condizione, il che non è una buona notizia per gli avversari, sia in Italia che in Europa.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=8Nx6vdxQsPQ

 

 

 

 

 

OL-JUVENTUS: Analisi sul Lione

 

http://jmania.it/lione-juventus-champions-league-2016-2017-formazioni/

http://jmania.it/lione-juventus-champions-league-2016-2017-formazioni/

 

Questa sera la Juventus affronterà il Lione nella terza giornata del gruppo H di Champions League, una partita che è già un crocevia per la stagione europea perchè, in caso di vittoria, consentirebbe ai bianconeri di fare un passo decisivo verso gli ottavi di finale.

Che Lione troverà la squadra di Allegri?

In Ligue 1 la squadra del Presidente Aulas è molto altalenante nei risultati ( ultime 3 con 2 vittorie e 1 sconfitta / su 9 gare ne ha vinte 4, perse altrettante e pareggiata 1) e occupo attualmente la posizione n.8 con 13 pt.

L’OL ha segnato 15 goal (1.6 p.p. / 4 da piazzati (3 rigori e 1 corner), il 27% del totale) e ne ha subiti 11 (1.2 p.p./ 8 dall’interno dei 16 metri)., con una precisione al tiro del 52% (58% nelle ultime 3 gare), un possesso palla del 54% (50% nelle ultime 3 gare) e una precisione nei passaggi dell’86%.

In Champions, nelle due gare giocate fin’ora (vinta contro la Dinamo Zagabria e persa contro il Sevilla), l’Olympique Lyonnais ha segnato 3 goal e subiti 1 (quello contro il Sevilla valso la sconfitta).

In queste due gare ha creato 28 occasioni da rete (16 contro i croati e 12 contro la squadra di Sampaoli), mostrando una precisione al tiro del 45% (36% contro il Sevilla), un possesso palla del 49% (45% contro il Sevilla), 5% meno rispetto alla Ligue 1, e una precisione nei passaggi dell’86%:

Il modulo adottato dal tecnico Bruno Genesio è solitamente il 3-5-2, con Tolisso (#8) come vertice basso davanti ai tre difensori e Fekir (#18) nel ruolo di punta e finalizzatore. Sono questi, a mio avviso, i giocatori chiave dell’OL a cui la Juventus dovrà prestare molta attenzione.

Partita Sevilla-OL

Partita Sevilla-OL

Corentin Tolisso (classe 94) in Ligue 1 ha giocato tutte e 9 le gare segnando 3 reti, mostrando una precisione al tiro del 63%, contribuendo alla creazione di occasioni da goal in 16 occasioni (1.7 p.p.), mostrando una precisione nei passaggi dell’83% e vincendo il 44% dei duelli.

In Champions ha segnato 1 goal (contro la Dinamo), con una precisione al tiro del 50% (-13% rispetto alla Ligue 1), con 4 occasioni create in 2 match (2 p.p.), mantenendo un buon livello nella precisione dei passaggi (83% – 92% contro il Sevilla) e con solo il 22% dei duelli vinti.

Tolisso gioca davanti alla difesa ma si spinge in avanti, inserendosi negli spazi creati dal movimento delle punte. (mappa da Sevilla-OL)

Tolisso gioca davanti alla difesa ma si spinge in avanti, inserendosi negli spazi creati dal movimento delle punte. (mappa da Sevilla-OL)

L’altro elemento di spicco è Nabil Fekir, punta classe 93′ che in Ligue 1 ha giocato ad oggi 7 gare segnando solo 2 goal, con una precisione al tiro dell’83%, creando 17 occasioni da goal (2.4 p.p.). L’ottima tecnica di cui è dotato gli permette di giocare con qualità la sfera (86% di precisione nei passaggi) e il fisico tosto nonostante la statura (1.73 cm) gli consente di uscire spesso vincitore nei duelli (52% vinti).

In Champions ha giocato solo la gara contro il Sevilla, senza segnare e facendo registrare uno 0% di precisione nei tiri, partecipando alla creazione di 1 occasione da goal, con una precisione nei passaggi dell’80% e una percentuale di duelli vinti del 40%.

Fekir svaria molto su tutto il fronte d'attacco, agendo quasi da trequartista.

Fekir svaria molto su tutto il fronte d’attacco, agendo quasi da trequartista.

Di seguito alcuni frame della gara giocata contro il Sevilla per capire, oltre ai dati, come gioca il Lione.

Movimento di Fekir e Cornet che allargano la difesa avversaria e permettono a Darder di avanzare palla al piede e tirare.

Movimento di Fekir e Cornet che allargano la difesa avversaria e permettono a Darder di avanzare palla al piede e tirare.

Come detto, Fekir è molto abile a giocare nello spazio e la Juve dovrà stare attenta a non concederne o, quantomeno, il meno possibile.

 

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In questo frame evidente come il Lione porti pressione molto alta, cercando di recuperare la sfera il più alto e il più vicino possibile alla porta.

In questo frame evidente ancora l'aggressività in fase di non possesso palla da parte dell'OL che, rapidamente, va a contrasto con gli avversari cercando di forzarne la giocata e di chiudere gli scarichi.

In questo frame evidente ancora l’aggressività in fase di non possesso palla da parte dell’OL che, rapidamente, va a contrasto con gli avversari cercando di forzarne la giocata e di chiudere gli scarichi.

Anche in questa immagine si vede l'aggressività del Lione, con 3 uomini all'inseguimento del portatore palla.

Anche in questa immagine si vede l’aggressività del Lione, con 3 uomini all’inseguimento del portatore palla.

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Il goal subito contro il Sevilla ha denotato forse il difetto più grande del Lione, la discontinuità. L’OL trova, durante le gare, momenti di deconcentrazione che vanificano quanto di buono fa, come abbiamo visto in precedenza. In quest’occasione Morel è in ritardo su Ben Yedder e Yanga Mbiwa si fa superare dalla palla e sorprendere dall’inserimento, alle sue spalle, dell’avvresario.

La Juventus dovrà essere in grado di gestire la foga agonistica dei giovani francesi per poi capitalizzare al meglio le occasioni che. l’inesperienza e la mancanza di concentrazione. portano l’OL a concedere durante la gara.

Nizzotti Roberto

FONTE: www.squawka.com

DATI: Opta

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=2cs3mifIeZY