Locatelli fa le cose perbene: Juve sconfitta dal Milan 1-0

 

http://www.panorama.it/sport/calcio/milan-juventus-risultato-moviola-diretta/

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Milano non è città gradita alla Juventus quest’anno, e fortunatamente per i bianconeri non dovranno più giocarci, quantomeno in campionato.

Seconda sconfitta stagionale quella subita ieri sera per mano del Milan di Montella, che si aggiunge a quella contro l’Inter di De Boer, ma che si differenzia nettamente da quella subita contro i nero azzurri per quanto visto in campo.

La gara di ieri è stata dominata dalla Juventus che ha avuto il controllo della gara (57% di possesso palla, 84%, 22 tiri vs 8, 18 occasioni create vs 4, 30 cross vs 17, 21 palloni intercettati vs 11) sin dalle prime battute ma che ha trovato non poche difficoltà in fase conclusiva, o faticando a perforare la fase difensiva del Milan che lo vedeva compatto e chiuso nella sua metà campo in attesa dei bianconeri, o sprecando le occasioni da goal ( solo il 17% di precisione al tiro ).

In fase di costruzione la Juve vedeva Pjanic (#5) scendere a dare aiuto a Hernanes, seguito da Bonaventura, così da poter dare l’opzione in più di scarico e permettere alla manovra di saltare il primo pressing che, oltre al 5# rossonero su Hernanes, vedeva Niang e Suso esterni a comprire su Barzagli e Benatia e Bacca centrale su Bonucci.

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L’azione poi si sviluppava quasi esclusivamente sulla destra, con Dani Alves più coinvolto in fase di costruzione rispetto ad Alex Sandro, ma che ha differenza del compagno di squadra non dava quell’equilibrio difensivo necessario a contenere le ripartenze rossonere nella sua zona.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Fascia destra la più usata dalla Juve.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Azione di Dani Alves nelle due metà campo.

Infatti Barzagli, in più di un’occasione, si è trovato ad affrontare Niang che, ad inizio gara, è stato sicuramente il migliore del Milan, creando spesso preoccupazione alla difesa bianconera con le sue discese e le sue finte.

Zone d'azione di Niang.

Zone d’azione di Niang.

La partita vedeva il dominio della Juve, che controllava il gioco con buona tecnica(84% di precisione nei passaggi vs 71 del Milan ), ma, a mio avviso,con una velocità di manovra e nelle scelte che era troppo lenta, a parte alcuni frangenti dove, appunto, accelerando il giro palla, era riuscita a perforare la fase difensiva rosso nera (le linee di passaggio non erano sempre chiuse in modo adeguato) creando i presupposti per il goal, poi vanificati da errori in fase conclusiva.

Per cercare di condurre il Milan all’errore in fase di impostazione la Juventus alternava il pressing al portatore palla, intensificato quando questa arrivava a Locatelli, che veniva preso in consegna da Pjanic o Khedira, oppure restava compatta con Dybala (poi sostituito da Cuadrado) e Higuain vicini in posizione centrale a bloccare le linee di passaggio, appunto, centrali, costringendo i rosso neri a giocare sugli esterni o a lanciare lungo, cercando di superare il centrocampo bianconero innescando sulla corsa Niang o Bacca.

Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0-0 per semplice volere del pessimo arbitro Rizzoli (gestione ridicola della gara culminata con il momento di protagonismo che lo ha portato ad annullare il goal, assolutamente regolare, siglato da Pjanic per fuorigioco inesistente di Bonucci) la ripresa ha visto il copione ripetersi, con la Juve a fare la gara e il Milan ad attendere, con gli spazi che, con il passare del tempo, aumentavano in maniera inversamente proporzionale alle forze in campo.

La ricerca del goal da parte della Juve (22 tiri totale a 8, 14 a 4 nella ripresa) la portava a sbilanciarsi e, proprio di questo aspetto si è approfittato il Milan che, con una delle sue ripartenze, e a causa del lento rientro del centrocampo bianconero, ha trovato Locatelli solo all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, libero di controllare e calciare un missile all’incrocio dei pali , imparabile per Buffon, che è poi valso i 3 punti finali.

La Juve nel finale schiaccia il Milan nella sua metà campo ( 6 dei 9 calci d’angolo sono stati calciati dopo lo svantaggio) senza però riuscire a creare veri pericoli a Donnarumma fino al 95′ dove il giovane portiere milanista, con un intervento miracoloso, è riuscito a togliere dall’incrocio un missile di Khedira.

Alla fine arriva quindi la seconda sconfitta in campionato per la squadra di Massimiliano Allegri, che resta al comando ora con 2 punti sul Milan di Vincenzo Montella, vera e propria sorpresa di questo inizio di stagione, e in attesa di vedere cosa faranno Roma e Napoli.

La Juventus ha messo in evidenza le difficoltà che, come già si sapeva, ha nell’affrontare le squadre che si chiudono, la quasi totalità di quelle che l’affrontano.

Per riuscire a scardinare questi sistemi difensivi Higuain e compagni dovranno giocare partite tecnicamente perfette, muoversi di più in campo e , di conseguenza, dare più velocità alla palla così da poter muovere le difese avversarie e sorprenderle negli spazi tra le linee o attaccandone il lato debole. Infatti, in Europa, a parte la gara con il Sevilla dove gli spagnoli hanno giocato per non giocare, la Juve ha dato dimostrazione di buon gioco, anche grazie all’atteggiamento degli avversari, tutt’altro che rinunciatario.

Se non ci saranno miglioramenti in questo senso e non ci sarà più concretezza in zona goal, sarà sempre più difficile per la Juve riuscire a vincere questo tipo di partite con tranquillità e dare conferma della netta superiorità che ha nei confronti degli avversari.

NIZZOTTI ROBERTO

FONTE: www.squawka.com/app squawka

DATI: Opta

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