JUVE-ROMA: Primo match ball ai bianconeri.

 

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La Juve fa suo il big match della 18° giornata battendo per 1-0 la Roma in uno Stadium esaurito in ogni ordine di posto.

Una gara vinta da Juve, giocando più di una gara nell’arco dei 90 minuti dove ha cominciato imponendo subito grande ritmo e giocando un buon calcio, momento della partita che è stato il preludio al grande goal di Gonzalo Higuain, capace di trovare la giocata decisiva, risultata poi determinante al fine del risultato.

 

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Dopo il vantaggio i bianconeri hanno abbassato il loro baricentro, in alcuni momenti anche troppo, lasciando il comando del gioco alla Roma che, alla ricerca del goal del pari, lasciava spazi che potevano essere sfruttati con rapide ripartenze, strategia non sempre eseguita correttamente dagli uomini di Massimiliano Allegri che, in uscita dal pressing, e a causa di errori tecnici, riconsegnavano quasi subito la sfera agli avversari che continuavano nella pressione, anche se sterile.

La Roma infatti, che arrivava a Torino come il miglior attacco della Serie A, ha tirato solo 2 volte nello specchio della porta, non impegnando mai seriamente Buffon mentre, al contrario, Szczesny è stato autore di 2/3 grandi interventi che hanno permesso alla Roma di restare in partita.

La Juve , oltre ad essersi dimostrata molto solida sul piano difensivo, è stata anche molto efficace in fase offensiva, tirando in porta in 6 occasioni sul totale dei 7 tentativi, una percentuale dell’86%, dato che non è valso il raddoppio solo per la bravura del portiere polacco.

Tra gli juventini 2 i giocatori che meritano elogi particolari (senza togliere nulla agli altri) e sono Daniele Rugani e Stefano Sturaro.

Il #24 ormai sta diventando un perno fondamentale della difesa bianconera presente (e lo sarà di quella del futuro), capace di sostituire Bonucci al fianco di Chiellini giocando una gara con assoluta tranquillità e precisione. La sua capacità di posizionarsi sempre in modo corretto è stupefacente, così come lo è la tranquillità da veterano con la quale esce dalle situazioni più compliate, oltre al grande talento in fase di marcatura che gli ha permesso di annullare Edin Dzeko che ieri sera era lo spauracchio per la difesa juventina.

Le statistiche della sua gara parlano chiaro con 3 palloni recuperati, 5 anticipi, 100% di efficacia nei disimpegni (8/8) e 100% nei disimpegni di testa (5/5), il tutto commettendo solo 1 fallo.

Stefano Sturaro ha disputato una gara incredibile, facendo sentire il suo peso sia in fase di non possesso (9 palloni recuperati, 5 falli commessi) sia in fase offensiva con i suoi inserimenti che, se non fosse stato per il portiere in prestito dall’Arsenal, sarebbero valsi il raddoppio bianconero (3 tiri totali, 2 in porta).

Anche per Stefano Sturaro le statistiche sono esplicative della sua grande gara con 3 tiri, tutti dentro l’area di rigore, dei quali 2 in porta , 4 dribbling riusciti sui 5 tentati, ben 9 palloni recuperati, 4 tackle riusciti sui 5 tentati, 100% nei disimpegni (2/2 + 1/1 di testa) e 5 falli commessi.

Sturaro ha dato dimostrazione di essere maturato come giocatore, capace di svolgere le due fasi in modo ottimale e con costanza di rendimento, oltre a dimostrare una duttilità tattica , qualità importante per un allenatore (durante la gara ha giocato, oltre che interno, anche da esterno di sinistra quando Allegri è stato costretto a sostituire Pjanic con Cuadrado).

 

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Dal canto suo la Roma ha cercato di sorprendere all’inizio inserendo Gerson, messo a centrocampo con De Rossi e Strootman, mossa che permetteva a Nainggolan di giocare da trequartista e a Perotti di alzarsi a dare supporto a Dzeko .

La scelta di Spalletti è però stata infruttuosa, costringendo il tecnico toscano al cambio ad inizio ripresa inserendo Salah, non recuperato al 100%, per i giovane brasiliano. A parte alcune giocate sull’out di destra, il fantasista egiziano non ha inciso sulla gara, subendo al contrario la miglior prestanza fisica di Alex Sandro, bravo nel contenere l’ex Chelsea e Fiorentina e nel riproporsi in fase offensiva con una certa regolarità.

A parte qualche mischia nata da situazioni da palla ferma (la Roma aveva segnato il 33% dei suoi goal da palle inattive) i giallorossi non si sono mai resi pericolosi, producendo si gran possesso palla (60%) ma non riuscendo mai a sfondare le due linee della Juve, sempre compatte e attente alla chiusura delle linee di passaggio, e a verticalizzare, obbligati a giocare in orizzontale.

La Juve ha vinto ancora allo Stadium, battendo ancora una volta una diretta concorrente per il titolo aumentando così il divario in classifica (+7) e andando in vantaggio negli scontri diretti, elemento importante nell’economia di un campionato.

Nizzotti Roberto

DATI : Opta (www.statszone)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=OlJv_9TqH6k&t=11s