Tomas Rincon: Un Generale per il centrocampo della Juve

 

https://twitter.com/tomasrincon5

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“El General” sarà il primo acquisto di questo mercato invernale in casa Juventus, con Allegri che ha visto in lui, all’anagrafe Thomas Rincon, il rinforzo ideale per il suo centrocampo.

Il centrocampista venezuelano classe ’88, proveniente dal Genoa, andrà a rinforzare un reparto che, per la Coppa d’Africa, perderà elementi importanti come Mario Lemina e Kwadwo Asamoah, rispettivamente convocati dal Gabon e dal Ghana.

Tomas Rincon è un centrocampista muscolare, esattamente quello che la Massimiliano Allegri necessita (la Juve ha trovato equilibrio quando è rientrato dall’infortunio Stefano Sturaro che ha apportato dinamicità e forza fisica alla mediana, elemento perso con le partenze in sequenza di Arturo Vidal e Paul Pogba).

In stagione Rincon ha disputato 16 partite mettendo a referto statistiche interessanti, in particolare nella fase difensiva, suo punto di forza.

I contrasti  sono stati in media 1.9, con 2,5 falli commessi (primo in questa statistica tra le file dei rossoblu), 1.4 palloni spazzati e solo 0.9 dribbling subiti (dati intesi per gara).

Anche nella gestione del pallone ha dato il suo apporto importante, con una precisione media nei passaggi dell‘84% e in media 51 passaggi effettuati a gara, statistiche che ne evidenziano la centralità nella manovra e una buona tecnica (è dotato di un buon dribbling)

Nei seguenti gif, estratti dal video (https://www.youtube.com/watch?v=6ZNxYvY-uys), si può vedere la capacità di Rincon in fase di non possesso e la sua tecnica, con il dribbling come punto forte.

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Sicuramente un elemento importante per la Juventus che, a mio avviso, sarà importante non soltanto per ovviare alle chiamate della Coppa D’Africa, ma anche successivamente contribuendo ad aumentare la forza di un reparto che negli ultimi anni, è sempre stato tra i più forti in Europa e il più forte in Italia.

Nizzotti Roberto

STATISTICHE: www.whoscored.com

 

Kelechi Iheanacho, un predestinato agli ordini di Guardiola

http://www.rompipallone.it/2016/09/15/un-giorno-kelechi-iheanacho

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Entrato al minuto 57 al posto di Nolito, Iheanacho ha messo il suo sigillo sul match segnando il goal dello 0-2, quello della tranquillità, il 5° in stagione (3 in Premier e 2 in Champions).

La sua partita lo ha visto mettere a referto i seguenti numeri: percentuale di realizzazione  del 50% , 1 goal su 2 tiri in porta, entrambi da dentro l’area di rigore, 2 palloni recuperati, 11 palloni ricevuti e una precisione nei passaggi del 71%.

Tralasciando però le mere statistiche è interessante analizzare i movimenti che hanno portato il #72 nigeriano a segnare il goal.

Prima viene incontro alla palla, verso il centrocampo, consentendo così ad Clichy di servire De Bruyne che si inseriva nello spazio centrale. Successivamente attacca la profondità effettuando un taglio da destra verso il centro che porta via il difensore consentendo al fantasista belga di poter avanzare indisturbato e servire, sempre sulla destra, l’accorrente Silva.

Ricevuto il pallone lo spagnolo ha poi servito sul secondo palo Iheanacho che, nel frattempo, aveva attaccato quella zona, abile a non farsi trovare in fuorigioco, sfruttando anche la poca concentrazione dei difensori dell’Hull City.

 

 

Movimenti da attaccante esperto nonostante la giovanissima età (20, classe 96′).

Un predestinato agli ordini di Guardiola.

Nizzotti Roberto

DATI: app Stats Zone (Opta)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=uEwsd_vqx3c

La vera prova del nove per il Chelsea

 

http://www.sportal.co.nz/football/english-football/antonio-conte-mulls-options-without-diego-costa-and-ngolo-kante-chelsea-premier-league/1nb1nf9zo41nj11dh1rbyr1ot4

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Oggi è il 26 dicembre e, come tutti gli anni, la Premier League scende in campo per il classico Boxing Day.

Tra le sfide della giornata (la ) c’è Chelsea-Bournmouth, gara che servirà per capire molto su come i blues abbiano tutti introiettato i dettami di Antonio Conte visto le assenze di due uomini chiave di questa squadra, fondamentali nella cavalcata che ha permesso al Chelsea di stabilirsi alla testa della classifica. N’Kolo Kanté e Diego Costa.

Il primo, dopo aver vinto da protagonista lo storico titolo con il Leicester City, ha continuato sugli stessi standard di rendimento anche a Stanford Bridge.

Il mediano francese è primo nei contrasti a partita (3.1) così come nel dato degli intercetti (2.8 p.p.), nel numero dei falli fatti per partita (primo con Marcos Alonso a 1.4 p.p.) e nel numero dei passaggi (64) che fanno capire come sia centrale, al di la del ruolo che ricopre in campo, nel gioco dei Blues.

Diego Costa quest’anno è tornato sui livelli di Madrid, sponda Atletico, e del primo anno in Premier segnando, fin’ora, 13 goal in 17 presenze (il 37% del totale dei goal del Chelsea, 35).

Di questi ben 7 hanno fruttato 16 punti sui 43 totali fatti dalla squadra di Conte (il 37%).

Oltre al contributo in fase realizzativa Diego Costa è importante anche in fase di non possesso con il pressing che porta agli avversari, atteggiamento che nella classifica dei falli commessi lo posiziona quarto con 0.9 p.p.

L’assenza di questi due elementi, come detto uomini chiave della squadra, sarà un importante banco di prova per il Chelsea che dovrà affrontare il pericoloso (più tra le mura amiche che in trasferta) Bournmouth del giovane tecnico Eddie Howe, probabile futuro tecnico della nazionale dei tre leoni.

Nizzotti Roberto

DATI: iwww.whoscored.com

Doha non è fortunata per la Juve: Al Milan la Supercoppa 2016.

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La Juventus perde l’ultima gara del 2016 lasciando la SuperCoppa Italiana al Milan nella finale giocata a Doha.

Dopo i primi 30 minuti dove i Bianconeri hanno dominato il gioco, costringendo il Milan nella sua metà campo, e dove hanno trovato il vantaggio con Chiellini sullo sviluppo di un calcio d’angolo calciato da Pjanic, hanno poi abbassato troppo il baricentro aiutando il Milan a prendere campo e, di conseguenza, fiducia.

La conquista del campo ha poi portato al goal di Bonaventura (primo tiro in porta del Milan) che, su cross di Suso, nettamente il migliore on campo, è stato abile nell’anticipare Lichsteiner che ne aveva seguito il taglio dalla fascia destra.

Nella ripresa le squadre hanno perso le distanze permettendo all’avversario di poter dar vita a transizioni positive molto pericolose, con la Juve che non è più riuscita a ritrovare la compattezza dei primi minuti, perdendo le spaziature e, di conseguenza, consentendo al Milan di trovare con più facilità gli uomini tra le linee e di effettuare cambi di gioco con più frequenza e pericolosità.

Il Milan ha creato situazioni più che veri e propri pericoli, soprattutto con i cross di Suso (sempre libero sui cambi di gioco), giocatore che Evra (entrato per l’infortunato Alex Sandro) e Lemina (entrato per l’infortunato Sturaro) non riuscivano a limitare. Per ovviare a questo Allegri ha poi deciso di invertire le posizioni degli interni di centrocampo, mettendo Khedira a sinistra e Lemina sulla destra .

Costretto a fare due cambi forzati Allegri ha potuto effettuare una sola sostituzione tattica optando per l’inserimento di Dybala al posto di Pjanic, con il #21 che si è posizionato nella stessa zona del bosniaco, alle spalle di Higuain e Mandzukic.

La Joya, pur non incidendo come ci si aspettava , ha comunque avuto l’occasione per chiudere la gara ma ha calciato alto da posizione favorevole, praticamente un rigore in movimento.

La gara poi si e protratta ai rigori dove proprio un errore del #21 Bianconero (parata di Donnarumma) e il successivo rigore segnato da Pasalic hanno condannato i Campioni d’Italia alla sconfitta consegnando al Milan la settima Supercoppa italiana della sua storia, nonché primo trofeo messo in bacheca negli ultimi 5 anni.

A livello tattico la partita ha visto la Juventus disporsi con un 4-3-1-2 con Pjanic nella posizione di trequartista, libero di muoversi tra le linee di difesa e centrocampo rossonere, oltre che di secondo regista a supporto di Marchisio. In fase di non possesso la disposizione passava ad un 4-4-2 con il #5 che si posizionava al fianco di Marchisio a centrocampo, mentre Khedira e Sturaro si allargavano rispettivamente a destra e sinistra.

Per bloccare la costruzione del gioco bianconero, che passava per forza di cose da Marchisio vista l’importante assenza di Bonucci, vero regista (il regista non è un ruolo, è un compito”, come dice Lele Adani in uno dei suoi video tattici sul canale youtube di mondofutbol.com ), il Milan metteva, a turno, Bertolacci o Kucka, con Locatelli che, insieme ad Abate (dx) o Bonaventura (sx) davano copertura alla zona lasciata libera dal compagno che si alzava in pressing.

La squadra di Montella cercava così di bloccare la Juventus che aveva, nel lancio lungo alla ricerca di Mandzukic o Higuain, la soluzione per saltare il primo pressing e cercare di colpire i rossoneri sfruttando la loro non perfetta chiusura degli spazi con gli inserimenti delle mezzali (Sturaro e Khedira) che sfruttavano al meglio le sponde delle due punte e gli spazi che queste, scendendo (Higuain) o allargandosi (Mandzukic) creavano.

In fase di non possesso Montella disponeva la sua squadra con un 4-1-4-1, con Locatelli che manteneva la posizione di regista (La Juve lo limitava mettendogli in marcatura Pjanic con Mandzukic che, oltre a pressare il centrale difensivo, chiudeva la linea di passaggio per il giovane regista) mentre la linea di centrocampo era formata da Bertolacci e Kucka con Suso (dx) e Bonaventura (sx) che si abbassavano lasciando il solo Bacca come riferimento offensivo.

Il Milan alla fine ha vinto meritatamente la gara, aiutato sicuramente dalla Juventus che, inspiegabilmente, dopo aver dominato la prima mezz’ora, ha abbassato troppo i ritmi del gioco e il suo baricentro, dando vita ad un avversario che non aveva, fino a quel momento, mai superato la metà campo.

Un’ altra gara che denota come la squadra di Allegri quest’anno abbia difficoltà nel gestire le gare, suo punto di forza nelle prime due stagioni con alla guida il tecnico toscano, aspetto che dovrà sicuramente migliorare per evitare in futuro di buttare gare incanalate su ottimi binari.

Nizzotti Roberto

JUVE-ROMA: Primo match ball ai bianconeri.

 

http://www.alfredopedulla.com/wp-content/uploads/2016/12/Higuain-gol-vs-Roma-Juventus-Twitter.png

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La Juve fa suo il big match della 18° giornata battendo per 1-0 la Roma in uno Stadium esaurito in ogni ordine di posto.

Una gara vinta da Juve, giocando più di una gara nell’arco dei 90 minuti dove ha cominciato imponendo subito grande ritmo e giocando un buon calcio, momento della partita che è stato il preludio al grande goal di Gonzalo Higuain, capace di trovare la giocata decisiva, risultata poi determinante al fine del risultato.

 

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Dopo il vantaggio i bianconeri hanno abbassato il loro baricentro, in alcuni momenti anche troppo, lasciando il comando del gioco alla Roma che, alla ricerca del goal del pari, lasciava spazi che potevano essere sfruttati con rapide ripartenze, strategia non sempre eseguita correttamente dagli uomini di Massimiliano Allegri che, in uscita dal pressing, e a causa di errori tecnici, riconsegnavano quasi subito la sfera agli avversari che continuavano nella pressione, anche se sterile.

La Roma infatti, che arrivava a Torino come il miglior attacco della Serie A, ha tirato solo 2 volte nello specchio della porta, non impegnando mai seriamente Buffon mentre, al contrario, Szczesny è stato autore di 2/3 grandi interventi che hanno permesso alla Roma di restare in partita.

La Juve , oltre ad essersi dimostrata molto solida sul piano difensivo, è stata anche molto efficace in fase offensiva, tirando in porta in 6 occasioni sul totale dei 7 tentativi, una percentuale dell’86%, dato che non è valso il raddoppio solo per la bravura del portiere polacco.

Tra gli juventini 2 i giocatori che meritano elogi particolari (senza togliere nulla agli altri) e sono Daniele Rugani e Stefano Sturaro.

Il #24 ormai sta diventando un perno fondamentale della difesa bianconera presente (e lo sarà di quella del futuro), capace di sostituire Bonucci al fianco di Chiellini giocando una gara con assoluta tranquillità e precisione. La sua capacità di posizionarsi sempre in modo corretto è stupefacente, così come lo è la tranquillità da veterano con la quale esce dalle situazioni più compliate, oltre al grande talento in fase di marcatura che gli ha permesso di annullare Edin Dzeko che ieri sera era lo spauracchio per la difesa juventina.

Le statistiche della sua gara parlano chiaro con 3 palloni recuperati, 5 anticipi, 100% di efficacia nei disimpegni (8/8) e 100% nei disimpegni di testa (5/5), il tutto commettendo solo 1 fallo.

Stefano Sturaro ha disputato una gara incredibile, facendo sentire il suo peso sia in fase di non possesso (9 palloni recuperati, 5 falli commessi) sia in fase offensiva con i suoi inserimenti che, se non fosse stato per il portiere in prestito dall’Arsenal, sarebbero valsi il raddoppio bianconero (3 tiri totali, 2 in porta).

Anche per Stefano Sturaro le statistiche sono esplicative della sua grande gara con 3 tiri, tutti dentro l’area di rigore, dei quali 2 in porta , 4 dribbling riusciti sui 5 tentati, ben 9 palloni recuperati, 4 tackle riusciti sui 5 tentati, 100% nei disimpegni (2/2 + 1/1 di testa) e 5 falli commessi.

Sturaro ha dato dimostrazione di essere maturato come giocatore, capace di svolgere le due fasi in modo ottimale e con costanza di rendimento, oltre a dimostrare una duttilità tattica , qualità importante per un allenatore (durante la gara ha giocato, oltre che interno, anche da esterno di sinistra quando Allegri è stato costretto a sostituire Pjanic con Cuadrado).

 

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Dal canto suo la Roma ha cercato di sorprendere all’inizio inserendo Gerson, messo a centrocampo con De Rossi e Strootman, mossa che permetteva a Nainggolan di giocare da trequartista e a Perotti di alzarsi a dare supporto a Dzeko .

La scelta di Spalletti è però stata infruttuosa, costringendo il tecnico toscano al cambio ad inizio ripresa inserendo Salah, non recuperato al 100%, per i giovane brasiliano. A parte alcune giocate sull’out di destra, il fantasista egiziano non ha inciso sulla gara, subendo al contrario la miglior prestanza fisica di Alex Sandro, bravo nel contenere l’ex Chelsea e Fiorentina e nel riproporsi in fase offensiva con una certa regolarità.

A parte qualche mischia nata da situazioni da palla ferma (la Roma aveva segnato il 33% dei suoi goal da palle inattive) i giallorossi non si sono mai resi pericolosi, producendo si gran possesso palla (60%) ma non riuscendo mai a sfondare le due linee della Juve, sempre compatte e attente alla chiusura delle linee di passaggio, e a verticalizzare, obbligati a giocare in orizzontale.

La Juve ha vinto ancora allo Stadium, battendo ancora una volta una diretta concorrente per il titolo aumentando così il divario in classifica (+7) e andando in vantaggio negli scontri diretti, elemento importante nell’economia di un campionato.

Nizzotti Roberto

DATI : Opta (www.statszone)

IMMAGINI: https://www.youtube.com/watch?v=OlJv_9TqH6k&t=11s

TORINO E’ BIANCONERA : Derby della Mole alla Juve.

 

Juventus' forward Gonzalo Higuain from Argentina  (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Juventus’ forward Gonzalo Higuain from Argentina (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match between Torino and Juventus at the Grande Torino Stadium in Turin on December 11, 2016. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

143° Derby della Mole a tinte bianconere grazie alla vittoria, in rimonta, per 1-3 degli uomini di Allegri.

La gara è stata equilibrata e decisa dalla maggior maturità e qualità della Juve che le ha permesso di gestire al meglio i momenti di difficoltà e di gestire al meglio il possesso palla sfruttando al meglio i punti deboli dei granata.

Analizzando la gara tramite le statistiche che ci ha fornito si può notare l’equilibrio del match sia dal possesso palla (52% per il Torino vs il 48% Juve) sia dal numero di passaggi completati (369 il Toro, 333 la Juve) che dal numero di tackle (20 a 19 per i granata), mentre per quanto riguarda i tiri il vantaggio della Juventus è netto con 17 tentativi a 9, con 8 tiri in porta ( il 42%) contro i soli 2 del Torino (22%).

Una gara giocata, fin dal principio su grandi ritmi, con la Juve che rispondeva al Torino sul piano dell’aggressività andando vicino al vantaggio in due occasioni, entrambe con Mandzukic protagonista, con Hart decisivo sulla seconda con una deviazione d’istinto a bloccare la palla sulla riga.

 

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I bianconeri riuscivano a far girare la sfera con una certa fluidità, cercando spesso i cambi di gioco che permettevano di trovare il Torino scoperto sul lato debole (La squadra di Mihajlovic non era rapida nello scivolamento). Il giocatore che ha più cercato il cambio di gioco è stato Marchisio , riuscendoci in 6 occasioni su 8 tentativi.

 

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Il #8 bianconero è stato autore di una gara solida, con l’86% nei passaggi, 41 passaggi ricevuti, 3 occasioni create e 6 palloni recuperati.

Dopo che la Juve era andata vicino al vantaggio è stato il Torino che, alla prima occasione, e al primo sfondamento sulla fascia, è riuscito a trovare il goal (25° su azione sui 32 totali) di Belotti (11 goal),bravissimo ad anticipare Lichsteiner e a mettere sul secondo palo un preciso cross di Benassi.

 

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Nonostante la doccia fredda dell’improvviso svantaggio la Juve ha ripreso a giocare, mantenendo la calma e trovando il pareggio dopo 15 minuti con Higuain su una ripartenza da palla riconquistata sulla ¾ granata con Cuadrado bravo ad intercettare una palla vagante e a servire in profondità Mandzukic che, con un controllo fortunoso, ha servito poi a sua volta il Pipita lanciandolo a rete.

 

 

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El nueve argentino ha giocato una grande gara tirando 6 volte, delle quali 4 in porta (il 50% dei tiri bianconeri che hanno centrato la porta granata) segnando due goal (il secondo goal è fantastico per controllo e tempi di esecuzione). L’86% di precisione nei passaggi, il movimento in campo con annessa difesa della porta e i cambi di gioco e i 3 falli subiti completano il quadro della gara giocata dal Pipita.

 

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Il raddoppio bianconero è arrivato al minuto 82, ma nei 35 minuti precedenti la gara era rimasta in sostanziale equilibrio (33% di tackles per entrambe, 4 intercetti a 3 per il Torino, 4 tiri per entrambe, 76% vs 79% di precisione nei passaggi) con la Juve che si era avvicinata al vantaggio e con il Torino che, soprattutto con le ripartenze, al nuovo vantaggio. In una di queste  Iago Falque si è accentrato dalla destra verso il centro servendo poi Ljajic sul lato opposto. Il #10 serbo, ricevuta la sfera, ha puntato la difesa bianconera effettuando un tiro a giro dal vertice sinistro dell’area (guardando la porta) e sfiorando il palo lungo con Buffon immobile.

 

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Dopo il vantaggio della Juve Mihajlovic ha inserito Boyé e Martinez per Benassi e Falqué, sbilanciandosi apertamente alla ricerca del goal che valesse almeno un punto, ottenendo invece il contrario. Massimiliano Allegri, che aveva inserito Lemina per Sturaro e, soprattutto, Dybala per Mario Mandzukic, ha potuto approfittare degli spazi che naturalmente si creavano visto l’evidente sbilanciamento offensivo dei granata.

In una di queste ripartenze la Joya ha dato sfoggio, ancora una volta, del suo immenso talento dribblando 4 giocatori del Torino sulla linea laterale e servendo, con una precisione e visione di gioco pazzesca, Higuain in profondità mettendolo solo davanti a Hart. L’ex #1 del Manchester City era riuscito a respingere sial il tentativo del #9 juventino sia il primo di Pjanic (entrato per Cuadrado) ma non il secondo del #5 ex Roma che ha sancito il definitivo 3-1 e la fine del match.

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Juve che aumenta a 39 i punti in classifica e a 7 il vantaggio su Milan e Roma che, questa sera, si sfideranno all’Olimpico di Roma mentre il Torino resta 7° a 25 punti.

Nizzotti Roberto

DATI: Opta (app Stats Zone)

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=bRtQc0VESBo&t=2s ; https://www.youtube.com/watch?v=-KMVHFm_0Tk&t=2s

Mandzukic trascina la Juve: 3-1 all’Atalanta dei miracoli.

 

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/12/03-18264096/juventus_rabbia_orgoglio_e_4-3-1-2_schiacciata_l_atalanta_3-1_che_mandzukic_/

Dopo la sorprendente sconfitta subita per mano del Genoa, la Juventus era chiamata a dare una pronta risposta, più a se stessa che al campionato, e così è stato.

I campioni d’Italia hanno sconfitto, allo Juventus Stadium, con un netto 3-1 l’Atalanta dei miracoli che arrivava a Torino con un bottino di 24 punti, frutto di 8 vittorie nelle ultime 9 gare.

L’approccio alla gara da parte dei Campioni d’Italia è stato ottimale, aggressivi e concentrati dal primo al 94° minuto, ottimi in fase difensiva concedendo molto poco ad un rivale che, è giusto sottolineare, è venuto a Torino cercando di proporre la propria idea di gioco, senza chiudersi in difesa come la maggior parte delle squadre fanno quando affrontano la Juventus in trasferta.

L’emblema dell’attitudine bianconera è stato, senza ombra di dubbio, Mario Mandzukic, vero valore aggiunto della serata e il migliore in campo in una serata dove tutta la squadra si è espressa su ottimi livelli.

L’attaccante croato a giocato a tutto campo e lo si vedeva spesso nella ¾ difensiva a recuperare palla (100% di efficacia nei tackle – 7 su 7, 3 palloni recuperati e 2 blocchi ) contribuendo in maniera determinante alla riconquista della sfera e dando un messaggio molto chiaro a tutti i compagni come un vero e proprio trascinatore e leader in campo deve fare.

 

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Schema che riporta i tackle effettuati da Mandzukic

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Schema che riporta i duelli aerei vinti dal #17 juventino (100%)

 

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I due blocchi che Mandzukic ha effettuato nel finale del primo tempo e che hanno permesso alla Juve di andare al riposo con la rete inviolata.

A coronare una prestazione eccellente è anche arrivato il goal del 3-0, su calcio d’angolo calciato perfettamente da Pjanic. Solo in mezzo all’area il #17 juventino è stato abile a deviare sul secondo palo il cross del #5 bosniaco.

Anche l’ex Roma ha giocato una grande gara, dando credito a chi crede che nella posizione di trequartista possa dare massima espressione alle sue qualità tecniche e di visione di gioco.

Pjanic (2 assist e 3 occasioni create, 3 palloni recuperati, 2 anticipi) ha giocato con grande naturalezza, muovendosi molto e bene su tutta la ¾ offensiva, giocando molto bene tra le linee e dispensando tocchi di prima di grande classe che, oltre ad essere esteticamente apprezzabili, permettevano alla palla di viaggiare velocemente e, di conseguenza, all’azione di svilupparsi in tempi brevi così da sorprendere più di frequente la difesa atalantina, non ottimale in serata come dimostrano i 2 goal subiti su 3 da calcio d’angolo (il 2-0 porta la firma di Daniele Rugani, anche lui libero di saltare in solitaria in mezzo all’area così da colpire con tranquillità il pallone calciato da Pjanic)

Il trequartista bosniaco, oltre a giocare nella metà campo offensiva scendeva anche a dare sostegno a Claudio Marchisio in fase di costruzione di gioco. L’Atalanta infatti cercava di bloccare lo sviluppo della manovra bianconera mettendo Gomez e Petagna in marcatura su Rugani e Chiellini, con Kurtic che lo stesso faceva con Marchisio, costringendo di fatto Buffon a rinviare il pallone o portando la Juventus a forzare l giocata con l’obiettivo di recuperarla il più in alto possibile.

 

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Schema dei passaggi ricevuti da Pjanic che ci mostra la mobilità del #5 bosniaco.

 

Altro movimento che si ripeteva spesso era lo scambio di posizioni tra gli esterni, Alex Sandro a sinistra e Lichsteiner a destra, e i rispettivi interni di centrocampo, Sturaro e Khedira.

Da uno di questi movimenti è nato il vantaggio bianconero, con il #12 brasiliano che, appunto, sfruttando lo spostamento sulla fascia di Sturaro, ha attaccato lo spazio centralmente concludendo poi, dal limite dell’area, e dopo aver resistito ad un contrasto avversario, con un preciso tiro a giro di sinistro che ha battuto Sportiello sul primo palo.

 

La Juventus ha concesso poco all’Atalanta, pressante nel finale del primo tempo (determinante Mandzukic a fare da scudo su due conclusioni pericolose e consecutive) e dopo il 3-0 dove, con una bell’azione sulla destra trovava il classico goal della bandiera con Freuler su assist di D’Alessandro.

 

 

Nota importante anche per Goanzalo Higuain che, seppur senza entrare nel tabellino dei marcatori, ha disputato un’ottima gara, mettendosi a servizio della squadra, sacrificandosi in fase di non possesso e muovendosi molto sul fronte d’attacco aiutando nello sviluppo della manovra e considerando che era costantemente seguito a uomo dai centrali atalantini Caldara o Toloi, creando importanti spazi centrali. Nonostante il forte pressing che non gli consentivano di ricevere palla e giocarla con la tranquillità necessaria Higuain è riuscito ad avere una precisione nei passaggi del 91%, 36 palloni ricevuti , 100% dei passaggi riuscita a centrocampo (con la pressione dei centrali bergamaschi).

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Lo schema dei passaggi ricevuti dal Pipita ci permette di vedere i suoi movimenti, come abbia giocato molto a centrocampo, dettando il passaggio, creando spazi attaccabili e smistando il pallone.

 

Nizzotti Roberto

DATI: Opta

FONTE>: app Stats Zone